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Fratellanza. Brotherhood (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Fratellanza. Brotherhood: assente
Ritmo ritmo in Fratellanza. Brotherhood: forte
Impegno impegno in Fratellanza. Brotherhood: forte
Tensione tensione in Fratellanza. Brotherhood: presente
Erotismo erotismo in Fratellanza. Brotherhood: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Fratellanza. Brotherhood

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Fratellanza. Brotherhood (voti: 36 media: 3,58) 36

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locandina di Fratellanza. Brotherhood

Intervista al Regista | Sottotitoli Italiano

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La trama

Lars lascia l'esercito ed entra a far parte di un gruppo neonazi, che organizza raid punitivi contro arabi e omosessuali. L'apprendistato alla 'fratellanza' è duro e Lars viene affiancato dal mentore Jimmy incaricato di testarne l'affidabilità e la preparazione sui testi fondamentali stile Mein Kampf. Imprevedibilmente, tra i due scoppia la passione. Un'amore vissuto in segreto, finchè alla fine le regole razziste e violente del gruppo metteranno gli amanti di fronte all'inevitabile contraddizione: tradire i 'fratelli' di ideologia o tradire l'altro e i propri sentimenti. Qualunque sia la scelta, porterà dritti alla violenza, fisica o mentale.  

Se i toni, specie nel finale, scivolano inevitabilmente nel mélo, è soprattutto nel corpo centrale della pellicola che Donato riesce a rappresentare con verosimiglianza la ruvidezza di quella realtà. Se ne può percepire con precisione l’odore del collante, fatto di reclutamento e fratellanza. Principio di inclusione e esclusione. Machismo e subordinazione. Eppure la mina vagante, l’omosessualità per l’appunto, è in azione anche lì (come ci hanno già mostrato Una giornata particolare e Paragraph 175). Per questo lascia interdetti la dichiarazione del regista che ha relegato il nazifascismo a un’esigenza di sceneggiatura, «così come lo sono stati i dissidi familiari per i Capuleti e i Montecchi».

La recensione di FilmTv

Di Erica Re - FilmTV n. 26/2010

Sceglie un tracciato impervio ma vincente Nicolo Donato, regista danese alla sua opera prima (non a caso Marc’Aurelio d’oro al Festival di Roma del 2009). Sulle orme di un documentario che per sua stessa ammissione lo ha segnato (non ne cita esplicitamente il titolo, ma si riferisce probabilmente a Heroes and Gay Nazis), Donato concerta infatti una storia d’amore omosessuale (certo non originale) all’interno di uno degli ambienti più omofobi che si possa immaginare. Trattasi del Dnsb, il movimento politico della Danimarca ispirato al nazionalsocialismo tedesco (nella sua trilogia, Stieg Larsson ce ne aveva già mostrato il surrogato svedese). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 13/07/2010 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

L’ispirazione  è venuta al regista (per sua stessa ammissione) dalla visione di un documentario di Rosa Von Praunheim Men, heroes and gay nazis, che lo aveva particolarmente impressionato (Mi sembrava che una storia del genere toccasse elementi ed aspetti interessanti anche e soprattutto sul tema universale dell’amore, che potevano essere raccontati seguendo un punto di vista il più possibile originale,  ha dichiarato nel corso di una intervista a caldo subito dopo la premiazione a Roma).
E’ straordinaria soprattutto (ed è la qualità che salta immediatamente all’occhio) la capacità di Donato, qui alla sua opera prima, di rappresentare l’attrazione e il sentimento. Lo fa con un consumato, pregevole mestiere attento soprattutto ai particolari e alle sfumature (i corpi, gli sguardi) che ci restituisce pienamente l’innocenza pudica di una passione, ed è la cosa che più ti prende, poiché il neo regista dimostra di sapere veramente quali tasti si devono toccare per sollecitare (in positivo) le emozioni dello spettatore e liberarlo così dalle sue possibili “reticenze” e neutralizzare ogni resistenza residua, tutti elementi questi,  che sussistendo, gli impedirebbero invece di penetrare davvero l’anima più profonda e nascosta dell’opera.
Se vogliamo essere ipercritici infatti, non ci sono in effetti elementi di assoluta originalità non solo nei concetti espressi, ma anche nella provocatorietà del paradosso messo in  piedi dentro una anomala cornice estremizzata che è poi quella dell’omofobia razzista più bieca e radicata, e in una condizione che riproduce la situazione tipica di una struttura chiusa tutta coniugata al maschile, rappresentando così qualcosa che si avvicina a ciò che avviene  con frequenza maggiore di quanto si possa immaginare – anche se si preferisce tacerlo o non ammetterlo – proprio negli ambienti sportivi e militari oltre che in quelli carcerari, gli unici questi per i quali si è disponibili a riconoscere l’esistenza di una degenerante “depravazione”, indotta però da ipotetiche “necessità oggettive”. Per l’ambientazione, gli illustri precedenti di riferimento, pur in un differente contesto sociale, potrebbero essere  ricercati soprattutto in American History X di Tony Kaye, interessante e approfondito studio sociologico sullo sviluppo aggregativo (e il suo “spregiudicato”utilizzo a fini politici) dell’odio razzista nelle grandi aree metropolitane e dintorni, oltre che nell’inquietante The Believer di Ryan Goslin (ma anche Nazirock  presenta qualche interessante punto di contatto per le scene del concerto dove si scatenano gli istinti di una forsennata esaltazione non solo musicale condivisa dal branco), mentre l’insolita attrazione carnale che diventa una appassionata storia d’amore “proibito”, ha a sua volta un eccellente precursore, pur se drammaticamente meno definito, in My Beautiful Laudrette  di Stephen Frears (anche in quel caso, un’attrazione e un innamoramento nasceva fra due ex compagni di scuola, un pakistano parzialmente integrato e uno “stanziale” di razza bianca, punk e razzista, due entità disadattate e solitarie che una volta isolate – emarginate - dai propri rispettivi clan a causa di un’amicizia non accettata né gradita, si troveranno loro malgrado, a scoprire e condividere il represso sentimento dell’attrazione coniugata al maschile). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Fratellanza. Brotherhood


19 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Fratellanza. Brotherhood"
Stuntman Miglio

Interessante esordio su grande schermo del regista italo-danese Nicolo Donato nonché vincitore del Marc'Aurelio d'oro al Festival di Roma del 2009, "Brotherhood" è un duro spaccato di società contemporanea che mette in scena una vicenda estrema ma non per questo incredibile od improbabile. Nell'algida provincia nordeuropea non sorprende infatti trovare piccoli (ma neanche tanto) gruppi neonazisti alle prese con un viscido reclutamento fra i giovanissimi puntando sulle piaghe di un disagio...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto sufficiente a Fratellanza. Brotherhood (2009)

nessun commento
[utile per 8 utenti]

21 aprile 2012 Opinione di The Scud su "Fratellanza. Brotherhood"
The Scud

Genere di film che adoro, tuttavia nonostante l'originale idea di abbinare il tema naziskin all'amore omosessuale con le conseguenze del caso, a mio avviso manca il discorso idealizzante, quella perla di pensiero che ad esempio ci regala la discussione a tavola sugli ebrei di Edward Norton in American History oppure l'analogo tema trattato dal protagonista di The Believer durante la finta intervista col giornalista ebreo...peccato perchè i requisiti per fare meglio c'erano tutti

voto al film: The Scud assegna il voto sufficiente a Fratellanza. Brotherhood (2009)



5 novembre 2011 Opinione di supadany su "Fratellanza. Brotherhood"
supadany

VOTO : 6,5. Ci vuole davvero coraggio, e soprattutto tanta sensibilità, per riuscire a parlare di un amore omossessuale che nasce in un ambiente xenofobo per cui vanno dati grandi meriti al regista Nicolo Donato e al suo film. Peccato solo che non mi abbiano completamente convinto altri aspetti, ma in ogni caso lo ritengo prodotto  interessante a da vedere. Lars viene costretto a lasciare l’esercito a causa dei suoi gusti sessuali e, mentre pensa a cosa fare del suo futuro, entra in...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Fratellanza - Brotherhood (2009)

nessun commento
[utile per 4 utenti]

8 luglio 2011 Opinione di manuel88 su "Fratellanza. Brotherhood"
manuel88

Danimarca. Lars è un ventiduenne costretto a lasciare l'esercito perchè accusato di molestie sessuali a danno dei suoi compagni. Il ragazzo si ritrova senza un lavoro e constrastato dai genitori che vorrebbero per lui un futuro dignitoso come militare. Lars entra così a far parte di una confraternita di ispirazione nazista che perseguita arabi e omosessuali. Una scelta contraddittoria viste le sue tendenze. All'inizio è molto restio nel proseguire una strada...

voto al film: manuel88 assegna il voto ottimo a Fratellanza - Brotherhood (2009)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


13 aprile 2011 Opinione di kubritch su "Fratellanza. Brotherhood"
kubritch

E' una rappresentazione che può essere letta da varie angolazioni. La storia d'amore omosessuale può essere considerata solo come un pretesto per rendere maggiormente evidenti le mille contraddizioni e le incoerenze della società attuale. D'altro canto il film fotografa quasi come una sorta di docufiction l'esistenza e l'organizzazione di gruppi eversivi, nazi-fascisti, antidemocratici – non è mai troppo ribadirlo - , in modo che si capisca che non si tratta...

voto al film: kubritch assegna il voto buono a Fratellanza - Brotherhood (2009)

nessun commento
[utile per 7 utenti]

19 marzo 2011 Opinione di owein su "Fratellanza. Brotherhood"
owein

Duro, spietato, intenso, livido questo Brotherhood, fra l'altro  assai attaccato dai critici ufficiali. A mio modesto avviso sembra invece riuscita l'impresa di Donato di raccontare una storia di profondo amore in un contesto in cui paradossalmente non potrebbe nascere e dove sempre per paradosso è più possibile nasca. Le psicologie dei personaggi mi sembrano ben costruite, la tensione erotica e affettiva fra i protagonisti è decisamente ben delineata e costruita in...

voto al film: owein assegna il voto buono a Fratellanza - Brotherhood  (2009)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


6 febbraio 2011 Opinione di Totororesurrection su "Fratellanza. Brotherhood"
Totororesurrection

Sconclusionata riflessione (o meglio presunta tale) sull'estremismo o sull'omosessualità in Danimarca, tanto dramma senza il dramma tanto dolore per nulla, bruttino proprio.

voto al film: Totororesurrection assegna il voto mediocre a Fratellanza - Brotherhood  (2009)


12 gennaio 2011 Opinione di abcd1234 su "Fratellanza. Brotherhood"
abcd1234

Un film a cui molti vogliono dare un valore, un film di moda che per fare gli snob valutano a quattro stelle. Un film schifoso, pessimo di catiivo gusto. Non merita ulteriori giudizi.

voto al film: abcd1234 assegna il voto pessimo a Fratellanza - Brotherhood  (2009)

1 commento


18 dicembre 2010 Opinione di leporello su "Fratellanza. Brotherhood"
leporello

Certo che il tasso testosteronico di questo film è talmente alto che, nella scena in cui non ricordo chi bussa alla porta del capobranco Kilo e ad aprire la porta è finalmente una donna, ricordo di aver sobbalzato in poltrona come quello che riemerge improvvisamente da una prolungata apnea notturna….. Per carità, è più che lecito voler escludere del tutto ogni riferimento femminile, specie in un film dove co-protagonisti sono al tempo stesso...

voto al film: leporello assegna il voto buono a Fratellanza - Brotherhood  (2009)

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16 novembre 2010 Opinione di XANDER su "Fratellanza. Brotherhood"
XANDER

Un film nudo e crudo che tratta un argomento come pochi altri sanno fare e in maniera molto realistica. A volte diventa ripetitivo e il finale è facilmente prevedibile ma ciò nonostante merita di essere guardato. Interpretazioni molto efficaci e ottimo doppiaggio

voto al film: XANDER assegna il voto buono a Fratellanza - Brotherhood  (2009)

1 commento
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