Tra le nuvole (2009)
Con George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Melanie Lynskey, Danny McBride, Chris Lowell, Tamala Jones, Adam Rose, Dave Engfer
06/05/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Attesa (8 )
Odio aspettare. E'proprio il concetto di attesa che mi disturba forse perchè lo associo e neanche tanto a torto a quello di perdita di tempo. Tempus fugit. Odio le sale d'attesa, gli...
di bradipo68
La trama
Ryan Bingham (George Clooney) è un uomo d'affari specializzato in risorse umane. Il suo lavoro lo porta a viaggiare in continuazione in aereo e del resto il volare lo appassiona: Ryan continua a macinare voli (mentre i suoi capi vorrebbero che passasse più tempo a terra), con il progetto di accumulare i punti necessari per diventare "passeggero dell'anno". Ovviamente troverà la donna dei suoi sogni proprio su un aereo.
La vicenda di Bingham, cinico redento, taglia come una lama rovente la carne putrida delle grandi problematiche contemporanee, a partire da quella del lavoro che viene meno, per arrivare al tema della riqualificazione delle persone, disorientate tutte, a partire da lui, e senza troppe possibilità di concreta solidarietà dagli altri. Tratto dall'omonimo romanzo di Walter Kirn
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 3/2010
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 15/09/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Jason Reitman, è una promessa gonfiata dalla critica più benigna che si aspetta da Hollywood ciò che da quella parte non potrà mai arrivare.
La storia del manager addetto ai tagli del personale (basterebbe una sola inquadratura di Risorse umane di Cantet per bollare il film come un mea culpa politically correct) non convince, perché, nonostante il regista si sforzi di assumere il punto di vista dei licenziati, mostrandoci in sequenze sempre uguali una serie di ritratti non memorabili di gente cui viene comunicato il licenziamento, la parte più cospicua del film è dedicata alla vita ‘travagliata’ dell’esperto in psicologia aziendal-motivazionale (un George Clooney che cerca di somigliare più di quanto non somigli già all’inarrivabile Cary Grant).
Ray Bingham, questo il nome del ‘terminator’ compie egregiamente il suo lavoro viaggiando in aereo 250 giorni l’anno per diversi anni tanto che, come dice lui stesso, sarebbe potuto andare sulla luna, anche, se a ben vedere, Ray è come se vivesse sulla luna. Di ciò che accade sulla terra gli importa poco, il suo compito consiste nel prospettare ai licenziati un futuro meraviglioso, ma nel fondo del suo ego stralunato lui è cosciente che nel futuro ci sono il limbo e la disperazione.
Restano sullo sfondo le vite rovinate dei licenziati, in primo piano ci sono le elucubrazioni dei potenti (“LUNGA VITA AL POTERE”, recita un cartello nell’azienda in crisi, pronta ad assumere personale esperto in ‘risorse umane’ che abbia meno cuore dell’esperto ‘tagliatore di teste’).
Non convincono certi bruschi passaggi dalla commedia brillante in agrodolce alla vita solitaria, incasinata dei più abbienti. Su chi sta meglio l’occhio di Reitman posa il suo sguardo, ora ammiccante, più spesso consolatorio.
Tolto l’ingombro (faccio per dire) dalla sceneggiatura di indagare le cause dell’impoverimento della middle class americana, il film appare quello che realmente è: come se la passa un manager che ha fatto del celibato la sua religione? Quale la ricaduta di una vita dissipata, tra appuntamenti erotici in hotel a cinque stelle e belle donne?
Ecco, il film, infine, potrebbe intitolarsi “La solitudine del manager” e, forse con un pizzico di malignità, potremmo pensare all’ennesima reincarnazione di un Don Giovanni punito.
Un finale amaro quanto la constatazione ugualmente amara che dal pulpito della new generation di cineasti a stelle e strisce il moralismo è duro a morire. Ma a nessuno venga in mente di pensare che Up In The Air sia un film ‘socialmente impegnato’ o che Reitman, figlio del ‘leggero’ cineasta dell’ipocondria, rinnovi i fasti di Frank Capra.
Deprime, infine, l’idea che il suicidio di una donna di colore, che ha perso il posto di lavoro, possa ingenerare una crisi nel cuore di ghiaccio del ‘tagliatore di teste, tale da potere modificarne lo stile di lavoro e di vita: l’uomo è interessato soltanto alla solitudine che lo aspetta al varco, dei licenziati non gliene frega un fico secco.
Come a Jason Reitman, del resto.
- negative [13]
- sufficienti [17]
- positive [47]
- leggi tutte le opinioni
26 marzo 2012 Opinione di berkaal su "Tra le nuvole"
La pellicola presenta mille sfaccettature e si presta ad innumerevoli considerazioni, comunque gli argomenti principali sono tre: i licenziamenti, la vita trascorsa in volo e i rapporti sentimentali. In Italia ci siamo sempre considerati "arretrati" nei confronti degli Stati Uniti, ma bisogna riconoscere che per quanto riguarda il primo punto gli americani ci appaiono ridicoli, antiquati, fanno tenerezza: là si pagano persone come il protagonista per comunicare il licenziamento e proporre...
voto al film: 
30 ottobre 2011 Opinione di KICKASS su "Tra le nuvole"
Un bel film con una splendida fotografia. Un Clooney simpatico ed è impossibile non immedesimarsi. Un uomo "umano" nonostante il lavoro crudele che deve fare. Ne esce un vincente e le emozioni si contraddicono. Lo si ammira e s'invidia poi per le vicissitudini che ha lo si compatisce o lo si capisce. E' un bel film. Lo consiglio a chi percorre tante miglia, cambiando tante strade, senza cambiare (dentro) mai (e forse è meglio così).
voto al film: 
28 settembre 2011 Opinione di vjarkiv su "Tra le nuvole"
Jason ha dimostrato di essere un promettente regista alla luce dei suoi due film precedenti, e anche per questo "Tra le nuvole" non gli si possono no riconoscere delle qualità, ma ho avuto l'impressione che per quest'ultimo film (tematica drammaticamente attuale ma troppo americana nei modi?!) si sia un po perso nella narrazione, rendendolo inutilmente prolisso...peccato, spero per lui e per noi in un futuro migliore!
voto al film: 
15 settembre 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Tra le nuvole"
Una commedia che certamente sarà piaciuta ai palati buoni ma deludente per chi dal cinema non si aspetta “l’impegno” ad ogni costo, ma un minimo di adesione, poiché il tema di Up in the Air è caldo on the air. Jason Reitman, è una promessa gonfiata dalla critica più benigna che si aspetta da Hollywood ciò che da quella parte non potrà mai arrivare. La storia del manager addetto ai tagli del personale (basterebbe una sola...
voto al film: 
3 settembre 2011 Opinione di gene55 su "Tra le nuvole"
" A forza di dire bugie,finisco per non credermi nemmeno più io!' Così ama dire uno dei tanti mentori avuto dal sottoscritto in gioventù,uno di quelli che seguiresti dovunque col solo scopo di vedere dove ti porta,anche se tale -Agostino a'carogna- (chiamato così per ovvi motivi...),non si muove da dietro il bancone di un bar-ferroviario. Di chilometri (o miglia,per meglio dire) invece ne fa parecchi il buon Ryan (un ottimo Clooney,che prima di essere...
voto al film: 
28 giugno 2011 Opinione di PompiereFI su "Tra le nuvole"
Gli standard recitativi di George Clooney sono sempre stati medio-alti. La prestanza fisica, il sorriso un po’ furbetto, lo sguardo simpatico e sornione, una mimica facciale predisposta alla commedia, e capacità notevoli anche nei drammi. Non so se quella di “Tra le nuvole” sia la performance migliore. So che il suo Ryan Bingham (“tagliatore di teste” esterno che irrompe a sconvolgere le vite di impiegati non più consolidati) è un ...
voto al film: 
23 maggio 2011 Opinione di mmciak su "Tra le nuvole"
"Tra le nuvole" diretto nel 2009 da Jason Reitman, devo dire che mi è piaciuto. La storia racconta Ryan Bingham è un uomo d'affari e un cinico Manager specializzato in risorse umane. Il suo lavoro lo porta a viaggiare in continuazione in aereo e del resto il volare lo appassiona, e con questa sua cosa diventa "passeggero dell'anno",ma contempo deve effettuare licenziamenti. Ma un giorno proprio in aereo conosce Alex e ne rimane folgorato,ma in lui grazie anche lei ...
voto al film: 
4 aprile 2011 Opinione di bellahenry su "Tra le nuvole"
un bel fim che ha tanto da dire e riesce nel difficilissimo compito di non perdersi e mantenere una linea continua. l'interesse per la storia è sempre buono..insomma una gran bella sceneggiatura. le letture possibili sono infinite e non le affronterò perche anche molto facili da capire. un piu a questo film va alla chiara citazione al film il grande lebowsky,infatti, il comandante è lo stesso attore con lo stesso baffo che illumina il mitico drugo con frasi del calibro...
voto al film: 
26 marzo 2011 Opinione di ilBatero su "Tra le nuvole"
Lo spunto, se pur non nuovissimo, non è affatto male. Clooney è al suo posto, come del resto tutto il resto del circo, fino al primo quarto d'ora. Dopo purtroppo è tutto un promettere senza mantenere, un'incespicare tra idee acute e mega luoghi comuni, spesso anche bassi. E' simpatico il momento in cui G deve convincere il suo futuro cognato di ciò in cui lui ha sempre scelto di non credere, ma scopre essere un possibile senso profondo della sua vita: relazioni....
voto al film: 
6 febbraio 2011 Opinione di toni70 su "Tra le nuvole"
Voto: 6. Ho appena finito di vederlo e non so ancora se è un film medio o brutto: opto per medio dai. Diciamo subito che la verve del buon George e la sensualità della bella Vera riempono a sufficienza un film dai contenuti modesti. In realtà non riesco a trovarci un gran significato, ma dove si cerca di suggerirci se il significato delle nostre miglia sta nelle mure domestiche o tra le nuvole della nostra semi libertà, dimostra coraggio a metà con un...
voto al film: 
- negative [13]
- sufficienti [17]
- positive [47]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:




























