Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Niente da dichiarare (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Niente da dichiarare: presente
Ritmo ritmo in Niente da dichiarare: forte
Impegno impegno in Niente da dichiarare: assente
Tensione tensione in Niente da dichiarare: assente
Erotismo erotismo in Niente da dichiarare: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Niente da dichiarare

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Niente da dichiarare (voti: 20 media: 3,10) 20

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Niente da dichiarare

Trailer Ufficiale

Niente da dichiarare Trailer Ufficialeplay

Acquista Niente da dichiarare

Scegli tra i formati disponibili

Niente da dichiarare disponibile in DvdNiente da dichiarare non disponibile in Blu-RayNiente da dichiarare non disponibile in Umd

La trama

Con il trattato di Schengen, l’Europa nel gennaio 1993 ha aperto le frontiere e due doganieri, Ruben (Benoît Poelvoorde) e Mathias (Dany Boon), uno di origine belga e uno francese, si trovano loro malgrado a dover lavorare insieme, nella stessa postazione. Tra un controllo e l’altro, i due uomini, che si sono sempre mal tollerati per via delle loro differenze culturali, non perdono l’occasione per schernirsi a vicenda. La situazione tra i due si complica ancora di più quando Ruben scopre che Mathias ha una relazione segreta con sua sorella Julie.  

Dal divario Nord/Sud all’odio Belgio/Francia. Dany Boon, al terzo lungometraggio, ripropone la sua formula comica basata sulle idiosincrasie francofone, che ha fatto di Giù al Nord (e del remake nostrano Benvenuti al Sud) un clamoroso successo al botteghino. Gli ingredienti della commedia di Boon sono probabilmente antichi quanto l’odio tra belgi e francesi; ma il regista (e interprete) li maneggia con grazia esilarante: i tempi della commedia sono perfetti e le maschere comiche azzeccate, a partire dallo strepitoso Benoît Poelvoorde, le cui mimiche facciali da sole valgono il prezzo del biglietto.

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 39/2011

Dal divario Nord/Sud all’odio Belgio/Francia. Dany Boon, al terzo lungometraggio, ripropone la sua formula comica basata sulle idiosincrasie francofone, che ha fatto di Giù al Nord (e del remake nostrano Benvenuti al Sud) un clamoroso successo al botteghino: vicini di casa accomunati dalla lingua, belgi e francesi si disprezzano vicendevolmente. In un piccolo commissariato di polizia di frontiera, sul confine tra i due Paesi, giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia che dal 1° gennaio 1993 l’Europa sarà una sola; niente più dogane. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 03/10/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Dopo il successo stratosferico di Giù al Nord( oltre 20 milioni di biglietti staccati per un incasso di circa 140 milioni di euro al cambio odierno) Dany Boon ritorna con i suoi conflitti geografici nazionalpopolari con questo  nuovo (relativo) successo al botteghino che però si è assestato su cifre nettamente inferiori a quelle del film precedente( intorno ai 55 milioni che sono sempre un risultato stratosferico ma se confrontati all'incasso dell'altro...).
Stavolta il film è ambientato negli anni '90 per giustificare "storicamente" la lotta senza quartiere  tra un gendarme belga ultranazionalista e un collega francese che si vengono a trovare sui due lati di una dogana che non esiste più.
Però il razzismo verso i "mangialumache " francesi è vivo e vegeto.
Niente da dichiarare, è bene precisarlo subito, non è un gran film. Si avvale della ricetta vincente che aveva permesso a Giù al Nord di raccogliere insperati incassi, cercando solo di cambiare qualche particolare. Se prima la lotta era tra abitanti del sud e del nord della Francia ora è tra francesi e belgi che stanno ancora più a nord.
Però, pur non essendo un gran film permette lo stesso di passare un paio d'ore in relax e senza vergognarsi troppo di quello che si è appena visto.
Dato il successo del precedente film la produzione ha badato poco a spese e la confezione ne ha beneficiato: è ben ambientato, realizzato con una discreta cura ,è recitato bene( cosa non scontata in questo tipo di film), non è volgare e pur basandosi su un modello di comicità non particolarmente sofisticato strappa la risata in più di un'occasione.
Il protagonista assoluto è il folle gendarme belga interpretato dal favoloso Benoit Poelvoorde che ha una fisicità quasi da comica di un film muto, mentre il  Dany Boon regista ha l'intelligenza di porre il Dany Boon attore al totale servizio della verve dell'altro.E non bisogna dimenticare il folto stuolo di caratteristi che circonda i due attori principali.Facce giuste nei posti e nei ruoli giusti.
Niente da dichiarare è un film che dovrebbe essere studiato per bene dai filmakers italiani e non per realizzarne una copia carbone come già successo col film precedente di Boon.
Dovrebbe essere studiato perchè un film di media caratura come questo testimonia l'enorme distanza che c'è tra il cinema di consumo francese e quello italiano:e soprattutto dice che si può far ridere la gente con un prodotto non volgare e non realizzato con i piedi come di solito succede dalle nostre parti.
Dany Boon non è un gran regista ma il film dal punto di vista tecnico è inappuntabile.
Perchè il nostro cinema di cassetta ,pur potendosi avvalere di manovalanza di qualità, soffre di realizzazioni tecniche così mediocri?
Forse la risposta sta nel pensiero dei produttori che credono di avere a che fare con un pubblico di minus habens ,per cui uno strafalcione in più o uno in meno chi vuoi che se ne accorga,bisogna fare tutto in velocità e in massima economia per aumentare a dismisura i profitti.
E se noi, il pubblico bue, continuiamo a regalare a film così mal realizzati la vetta del box office, perchè dovrebbero lavorare con più cura?
Commenta l'opinione 2
SI

Opinioni su Niente da dichiarare


21 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "Niente da dichiarare"
marcopolo30

Dany Boon sfrutta la scia di “Giù al Nord” e ripropone una commedia molto simile, tanto nei toni quanto nel conflitto centrale del racconto (xenofobia e pregiudizi di stampo geografico in genere). L'autore dimostra anche in questo caso di possedere un senso del grottesco molto acuto, e infatti anche questa volta si ride di gusto (forse anche di più rispetto a “Giù al Nord”), solo che la storia dell'anti-droga avrebbe potuto risparmiarsela, perché così sembra solo voler strizzare...

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Niente da dichiarare (2010)


11 febbraio 2012 Opinione di Fanny Sally su "Niente da dichiarare"
Fanny Sally

Commedia diretta e interpretata da Dany Boon da noi divenuto famoso per "Giù al Nord". Anche qui si parla di pregiudizi e rivalità regionali, ma stavolta tra francesi e belgi. Lo spunto è l'abbattimento delle barriere doganali in vista dell'entrata in vigore dell'Unione Europea. Il ritmo non manca così come i momenti divertenti e quelli di piccola riflessione, la fotografia da cartolina rende gradevole la visione, accentuando il tono leggero. Buoni gli attori. Gradevole.

voto al film: Fanny Sally assegna il voto sufficiente a Niente da dichiarare (2010)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


22 ottobre 2011 Opinione di ALCHEMILLA su "Niente da dichiarare"
ALCHEMILLA

Era parecchio tempo che non andavo al cinema.  Non potevo resiste al richiamo di questo regista e attore, ho un debole risaputo per i film francesi e sono una fan di "Giù al Nord". Anche questo mi è piaciuto, non così tanto: meno risate, più parolacce, un po' troppa violenza. Però divertente.

voto al film: ALCHEMILLA assegna il voto buono a Niente da dichiarare (2010)


14 ottobre 2011 Opinione di ico su "Niente da dichiarare"
ico

Ormai è chiaro, la comicità di Boon strizza l'occhio ad AMELIE e BASIL, senza affondare nella poesia ma sollazzandosi di un surrealismo rosè. Tipica comicità alla francese, molto all'acqua di rose, in fondo si vorrebbe essere cattivi, ma si mente spudoratamente allo spettatore, insomma una specie di Pieraccioni o Aldo, Giovanni e Giacomo d'oltralpe, innocuo, ma guardabile con "serenità". Punto di forza insostituibile di NIENTE DA DICHIARARE è certamente Poelvoorde, una macchina da...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Niente da dichiarare (2010)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


8 ottobre 2011 Opinione di 1962Sword su "Niente da dichiarare"
1962Sword

Mentre il precedente successo Giù al Nord (campione d’incassi in Francia e non solo) rientrava in uno spazio ben preciso - la regione di Nord-Pas-De-Calais con i suoi usi e costumi - senza definire alcun contesto temporale, il nuovo lavoro copyright Dany Boon sviluppa in una sceneggiatura solidissima una storia anch’essa immaginaria, collocata tuttavia in rigide coordinate spazio-temporali, andando ad incastonarsi nella fertile produzione del fuoriclasse francese come ulteriore raro...

voto al film: 1962Sword assegna il voto ottimo a Niente da dichiarare (2010)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

5 ottobre 2011 Opinione di willardwaldo su "Niente da dichiarare"
willardwaldo

Un'altra divertente commedia da Dany Boon, dopo il travolgente successo di "Giù Al Nord" (2008) Lo scenario è sempre nella zona nord-orientale francese, al confine franco-belga nel periodo di apertura delle frontiere europee nel 1993, che ha portato all'abolizione dei posti di dogana nell'Unione Europea e la storia narra delle schermaglie fra le due dogane (francese e belga, appunto) alla vigilia dell'apertura. I due protagonisti, in cui da parte belga, nelle vesti di un doganiere...

voto al film: willardwaldo assegna il voto sufficiente a Niente da dichiarare (2010)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


3 ottobre 2011 Opinione di bradipo68 su "Niente da dichiarare"
bradipo68

Dopo il successo stratosferico di Giù al Nord( oltre 20 milioni di biglietti staccati per un incasso di circa 140 milioni di euro al cambio odierno) Dany Boon ritorna con i suoi conflitti geografici nazionalpopolari con questo  nuovo (relativo) successo al botteghino che però si è assestato su cifre nettamente inferiori a quelle del film precedente( intorno ai 55 milioni che sono sempre un risultato stratosferico ma se confrontati all'incasso dell'altro...). Stavolta il film è...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Niente da dichiarare (2010)

2 commenti
[utile per 16 utenti]

28 settembre 2011 Opinione di PompiereFI su "Niente da dichiarare"
PompiereFI

Il primo Gennaio del 1993 furono cancellate le linee di demarcazione dei confini di molti paesi europei, generando il cosiddetto Mercato Comune. L’annuncio, anticipato sette anni prima, previde la chiusura di tutte le dogane, e mise in crisi gli orgogliosi mestieranti di un paesino di confine tra Francia e Belgio: la cittadina di Courquain (in francese), Koorkin (in belga). “Rien à déclarer” esordisce così, socialmente e politicamente in orbita e descrivendo i giorni...

voto al film: PompiereFI assegna il voto sufficiente a Niente da dichiarare (2010)

2 commenti
[utile per 15 utenti]


26 settembre 2011 Opinione di M Valdemar su "Niente da dichiarare"
M Valdemar

Questi douaniers non sono certo quelli di Rimbaud, che “fendono l’azzurra frontiera a colpi d’ascia” e “coi mastini al guinzaglio di notte se ne vanno a fare giochi orribili!”. I nostri giocano, sì, ma a divertir(si) e a farsi la “guerra” da buoni vicini che s’odiano, tra sterili scaramucce lessical-storiche e battibecchi da commari; tutt’al più, tra una barzelletta e l’altra, tra una sonnecchiata e una richiesta d’indulgenza al prete che favorisca...

voto al film: M Valdemar assegna il voto mediocre a Niente da dichiarare (2010)

5 commenti
[utile per 12 utenti]

25 settembre 2011 Opinione di scafoide su "Niente da dichiarare"
scafoide

Un filmetto che, privato dei momenti inutili, si ridurrebbe ad un cortometraggio di 30-40 minuti. E' un miscuglio di tratti comici, sociologici e sentimentali. L'umorismo credo sia molto francese (o belga) perché, prendendomi a termine di riferimento, non mi son messo a ridere spesso; in sala, viceversa, sentivo spesso ridere (che si trattasse di franco-belgi che vivono in Italia o amanti di quella cultura?) I tratti sociologici sono quelli tratteggiati nel descrivere quell'atmosfera del...

voto al film: scafoide assegna il voto mediocre a Niente da dichiarare (2010)

nessun commento
[utile per 2 utenti]



scrivi la tua opinione su Niente da dichiarare


Voti a Niente da dichiarare



login

hai dimenticato la password?