Una separazione (2011)
Con Leila Hatami, Peyman Moadi, Shahab Hosseini, Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Babak Karimi, Marila Zare'i
La trama
Tutto è pronto per la partenza che Simin, suo marito Nader e la loro figlia Termeh hanno progettato. Lasceranno l'Iran per una nuova vita e uno nuova nazione. Tuttavia, all'ultimo, Nader ci ripensa: non osa lasciare solo il padre, malato di Alzehimer. La decisione porta un enorme scompiglio e Simin chiede il divorzio, che il tribunale non le concede. Lascia allora casa e Termeh decide di restare con il padre, sperando che la madre torni a casa. Ma la scelta fatta da Nader, che assume una giovane donna per accudire al padre in sua assenza, si rivelerà drammatica.
Asghar Farhadi si conferma, dopo l’ottimo About Elly, regista capace di costruire rapporti di tensione tra i personaggi e di inserire elementi mystery in vicende quasi ordinarie. La sceneggiatura vanta diabolica perfezione, dove fanno buon gioco l’indignazione dei personaggi femminili e l’irascibilità di quelli maschili per confondere ulteriormente le acque, annegando i fatti in un fluire quasi inesausto di parole. Un vero tour de force per gli interpreti ottimamente diretti.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 42/2011
L'opinione più votata
Di lao scritta il 30/10/2011 - utile per 21 utenti
Voto al film: 
UN PARADOSSO ECLATANTE
In “Una separazione” Nader( Peyman Moaadi), bancario a Teheran, scoppia in lacrime pulendo il vecchio padre malato d’Alzheimer ( Ali-Asghar Shahsbazi): in un impeto d’ira ha appena spinto giù per le scale la badante incinta Razieh ( Sare Bayat) colpevole di essere uscita di casa abbandonando il vecchio affidato alla sua custodia dopo averlo legato al letto. Lei lo denuncerà per averle causato l’aborto e lui a sua volta per aver provocato il peggioramento dell’infermo, ma in quel momento Nader piange perchè sua moglie lo ha appena lasciato con la figlia undicenne Tehrme ( Sarina Fahardi), perché si pente di aver appena usato la violenza nei confronti di una donna fragile. Soprattutto però piange perché intuisce come non la malvagità ma l’infelicità di qualcuno sia causa dell’infelicità di qualcun altro. La pellicola dell’iraniano Farhadi ( “About Elly”) di fatto è tanto più efficace nel mostrare i segni compulsivi del dolore quanto più considera inessenziali o inesistenti le responsabilità individuali: Simin ( Leila Hatami) vuole andare all’estero per offrire più opportunità alla figlia e per questo va via di casa, Nader dal canto suo non vuole andar via dall’Iran per il padre, il comportamento di Razieh, tormentata dagli scrupoli religiosi, è condizionato dai debiti del collerico marito, e infine vi sono le testimoni innocenti del dramma, le bambine delle coppia in lite, la figlia di Razieh che esprime il proprio disagio disegnando e l’adolescente Tehrme, costretta a scegliere fra due genitori entrambi disperatamente amati.
Il conflitto esplode quando le legittime ragioni degli uni e degli altri vengono alla luce in tutta la loro urgenza e inconciliabilità: aspirazione a una vita migliore in Simin, solidarietà con una senilità in balia di un morbo irreversibile in Nader, fedeltà a Dio e alla coscienza in Razieh, rabbia per le umiliazioni patite nel di lei marito, e in tutti paura per i propri affetti. Sono persone pure di cuore quelle che lo spettatore vede litigare furiosamente davanti a un giudice imparziale in “Una separazione”: nessuno agisce in malafede, nessuno lascia chiusi nell’armadio i propri scheletri, nessuno si lascia dominare fino in fondo dall’orgoglio eppure l’esito non è la riconciliazione bensì una separazione definitiva, come se la dignità di un individuo non potesse convivere con quella di chi gli sta accanto.
Il cinema alle nostre latitudini ci ha abituato a soluzione ben più edulcorate ma l’esperienza non dà torto al regista iraniano. Impossibile comunque non domandarsi se il fatto raccontato nel lungometraggio si svolgerebbe in modo analogo a Roma o a Londra. Ci sembra un dettaglio non irrilevante al proposito il ruolo svolto nell’intreccio dalla religiosità intima e sofferta di una delle protagoniste del film. A fare da sfondo alla storia infatti è una megalopoli grigia ed asettica fatta da automobili che si sfiorano, ospedali e tribunali, nei quali i giudici sono l’emanazione neutra di uno Stato ridotto ad apparato burocratico e assente nei dilemmi etici ed esistenziali dei cittadini. Un eclatante paradosso in un Paese dove si governa in nome di Dio!
Per confronti e percorsi culturali suggeriti dal film cfv mio blog: http://spettatore.ilcannocchiale.it/post/2693152.html
- sufficienti [1]
- positive [20]
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8 maggio 2012 Opinione di manuel88 su "Una separazione"
film stupendo. UNA SEPARAZIONE di Asghar Farhadi. Film iraniano vincitrice quest'anno dell'Oscar e del David Di Donatello come miglior film straniero,per non parlare di altri riconoscimenti a livello internazionale... E' la storia di una coppia in crisi decisa a divorziare. Siamo in Iran,quindi in un contesto cui la libertà è limitata e la possibilità di scegliere indipendentemente dal marito è quasi nulla. Samin vuole lasciare Teharan con il marito e la figlia, ma Nader si rifiuta...
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27 aprile 2012 Opinione di antonio de curtis su "Una separazione"
Buon film iraniano da vedere
voto al film: 
31 marzo 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Una separazione"
POLES APART Ci sedemmo dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati. (Bertolt Brecht) È raro trovare un film in cui convergano i giudizi positivi di critica e pubblico praticamente all'unanimità. Orso d'oro all'ultimo Festival di Berlino con contemporanea acclamazione per tutti gli interpreti maschili e femminili, candidato all'Oscar per il miglior film straniero, apprezzato e distribuito in tutto il mondo, ottima partenza anche in un paese in piena recessione...
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30 marzo 2012 Opinione di ViolettaBeauregarde su "Una separazione"
Perché porre una persona davanti ad un bivio diventa motivo di irritazione per l'una e di insofferenza per l'altra? Perché gli esseri umani devono costantemente comunicare usando il linguaggio della violenza (sia verbale che fisica) quando non ottengono ciò che vorrebbero? Questi ed altri interrogativi si pone Asghar Farhadi in Una separazione al cui centro vi sono i rapporti umani e la loro complessità più profonda eppure così banale. Perché abbandonare la propria patria diventa...
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10 marzo 2012 Opinione di cippags su "Una separazione"
Film quasi perfetto, storia capace di dipanarsi in modo avvincente pur restando nei binari di una scrittura tipicamente iraniana, dove i dialoghi sono strabordanti e la sceneggiatura abbastanza esile. Ho trovato molto potente la scena iniziale con i due coniugi di fronte al giudice, un modo molto riuscito di far entrare lo spettatore subito nella storia. Recitazione all'altezza dell'impegno richiesto, 'purtroppo' sono rimasto ammaliato dal fascino emanante dallo sguardo della moglie del...
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10 febbraio 2012 Opinione di ezio su "Una separazione"
Decisamente un bel film ,trama semplice,un fatto quotidiano che puo' diventare un incubo.Il tutto in ambientazione orientale islamica,sempre distante dalla nostra cultura occidentale.Attori perfetti e meritato Orso D'oro al festival di berlino 2001.
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27 dicembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Una separazione"
Molto, molto bello questo film. Di una tenerezza sconfinata.
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6 dicembre 2011 Opinione di bradipo68 su "Una separazione"
Una separazione non è il film iraniano che ti aspetti. Non c'è una fotografia volutamente povera, non c'è un largo uso di attori non professionisti per rinsaldare ancor di più, se possibile, il legame stretto, soffocante che il cinema in quella terra ha con la realtà, non c'è quel cercare a tutti i costi la poesia nei piccoli gesti quotidiani, meglio se catturati nella loro spontaneità come se non ci fosse una telecamera a riprenderli. Una separazione è film di raffinata confezione,...
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29 novembre 2011 Opinione di barabbovich su "Una separazione"
Nader (Moadi) e Simin (Hatami) si separano. Lei ha un'occasione di lavoro altrove, lui non se la sente di lasciare a chissà chi il padre ammalato di Alzheimer (Shahbazi). Decidono di separarsi ma prima che il giudice (Karimi) possa mettere la parola fine alla loro vicenda un altro impedimento giudiziario li unirà di nuovo: l'accusa rivolta a Nader di avere fatto perdere, con una spinta, il nascituro a Razieh (Bayat), badante del padre, durante un alterco. Il film vincitore al ...
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27 novembre 2011 Opinione di fefy su "Una separazione"
Il regista, in modo ossessivo, si sofferma sui primi piani dei protagonisti e li pedina delineandone una psicologia molto credibile. Un bellissimo film,quasi un documentario,uno spaccato non solo su un rapporto di coppia ma sulle mille contraddizioni di un paese singolare e difficile. Molto bella la Regia che porta subito lo spettatore in empatia con i personaggi. La visione di Farhadi – distaccata e oggettiva – pone ogni singolo personaggio di fronte alla scelta di prendersi le...
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