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Noi credevamo (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Noi credevamo: assente
Ritmo ritmo in Noi credevamo: presente
Impegno impegno in Noi credevamo: molto forte
Tensione tensione in Noi credevamo: forte
Erotismo erotismo in Noi credevamo: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Noi credevamo

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Noi credevamo (voti: 66 media: 3,70) 66

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locandina di Noi credevamo

Trailer Italiano

Noi credevamo Trailer Italianoplay

24/09/2011

I migliori film dell'anno, stagione 2010-2011 ("The Next Three Days", "Noi credevamo")

Andiam, andiamo avanti, spopolando... The Next Three Days di Paul Haggis  Hollywood, mai come in questi ultimi anni a corto di idee e di stimoli innovati, sempre più spesso...

di Travis Bickle 1979

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La trama

In occasione dei 150 anni dell'unificazione italiana, un colossale affresco del cammino che si compì nell'Ottocento, in un periodo che va circa dal 1830 al 1870, raccontato attraverso le vite di tre giovani rivoluzionari, due dei quali appartenenti all'aristocrazia e uno di estrazione popolare. 

In versione ridotta rispetto ai 204 minuti presentati a Venezia 2010 e all’Auditorium di Roma qualche settimana dopo, è un affresco di cupo e impassibile nitore che ci fa ascoltare il passo della Storia attraverso il sussurro del complotto, l’inganno della politica, la perennità del dominio sociale. Un coro possente in un teatro antico e secolare dai velluti consunti, gli specchi opachi, le macchie d’umido sulle pareti, che intreccia voci e volti di Toni Servillo, Luca Zingaretti, Valerio Binasco e Luigi Lo Cascio, sopra tutti gli altri.

La recensione di FilmTv

Di Mario Sesti - FilmTV n. 45/2010

Dall’aspirazione velleitaria di giovani meridionali antiborbonici ai circoli intellettuali di esuli e patrioti a Parigi e a Londra, dal terrorismo risorgimentale alla repressione sudista dei Savoia, dal romanticismo nobiliare alle plebi rivoltose, dalle esecuzioni in piazza ai salotti aristocratici, dalle sonate di Bellini alle imboscate sull’Aspromonte, dalle prigioni cavernose alle baie scintillanti, da Mazzini a Crispi, il Risorgimento destrutturato da Martone e De Cataldo somiglia a uno sceneggiato quanto la Divina Commedia a un romanzo di fantascienza. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 22/09/2011 - utile per 34 utenti

Voto al film: voto buono

“Non ho taciuto né risparmiato nulla. Infanzia, gioventù, famiglia, amicizia, le mie responsabilità e quelle degli altri. Le ho passate al setaccio e non ho rintracciato l’errore in cui siamo caduti, l’inganno che abbiamo tessuto senza volerlo (…) Ma io non conto, eravamo in tanti, eravamo insieme, il carcere non bastava; la lotta dovevamo cominciarla  quando ne uscivamo. Noi, dolce parola. Noi credevamo… (Anna Banti, Noi credevamo, Mondadori, 1967)
 
Un grande affresco antiretorico che gronda sangue, un susseguirsi infinito di tradimenti, di errori e persino di orrori: questo è il Risorgimento secondo Mario Martone messo in scena con Noi credevamo…, straordinario apologo che parla del passato ma con lo sguardo impietosamente rivolto al presente che il regista costruisce come una struttura complessa che si regge tutta su corrispondenze interne fatta di rimandi e di ritorni senza mancare però di gettare ogni tanto rapide occhiate verso l’esterno ed il futuro. Quello che ci viene rappresentato potremmo definirlo allora un trattato sulla “filosofia della storia” e il suo divenire, con quel tormentato rincorrersi di idealismi truffati dalle leve del potere e di uomini che si aggirano delusi e spaesati fra le nebbie della storia (o peggio ancora tra le sue rovinose macerie) privati persino della speranza, perché a loro, a quelli che sono sopravvissuti o sono venuti dopo, è rimasto soltanto il doloroso stupore  della disfatta fatto di solitudine profonda e di disillusione.
Tutte le azioni politiche, le sommosse,  persino le ribellioni individuali  che il regista mostra nel suo percorso ricostruttivo dei fatti (che vuole essere soprattutto la registrazione documentata di una sconfitta storica, di classe, delle attese, delle aspettative, di quell’aver ritenuto possibile un futuro migliore, di un qualcosa insomma che si riflette sinistramente su quello che  è venuto dopo, fino all’oscuro presente che stiamo vivendo ogni giorno), sono amaramente fallimentari  o  ardimentosamente insensate, e non c’è molto spazio per il “positivismo” anche eroico dei libri di scuola, tenuto volutamente sempre fuori campo o espresso in sottotono, pur rispettando  la “verità” degli accadimenti perfettamente inquadrati nel tempo e nel tessuto sociale in cui si sono verificati (Garibaldi per esempio non si vede mai, e non  c’è per nessun personaggio alcuna esposizione retorica tipica dei  santini agiografici, nemmeno per Mazzini e Cavour o per il più discutibile Crispi dalle mille facce, che ci vengono qui raccontati non certo come “figure iconografiche” unidimensionali da mettere in cornice, ma come persone reali, con i loro eccessi e le loro illusioni, i dubbi, le contraddizioni, persino con  le ambiguità, gli opportunismi e le ipocrisie che ciascuno di loro si è portato dietro). C’è poi – ed è straordinario -  il contrappunto costante dell’andar via “per far l’Italia” e del tornare indietro quando l’Italia è stata ormai già fatta, monarchica però e non repubblicana. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Noi credevamo


18 aprile 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Noi credevamo"
Snaporaz68

NOTTE ITALIANA Noi Credevamo è un tentativo, direi riuscito, di porre L'Italia sul lettino dello psicanalista per provare ad analizzare rimozioni ed emozioni, angeli e demoni, anima democratica e conservatrice. La domanda primordiale che Mario Martone pone è perchè il nostro paese è attualmente dilaniato da forze contraddittorie, in piena regressione culturale, assuefatto a qualsiasi tipo di nefandezza morale e politica, governato da una banda di lestofanti che continua ad utilizzare i...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto buono a Noi credevamo (2010)

2 commenti
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13 marzo 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Noi credevamo"
giorgiobarbarotta

Romanzo storico di ampio respiro, getta significativi ponti tra il presente e l'epoca risorgimentale. Tre vite diverse, quelle di Domenico, Angelo e Salvatore, immolate, ognuna a proprio modo, sull'altare degli ideali patriottici. Speranze, illusioni, paure, tradimenti, complotti, scelte, sacrifici, passioni, fughe, esilio, battaglie, sconfitte, morte, attentati, impotenza di fronte al gioco dei poteri forti e degli interessi politici ed economici che tutto macinano, che tutto...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto buono a Noi credevamo (2010)

2 commenti
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3 marzo 2012 Opinione di Francesco Di Benedetto su "Noi credevamo"
Francesco Di Benedetto

Un film che guarda alle violenze e ai moti insurrezionali del Risorgimento ma che finisce per ricucire alcune fette laceranti dell’immaginario nazionale più recente; restituendo ex post l’esperienza (gli ormoni e gli afflati giovanili, i dolori, la temperie autodistruttiva) degli anni di piombo, dal punto di vista dei terroristi rossi. Centrale, nell’economia di tutto il film, il motivo del “locus amoenus” di una gioventù tenera e ormonale, fatta in primis di sbandamenti...

voto al film: Francesco Di Benedetto assegna il voto ottimo a Noi credevamo (2010)

nessun commento
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10 gennaio 2012 Opinione di panflo su "Noi credevamo"
panflo

Occasione sprecata; l'unico film che doveva celebrare il 150° , ampiamente voluto dalla presidenza della repubblica e ben finanziato, si riduce ad un noioso polpettone di quasi tre ore, con dialoghi intimisti cervellotici, continue interruzioni  nel dipanarsi di un racconto che dal personale vorrebbe spaziare al collettivo ma il punto di vista rimane sempre ancorato e primi piani dei dolenti e sfigatissimi protagonisti; non vi è quell'epica necessaria a descrivere un periodo storico, vi...

voto al film: panflo assegna il voto mediocre a Noi credevamo (2010)

3 commenti
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31 dicembre 2011 Opinione di slim spaccabecco su "Noi credevamo"
slim spaccabecco

Un affresco lucido e perfetto nella ricostruzione di quarant'anni di risorgimento che hanno segnato la nascita della nostra nazione; per cercare di ritrovare lo spirito che avevano i nostri predecessori... 

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a Noi credevamo (2010)


16 ottobre 2011 Opinione di ed wood su "Noi credevamo"
ed wood

Un po' come fece Garrone per "Gomorra", l'estroso Martone abbandona il suo cinema impervio, atmosferico, decontratto per venire incontro al "popolo" e alle esigenze didattiche di un'opera concepita per sensibilizzare gli italiani su una tematica tanto radicale (in tutti i sensi) quanto misconosciuta come la Storia del proprio Paese (o, meglio, della propria Unità). Da qui, la "normalizzazione" dell'estetica, il taglio para-televisivo di alcuni passaggi, la linearità e il didascalismo...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Noi credevamo (2010)

2 commenti
[utile per 9 utenti]


22 settembre 2011 Opinione di spopola su "Noi credevamo"
spopola

“Non ho taciuto né risparmiato nulla. Infanzia, gioventù, famiglia, amicizia, le mie responsabilità e quelle degli altri. Le ho passate al setaccio e non ho rintracciato l’errore in cui siamo caduti, l’inganno che abbiamo tessuto senza volerlo (…) Ma io non conto, eravamo in tanti, eravamo insieme, il carcere non bastava; la lotta dovevamo cominciarla  quando ne uscivamo. Noi, dolce parola. Noi credevamo… (Anna Banti, Noi credevamo, Mondadori, 1967)   Un grande affresco...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Noi credevamo (2010)

8 commenti
[utile per 34 utenti]

5 settembre 2011 Opinione di satura su "Noi credevamo"
satura

Boh! Accolto da fanfare e da aspettative di capolavoro, a me è parso più che altro un compassato affresco degno di un palinsesto televisivo più che di un grande schermo...

voto al film: satura assegna il voto sufficiente a Noi credevamo (2010)

1 commento


24 agosto 2011 Opinione di supadany su "Noi credevamo"
supadany

VOTO : 7+. Mario Martone realizza un grande film che, oltre ad essere caduto a fagiolo in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, ha soprattutto il merito di aver raccontato una storia di largo respiro con toni disillusi, lontano anni luce dai trionfalismi della ricorrenza, e concentrandosi su personaggi secondari che però ci hanno creduto sul serio. La storia è divisa in quattro capitoli e ripercorre gli anni dal 1828, quando i primi patrioti...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Noi credevamo (2010)

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9 giugno 2011 Opinione di Peppe Comune su "Noi credevamo"
Peppe Comune

“Noi credevamo” di Mario Martone (dal romanzo omonimo di Anna Banti) analizza le vicende storiche del Risorgimento italiano filtrandole con i tormenti ideali e personali di Domenico (prima Edoardo Natoli poi Luigi Lo Cascio), Angelo (prima Andrea Bosca poi Valerio Binasco) e Salvatore (Luigi Pisani), tre ragazzi che sposano senza indugi la causa dell' unità d'Italia, travolti dal fuoco sacro dell'ideale repubblicano da perseguire ad oltranza e traditi nelle loro più...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Noi credevamo (2010)

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