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The Hurt Locker (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Hurt Locker: presente
Ritmo ritmo in The Hurt Locker: molto forte
Impegno impegno in The Hurt Locker: molto forte
Tensione tensione in The Hurt Locker: forte
Erotismo erotismo in The Hurt Locker: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a The Hurt Locker

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a The Hurt Locker (voti: 179 media: 3,63) 179

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La trama

La guerra in Iraq vista con gli occhi dei soldati americani impegnati nelle missioni più estreme contro terroristi e kamikaze.

Una squadra speciale dell'esercito americano addetta al rinvenimento e alla disattivazione degli ordigni esplosivi in Iraq si trova a dover compiere una missione speciale e altamente rischiosa, in uno scenario dove ognuno è un potenziale nemico e dove le bombe possono essere nascoste ovunque. 

Tratto dai reportage del giornalista Mark Boal, The Hurt Locker è spiazzante, anche per la critica. Ci sono solo due star: una che muore subito e l’altra (Fiennes) spesa come un cameo. Non c’è una storia principale, non c’è uno sventolare di bandiere su cui commuoversi (vedi Nella valle di Elah, con soggetto sempre di Boal), né abbastanza teoria sul punto di vista (come in Redacted). La Bigelow gioca di continuo sulla sottilissima linea tra l’essere coraggiosi e drogati di adrenalina. E riporta tutto alla questione della scelta. Salvare vite, sparare, persino avere figli.

La recensione di FilmTv

Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 41/2008

Kathryn Bigelow sa come dare grandiosità alla violenza e grazie al super 16 raggiunge un tocco quasi documentaristico. Tensione potente in un film spiazzante, sia per il pubblico che per la critica

«La furia della battaglia provoca spesso una dipendenza letale […] La guerra è una droga». Parole che introducono un’“ordinaria” scena di terrore di strada a Baghdad. Tratto dai reportage iracheni del giornalista Marc Boal, The Hurt Locker apre con un’azione militare che pare uno sbarco lunare. Sul set giordano di Amman a ricreare l’Iraq, Thompson (Pearce), capo di una squadra di artificieri dell’esercito statunitense, cerca di disinnescare l’ennesimo ordigno. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di nickoftime scritta il 04/02/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Lo sfondo ricorda il paesaggio lunare che appartiene ai luoghi dell’anima ma anche a quelli desunti dalla cronaca del tempo presente: la guerra come dimensione che annichilisce la dignità dell’uomo e la riduce, attraverso i suoi simboli più vistosi (le insegne, la divisa, le armi) in una componente del meccanismo che la alimenta. Ma è lì, nel cuore del problema, che tutto si azzera e la retorica della democrazia si trasforma in una lotta contro il tempo: quello della bomba che sta per esplodere, ossessivo ed onnipresente, ma anche quello della tregua, scandito dal conto alla rovescia che accompagna e sottolinea in maniera drammatica, per il sentore di non riuscire ad arrivare al traguardo, le missioni di una squadra di artificieri nella capitale irachena. E’ proprio laggiù, tra macerie reali (desunte dal contesto contingente) e metaforiche (quelle che appartengono alla vita dei tre protagonisti) che la Bigelow organizza il “rendez vous” con il suo cinema, tornando a respirare la libertà ed il dinamismo delle produzioni a basso budget. Un ritorno sulla terra, a base di “macchina a mano ed olio di gomito”, per denudare la notizia e restituircela nella crudezza della sua complessità.
La cronaca giornaliera, roboante ed adrenalinica quanto basta per stimolare le sinapsi dell’autrice, si mescola con i sentimenti di un privato tratteggiato in maniera minimalista ed imploso negli sguardi di quegli uomini e nella reticenza delle loro parole. Americano nel privilegiare l’azione all’astrazione, “The Hurt Locker” non tralascia niente di questa sporca guerra: ci sono bambini che muoiono e soldati che uccidono, c’è l’onnipotenza di chi si crede vincitore ma anche il sudore freddo della paura. Ma è soprattutto il senso di tragica fatalità, continuamente presente negli sviluppi e nelle conclusioni delle vicende che occupano la scena e reso tangibile nel protagonista principale, un soldato che non può fare a meno della guerra- dopo i vampiri de “Il buio si avvicina” ed i surfisti di “Point break, la Bigelow ripropone con successo un personaggio “Addicted”- che il film riesce a superare le barriere del genere, diventando ben presto un resoconto sulla condizione umana. Se la messa in scena della guerra appare estremamente veritiera, convince la volontà della Bigelow di dare un nome a coloro che la combattono, al di là delle ideologie e delle ragioni di parte. Un cast di quasi sconosciuti (Makie l’avevamo visto in “She hate me”di Spike Lee e nel mai distribuito “Half Nelson”, film nominato all’Oscar per la formidabile interpretazione di Ryan Gosling) e due star (Ralph Fiennes e Guy Pierce) che scompaiono quasi subito ci danno il senso di un opera che riduce le distanze e punta dritta al cuore dello spettatore.
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SI

Opinioni su The Hurt Locker


6 aprile 2012 Opinione di luca826 su "The Hurt Locker"
luca826

VOTO 6,5 AMBIZIOSO (TV Marzo 2012) Un film divorato dall'ambizione dei suoi autori. The rush of battle is often a potent and lethal addiction, for war is a drug Questa didascalia iniziale, citazione di una frase di un libro del corrispondente di guerra americano Chris Hedges, è l'assunto. Bigelow e i suoi collaboratori volevano realizzare un film 'sulla' guerra e non un film 'di' guerra, ma il progetto scappa di mano e quello che rimane è la parte più action, dilatata nel realismo...

voto al film: luca826 assegna il voto sufficiente a The Hurt Locker (2008)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

22 marzo 2012 Opinione di wang yu su "The Hurt Locker"
wang yu

Vuole trasmettere un atmosfera di incertezza che crea tensione e ci riesce,ma è un film che non mi ha lasciato pienamente soddisfatto,non vorrei essere nei panni di nessun militare ma specialmente di quelli che hanno a che fare con gli esplosivi.voto 6

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a The Hurt Locker (2008)



9 marzo 2012 Opinione di emil su "The Hurt Locker"
emil

Un paio di sequenze ben fatte e poco più. Bene Renner, ma il film è sopravvalutato, anche se lontano dalla retorica militaristica americana e quindi ben fatto.

voto al film: emil assegna il voto sufficiente a The Hurt Locker (2008)


8 marzo 2012 Opinione di Enrique su "The Hurt Locker"
Enrique

Mi chiedo come abbia potuto vincere l’Oscar per la miglior regia, la miglior sceneggiatura e miglior film (e altri tre Oscar”tecnici” più ragionevolmente meritati); certamente è un film godibile e scorrevole (nella sua drammaticità), ma si tratta pur sempre del solito film di guerra…

voto al film: Enrique assegna il voto sufficiente a The Hurt Locker (2008)



14 gennaio 2012 Opinione di jonas su "The Hurt Locker"
jonas

Una squadra di tre artificieri americani in Iraq: il loro capo, prudente e riflessivo, muore durante un’azione; il suo sostituto considera ogni missione come una sfida alla sorte e sembra essere invulnerabile. L’inizio è adrenalinico, poi il gioco si fa ripetitivo; ma i problemi sono soprattutto di ordine ideologico. Il film (come altri ben più beceri, tipo Black Hawk down) vorrebbe aggiornare l’estetica bellica al terzo millennio e all’epoca post guerra fredda; tuttavia, gratta...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a The Hurt Locker (2008)

nessun commento
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5 novembre 2011 Opinione di PP su "The Hurt Locker"
PP

Voto 6. [04.11.2011]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a The Hurt Locker (2008)



11 settembre 2011 Opinione di tafo su "The Hurt Locker"
tafo

Fare un film su una guerra in corso è rischioso, farlo su una guerra che cominciava mediaticamente 10 anni fà quando le parole Twin Towers e Iraq  dovevano apparire nella stessa frase pur sapendo che Saddam con l'attentato non c'entrava nulla, diventa quasi impossibile. Quando il conflitto è soprattutto cronaca da televisione non è storia da poter in qualche modo giudicare con una certa freddezza per una regista poco realista diventa missione impossibile....

voto al film: tafo assegna il voto mediocre a The Hurt Locker (2008)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

19 agosto 2011 Opinione di LAMPUR su "The Hurt Locker"
LAMPUR

William James (Jeremy Renner), freddo artificiere sprezzante e ribelle, che disinnesca senza esitare bombe, commilitoni, nemici e matrimoni, resta indeciso e titubante, a mio parere, in una scena chiave del film, al supermercato: davanti ad una parete di cereali da breakfast. Quale scegliere? Non possono diventare questi i dilemmi cruciali di un uomo che salva vite, che lavora per il Mondo. Fuck ai cereali quindi, ai supermercati, al giardino da curare. Me ne torno in Iraq. Questo il...

voto al film: LAMPUR assegna il voto sufficiente a The Hurt Locker (2008)

nessun commento
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4 luglio 2011 Opinione di sasso67 su "The Hurt Locker"
sasso67

Forse non meritava la pioggia di Oscar che ha avuto, ma neppure le aspre critiche che, un secondo dopo, lo hanno investito, questo film della Bigelow. Per esempio Mereghetti ha scritto che «l'intreccio è ripetitivo» (ma, quando scrive che il piccolo Beckham è destinato ad una tragica fine, viene il sospetto che non abbia proprio visto il film per intero), ma è il film stesso ad avere una struttura circolare: alla fine, l'artificiere James ricomincia il giro e...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a The Hurt Locker (2008)

1 commento
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14 giugno 2011 Opinione di Viola96 su "The Hurt Locker"
Viola96

The Hurt Locker è un gran bel film.La Bigelow fa incetta di premi(giustissimi) con un film sulla guerra e sul diritto di essere uomini oltre ad essa.Una trama con cadenze psicologiche notevoli fa si che il film,da operetta à la Nella valle di Elah,diventi un film masteodontico(à la Redacted).I soldati non sono presentati come eroi ma solo come semplici esseri umani,tra pregi e difetti(tra cui l'eroismo non manca,certo),voglie,paure,desideri,ammissioni.La Bigelow,che...

voto al film: Viola96 assegna il voto buono a The Hurt Locker (2008)

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