Source Code (2011)
Con Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Russell Peters, James A. Woods, Michael Arden, Joe Cobden, Cas Anvar, Gordon Masten
04/04/2011
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di degoffro
La trama
Il capitano Colter Stevens si sveglia su un treno diretto a Chicago. Sembra che una ragazza lo conosca, eppure Colter non ha nessuna idea di chi sia né di dove si trovi. Il treno esplode, ma lui è costretto a ritornare sul luogo dell'incidente, rivivendo molte volte la stessa esperienza allo scopo di individuare l’attentatore.
Nonostante le ripetizioni, la tensione non manca, ma la risoluzione anticipata riduce gli ultimi venti minuti a lungo epilogo mélo, con sottofinali che citano il paradosso del gatto di Schrödinger ma si fanno via via più convenzionali. Debolezze certo perdonabili per il primo film hollywoodiano di Jones, dal talento conclamatosi già con il precedente _Moon_.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 17/2011
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 30/04/2011 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
Quando riapre gli occhi è imbracato a bordo di una capsula, con davanti un monitor dal quale una donna, ufficiale dell'aeronautica, gli fa domande su ciò che ha visto e gli ricorda la missione da compiere: tornare indietro ad oltranza a rivivere gli 8 minuti che precedono l'esplosione, per individuare l'attentatore, comunicarne a lei l'identità, e così assicurarlo alla giustizia salvando Chicago (e il mondo intero) da successivi attacchi già minacciati.
Questo è ciò che accade nei primi 10 avvincenti minuti di Source Code, il nuovo lavoro di Duncan Jones, atteso alla conferma dopo aver esordito alla grande, nel 2009, con Moon, per il quale vennero scomodati mostri sacri come Stanley Kubrick e Andrej Tarkovskij.
Elemento caratterizzante del film è l'idea di partenza, che vede il protagonista spaziare tra realtà parallele, costretto a ripercorrere in lungo e in largo più volte lo stesso evento, come accadeva al meteorologo Bill Murray in Ricomincio da capo di Harold Ramis. Source Code si dipana così in una serie di paradossi spazio-temporali che Jones gestisce abilmente per gran parte della pellicola, concedendo allo spettatore la stessa prospettiva del protagonista, lavorando per accumulo e a ritmi sostenuti, aggiungendo progressivamente particolari, procedendo per livelli, sciogliendo gradualmente i nodi della vicenda e seminando indizi (talvolta anche troppo rivelatori), innestando poi sul robusto nucleo sci-fi/action un'altrettanto solida componente emotiva che dona a Colter/Sean una contagiosa aria da eroe romantico.
Oltre che per la vibrante direzione del regista inglese, che concilia senza apparente sforzo azione e introspezione, Source Code vale per l'interpretazione di Jake Gyllenhaal, bravo a rendere tanto lo smarrimento iniziale del protagonista quanto la sopravvenuta consapevolezza che porta lo stesso ad un'immedesimazione sempre maggiore con il proprio 'ospite', e per le ottime prove di Michelle Monaghan e Vera Farmiga, la prima nella parte dell'affascinante Christina, l'amica di Sean cui Colter presto s'affeziona, la seconda in quella di Colleen Goodwin, la donna dallo sguardo severo ma dal cuore tenero che ad ogni suo 'ritorno' gli appare in video spiegandogli il da farsi.
Source Code procede spedito e senza intoppi, sfoggiando un meccanismo ben oliato, per la quasi totalità del suo percorso. Peccato però s'inceppi proprio a cose fatte, ad un passo dal traguardo: pur avendo l'opportunità di chiudere la storia con un epilogo non banale e cinematograficamente appagante, la sceneggiatura di Ben Ripley vi rinuncia, preferendo arrovellarsi sul più bello, giocando col paradosso come fece (con esiti lussuosi) Christopher Nolan in Inception, ma, diversamente da questi, premendo il piede sull'acceleratore anziché puntare sul rigore, e barattando la compattezza della struttura narrativa con una conclusione traballante e superflua, obliquamente (e supinamente) allineata ai blandi parametri del buonismo hollywoodiano.
Poteva essere, per Duncan Jones, un altro gioiello di fantascienza 'umanistica'; resta un film comunque buono, girato con stile e strutturato con cura, ma parzialmente guastato da un finale di troppo. ***½
- negative [4]
- sufficienti [11]
- positive [32]
- leggi tutte le opinioni
25 maggio 2012 Opinione di ethan su "Source Code"
Troppo cerebrale per potermi piacere: codice fonte (o sorgente), linee temporali alternative, supporti vitali e riferimenti a fisica quantistica, concetti sparati a cento all'ora per ingarbugliare ancora di più una vicenda già complicata. Duncan Jones ce la mette tutta e riesce a creare una certa tensione e anche Jake Gyllenhaal non è male, ma quando gli otto minuti vengono reiterati oltre la terza volta, l'accumulo di inverosimiglianze è a dir poco stucchevole. Voto: 5.
voto al film: 
7 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Source Code"
Duncan Jones è tornato dalla sua luna per raccontarci un'altra storia (im)possibile. Una sorta di "Ricomincio da capo" in salsa sci-fi aggiornato delle giustificate sindromi paranoidi post 11settembre. Il plot vede un giovane pilota americano risvegliarsi nei panni di un altro uomo a bordo di un treno in corsa che da lì ad 8 minuti salterà in aria. Anziché morire nell'esplosione, il soldato si ritrova catapultato in un altro ambiente non specificato in cui apprende di essere in missione...
voto al film: 
7 maggio 2012 Opinione di tobanis su "Source Code"
Source code è un film bellissimo, girato dal figlio di David Bowie, Duncan Jones. Il quale, se solo avesse un briciolo di senso di inferiorità, sarebbe fregato, perché mai potrebbe pensare di eguagliare il talento e la fama di tanto genitore. Il quale è sia cantante celeberrimo, che attore interessante, che star a tutti gli effetti, ma star vera, una che può usare Lady Gaga e robe simili per pulirsi il culo. Orbene, il nostro ragazzo si è messo a girare film. Se è vero che 3 indizi...
voto al film: 
7 maggio 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Source Code"
RICOMINCIO DA DOMANI Dopo le estensioni lisergiche delle droghe di Limitless, un'altra costola dell'Inception di Cristopher Nolan prende forma. Duncan Jones, autore della brillante opera prima Moon, si cimenta con i viaggi indietro nel tempo modello Bill Murray in Ricomincio Daccapo con qualche paradosso temporale di troppo direttamente importato da Back To The Future e Deja Vù. Il regista inglese, figlio di David Bowie, propone una fantascienza meno filosofica e più spettacolare. Un passo...
voto al film: 
1 maggio 2012 Opinione di Lord Holy su "Source Code"
Voto: 3,5/5. Non era affatto scontato che fosse possibile intrattenere per quasi novanta minuti con una sorta di ripetuto e ciclico déjà vu. Eppure il gioco funziona in maniera sorprendente, almeno per la maggior parte del tempo. Le regole e le informazioni vengono rivelate con il contagocce, lentamente, e questo contribuisce a mantenere vivo l'interesse e pure una certa dose di tensione. Dove non riesce del tutto è solo nel finale, permeato dagli immancabili paradossi temporali, un...
voto al film: 
29 aprile 2012 Opinione di sillaba su "Source Code"
Molto bello, melanconico ma bello. Peccato che l'azione sia poco avvincente.
voto al film: 
6 aprile 2012 Opinione di Booh su "Source Code"
Visto molto gradevolmente ieri sera. C'è molta tensione e suspense, e anche un ritmo forte e infrenabile. Ma credo che il voto 'buono' sia già troppo, ma in fondo davvero un bel film, si merita assolutamente la sufficienza.
voto al film: 
5 aprile 2012 Opinione di Tex Murphy su "Source Code"
Tre stellette meno meno. L'intreccio funziona a tratti, il fatto è che ormai si abusa su questi temi e alla fine questo film sembra la copia della fotocopia di quell'altro film di cui non ci ricordiamo il nome.
voto al film: 
5 aprile 2012 Opinione di buran su "Source Code"
Bella riconferma per Duncan Jones dopo Moon. Alle prese questa volta con una produzione un po' più "ricca" e con qualche effetto in più in confronto al film precedente, non tradisce il suo stile e, a parte qualche sbavatura, realizza ancora un film di fantascienza avvincente con un occhio di riguardo rispetto al famoso "lato umano" ed esistenziale.
voto al film: 
5 aprile 2012 Opinione di Accidenti su "Source Code"
“Dejà vu...” “No Dejà vu era il film di quell'altro...” “Quell'altro chi?” “Quello di Unstoppable!” “Unstoppable è il nome del film?” “No non hai capito nulla ho detto che quello era di un altro regista.” “Ma se è identico?!” “Ma ti assicuro che è di un altro.” “Uhm ho visto due film uguali ma in questo c'è un treno, Unstoppable dejà vu, allora.” “E vada per Unstoppable dejà vu.” Tony Scott ha trovato una porta magica al settimo...
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- negative [4]
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