La scomparsa di Patò (2010)
Con Nino Frassica, Maurizio Casagrande, Neri Marcoré, Alessandra Mortelliti, Gilberto Idonea, Flavio Bucci, Simona Marchini, Danilo Formaggia, Roberto Herlitzka, Manlio Dovì, Guja Jelo, Francis Pardeilhan
07/01/2012
Murì Patò o s'ammucciò? - Da Andrea Camilleri al cinema
Anni prima che il commissario Montalbano cominciasse ad indagare per le strade di Vigata, il paesino siciliano fu al centro di una vicenda che mise in luce contraddizioni, vizi e difetti...
di Spaggy
La trama
Che fine ha fatto Antonio Patò (Neri Marcoré), impeccabile impiegato di banca? È questa la domanda che nel 1890 l’intero paese siciliano di Vigata si pone di fronte a un fatto insolito accaduto durante la rappresentazione della Passione di Cristo del Venerdì Santo: il ragionier Patò, che rivestiva i panni di Giuda, è stato visto l’ultima volta sul palcoscenico del teatro prima di sparire con gli abiti di scena. Nessuno sembra aver visto nulla ma una misteriosa scritta, apparsa su un muro, instilla un dubbio: l’uomo è morto o è scomparso volontariamente? Per far luce sulla storia, Elisabetta (Alessandra Mortelliti), la moglie di Patò, si rivolge alle autorità. Le indagini condotte dalla Pubblica Sicurezza, guidata dal delegato Bellavia (Maurizio Casagrande), e dai Reali Carabinieri, agli ordini del maresciallo Giummàro (Nino Frassica), sembrano non dare risposte a causa della rivalità tra le due forze mentre i concittadini cominciano a formulare ipotesi sempre più fantasiose sul destino dell’uomo.
Camilleri adatta (insieme al regista e a Maurizio Nichetti) il suo romanzo omonimo del 2000, ispirato alla figura allegorica di Patò, citato da Sciascia in A ciascuno il suo: un personaggio emblematico di tante storture siciliane che diviene pretesto per una trama gialla in cui nessuno, tra vittime, colpevoli e forze dell’ordine, ci fa bella figura. La messa in scena è piatta al limite del televisivo e la complessità di scrittura dell’originale si perde in favore di un approccio giocoso e, appunto, da fiction in costume, però il cast di attori “diversamente siciliani” asseconda a meraviglia l’ironia di Camilleri e conquista con leggerezza e goliardia (compreso il cameo del becchino Roberto Herlitzka).
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 8/2012
L'opinione più votata
Di bufera scritta il 01/03/2012 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
1 marzo 2012 Opinione di bufera su "La scomparsa di Patò"
Ho visto il film da pura spettatrice,non lettrice abituale di Camilleri, e posso dire che l'ho trovato più che corrispondente alle aspettative. In una Sicilia fine 800, ricostruita con cura sapiente nell'atmosfera del paese, nei costumi e usanze, fotografata magnificamente soprattutto nel caratteristico paesaggio, si svolge una storia misteriosa che riguarda la sparizione del ragionier Patò durante una rappresentazione della Passione di Cristo ( Il Mortorio), nella quale egli interpretava...
voto al film: 


















