Hysteria (2011)
Con Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Felicity Jones, Rupert Everett, Jonathan Pryce, Tobias Menzies, Gemma Jones, Anna Chancellor, Sheridan Smith, Kate Linder
La trama
In piena epoca vittoriana, un medico (Hugh Dancy) e un suo amico (Rupert Everett) si propongono di porre fine a quella che considerano una vera tragedia, l’isterismo femminile che, di punto in bianco, cambia l’umore delle donne con cui hanno a che fare, rendendole piene di rabbia, nevrotiche e spesso anche depresse senza alcuna ragione. Dopo essersi accorti degli effetti benefici ottenuti praticando dei massaggi pelvici sulle loro pazienti, decidono di mettere a punto un oggetto casualmente testato, che sconvolgerà la vita della società benpensante: il vibratore.
Tanya Wexler, nipote del leggendario operatore Haskell (Qualcuno volò sul nido del cuculo, Questa terra è la mia terra, Colors. Colori di guerra, tanto per ricordare alcuni titoli), offre del triangolo fatale inglesi/repressione sessuale/lotta di classe una lettura arguta e divertita. Al passo con i tempi che rimettono in gioco strategie erotiche e oscuri oggetti del desiderio.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 8/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 27/02/2012 - utile per 23 utenti
Voto al film: 
A dar stupidamente retta a rumors, articoli di giornali e servizi di tg (che non vedono l’ora di buttarsi a capofitto in argomenti gossippari e allusivi), ma soprattutto ad un trailer concentrato prevalentemente a solleticare certi appetiti pruriginosi, s’è indotti a ritenere Hysteria un allegro motivetto per organi meccanici agita(n)ti solisti: del come nacque cioè il vibratore.
Uh, apriti cielo (e apransi gambe): sesso sesso e ancora sesso. Ma con giocosità: il fallico oggetto stimolante da sempre s’accompagna a risatine e occhiate complici e ricche di sottintesi che poi si trasformano in battutine idiote e risapute.
Per fortuna un soggetto come questo è finito nelle mani e nelle menti di chi sa - da sempre - fondere l’umorismo con temi (più o meno) importanti, la satira con riflessioni storiche, aplomb inappuntabile con circostanze grottesche e sconvenienti: gli inglesi. Si pensi ad esempio quale livello di beceraggine arretrata si potrebbe raggiungere se a premere i pulsanti fossero gli attuali, “sapienti” italici “autori” di commedie.
Ciò che nel film di Tanya Wexler emerge subito, e con forza, ancorché esposta attraverso il filtro dell’irresistibile spirito tipicamente british, è la condizione della donne. I fatti narrati si svolgono infatti durante l’epoca vittoriana. Le donne sono “solo” femmine, utili solo al soddisfacimento di ogni pretesa maschile, e prive di diritti: di voto, di avere bisogni propri, di pari dignità, di provare piacere. Ecco, quest’ultimo punto è di non poca rilevanza, la cui dimostrazione è affidata, genialmente in tutta la sua brutale nonchalance, all’espressione di distaccato e ingenuo candore dell’ignoranza mista a misoginia del dr. Dalrymple (lo strepitoso Jonathan Pryce), quando afferma che è impossibile che le donne traggano piacere da un qualsiasi atto che non sia unicamente la penetrazione. Quello che egli provoca, nelle faticose e lunghissime sedute “curative” massaggiando le vulve delle pazienti “malate“, viene definito “parossismo”. Che (non) fa rima con orgasmo.
La terapia della stimolazione manuale dell’utero come trattamento della diagnosi dell‘isteria (inesistente - ma ci vorranno molti decenni affinché sia riconosciuta ufficialmente tale): unica e “prenditutto” spiegazione degli (apparentemente) instabili e incomprensibili comportamenti femminili. Riconducibile, invece, nella quasi totalità dei casi, all’insoddisfazione nascente dalla cronica incapacità dell’uomo a contentare sessualmente la propria compagna.
Le figure delle due figlie del dr. Dalrymple assolvono compiutamente alla descrizione dei tempi e dei costumi: la prima, Emily, è fedele al genitore, del quale ne asseconda ogni desiderio (tra i quali lo studio della frenologia); l’altra, Charlotte, è ribelle, aggressiva, volitiva nella sua determinazione ad accogliere e sviluppare le “pericolose” istanze femministe. ESPANDI +
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13 maggio 2012 Opinione di mm40 su "Hysteria"
No. Non è possibile, non ci siamo così. Non si può rovinare un discreto lavoruccio storicamente verosimile, con interpreti adeguati (inspiegabile però la fama della Gyllenhaal, assolutamente modesta) e piccole pretese di analisi sociale, confezionato in maniera ineccepibile, con una didascalica tirata finale - la scena in tribunale - che è un palese insulto all'intelligenza pur minima di qualsiasi spettatore. Che sfacelo! Una donna condannata dall'arringa di un avvocato crudele,...
voto al film: 
26 marzo 2012 Opinione di will kane su "Hysteria"
L'invenzione di un oggetto molto più diffuso di quanto non si supponga,ma ancora oggi considerato tabù come il vibratore,che supplisce per molte signore la mancanza di un contatto sessuale garantito ed affidabile,è al centro di questa commedia in costume diretta dalla nipote dello storico direttore della fotografia di "Qualcuno volò sul nido del cuculo",Tanya Wexler.In un'Inghilterra vittoriana,in cui ovviamente ogni riferimento al sesso è portatore di scandalo,un giovane dottore...
voto al film: 
12 marzo 2012 Opinione di willardwaldo su "Hysteria"
Divertente commedia dal raffinato sapore british, che arriva sugli schermi italiani proprio nel periodo della Festa della Donna; non a caso perché infatti è soprattutto di emancipazione femminile che si parla in questa pellicola. Sul finire del XIX secolo si classificava ancora "scientificamente" come "Isteria" quello che più semplicemente era una forma di stress da insoddisfazione femminile, teoria che resse addirittura fino al 1952. Ma in quegli anni si intuì anche che fornire una...
voto al film: 
7 marzo 2012 Opinione di Lina su "Hysteria"
Commedia mediamente saporita, ma forse un po' sopravvalutata da alcuni. L'idea di base è orchestrata benino, propone una serie di situazioni godibili e divertenti e per una volta tanto, la tematica trattata si mantiene ben lontana dai soliti stereotipi alimentando una trama beffarda incentrata non solo sul sesso (come sembrerebbe dalla varia pubblicità che gli è stata fatta), ma anche sull'isterico mondo femminile, tutto da capire e trattare coi guanti... dunque gli spunti sembrano...
voto al film: 
3 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Hysteria"
Un film che poteva dare qualcosa di più , come la prima parte prometteva, l'ironia era la base del discorso e in particolare l'ironia british, ma il mischiare il femminismo e le differenze di casta non hanno giovato, o almeno la regia non ha saputo disporsi nella maniera giusta. Il buon gusto, visto l'argomento non manca, ma vien a mancare fino in fondo l'aria pungente e divertente che prometteva, sfociando in un finale prevedibile e stanco ed anche un po' telefonato. L'epoca vittoriana...
voto al film: 
3 marzo 2012 Opinione di alan smithee su "Hysteria"
Nell'ultimo ventennio del 1800, in una Londra vittoriana divisa da un solco sociale che sembra incolmabile e che separa il ceto dominante da un popolino al limite della miseria, ma anche da una disparita' uomo donna che e' pari direi a quella ora riscontrabile tra l'essere umano e l'animale domestico, un giovane volenteroso medico molto risolutamente propenso alla medicina moderna e all'aggiornamento dei metodi antiquati praticati da certa vetusta medicina sulla povera gente, colleziona...
voto al film: 
28 febbraio 2012 Opinione di nibbio su "Hysteria"
Forse 4 stellette sono tante, ma il film è più intrigante di quanto possa apparire a vederne il trailer. Perchè dietro alla storia di come, all'epoca, era vista l'isteria femminile e di come in quattro e quattr'otto si potesse risolvere il problema (isteria leggera un po' di lavoro sulle parti intime, isteria incurabile asportazione dell'utero), c'è una riflessione sulla condizione della donna e sulla sua funzione nella società dell' Inghilterra vittoriana. Certo niente di nuovo, ma qui...
voto al film: 
27 febbraio 2012 Opinione di M Valdemar su "Hysteria"
L'isteria o del piacere (pro)curato. A dar stupidamente retta a rumors, articoli di giornali e servizi di tg (che non vedono l’ora di buttarsi a capofitto in argomenti gossippari e allusivi), ma soprattutto ad un trailer concentrato prevalentemente a solleticare certi appetiti pruriginosi, s’è indotti a ritenere Hysteria un allegro motivetto per organi meccanici agita(n)ti solisti: del come nacque cioè il vibratore. Uh, apriti cielo (e apransi gambe): sesso sesso e ancora sesso. Ma...
voto al film: 
25 febbraio 2012 Opinione di bufera su "Hysteria"
Il film è ambientato in una Inghilterra vittoriana, ben ricostruita negli ambienti e nei costumi, arricchita con raro equilibrio e senso dell'ironia da tematiche sociopolitiche e medico comportamentali ,che vanno dalla scarsa igiene degli ospedali reclamata e denunciata da medici idealisti, con il solo risultato di farsi licenziare, come il dottor Granville alla repressione e incuria della sessualità femminile etichettate per isterismo in eleganti studi medici come quello del dottor...
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