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We Want Sex (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in We Want Sex: presente
Ritmo ritmo in We Want Sex: presente
Impegno impegno in We Want Sex: forte
Tensione tensione in We Want Sex: presente
Erotismo erotismo in We Want Sex: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a We Want Sex

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a We Want Sex (voti: 52 media: 3,62) 52

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La trama

Dagenham, 1968. Fabbrica della Ford, cuore industriale dell’Essex. Mentre gli uomini lavorano alle automobili nel nuovo dipartimento, 187 donne sottopagate cuciono i sedili in pelle nell’ala che cade a pezzi. Le operaie, però, finiscono per perdere la pazienza. 

Cole si barcamena tra lo stile del cinema lavorista inglese più felice e colorato, che ringraziava la signora Thatcher, e l’ironia leggera di L’erba di Grace. E questa è la sua forza: non ha paura di fare un cinema d’epoca, quasi antico. La sua regia finisce per andare con il pilota automatico, trascinato dalla Storia, da un one woman show della Hawkins e da una sceneggiatura d’acciaio.

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 49/2010

Pari opportunità. In Italia di solito è un ministero senza portafoglio. E senza coraggio. In We Want Sex, e in Paesi più civili del nostro, è un’esigenza politica e sociale, un ideale nobile e allo stesso tempo estremamente pragmatico, per cui dare tutti se stessi. Anzi tutte se stesse, perché ancora oggi sono le donne a pagare con stipendi più bassi, diritti negati e impari opportunità. E allora Nigel Cole torna a una pagina di lotta femminile e femminista in cui un pugno di donne, nel 1968, mette k. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 18/07/2011 - utile per 23 utenti

Voto al film: voto buono


Made in Dagenham è una commedia vibrante e femminista full British, che ci riporta alla cronaca operaia sessantottina (ed è davvero un fatto positivo questo). Il titolo italiano non del tutto improprio, visto che riprende ma solo parzialmente  ciò che era stato giustamente “pennellato” su uno striscione emblema della lotta (We want sex equality)  rimodellato e preso in prestito forse un po’ furbescamente per stimolare alla visione una più larga fetta di pubblico, probabilmente ha ottenuto invece l’effetto contrario “disorientandolo” e l’incasso alla fine e  nonostante tutto, compresa l’attualità “specifica”  dei fatti narrati che parallelano nella sostanza con molti avvenimenti della nostra odierna  beffeggiata realta operaia,  non è stato certamente all’altezza non solo delle aspettative, ma anche del merito, ed è un vero peccato.
Diciamo subito che il tono, pur trattando temi importanti, è accattivante e leggero (e non avrebbe dovuto spaventare chi preferisce un cinema di intelligente intrattenimento, ma se ne è comunque tenuto abbastanza alla larga come accade sempre più spesso con i prodotti di qualità): Nigel Cole (che non è né Ken Loach né Peter Mullan, ma nemmeno Mike Leigh, come ben sappiamo), già autore  di opere come L’erba di Grace e Calendar Girl, è uno specialista in questo campo (impegno tematico, certo, ma con un occhio al risultato anche “di cassetta” del progetto). La sua particolare  rappresentazione delle cose è infatti capace di  “costruire” e di veicolare  emozioni mentre documenta eventi che (come in questo caso) segnarono addirittura la Storia (quella con la S maiuscola) più che delle lotte sindacali tout court, proprio dell’emancipazione sul lavoro (fabbrica Ford di Dagenham in Gran Bretagna, nello specifico, anno di grazia 1968) e lo fa con gusto e nonchalance che avvicinano il suo cinema  a Full Monty o a Grazie, Signora Thatcher.
“Perfette” atmosfere e scoppiettanti dialoghi, dunque, perché qui certamente si riflette e si pensa (ci si arrabbia magari anche un pò nel vedere come ci siamo poi ridotti adesso), ma si ride spesso e ci si commuove a volte, in un caleidoscopio di situazioni sempre gustose e accattivanti, stimolate dalla grintosa forza  e determinazione di un formidabile gruppo di donne passionali, colorate e dalle indimenticabili acconciature cotonate perfettamente corrispondenti a quelle in uso in quel periodo.
Semplicemente We want sex, dunque, se lo striscione rimane ”volutamente” in parte arrotolato e l’effetto un po’ ammiccante che si determina, incuriosisce e fa sorridere i passanti che lo osservano e si “immaginano “ altre cose.  E’ certamente uno spunto, un “indirizzo” e una scorciatoia per veicolare meglio un’idea e una convinzione, che può sembrare persino una macchietta (ma qui non è un difetto) che ben si conformizza con tutta la storia raccontata  da un film “inglese” come questo, commerciale e proletario al tempo stesso come solo quella cinematografia sa produrre e fare. ESPANDI +
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SI

Opinioni su We Want Sex


6 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "We Want Sex"
Stuntman Miglio

"We want sex (equality)" è un esempio di cinema inglese militante, uno di quei piccoli grandi spaccati storici che arrivano dritti dritti dagli anni '60 per ricordarci quanto fosse importante l'attivismo nella lotta per l'acquisizione di diritti fondamentali che oggi tendiamo a sottostimare dandoli per scontati. Nella fattispecie, il film di Nigel Cole, si colloca in pieno '68 all'interno del più grande stabilimento britannico della Ford per immortalare le gesta delle sue 187 operaie alle...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto sufficiente a We Want Sex (2010)

nessun commento
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4 maggio 2012 Opinione di rossoantico su "We Want Sex"
rossoantico

Bello! Se penso alla cronaca politica e sociale di questi tempi .... che tristezza. Stanno smantellando le conquiste di decenni. 

voto al film: rossoantico assegna il voto buono a We Want Sex (2010)



3 maggio 2012 Opinione di steno79 su "We Want Sex"
steno79

La trama di "Made in Dagenham" riprende una storia vera, quella di alcune operaie della Ford inglese che, nel 1968, iniziarono uno sciopero ad oltranza per protestare contro la disparità retributiva nei confronti degli uomini. La storia è vera, pur con certi inevitabili aggiustamenti cinematografici (il personaggio della leader Rita O'Grady, ad esempio, è stato creato come un "composite character" appositamente per lo schermo) e trasmette un messaggio piuttosto forte sul valore delle...

voto al film: steno79 assegna il voto sufficiente a We Want Sex (2010)

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8 gennaio 2012 Opinione di will kane su "We Want Sex"
will kane

Prima o poi verrà riconosciuto a Nigel Cole uno status d'autore,che realizza un cinema gentile,che non si esenta da tematiche come sesso,lavoro,problemi economici,condizione delle persone.Sempre dalla parte dei più deboli,il regista è anche uno dei più attenti a dipingere caratteri femminili forti con spazi di fragilità,pronti inaspettatamente a tirar fuori una solidarietà sconosciuta all'altro sesso,nonostante la forte competizione e diversità tra persone."We want sex" è ambientato...

voto al film: will kane assegna il voto buono a We want sex (2010)

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16 agosto 2011 Opinione di john merrick su "We Want Sex"
john merrick

Leggo sul sito opinioni mediamente molto favorevoli a questo film,io invece ne son rimasto profondamente deluso,credo che l'ondata British di film che mescolano commedia e temi sociali e che forse in Full Monty ha avuto l'esempio più di successo,sia giunta al termine se i risultati sono questi.Sicuramente è lodevole ricordare questa pagina poco nota di storia femminil sindacale ma un po più di profondità non avrebbe guastato e magari un po più di cura nei...

voto al film: john merrick assegna il voto mediocre a We want sex (2010)

nessun commento
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24 luglio 2011 Opinione di barabbovich su "We Want Sex"
barabbovich

Peccato. Peccato che una controversia di importanza epocale sui diritti del lavoro e sulla parità tra uomini e donne venga trasformata in una commedia agrodolce che tanto somiglia a un polpettone. Eppure Nigel Cole, avvezzo a trattare temi ponderosi con sguardo leggero - come aveva già fatto ne L'erba di Grace - avrebbe avuto tutta la materia prima a disposizione per fare, di quei giorni di lotta operaia del 1968, un film memorabile. Ken Loach ci sarebbe riuscito; Cole...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a We want sex (2010)

nessun commento
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24 luglio 2011 Opinione di zombi su "We Want Sex"
zombi

la commedia inglese è esplosiva(east is east e mike leigh sono le prime cose che mi vengono in mente) oppure è una cosina media buona se va bene o detestabile se va male. il film di cole è una cosina carina telefonata dall'inizio alla fine, con tutte le sue robine a posto, humour momenti salienti, tragedia e risalita verso la vittoria finale. perchè per fortuna questa lotta ha avuto un esito positivo. rappresentanti sindacali e sindacati che fingono di fare...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a We want sex (2010)

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18 luglio 2011 Opinione di spopola su "We Want Sex"
spopola

Made in Dagenham è una commedia vibrante e femminista full British, che ci riporta alla cronaca operaia sessantottina (ed è davvero un fatto positivo questo). Il titolo italiano non del tutto improprio, visto che riprende ma solo parzialmente  ciò che era stato giustamente “pennellato” su uno striscione emblema della lotta (We want sex equality)  rimodellato e preso in prestito forse un po’ furbescamente per stimolare alla visione una...

voto al film: spopola assegna il voto buono a We want sex (2010)

2 commenti
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13 luglio 2011 Opinione di Artemisia1593 su "We Want Sex"
Artemisia1593

Nell'ambito di un'inziativa a favore della legge contro la lettera di dimissioni in bianco, ieri sera ho assistito alla proiezione del film "We want sex", che ha girato nelle sale cinematografiche lo scorso inverno. Fa bene ogni tanto vedere dei film come questo. Dà la carica ripercorrere la lotta delle operaie inglesi della Ford che, negli anni Sessanta, rivendicarono con coraggio la parità salariale, sfidando non solo i padroni, ma anche i sindacati acquiescenti e...

voto al film: Artemisia1593 assegna il voto buono a We want sex (2010)

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7 aprile 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "We Want Sex"
Winnie dei pooh

Il valore e l'importanza di questo film vanno ben al di là degli eventuali meriti artistico-cinematografici. We want sex ci ricorda, innanzitutto, che la prima forma di discriminazione, in una società patriarcale - maschilista e machista - come la nostra, è (a tutt'oggi) quella degli uomini nei confronti delle donne e (altra questione importantissima e di estrema attualità) che per ottenere dei diritti bisogna lottare; anche a rischio di perdere tutto quel (poco)...

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto buono a We want sex (2010)




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