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Il ladro di Bagdad (1924)

[The Thief of Bagdad, USA 1924, Avventura, durata 115', b/n]   Regia di Raoul Walsh
Con Douglas Fairbanks, Julanne Johnston, Snitz Edwards, Anna May Wong



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il ladro di Bagdad: presente
Ritmo ritmo in Il ladro di Bagdad: forte
Impegno impegno in Il ladro di Bagdad: assente
Tensione tensione in Il ladro di Bagdad: presente
Erotismo erotismo in Il ladro di Bagdad: assente

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La trama

Il ladro Ahmed (Fairbanks) cerca un forziere d'oro da rubare, ma gli basta intravvedere la Principessa per innamorarsene perdutamente e non pensare più ad altro. Riesce a farsi ricevere a corte, il suo amore è corrisposto, ma ecco che giungono i Mongoli, i quali instaurano una feroce dittatura. Il ladro-patriota resisterà alle lusinghe di una stupenda schiava "nemica" e libererà Bagdad. Il felice incontro fra Walsh e il divo Fairbanks (che sceneggia il film con uno pseudonimo) generò un successo clamoroso. Stupefacenti, per l'epoca, gli effetti speciali e l'accuratezza delle scenografie. Miniera di trovatr e prototipo di tutti i film d'avventura orientale a venire. Scenografie di William Cameron Menzies e costumi di Mitchell Leisen. 

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 07/12/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Bagdad, “città di sogno dell’antico Oriente”. Il ladro Ahmed (Douglas Fairbanks), temerario e disincantato (“Quello che voglio, lo prendo. La mia ricompensa è qui: il paradiso è un sogno assurdo e Allah è un mito”), rischia continuamente la vita tra furti e imprese sempre più ardite: penetrato nel palazzo del califfo (Brandon Hurst) per rubare un forziere di gioielli, si introduce nelle stanze della principessa (Julanne Johnston) e, folgorato dalla sua bellezza, se ne innamora perdutamente. Uno spietato principe mongolo (Sôjin), intanto, dal suo palazzo di Ho Sho, nella lontana Asia Orientale, trama per usurpare il trono del califfo di Bagdad e impadronirsi della città: scelta l’occasione più propizia per sferrare l’attacco, ovvero il prossimo matrimonio della principessa, quando, cioè, tutti i pretendenti si recheranno a Bagdad da ogni parte dell’Oriente per chiederle la mano, il principe organizza il suo piano d’azione, stabilendo di introdursi nel palazzo del califfo come uno dei corteggiatori e infiltrando una sua schiava (una deliziosa e sensuale Anna May Wong) al seguito della principessa. Anche Ahmed ha avuto un’idea simile e, rubati abiti principeschi nel bazar dei mercanti della città, si accoda alla sfilata di pretendenti, sbaragliando la concorrenza e conquistando il cuore della ragazza: quando, però, viene smascherato, la rabbia del califfo si abbatte sullo sventurato “principe dei ladri”. Frustato a sangue, viene gettato in pasto a un mostruoso gorilla, sfuggendo segretamente alla morte soltanto grazie all’intervento della principessa, ormai costretta a scegliere un nuovo pretendente: il prescelto sarà chi, spedito nelle terre più remote del continente, entro sette lune le riporterà il tesoro più raro e prezioso. E mentre il principe mongolo continua a tramare nell’ombra per conquistare Bagdad, Ahmed parte alla ricerca di un tesoro che possa “superare ogni immaginazione”, atteso da incredibili peripezie (“Lo sai, giovane temerario, che incontrerai sulla tua strada fiamme devastanti e mostri orribili?”), fino all’insperato trionfo del suo sogno d’amore: d’altronde, “la felicità bisogna meritarsela”…
Una tra le gemme più scintillanti della Hollywood dorata degli anni Venti, frutto entusiasmante della collaborazione tra i talenti di Raoul Walsh e del divo Douglas Fairbanks, qui nella triplice veste di attore, produttore e cosceneggiatore (con lo pseudonimo di Elton Thomas). La lavorazione di Il ladro di Bagdad ha inizio negli studios della compagnia di Fairbanks, che intende realizzare un film (liberamente) ispirato a una novella delle Mille e una notte (An Arabian Nights Fantasy, come recita il sottotitolo della pellicola): la scintilla scocca quando Walsh, invitato a visitare i set appena allestiti da William Cameron Menzies per il film, in preproduzione già da quasi un anno, accetta di partecipare al mastodontico progetto, finanziato dalla neonata United Artists con costi che lieviteranno sensibilmente oltre il milione di dollari. ESPANDI +
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Opinioni su Il ladro di Bagdad


7 dicembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "Il ladro di Bagdad"
FABIO1971

Bagdad, “città di sogno dell’antico Oriente”. Il ladro Ahmed (Douglas Fairbanks), temerario e disincantato (“Quello che voglio, lo prendo. La mia ricompensa è qui: il paradiso è un sogno assurdo e Allah è un mito”), rischia continuamente la vita tra furti e imprese sempre più ardite: penetrato nel palazzo del califfo (Brandon Hurst) per rubare un forziere di gioielli, si introduce nelle stanze della principessa (Julanne Johnston) e, folgorato dalla sua bellezza, se ne innamora...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a Il ladro di Bagdad (1924)

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