Kill Me Please (2010)
Con Saul Rubinek, Benoît Poelvoorde, Aurélien Recoing, Virginie Efira, Bouli Lanners, Virgile Bramly, Daniel Cohen, Zazie De Paris
La trama
Il Dr Kruger vuole dare un senso al suicidio nella sua clinica dedicata alla morte. La sua clinica riceve addirittura delle sovvenzioni statali per trasformare una tragedia in una atto medicalmente assistito. E così ogni mattina il dotto Krueger riceve file di malati che spiegano le (non) ragioni secondo le quali loro avrebbero diritto di accedere al protocollo "terapeutico" finale. E quando la decisione è presa, ciascuno ha diritto a un ultimo desiderio. Così il sogno umanista del dottor Krueger sembra prendere il largo: dominare la pulsione di morte, inquadrarla. Ma non ha fatto i conti che qualcosa che sopravanza tutto ciò: la morte stessa.
Se Bergman con la morte ci giocava a scacchi, qui la si prende in giro, la si rispetta, la si onora e la si combatte, la si rincorre e la si fugge. E se potessimo vederla e parlarci sarebbe come quella di L’armata Brancaleone (i pazienti altro non sono che questo). Una pellicola speciale che vi farà... morire dalle risate.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 2/2011
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 13/01/2011 - utile per 21 utenti
Voto al film: 
Ospite della clinica è un'umanità variamente devastata: c'è il signor Demanet, l'attore famoso che per farsi ricoverare si inventa un tumore inesistente, c'è Virgile, il depresso cronico che sogna la morte da quando a 7 anni ha provato per la prima volta a buttarsi giù da una finestra, c'è il signor Vidal, il giocatore incallito che a poker ha perso tutto (pure la moglie), c'è Rachel, soprano transessuale senza più voce che prima di morire vuole togliersi lo sfizio di cantare la Marsigliese; e con loro c'è una quantità indefinita di personaggi allo sbando, tutti completamente fuori di testa ma tutti alle prese con bisogni fin troppo umani, guidati dalla voglia di morire ma capaci ancora di aggrapparsi alla vita se la morte decide di fargli visita in maniera inaspettata, se qualcuno decide di sconvolgere i loro piani. Perché il microcosmo costituito dai pazienti del dottor Krüger sarà costretto suo malgrado a confrontarsi con lo sdegno dei bigotti abitanti del villaggio limitrofo che, scandalizzati e inferociti per l'esistenza stessa di una clinica di questo tipo, decideranno di fargli la guerra nel senso più pieno del termine.
Dopo il fallimento della prima prova sulla lunga distanza (Snowborder, del 2003), la carriera del giovane regista francese Olias Borca sembrava esser giunta prematuramente al capolinea: constatata la diffidenza dell'ambiente e la conseguente impossibilità di farsi produrre in patria il secondo film, Borca s'è visto costretto ad emigrare in Belgio. Lì è nato Kill Me Please, minuscola coproduzione franco-belga girata con pochissimi mezzi, in 3 settimane, in bianco e nero, senza musica, e con attori al minimo sindacale (o con una quota di partecipazione nel film), ma capace di sbancare il Festival Internazionale del Film di Roma 2010, portandosi via sia il Marc'Aurelio d'Oro al miglior film (assegnato dalla giuria) che il Mouse d'Oro (assegnato della critica cinematografica online) e la Farfalla d'Oro (assegnata da Agiscuola). ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [10]
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13 gennaio 2012 Opinione di bradipo68 su "Kill Me Please"
Che cosa ha di speciale questo Kill me Please che ha vinto a mani basse il Festival Internazionale del film di Roma nel 2010? Niente. Anzi tutto. Opera postmoderna girata in un bianco e nero d'annata è una pellicola che gioca di sponda con il senso religioso di chi la sta guardando. C'è che resterà inorridito e chi guarderà interessato,sicuramente la pellicola di Olias Barco non sarà trattata con indifferenza. L'originalità, I suppose. Non è un film sul dolce trapasso o su un dr...
voto al film: 
13 dicembre 2011 Opinione di ROTOTOM su "Kill Me Please"
Li mortacci sua. Del dr Krueger, un serafico Aurélien Recoing,. O almeno i suoi aspiranti spiranti. Bizzarre creature protese verso l’oblio in pose grottesche. Folli, viziate, assurde anime in pena in ritiro pre dipartita sulle montagne svizzere a inventarsi un modo creativo di darsi la morte, forse per riscattare un’intera vita senza succo. Il bianco e nero acido aiuta a creare l’atmosfera di stupida tragicità che trasuda dalla clinica del novello dottor morte, attentissimo...
voto al film: 
11 ottobre 2011 Opinione di canaja su "Kill Me Please"
La clinica del dottor Kruger ha lo scopo di accompagnare i propri ospiti verso la morte, tramite suicidio assistito, previo periodo di soggiorno nella struttura durante il quale i clienti vengono aiutati a metabolizzare il loro disagio con l’intento di dissuaderli. Nel caso, però, permanga la volontà di farla finita, si procede. Durante il film apprendiamo che i suicidi costano alla società una cifra importante, che diventa enorme se li consideriamo nella loro totalità. Se sei morto...
voto al film: 
21 giugno 2011 Opinione di ico su "Kill Me Please"
All'inizio sembra un film perfetto, necessario, anzi, tutto è necessario: dal tono drammatico-,sofisticato quasi delicatamente patinato, al bianco e nero, poichè nessun colore è capace di rappresentare delle scelte tanto radicali se non i colori "necessari", tutt' uno con l'ambiente circostante quasi a simboleggiare delle mura piuttosto labili (tra l'interno e l'esterno, la vita e la morte); dalla lentezza nella descrizione delle varie storie, fino alla "procedura" del...
voto al film: 
29 aprile 2011 Opinione di OGM su "Kill Me Please"
Se il suicidio è un diritto, allora deve essere regolamentato. Se, invece, è una piena espressione della libertà individuale, non dovrebbe essere soggetto ai vincoli della morale, né potrebbe essere un’azione “assistita”. La clinica diretta dal dottor Kruger si fonda sulla prima ipotesi, che inquadra l’assassinio di se stessi in una cornice normativa ed organizzativa ben definita, e perfino istituzionalizzata. Conseguenza logica di questa...
voto al film: 
23 aprile 2011 Opinione di Mulligan71 su "Kill Me Please"
Ora, io sono abituato ai film grotteschi e, soprattutto, belgi, paese che ultimamente sta sfornando i film più originali della cinematografìa europea, ma questo non lo capisco. Eutanasìa, bianco e nero, personaggi "borderline", splatter, qualche scena azzeccata. Indecifrabile, anche se rimane decisamente qualcosa di diverso e per certi aspetti affascinante.
voto al film: 
11 marzo 2011 Opinione di chaplin77 su "Kill Me Please"
Nel mondo ogni anno, si registra un milione di suicidi e ognuno di essi costa alla collettività 850mila dollari che fanno in totale 850miliardi di dollari, secondo un'indagine condotta in Canada. Un problema sociale gigante presentato con estrema lucidità dal dottor Kruger titolare di una clinica francese in cui si pratica l'eutanasia medicalmente assistita. Una serie di protocolli prima di arrivare alla dolce morte che iniziano con l'accettazione in clinica e continuano...
voto al film: 
25 febbraio 2011 Opinione di irene78 su "Kill Me Please"
Uno dei film più importanti degli ultimi 20 anni, assolutamente in tema con le assurde leggi che governano il nostro paese
voto al film: 
26 gennaio 2011 Opinione di bufera su "Kill Me Please"
Parliamo di cinema belga, dove il grottesco, l'irriverente e l'assurdo sono parte fondamentale dell'umorismo. Con un tema come quello dell'eutanasia e della morte a piacere con modalità di scelta di un oggetto costoso,qualunque film, ma comunque coraggioso,poteva uscire. La locazione, peraltro ispirata ad una clinica di questo tipo veramente esistente in Svizzera, la scelta del bianco e nero,così adatta al soggetto, il cast eccellente e ben diretto e le trovate un po'...
voto al film: 
24 gennaio 2011 Opinione di ziacassie su "Kill Me Please"
Da quel che leggo, questo film, (che mi sono precipitata ad andare a vedere il 16 gennaio a due giorni dall’uscita), prende lo spunto da una storia vera (http://www.style.it/news/le-notizie-del-giorno/2010/05/04/svizzera--dignitas-la-clinica-per-i-suicidi-assistiti.aspx) Una clinica dei suicidi, tanto che il titolo del film doveva essere il nome della clinica, ma per motivi - che forse avrebbero creato qualche problema di carattere legale – è diventato Kill...
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- sufficienti [4]
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