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La scomparsa di Patò (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La scomparsa di Patò: assente
Ritmo ritmo in La scomparsa di Patò: presente
Impegno impegno in La scomparsa di Patò: presente
Tensione tensione in La scomparsa di Patò: assente
Erotismo erotismo in La scomparsa di Patò: assente

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FilmTV assegna il voto sufficiente a La scomparsa di Patò

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La scomparsa di Patò (voti: 4 media: 3,25) 4

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locandina di La scomparsa di Patò

Trailer italiano ufficiale

La scomparsa di Patò Trailer italiano ufficialeplay

07/01/2012

Murì Patò o s'ammucciò? - Da Andrea Camilleri al cinema

 Anni prima che il commissario Montalbano cominciasse ad indagare per le strade di Vigata, il paesino siciliano fu al centro di una vicenda che mise in luce contraddizioni, vizi e difetti...

di Spaggy

La trama

Che fine ha fatto Antonio Patò (Neri Marcoré), impeccabile impiegato di banca? È questa la domanda che nel 1890 l’intero paese siciliano di Vigata si pone di fronte a un fatto insolito accaduto durante la rappresentazione della Passione di Cristo del Venerdì Santo: il ragionier Patò, che rivestiva i panni di Giuda, è stato visto l’ultima volta sul palcoscenico del teatro prima di sparire con gli abiti di scena. Nessuno sembra aver visto nulla ma una misteriosa scritta, apparsa su un muro, instilla un dubbio: l’uomo è morto o è scomparso volontariamente? Per far luce sulla storia, Elisabetta (Alessandra Mortelliti), la moglie di Patò, si rivolge alle autorità. Le indagini condotte dalla Pubblica Sicurezza, guidata dal delegato Bellavia (Maurizio Casagrande), e dai Reali Carabinieri, agli ordini del maresciallo Giummàro (Nino Frassica), sembrano non dare risposte a causa della rivalità tra le due forze mentre i concittadini cominciano a formulare ipotesi sempre più fantasiose sul destino dell’uomo.  

Camilleri adatta (insieme al regista e a Maurizio Nichetti) il suo romanzo omonimo del 2000, ispirato alla figura allegorica di Patò, citato da Sciascia in A ciascuno il suo: un personaggio emblematico di tante storture siciliane che diviene pretesto per una trama gialla in cui nessuno, tra vittime, colpevoli e forze dell’ordine, ci fa bella figura. La messa in scena è piatta al limite del televisivo e la complessità di scrittura dell’originale si perde in favore di un approccio giocoso e, appunto, da fiction in costume, però il cast di attori “diversamente siciliani” asseconda a meraviglia l’ironia di Camilleri e conquista con leggerezza e goliardia (compreso il cameo del becchino Roberto Herlitzka).

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 8/2012

«Murì Patò? O s’ammucciò?». Ovvero: il ragionier Patò è morto o s’è nascosto? Il dubbio pervade la cittadina siciliana di Vigàta (ormai mitica location immaginaria in cui Andrea Camilleri ambienta le sue opere), alla vigilia della Pasqua 1890: lo stimato ragionier Patò, interprete di Giuda nel “Mortorio”, ovvero la rappresentazione della Passione di Gesù, è scomparso nella botola del palco e non si è più rivisto. Ammazzato dalla mafia? Colpito da amnesia e smarrito nelle campagne? ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bufera scritta il 01/03/2012 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Ho visto il film da pura spettatrice,non lettrice abituale di Camilleri, e posso dire che l'ho trovato più che corrispondente alle aspettative. In una Sicilia fine 800, ricostruita con cura sapiente nell'atmosfera del paese, nei costumi e usanze, fotografata magnificamente soprattutto nel caratteristico paesaggio, si svolge una storia misteriosa che riguarda la sparizione del ragionier Patò durante una rappresentazione della Passione di Cristo ( Il Mortorio), nella quale egli interpretava per tradizione il ruolo di Giuda. Sulla ricostruzione ipotetica del fatto, operata attraverso l'attività congiunta di polizia e carabineri, si basa la narrazione,  con una serie di flash back  tutti plausibili ma nessuno confermato.  Questo tipo di svolgimento  è utilizzato molto bene  dalla regia che ne fa pretesto per aggiungere sempre nuovi particolari e  gustose scenette, che ravvivano l'attenzione, pur con il limite del dialetto, su una realtà antica e marginale,che però ingloba tutte le costanti delle (male)azioni umane:  passione amorosa,  tradimento dell'amicizia, avidità per il danaro fino al crimine ( visto che ci scappa pure un morto).  Ciò che è molto apprezzabile è la costellazione di caratterizzazioni rare a vedersi altrove, con quel gusto d'epoca che pervade tutta l'opera, con i limiti che può comportare. Gli attori impegnati nei ruoli principali sono tutti eccellentemente in parte, anche se a tratti sembra di assistere a una fiction televisiva poichè la loro estrazione è eminentemente quella.  Neri Marcorè, non solo televisivo e nemmeno  siciliano, è un interprete straordinario dell'indefinibile e inafferrabile Patò, al quale sottrae qualunque emotività e conferisce una ambiguità determinata e per questo ancor più confondente, Frassica e Casagrande affiatatissimi e portanti, cameo  del grande Roberto Herlitzka, nella parte del becchino, che impreziosisce la parte finale. Film ben fatto, piacevole anche se non  semplice da vedere, purchè resti un episodio isolato.
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SI

Opinioni su La scomparsa di Patò


1 marzo 2012 Opinione di bufera su "La scomparsa di Patò"
bufera

Ho visto il film da pura spettatrice,non lettrice abituale di Camilleri, e posso dire che l'ho trovato più che corrispondente alle aspettative. In una Sicilia fine 800, ricostruita con cura sapiente nell'atmosfera del paese, nei costumi e usanze, fotografata magnificamente soprattutto nel caratteristico paesaggio, si svolge una storia misteriosa che riguarda la sparizione del ragionier Patò durante una rappresentazione della Passione di Cristo ( Il Mortorio), nella quale egli interpretava...

voto al film: bufera assegna il voto buono a La scomparsa di Patò (2010)

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