The Artist (2011)
Con Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, Missi Pyle, James Cromwell, Penelope Ann Miller, Beth Grant, Joel Murray, Beau Nelson, Jen Lilley, Ben Kurland
27/02/2012
Oscar 2012: I vincitori e gli sconfitti - The Artist, con 5 statuette, è il miglior film; Oscar agli italiani Ferretti e Lo Schiavo!
Osannata o vituperata, telefonata o sorprendente, è la notte più attesa dell'anno da tutto lo star system della settima arte. Nessuno ammetterebbe in pubblico di volerne uno...
di Spaggy
La trama
L’attore George Valentin, una stella indiscussa delle pellicole del cinema muto, è considerato uno dei migliori interpreti sulla scena e la sua carriera sta vivendo un felice momento. Peppy Miller, invece, è una giovane controfigura: per lei solo piccoli ruoli che le permettono a malapena di sopravvivere. I due vivono una storia d’amore destinata a divenire sempre più tormentata per via dell’introduzione del sonoro nelle pellicole hollywoodiane. Le loro strade professionali continueranno a divergere ma con destini ribaltati: il declino lavorativo dell’uomo corrisponderà all’ascesa della donna nell’olimpo delle star.
The Artist è una raffinatissima operazione calligrafica più che filologica, che si basa su un’unica gag: fare un film Muto sull’avvento del Sonoro. Sulla carta funziona tutto. A distanza ravvicinata, però, i nodi vengono tutti al pettine. The Artist è un esercizio di stile festivaliero, privo di ogni necessità che non sia promuovere il talento dei realizzatori. Paradossale che per ottenere un risultato così medio(cre) ci sia voluto tanto talento.
Trionfo agli Oscar 2012
Premiato con l'Oscar per il miglior film, per la miglior regia e per il miglior attore protagonista (Dujardin). Vinti anche 2 premi "tecnici": colonna sonora e costumi.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 49/2011
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 26/01/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Fare un film muto che tratti della Hollywood di fine anni venti, periodo cruciale che vede l'avvento del sonoro e un cambio repentino nelle produzioni delle varie major. La sfida poteva essere vinta solo riuscendo a comprendere l'anima di quel mondo di figuranti che lasciavano al proprio corpo la facoltà di esprimersi e di lasciare immaginare pensieri e sensazioni. George Valentine (uno stratosferico Jean Dujardin, premiato come migliore attore protagonista a Cannes) è un vero artista del genere muto: baffetto da gran seduttore in un incrocio tra Clark Gable e Rodolfo Valentino, fare spavaldo, ottima intesa con il cane educato a fingere di essere morto ad ogni sparo (meritatissimo Palm Dog Award al cane Uggie), maggiordomo fidato che gli fa da autista, moglie repressa che ne invidia il successo taroccandogli con la biro tutte le foto sui giornali (la scena a colazione è una citazione da Quarto Potere di Orson Welles).
George trasforma in arte ogni suo sguardo, ogni suo gesto; al di qua e al di là dello schermo cinematografico si dividono sogni e aspettative: quelli del pubblico in platea che si lascia guidare dall'orchestra dentro il potere evocativo dell'immagine, quelli degli attori e maestranze che raccolgono dietro le quinte i frutti di un duro lavoro quotidiano e che vivono del successo decretato dagli spettatori. Il Cinema prova a fotocopiare la vita con un gioco di prestigio che tende a manipolare lo spazio (scenografia e punto di sguardo) e il tempo (montaggio). Ritornare alle radici del cinema muto significa immergersi dentro una serie di immagini (spesso accompagnate da musiche extradiegetiche) che provano a isolare lo spettatore dal mondo reale per immergerlo nell'oscurità di una sala cinematografica dalle quale emergono come per magia una serie infinita di riflessi filmati. Si può fotocopiare l'amore indossando per qualche momento il vestito dell'amato assente. Si può evocare il delirio alcolico in immagini rimpicciolite che provano a risvegliare un senso di colpa. Si può rappresentare la follia autodistruttiva in una scena che richiama tantissimo il Sunset boulevard di Billy Wilder, quella di George Valentine che, travolto dall'avvento del sonoro, guarda i suoi film in una saletta privata e poi decide di dare fuoco a tutto il suo passato. L'inizio della caduta è la perdita della propria identità come cercare di indossare un vestito ormai fuori moda in un riflesso dello specchio. Il pubblico si orienta verso la nuova star del sonoro Peppy Miller (bravissima Berenice Bejo che richiama il personaggio di E' nata una stella di Wellman) e la propria immagine va man mano sfocando, depersonalizzandosi. L'artista è inutile agli altri e non serve neanche a se stesso. Quali fotogrammi della propria vita salvare? Un incontro fortuito, una prova d'attrice ripetuta mille volte tra le risate, un sorriso che non scorderemo.
A volte il dolore sorprende alle spalle e ci lascia senza parole. ESPANDI +
- negative [3]
- sufficienti [8]
- positive [41]
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8 aprile 2012 Opinione di barabbovich su "The Artist"
L'idea di partenza sta tra i paradossi di Escher, l'anello di Möbius e la bottiglia di Klein: un film muto che - nell'epoca del sonoro - parla della scomparsa del muto e dell'avvento del sonoro. Pura fantascienza. A dirigerlo è un regista francese controcorrente, semiesordiente, premiato con un diluvio di statuette a Hollywood. Si tratta di Michel Hazanavicius, che in piena epoca di esplosione del cinema in 3 dimensioni torna all'antico con un film muto (ma c'è la colonna sonora, e che...
voto al film: 
1 aprile 2012 Opinione di canaja su "The Artist"
Hollywood 1927. George Valentin, istrionica stella del cinema muto, ha tutto quello che un attore può desiderare: fama, successo, denaro. Ha anche una bella moglie, con la quale però il rapporto sembra piuttosto freddo, ed un cagnolino, inseparabile compare sullo schermo come nella vita. Dopo la proiezione di un suo film, George viene casualmente fotografato con una ragazza, Peppy Miller, che ritroverà come comparsa sul set della pellicola successiva. Gireranno insieme solo un piccola...
voto al film: 
22 marzo 2012 Opinione di Scappo24 su "The Artist"
All’indomani della consegna dei premi dell’Academy Awards sembra incredibile come un prodotto semplice come un film muto in banco e nero, fuori da ogni abitudine dei giorni nostri e potenzialmente solo per un pubblico cinefilo, abbia potuto battere la concorrenza fatta ti effetti speciali, 3D, computer grafica, stop motion e motion capture più inerenti ai giorni nostri. Sembra incredibile ma è vero, e fa riflettere, e fa sorridere.
voto al film: 
13 marzo 2012 Opinione di ethan su "The Artist"
Bello ma, allo stesso tempo, anche furbo film francese sul 'traumatico' passaggio dal muto al sonoro ambientato negli Studios americani. Michel Hazanavicius prende a piene mani da classici come 'Cantando sotto la pioggia', (il passaggio dai silent film ai talkies) ''E' nata una stella', (caduta di una star e susseguente ascesa di un'altra, grazie al suo contributo) 'Viale del tramonto' (oblio e decadenza di un divo), girando indubbiamente un bel film ma che, comunque, non arriva ai...
voto al film: 
12 marzo 2012 Opinione di GIMON 82 su "The Artist"
Riguardo a questo film avrei voluto tanto sentire il parere di un vero mito del cinema muto qual'era Charlie Chaplin, dopotutto in un film come questo in cui si parla dell'avvento del sonoro nel mondo del cinema a causa del quale il muto viene soppiantato con relativo sacrificio sull'altare di un divo del momento, che sa trasmettere emozioni senza parlare, ma le trasmette tramite mimica facciale e sguardi ammiccanti;quindi fatta questa premessa e' doveroso pensare al maestro britannico che...
voto al film: 
10 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "The Artist"
Mi sarebbe piaciuto sentire il commento di Mario Monicelli avendo visto questo film, Super Mario in una delle sue ultime interviste disse che il cinema era finito con l'entrata del sonoro, nel senso che dopo era tutto una ripetizione. Una provocazione certamente, ma anche un senso di verità, nel senso che le parole spesso coprono o rimediano ai difetti di una rappresentazione cinematografica, come anche spesso fa la colonna sonora, ed allora un altro pensiero mi naviga nella mente sulla...
voto al film: 
5 marzo 2012 Opinione di patatone su "The Artist"
che dire è un buon film, però la citazione/plagio del grande Vittorio De Sica di Umberto D poteva risparmiarsela.
voto al film: 
27 febbraio 2012 Opinione di fclavari su "The Artist"
Ho fatto i salti mortali per cercare di vedere questo films ; sembrava che in Italia non ci fosse nessuno che volesse distribuirlo; poi il miracolo | Dopo mesi dalla sua rappresentazione al Festival , eccolo nelle Sale . E allora prendo il treno e mi avvio verso Roma , da noi in provincia questi films non arrivano proprio (magari ora col trionfo degli Oscar...). Ma veniamo al film : un sogno , un sogno da vivere per due ore ad occhi bene aperti , facendo il pieno di immagini e di emozioni ,...
voto al film: 
24 febbraio 2012 Opinione di bebe84 su "The Artist"
Cominciamo a dire che The Artist è un film stile anni '30, con l'attore coi baffetti, l'attrice coi cappelli a campana, il fox terrier come Asta (ve lo ricordate Asta vero???)!!! Un film stile anni '30... muto! Già! Film muto che racconta dell'avvento del sonoro! Voi mi direte: Già visto!! In Singing in the Rain! Voi mi direte: Già visto!! In Silent Movie! Bebe84 vi dirà: NO! Ebbene, andate a vederlo! Per svariati motivi, che ora vi illustrerò: - In primis, si tratta di...
voto al film: 
24 febbraio 2012 Opinione di contemalfido su "The Artist"
Che cos'è il cinema? Ce lo suggerisce Hazanavicius facendo, di questi tempi di 3D e altri chiassosi effetti speciali, un film muto che, viva la faccia, è un film che parla a un pubblico normale e non è assolutamente un film per cinefili, che, come si sa, col cinema si trastullano senza capirne niente. E infatti la grande trovata di H., che dà al film un'insuperabile inimitabile grazia leggera, è che non è girato né interpretato ricalcando il linguaggio del cinema muto. E chi non se...
voto al film: 
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