Corpo Celeste (2011)
Con Anita Caprioli, Salvatore Cantalupo, Renato Carpentieri, Yle Vianello, Pasqualina Scuncia
La trama
I genitori della tredicenne Martina, rimasti senza lavoro in Svizzera, decidono di rientrare a Reggio Calabria, loro città d’origine, estrapolando la figlia dal contesto in cui è cresciuta. L’arrivo in terra calabra produce un effetto di straniamento nella ragazza, privata dei vecchi amici e delle sue abitudini, incapace di adattarsi alla nuova vita. Grande aiuto le arriverà dall’iscrizione al corso di cresima in parrocchia.
Il film è elegante e feroce, sentimentale e allo stesso tempo clinico - ma mai cinico - nel mostrarci le miserie del nostro presente bigotto e grottesco, specchio di un Paese e di una (in)civiltà decadente. E Pasqualina Scuncia, moderna perpetua, è il capolavoro nel capolavoro: i messaggi più inquietanti, dirompenti, (dis)umani passano dal suo sguardo malinconico e inconsapevole.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 21/2011
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 31/10/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Corpo Celeste è la storia di una famiglia ristretta costretta a un immigrazione al contrario:loro dalla Svizzera sono tornati a Reggio Calabria e si sono dovuti rituffare nelle contraddizioni di una terra così aspra e avara di soddisfazioni .
La cinepresa segue da vicino soprattutto il percorso della tredicenne Marta(una stupenda,volitiva Yle Vianello),poche parole ma uno sguardo che dice tutto quello che la sua bocca non articola.
Il suo approccio col corso pre-Cresima è perlomeno traumatico ma non per colpa sua. Segue una sorta di catechismo horror perchè è orrorifica la sua insegnante(una perpetua vecchio stampo), orrorifiche sono l'atmosfera che respira durante la preparazione e sono decisamente horror le esibizioni canore insegnate loro di pura derivazione dai peggiori istinti televisivi.
Una catechesi degna di un reality show da paura e che cita il modello televisivo(basso) piuttosto che basarsi sulle Sacre Scritture.
La parrocchia è un rifugio sicuro in mezzo al nulla e proprio da questa posizione privilegiata può fare opera di proselitismo.
E' da leggere in modo politico la figura del parroco che aspira a qualcosa di più importante e si spende più per far eleggere il sedicente amico a cui chiedere un favore, che per fare il pastore di anime.
Cerca una promozione sul campo probabilmente senza averne meriti e fregandosene abbastanza dei suoi fedeli(e della sua perpetua legata a lui in modo particolare).
Ma le figure del vescovo( che sembra impagliato) e del suo assistente (che sembra un discendente del Max Schreck del Nosferatu di Murnau), ancora decisamente horror nella loro caratterizzazione,non sembrano curarsene.
Corpo Celeste non è un film anticlericale in toto: è semplicemente uno scorcio di quello che può diventare la Chiesa in particolari situazioni sociali.
Da non prendere in accezione totalmente negativa perchè è sempre un importante punto di aggregazione sociale e una figura di riferimento concreta per molte vittime di disagio.
Ma è altrettanto importante sottolineare che la Chiesa è fatta di uomini e costoro possono sbagliare,deformando l'insegnamento divino o lasciandosi prendere dall'interesse personale piuttosto che da quello collettivo.
Marta è il mezzo attraverso cui noi veniamo a conoscenza di tutto questo.
E'il granello di polvere che inceppa un meccanismo altrimenti perfetto nella sua derivazione trash televisiva.
Perchè questa parrocchia non è un riferimento per anime in difficoltà: è semplicemente frutto tipico di una controcultura televisiva abituata alla forma più che alla sostanza.
E quel crocifisso alla deriva nelle acque è il simbolo di questo sbandamento degli ideali che si respira a pieni polmoni in questa parrocchia.
Lo sguardo di Marta che, entrata nel tunnel dell'adolescenza cerca figure a cui ispirarsi nel mondo degli adulti, è quasi smarrito perchè privo di quei punti di riferimento che aiutano nella crescita.
E' diversa dagli altri, forse è lei quel Corpo Celeste che può essere di riferimento agli altri.
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24 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Corpo Celeste"
Esordio giovane, ma non casuale, nel senso che il film è stato pensato e sceneggiato al meglio, quindi voluto, perché maturo, e non per tutti gli esordi è così. Due sorelle che fanno il loro lavoro in maniera esemplare, senza artifici o giochi spettacolari, ma senz'altro il cinema che sta nelle vene. Una riflessione politica e religiosa, fatta in un territorio particolare, con gli occhi dell'innocenza estranea e quindi con uno sguardo giusto e disincantato di chi vede un mondo...
voto al film: 
4 gennaio 2012 Opinione di ezio su "Corpo Celeste"
Una piccola gemma italiana,un ottimo esordio.Per certi versi mi ricorda Rosetta dei fratelli Dardenne.Telecamera sempre incollata alla piccola Marta che ne vede di tutti i colori dietro la parrocchia del proprio paesino,dal prete colluso con la politica a falsi moralisti cattolici.Da vedere assolutamente.
voto al film: 
18 dicembre 2011 Opinione di sasso67 su "Corpo Celeste"
Il film d'esordio di Alice Rohrwacher mi ha fatto venire alla mente tre o quattro riferimenti, primo tra i quali Gomorra di Garrone, per gli squallidi scenari extraurbani, nei quali si muovono i personaggi. Un altro riferimento è una novella di un autore cecoslovacco (di quando ancora esisteva la Cecoslovacchia), Vitezslav Nezval, che si intitola Valeria e la settimana delle meraviglie, e parla di una ragazzina alle prese con la prima mestruazione e le ossessioni che questo evento...
voto al film: 
31 ottobre 2011 Opinione di bradipo68 su "Corpo Celeste"
Forse questo neorealismo del nuovo millennio esplorato anche dalla cinepresa della talentuosa Alice Rohrwacher (che spero presto si affranchi dall'appellativo "la sorella di.." perchè lo merita) è la strada da seguire per il cinema italiano di qualità, non prettamente autoriale ma capace di arrivare con semplicità sia al pubblico che alla critica.Quel cinema medio,insomma, che da noi manca da troppi anni. Corpo Celeste è la storia di una famiglia ristretta costretta a un immigrazione al...
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29 ottobre 2011 Opinione di contemalfido su "Corpo Celeste"
E' piaciuto ai francesi. Ha infatti presunzione autoriale: la mdp è sempre malferma comme il faut e sta quasi sempre alle spalle di attori e automobili; e se deve fare un primo piano lo fa di profilo e spostato il più possibile sulla parte sinistra dell'inquadratura. (Complimenti comunque all'operatore che è stato bravissimo.) E conferna tutti i pregiudizi sul sud e sulla Chiesa (e sugli italiani)dandone un ritratto che sarebbe stato stereotipato già negli anni 50. Stupisce che la...
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27 ottobre 2011 Opinione di hank su "Corpo Celeste"
un grande idea questo film.la regista riesce nell'intento di smascherare lo squallore di certi ambienti,la mentalità bigotta,lo sfacelo dei principi morali e religiosi ed in definitiva il vuoto che circonda la nostra società.agghiacciante la figura del vescovo,sconcertanti e realistici i personaggi legati alla chiesa. uno sguardo lucido e feroce attraverso gli occhi di una bambina spaurita,sola e sensibile.ottimi gli interpreti.
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25 ottobre 2011 Opinione di Kurtisonic su "Corpo Celeste"
Quando alcuni registi europei indagano all'interno delle loro realtà sociali, abbracciando tematiche che analizzano i modelli portanti, il costume, i valori che emergono, lo fanno con rigore e senso etico esemplare. Pensando invece a tante pellicole italiane contemporanee sembra che si resti troppo nella commedia, e lo sconforto è in agguato. Corpo celeste, e già il titolo è una premonizione, è la felice smentita di tutto ciò. Senza cadere nel caricaturale, o senza allargare a...
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16 ottobre 2011 Opinione di OGM su "Corpo Celeste"
Un ritratto casalingo, ma profondamente accusatore, di un’italianità impastata di un falso senso della famiglia e di una religiosità popolare ridotta a folclore paesano. La condanna passa attraverso una storia tracciata nel suolo aspro e polveroso dell’asfalto consumato, dei terreni incolti, delle discariche abusive, delle spiagge abbandonate. La periferia di una grande città della Calabria è lo scomodo habitat della piccola Marta, che frequenta il catechismo e sta per ricevere la...
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14 ottobre 2011 Opinione di Mulligan71 su "Corpo Celeste"
Esordio col botto, per la sorella della brava Alba. Un film che è un corpo estraneo, prima che celeste, nel cinema italiano. Un viaggio molto reale e, quindi, surreale, in un'Italia bigotta, decadente, fastidiosa, fatto attraverso gli occhi azzurri di Marta, ragazzina curiosa e solitaria, come un crocifisso abbandonato. Film molto importante.
voto al film: 
10 agosto 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Corpo Celeste"
LA DISTANZA DALLE STELLE Leggendo una recensione non proprio tenera di Alberto Pezzotta nei confronti di The Tree Of Life di Terrence Malick, il grande critico milanese si poneva un inquietante interrogativo: se l'epopea cosmo(a)gonica del grande regista americano avesse dato vita a tanti piccoli alberelli tardo panteistici di imitatori italiani, chi nel nostro Paese avrebbe potuto ricevere il testimone di un altro tipo di cinema, magari più ancorato alla realtà e alle...
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