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Paradiso amaro (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Paradiso amaro: presente
Ritmo ritmo in Paradiso amaro: presente
Impegno impegno in Paradiso amaro: presente
Tensione tensione in Paradiso amaro: minimo
Erotismo erotismo in Paradiso amaro: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Paradiso amaro

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Paradiso amaro (voti: 64 media: 3,33) 64

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locandina di Paradiso amaro

Trailer italiano ufficiale

Paradiso amaro Trailer italiano ufficialeplay

16/01/2012

Golden Globes 2012: I vincitori - Migliori film The Artist e Paradiso amaro. Premi anche per Scorsese, Allen, Madonna, Spielberg, Clooney e la Streep

 Ci siamo. La stagione dei grandi premi è cominciata. La corsa agli Oscar ha preso il via con la consegna dei Golden Globes, i premi assegnati dalla stampa straniera (Hollywood Foreign...

di Spaggy

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La trama

Matt King (George Clooney), marito indifferente e padre di due bambine, più che alla famiglia si è sempre dedicato alla sua carriera di avvocato e alla cura degli interessi economici derivanti dalla moltitudine di proprietà terriere alle Hawaii. Dopo che un incidente in barca nei pressi di Waikiki riduce la moglie in coma irreversibile, Matt scopre che la donna per anni ha condotto una doppia vita, tenendo in piedi una relazione con Brian, un venditore di immobili, residente nell’isola di Kauai. Intenzionato a conoscere il rivale, Matt decide di mettersi in viaggio insieme alle due figlie per recarsi dall’altro lato dell’arcipelago. Grazie al viaggio, l’avvocato rivaluterà tutto il passato rivoluzionando l’ordine delle sue priorità.  

Attori nevrotici in micromondi disfunzionali, un tono grottesco ammaestrato, un equilibrio instabile tra pudore narrativo e paracula assenza di responsabilità (con armamentario d’ellissi, boutade e ukulele pronto a ovattare i rumori di tragedia). Pattern da cinema indie, con una differenza: Payne, alle didascaliche sentenze da Smemoranda, preferisce l’impaccio dell’eloquio, le parole che non dicono, ma quelle che nascondono la matassa dei pensieri.

La recensione di FilmTv

Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 7/2012

Cose da sapere su Matt King. Professione: avvocato. Residenza: Hawaii. Stato civile: coniugato (con una donna in coma irreversibile e due figlie per le quali è stato sempre il genitore di riserva). Interessi: il lavoro (e il lavoro, e il lavoro). Problemi: un lutto da elaborare; la prole orfana da gestire; l’eredità del tradimento della moglie da affrontare; il polmone verde maggiormente esteso dello Stato (di cui è proprietario con una loggia di parenti) da vendere (per questioni di trust). Narra di questo, Paradiso amaro: dei gesti scelti per sciogliere i nodi che fanno del groviglio della vita una (tragi)commedia umana, un gioco d’equivoci tra amore e morte, etica e (ri)sentimento, idea e contingente. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 13/03/2012 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto sufficiente

“Paradiso amaro” (The Descendants, 2011) è il quinto lungometraggio di Alexander Payne. Al regista del Nebraska piace girare il suo Paese: sempre con tono ridente e delicato con nascondimenti di personaggi di varia umanità. Insomma un piglio autoriale ma nello stesso tempo con un disincanto giusto (è il caso di “Sideways”, 2004) e un fervore interiore lasciato agli amici (come in “About Schmidt”, 2002). Una regia che lambisce le corde emozionali e gli stralci lontani del paesaggio per poi ritornare su primi piani da recitazione ‘of course’; come d’incanto l’animo ne partecipa ma a volte si tiene lontano. Come per dire ti voglio sporcare le mani ma subito dopo lavale che non va bene. Ed ecco che il racconto (può perdere) aspetta(tive) dichiarate e dimostrazioni accorrenti.     Dopo che le acque della spiaggia inondano i nostri pensieri ecco che la voce fuori campo di George Clooney (nel doppiaggio ar-rocato di Francesco Pannofino) fa subito il verso al film e disegna un’appropriazione di versi ‘prosaici’ per alimentare la nostra (eventuale) curiosità. Un espediente da film di classe svenduta senza sconti: un paese di beltà che perde lo schianto di vigoria bellezza di fronte allo scacco interiore di Matt King (appunto Clooney) con la sua donna che è in coma sopra al letto di un ospedale. E’ vero siamo nelle Hawaii ma il bel vivere è solo nei colori da immaginario delle isole non certo dentro la stanza di Elizabeth (Patricia Heastie) che ha il compito ingrato di cercare di unire le forze di una famiglia e di far scovare meschinità e faccende non propriamente virtuose. In un silenzio, in un coma da caduta verticale la signora King (sedata e morente) scava nel film ombre malferme, venti bavosi e menti imbucate per svegliare il marito da ovvi interessi e scadenze immobiliari. Tutto si attua in un percorso accidentato, frastagliato, incongruo e poco avveduto: il signore arricchito ed erede di grande famiglia non fa nulla per sentire vicina la famiglia quando ne ha (aveva) bisogno. Un egoismo sbilenco e fottuto che il regista tenta disperatamente di far suo ma non gli riesce il tiro completamente e/o meglio ancora è il personaggio di Matt King (svilito nei segni e glamour nei modi) che centra il colpo allo stesso regista riprendendosi in mano la forza implosiva di una recitazione avveduta e stridente, contorta e spettinata. Un’occasione per Clooney (che non ha avuto il plauso in ogni caso e dove per chi ne scrive le prove attoriali) che non sé lasciato sfuggire: saper agire di rimessa, quasi da spalla a se stesso. Un minimo di riverenza a ciò che si compiace (spudoratamente) mentre un uomo fuoriesce dal suo nido di un’isola beata (da cartolina in alto). E i voli andata e ritorno verso la grande isola delle Hawaii (alla ricerca di sua figlia e al vizio maledetto di una vita compiacente) mostrati in cartina (con segnali turistici ammiccando al film di genere di antica memoria) scadono nel rito ‘ampolloso’ di ridenti-menti inascoltati e mortificazioni ammiccanti. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Paradiso amaro


21 maggio 2012 Opinione di hank su "Paradiso amaro"
hank

ambientazione esotica per un filmetto di serie b,dove tutto è lasciato al caso.un'idea debole,resa ancor più debole da una sceneggiatura dilettantesca. personaggi al limite dell'inverosimile .non diverte,nè commuove,riesce solo ad annoiare. clooney,goffo,invecchiato e legnoso,non lascia mai il segno.

voto al film: hank assegna il voto mediocre a Paradiso amaro (2011)


9 maggio 2012 Opinione di celbuk su "Paradiso amaro"
celbuk

Ma no dai, ma sinceramente: qualcuno di voi s'è commosso veramente o si è sentito partecipe della vicenda? Un film che è una (voluta?) imitazione indie, con dialoghi ridicoli e personaggi che vogliono apparire politicamente scorretti ma che ottengono esattamente l'effetto opposto. Tutti a tribolare e ad affannarsi ma con stile, senza scomporsi, e se scappa la parolaccia... pazienza!, tanto in fondo, sotto sotto ma neanche troppo, hanno tutti il cuore d'oro, i padri sono...

voto al film: celbuk assegna il voto pessimo a Paradiso amaro (2011)



19 aprile 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Paradiso amaro"
giorgiobarbarotta

Da che Clooney è divenuto Clooney la cognizione della sua funzione di personaggio pubblico lo ha pressoché sempre spinto a scelte etiche per i suoi film. Il piglio ambientalista della decisione ultima di questo Discendente, a salvare le sorti del Paradiso hawaiano del titolo italiano (per una volta quantomeno interessante), volge nella suddetta direzione. La pellicola è sghemba, furba, gigionesca, ma avanza con l'incedere zoppo e il look floreale di un freak indipendente che si mostra...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto buono a Paradiso amaro (2011)

1 commento
[utile per 1 utenti]

15 aprile 2012 Opinione di ALCHEMILLA su "Paradiso amaro"
ALCHEMILLA

Non mi ha proprio convinto...

voto al film: ALCHEMILLA assegna il voto sufficiente a Paradiso amaro (2011)



6 aprile 2012 Opinione di Tarabas su "Paradiso amaro"
Tarabas

Weekend di famiglia alle Hawaii con la moribonda. Troppo cinico? Ok, diciamo allora che è una storia di famiglia in cui un evento drammatico fa da catalizzatore alle reazioni tra i protagonisti. Già visto? In effetti, sì. In realtà, il film è ben scritto, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi (specialmente quelli minori, mentre altri, come Syd, suonano artificiosi). Però la sensazione è di un'operazione troppo pensata e poco autentica, con troppi momenti in cui il...

voto al film: Tarabas assegna il voto sufficiente a Paradiso amaro (2011)

3 commenti
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23 marzo 2012 Opinione di barabbovich su "Paradiso amaro"
barabbovich

Lo schema dei film di Alexander Payne è sempre lo stesso: che si tratti della morte improvvisa della moglie (come in A proposito di Schmidt), dell'addio al celibato (come in Sideways) o di un incidente occorso alla moglie in occasione di uno sport estremo, come in questo Paradiso amaro, c'è sempre qualcosa che fa da innesco al tema del viaggio. Che è ovviamente un viaggio anche e soprattutto metaforico, alla ricerca di se stessi. Matt King (Clooney), che vive alle Hawaii e ha ereditato...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Paradiso amaro (2011)

nessun commento
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16 marzo 2012 Opinione di LAMPUR su "Paradiso amaro"
LAMPUR

Io già non trovo particolarmente paradisiache le Hawaii, amareggiatemele pure... “Non è facile essere tristi ai tropici. Scommetto che nelle grandi città puoi andartene in giro per strada con lo sguardo accigliato e nessuno verrà mai a chiederti cos'è che non va o a incoraggiarti a sorrider, ma qui è come se tutti pensassero che è una fortuna vivere alle Hawaii; il paradiso regna sovrano. Per quanto mi riguarda, il paradiso può andarsi a farsi fottere.” Questo l'esordio del...

voto al film: LAMPUR assegna il voto mediocre a Paradiso amaro (2011)

4 commenti
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15 marzo 2012 Opinione di cippags su "Paradiso amaro"
cippags

Non un film eccelso e francamente non una delle migliori interpretazioni di Clooney. Notevole invece la prova della figlia maggiore interpretata da Shailene Woodley.

voto al film: cippags assegna il voto sufficiente a Paradiso amaro (2011)



13 marzo 2012 Opinione di lorenzodg su "Paradiso amaro"
lorenzodg

“Paradiso amaro” (The Descendants, 2011) è il quinto lungometraggio di Alexander Payne. Al regista del Nebraska piace girare il suo Paese: sempre con tono ridente e delicato con nascondimenti di personaggi di varia umanità. Insomma un piglio autoriale ma nello stesso tempo con un disincanto giusto (è il caso di “Sideways”, 2004) e un fervore interiore lasciato agli amici (come in “About Schmidt”, 2002). Una regia che lambisce le corde emozionali e gli stralci lontani del...

voto al film: lorenzodg assegna il voto sufficiente a Paradiso amaro (2011)

2 commenti
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5 marzo 2012 Opinione di wfrcrd su "Paradiso amaro"
wfrcrd

LA MIA SCHEDA PERSONALE : (voti da 0 a 10) SOGGETTO: 5 RECITAZIONE: 6 ( 9 al personaggio della figlia ) SCENOGRAFIA/FOTOGRAFIA/EFFETTI SPECIALI: 6 NOTE: il tema e' profondo, ma il film e' clamorosamente povero di contenuti, e lento.

voto al film: wfrcrd assegna il voto mediocre a Paradiso amaro (2011)




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