Cosa voglio di più (2009)
Con Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Bindu De Stoppani, Teresa Saponangelo, Monica Nappo, Tatiana Lepore, Sergio Solli, Gisella Burinato, Gigio Alberti, Fabio Troiano
La trama
Quello di Anna e Alessio è un matrimonio come tanti altri. Poi un giorno arriva l'incontro con Domenico, sposato con due figli, e di colpo Anna perde la testa, proiettandosi in una situazione completamente nuova fatta di desiderio, di incontri clandestini, di sesso da consumare in fretta e con passione...
Non ci sono registi bravi come Soldini a raccontare Milano, dal centro alla periferia, dai portoni ai parcheggi, dalle scale dei palazzi agli incredibili motel fuori porta che funzionano come il McDrive, fast sex al posto del fast food. La luce, non c’è dubbio, è quella della città autentica, gli uomini e le donne pure. Un contesto dove persino i sentimenti sono questione di budget.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 18/2010
L'opinione più votata
Di cantautoredelnulla scritta il 02/05/2010 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Fin dall'inizio si assiste a un incipit che introduce tutti gli elementi principali della storia. Sui titoli di testa il film dice già tutto e tutto tornerà nel dipanarsi della matassa dando peso a ogni singolo elemento. Un inizio coinvolgente, ma soprattutto organizzato molto bene, che dà prova del grande talento di Soldini.
La prima scena del film è uno schermo nero. Questo elemento narrativo tornerà più volte nel corso del film, quasi a definire dei singoli capitoli, degli episodi che ci dicono ogni volta qualcosa di più.
Il trillo di un cellulare interrompe il silenzio. Questo strumento sarà protagonista nella storia, i due amanti troveranno in esso il loro primo punto di contatto, lo cercheranno quasi con ossessione per stemperare l'attesa di una parola, di un invito a un nuovo incontro, ma sarà anche lo strumento della dissimulazione e del silenzio.
Si accende la luce. Anna risponde e con Alessio, suo marito, devono correre e accompagnare all'ospedale la sorella di Anna che deve partorire. Il film inizia così, nel caos della tempestività di un parto. La camera a spalla, che tornerà nei momenti più agitati della storia tra i due amanti (riprese fatte in esterni che ricordano l'uso che ne fece Allen in Mariti e mogli), esprime tutta la frenesia del momento. Si deve correre, trovare il mezzo giusto per raggiungere l'ospedale, contare le contrazioni, sentire le urla della puerpera. Sovraimpressi a tutto questo, i titoli introducono la pellicola e anch'essi, in armonia con il movimento della camera, si muovono.
E finalmente nasce un bimbo. Al suo vagito appare il titolo del film: cosa voglio di più. Ho pensato, lì per lì: emblematico. Non sapendo che lo era davvero. Il titolo scompare cancellato da una casa che sferza veloce in primo piano, inquadrata attraverso il finestrino del treno.
I figli saranno l'introduzione della storia e la ragione, o la "scusa", che determineranno il finale. Il treno, invece, accompagnerà la storia e soprattutto l'animo irrequieto di Anna, al ritorno dal lavoro oppure al mattino quando si lascia andare e racconta cosa le è successo alla collega.
La regia e la sceneggiatura si compensano benissimo. Come ai tempi di Brucio nel vento, l'immagine racconta la fisicità dell'amore. Mi tornano in mente le mani intrecciate durante una passeggiata, gli abbracci, la mano di Anna che accarezza il volto di Domenico, gli sguardi del primo incontro, tutto teso all'attrazione sessuale e all'istintivo richiamo che lega i due protagonisti. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [11]
- positive [20]
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24 febbraio 2012 Opinione di slim spaccabecco su "Cosa voglio di più"
Il film mostra una Milano che è cupa come la vita dei protagonisti; la sensazione che si percepisce è quella di schifo per una realtà che non lascia scampo, che fa provare il piacere di un momento, per poi rendersi conto della sciatteria di una vita. Di storie così nella realtà ce ne sono tante, il problema è proprio questo! Forse cominciare a riflettere e capire da dove ripartire per cambiare direzione sarebbe auspicabile, e per i più forti obbligatorio!
voto al film: 
12 giugno 2011 Opinione di supadany su "Cosa voglio di più"
VOTO : 6,5. Silvio Soldini torna a descrivere, dopo il ben più riuscito “Giorni e nuvole”, personaggi travolti dal sistema economico e sociale che, oltre a problemi superiori alle loro volontà, si trovano anche in una posizione di precariato sentimentale scoprendolo per giunta quasi per caso (o anche senza nemmeno immaginarselo che un problema esista). Anna (Alba Rohrwacher) è una donna che ha imparato, fin troppo facilmente, ad accontentarsi del suo...
voto al film: 
16 febbraio 2011 Opinione di contemalfido su "Cosa voglio di più"
C'è dell'Antonioni in Soldini. Il che da un lato me lo fa amare, ma dall'altro gli si ritorce contro.
voto al film: 
9 gennaio 2011 Opinione di gene55 su "Cosa voglio di più"
Angosciante nel raccontare il tradimento e le sue sfumature,'Cosa voglio di più' non sembra nè una domanda,nè un'affermazione... Tutto si svolge a catena:l'incontro,l'avvicinamento,il sesso,il pedinarsi,il rifugiarsi,l'odiarsi ma scappare comunque insieme lontano,come soluzione a tutti i problemi della vita. Il finale è per forza di cose irrisolto:non c'è epilogo se non tragico,non c'è una soluzione coerente,la passione non conosce coerenza......
voto al film: 
14 dicembre 2010 Opinione di ALCHEMILLA su "Cosa voglio di più"
Buono perché mi ha fatto molto pensare. Nonostante un certo squallore iniziale che però ho capito poi avere un senso. Devo scrivere un libro su ciò che mi ha suscitato questo film... Magari ne parlo nel mio blog!
voto al film: 
20 novembre 2010 Opinione di Govinda su "Cosa voglio di più"
Per amare ci vuole cultura. Certo non cultura in senso dotto e letterario, bensì cultura in senso sociale, collettivo o individuale, intesa come usi e costumi di una popolazione in un determinato periodo storico ed esattamente mi riferisco a tutti quegli interstizi che regolano le relazioni umane ma esulano dall'ordinamento giuridico. Laddove non vi è cultura non può esservi amore. Soldini raccontando una complicata storia “d’amore” tra due...
voto al film: 
13 novembre 2010 Opinione di almodovariana su "Cosa voglio di più"
Bravissima la Rohrwacher che basterebbe da sola a rendere credibile il film; a ben vedere il soggetto è tutt'altro che originale ma la storia è diretta con mano raffinata con due bravi interpreti.
voto al film: 
23 ottobre 2010 Opinione di ligeti su "Cosa voglio di più"
Lo spunto di partenza del film di Silvio Soldini non è certo molto originale, anzi: Anna, che convive con un uomo, e Domenico, sposato con due figli, si incontrano e scoppia la passione. Una passione prima di tutto sessuale (i due non aspettano certo di conoscersi bene prima di consumare), ma che senz’altro parte dal sesso per estendersi anche ai sentimenti. Per fortuna, perché altre volte, finita la visione di film su simili “passioni”, bisogna dire che...
voto al film: 
14 ottobre 2010 Opinione di starbook su "Cosa voglio di più"
Dopo la visione ho voluto farmi un elenco mentale su quanti altri film hanno come tema l'adulterio.Ce ne sono veramente tanti, stranamente tutti ben riusciti. Ciò che mi piace particolarmente di questa pellicola, come di altre di Soldini, indipendentemente dall'argomento, è la capacità intrinseca di entrare nella quotidianità dei personaggi cercando di evidenziarne i gesti, gli sguardi, le menzogne. Macchina da presa usata voyeristicamente: si...
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14 agosto 2010 Opinione di luca82 su "Cosa voglio di più"
A coloro che, come il sottoscritto, hanno vissuto una storia simile, i meriti del film di Soldini saranno evidenti: un incontro banale, una storia come mille... due persone perse nel vortice di un quotidiano sempre uguale per Anna (vado a lavoro, niente vacanze perchè abbiamo il mutuo, film sul divano la sera, mercoledì uscita con gli amici, sabato al centro commerciale, domenica pranzo in famiglia, smetto di prendere la pillola) e pieno di problemi per Domenico (moglie...
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