Viola di mare (2009)
Con Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio Fantastichini, Giselda Volodi, Maria Grazia Cucinotta, Marco Foschi, Lucrezia Lante Della Rovere, Corrado Fortuna, Alessio Vassallo, Aurora Quattrocchi
La trama
Nella Sicilia dell'800, mentre Garibaldi sbarca con i Mille, la rivoluzione che vive Angela (Valeria Solarino) è molto più privata: scopre infatti la propria omosessualità e l'amore per Sara (Isabella Ragonese). Soffocata all'interno di convenzioni e bigottismi, la ragazza decide di adottare una soluzione drastica, ovvero travestirsi da uomo: da quel momento diverrà Angelo.
Titubante in ogni suo aspetto. Un film che tiene a debita distanza lo spettatore, nel risultato più interessato allo scandalo che alla narrazione. Non era questo, vogliamo sperare, l’intento. Forse chi l’ha scritto ha avuto solo paura di guardare, chi l’ha recitato di lasciarsi andare. Quanto all’erotismo, non manca. Freddo anche lui. Se vi basta…
La recensione di FilmTv
Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 42/2009
L'opinione più votata
Di Viola96 scritta il 13/09/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Angela e Sara, interpretate da Valeria Solarino e Isabella Ragonese,sono innamorate,nella Sicilia dell'Ottocento.Questa crea uno scandalo molto,molto importante,poichè questa concezione di amore era estranea alla mentalità dell'epoca..Questa la trama di "Viola di Mare",film incredibilmente tiepido e timoroso,che cerca di limitarsi in modo da evitare un neo-neo realismo,che avrebbe potuto nuocere.Peccato,perchè la storia meriterebbe un'attenzione particolare,e il cast merita molto.Ma alla fine ciò che coglie la regista è semplicemente il pregiudizio,tralasciando la narratività dell'azione,facendo diventare il popolo protagonista e le due vere protagoniste,solo personaggi secondari.Non si riesce a capire come,il film abbia potuto vincere il "Nice Film Festival",ovvero la rassegna di film italiani più importante d'America,che ha anche premiato l'interpretazione difficile della Solarino.Il film parte da quando le due sono bambine e si conoscono:Lei,la Solarino,oppressa da un padre padrone ed eterna sognatrice;L'altra,appresso a un battito di ciglia,attende che il suo di padre,disperso durante la guerra torni,e intanto si consola con l'amore della sua fidanzata.La vicenda rigorosa,non avrebbe comunque voluto un tono così serio e poco emotivo,mai una possibile lacrimuccia,mai una piccola emozione,sempre e solo la rigidità fredda,nascosta dietro un velo di pietosa timidezza che fa tanto cinema italiano poco attento.Clamoroso spreco di talento attoriale,questo "Viola di Mare".La bravissima Ragonese,relegata in un ruolo che non può esserle naturale,resta la migliore del duo,ma non coglie un'interpretazione melodiosa al suo solito;La Solarino è poco solare e non brilla,mentre dovrebbe fare la protagonista viene surclassata dal pregiudizio e diventa un uomo a tutti gli effetti.Meglio stendere un velo pietoso sull'interpretazione della Cucinotta.La missione del film era quella di raccontare una storia d'amore "diverso" in un'epoca in cui il pudore e il costume erano rigidi e poco interessavano le scappatelle degli uomini.Purtroppo,resta intrappolato nei luoghi comuni e in una patetica fiera dell'ovvietà,che risulta ancora più angosciante quando la Solarino si traveste da uomo,per ingannare il paese.La figura del solito padre padrone è stilizzata e conforme alle norme regolamentari dei film di questo genere,inoltre,la giovinetta repressa e depressa che scopre l'amore per una sua simile,non è che sia molto innovativo.Interessante il titolo del film,che fa riferimento al nome siciliano della donzella di mare.Metafora chiara del bisogno di cambiamento che accinge chi,per definizione,sbaglia nella scelta dell'amore e nella possibilità di cambiarlo.La Solarino non diventa uomo,la Solarino è sempre stata un uomo.Questa l'idea,sbagliata e poco affascinante della regista,la stessa Donatella Maiorca dell'inutile "Viol@",filmettino a cui,lo ammetto,ho rubato il titolo per usarlo come nickname per una seria di siti interessanti."Viola di Mare",per concludere,nè affascina,nè ipotizza un fallimento malsano nella cultura ottocentesca.Prova gradualmente a provocare i benpensanti,ma finisce con l'auto-commiserarsi,nelle lacrime e urla strazianti,che lacerano ciò che resta dello spettatore.Un pizzico di erotismo freddo,nuoce ancor di più al film,condizionato terribilmente dalle avanguardie di un'epoca in cui le libertà hanno davvero un fondamento e non ci sono pregiudizi insistenti.Non potrebbe mai essere ambientato ora,"Viola di Mare".Se fosse stato girato con la stessa mentalità,20-25 anni fa,avrebbe fatto scalpore,e sarebbe diventato uno dei migliori film dell'epoca.Ora non provoca alcun brivido,solo qualche sbadiglio,ogni tanto,tra una dormita e l'altra.
- negative [8]
- sufficienti [11]
- positive [4]
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19 maggio 2012 Opinione di emmepi8 su "Viola di mare"
Una scelta molto difficile di storia e di film, tratta da un racconto di Giacomo Pilati, Minchia di Re; una sceneggiatura che si è persa nei meandri della storia drammatica, senza troppo identificarla, o almeno lasciandola nell'ovvietà, che magari non aveva neanche negli intenti. Quello che doveva essere preso di mira e su cui si doveva puntare si è lasciato alle intenzioni, perdendo una discreta occasione e puntando molto sulla scena sensuale e sessuale, che molti magari aspettavano....
voto al film: 
1 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "Viola di mare"
Il film parte bene, crea tutte le premesse per una storia bella, profonda e senza capi sciolti: l'attrazione della ragazza per un'altra ragazza, i dubbi, le lacerazioni interiori di quest'ultima (approfonditi molto poco), il padre padrone a simboleggiare un'intera società arcaica. Il climax viene raggiunto con l'idea (tanto geniale quanto surreale) di trasformare la ribelle in maschietto e permettergli di sposarsi da uomo (con la connivenza del parroco dalla coscienza poco pulita). E lì...
voto al film: 
13 settembre 2011 Opinione di Viola96 su "Viola di mare"
"La Viola è un pesce e lo ha voluto Dio. Quando è maschio si chiama Minchia di Re. Per amore diventa femmina e ha i colori del fiore. Torna di nuovo maschio dopo che l’acqua si è presa le sue uova"(Giacomo Pilati) Angela e Sara, interpretate da Valeria Solarino e Isabella Ragonese,sono innamorate,nella Sicilia dell'Ottocento.Questa crea uno scandalo molto,molto importante,poichè questa concezione di amore era estranea alla mentalità dell'epoca..Questa la trama di "Viola di...
voto al film: 
2 febbraio 2011 Opinione di PompiereFI su "Viola di mare"
Tratto dal romanzo “Minchia di re” di Giacomo Pilati, “Viola di mare” dimostra un profondo rispetto per la condizione femminile, qui inserita quasi come ornamento all’interno di una “società degli uomini”. Ed è bella l’idea di ritrarre un affetto e un amore tra due donne su di un’isola che da infelice si trasforma quasi nel suo contrario; c’è la sensazione di vivere in un altro mondo, lontano da una...
voto al film: 
8 novembre 2010 Opinione di tobanis su "Viola di mare"
Produzione di valore da fiction televisiva, ma portata sullo schermo. E allora non capisco perché tutti i bravi attori del cast (e sono tutti bravi), finiscano per fare queste cose, se non per il quotidiano mangiare. Mi è sembrato un film improponibile, stereotipato, un drammone a cui il paese ipotizzato nel film aderirebbe senza un sé e senza un ma, intimoriti oltre ogni logica dal signorotto locale. Che ha una figlia, ma ha gusti “da masculo” (è...
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4 ottobre 2010 Opinione di Utente rimosso (lamagadioz) su "Viola di mare"
Una Sicilia preistorica fa da sfondo a quella che sarebbe dovuta essere una storia d''amore tra due ragazze. La mentalità dei tempi che furono porta a fare scelte assurde che si fa fatica a capire. Non si capisce il perchè un paese intero non si fa domande sul fatto che la ragazza ad un certo punto sia presentata dal padre come un maschio, e come tale da tutti sia accettata/o. Non si capisce come mai le due ragazze vengono fatte sposare. Le sposa un prete che sa benissimo che...
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29 agosto 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Viola di mare"
Certo che "Viol@" non è certo un bel biglietto da visita per Donatella Maiorca. Se poi si considera che in questo suo secondo lungometraggio, "Viola di mare", sono comunque presenti i maggiori difetti del suddetto esordio, si ha l' impressione che la regista tenda a perseverare. Diabolicamente. Già, perchè dietro questa produzione io vedo solo malizia ed il tentativo di fare un film che facesse parlare di sè per il tema scabroso a prescindere da intenti, messaggi,...
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16 maggio 2010 Opinione di agathe67 su "Viola di mare"
una storia coraggiosa, a tratti paradossale, ma proprio per questo indimenticabile....nella Sicilia bigotta e piena di pregiudizi dell'Ottocento (ma siamo sicuri che adesso la mentalità sia diversa?) l'omosessualità deve essere celata a tutti i costi "meglio buttana che mezzomaschio"....allora Angela subisce prima la violenza del padre, poi accetta di diventare maschio perchè è l'unico modo per poter vivere con la donna amata....forse un'atmosfera meno...
voto al film: 
18 aprile 2010 Opinione di steno79 su "Viola di mare"
VOTO 5/10 E' un peccato dover parlare male di questo film, vista l'importanza del tema e l'onestà indubbia nelle intenzioni degli autori. Purtroppo, se si esclude la parte iniziale, tutto sommato interessante, la realizzazione scade facilmente nel plateale, troppo appesantita da forzature e inattendibilità a livello psicologico, colpi bassi melodrammatici e stereotipi logori da romanzo d'appendice ottocentesco. Le scene che descrivono la scoperta dell'amore...
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17 aprile 2010 Opinione di liberty su "Viola di mare"
Mi sento di dare il massimo a questo film, che ho già rivisto più di una volta e ne ho apprezzato di volta in volta un aspetto differente. Secondo me le parole di certi "esperti" non rendono giustizia al potente messaggio che vuole lanciare questa storia. Fatta di libertà, coraggio, dolore, amore, forza. Brav* la Solarino, Aragonese e Fantastichini. Un finale struggente, emozionante e che fa riflettere su quanto la vita possa essere bella e regalarti momenti...
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- negative [8]
- sufficienti [11]
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