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Pollo alle prugne (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Pollo alle prugne: minimo
Ritmo ritmo in Pollo alle prugne: presente
Impegno impegno in Pollo alle prugne: minimo
Tensione tensione in Pollo alle prugne: assente
Erotismo erotismo in Pollo alle prugne: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Pollo alle prugne

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Pollo alle prugne (voti: 27 media: 3,19) 27

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locandina di Pollo alle prugne

Clip 4 | Sono pronto.

Pollo alle prugne Clip 4 | Sono pronto.play

La trama

Nel 1958, a Teheran, mentre sono in corso i cambiamenti voluti dall’ayatollah Khomeini, il suonatore Nasser-Ali non riesce a trovare uno strumento degno di sostituire il suo tar, che la moglie ha incautamente rotto durante un litigio. Disperato, decide di mettersi a letto e aspettare l’arrivo di Azrael, l’angelo della morte, rifiutando cibo ed esortazioni dei familiari. Durante gli ultimi otto giorni che lo separano dalla dipartita, il musicista ne approfitta per ricordare la sua vita passata, caratterizzata dall’amore per la madre e la bella Irâne, e immaginare l’ipotetica vita futura che attenderà i figli.  

Il film si snoda avanti e indietro nel tempo, lungo il flusso di ricordi del cocciutamente moribondo Nasser-Ali, mettendo in scena l’Iran degli anni 50, prima della Rivoluzione, dipinti però con i colori saturi di un libro per bambini, una riproposizione stucchevole dell’estetica di Jeunet. Flirtando con la contaminazione di stili (dall’animazione alla sitcom statunitense), gli autori giocano d’accumulo, accantonando la fulminante sobrietà dell’opera prima e ripartendo da zero, con l’eccesso di buona volontà degli esordienti. II kitsch prevale sulla sincerità e il cuore di Nasser-Ali batte solo per gioco.

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 14/2012

Nasser-Ali ha deciso di morire, e niente lo dissuaderà. La moglie mai amata ha rotto il suo violino, il cuore invece gliel’ha spezzato un amore impossibile, che ha il volto perfetto di Golshifteh Farahani, unica attrice iraniana nello sfavillante cast europeo dell’opera seconda di Paronnaud e Satrapi. Che, a partire da questa scelta di casting, sceglie l’artificiosità come cifra stilistica, compiendo una doppia metamorfosi non necessariamente felice: i personaggi stilizzati del graphic novel omonimo della Satrapi diventano attori in carne e ossa, i quali a loro volta si mutano in pupazzetti caricaturali, cartoon viventi dalla recitazione sopra le righe (seppure di alto livello, a cominciare dal protagonista Mathieu Amalric, che in versione baffuta e comica è sinistramente somigliante al nostro Giovanni Storti). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 06/03/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Dagli autori di Persepolis, una fiaba animata sull’amore, sull’arte, sulla vita. Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud ottengono la candidatura al Leone D’Oro con un delicato incanto musicale, che porta i colori delle fantasie infantili. Nasser Alì è un violinista iraniano che non può sopravvivere alla perdita del suo strumento, distrutto dalla moglie in un momento d’ira. E dunque decide di lasciarsi morire. La sua agonia è un lento affiorare dei ricordi, alcuni cupi, altri luminosi, e tutti trasfigurati in visioni da libro illustrato. Le immagini sbocciano, dal buio della sua stanza, come fiori di carta variopinta, conservando, pur nella loro eleganza, i tratti grossolani di una  favola disegnata da un bambino. La storia nasce come un fumetto in bianco e nero, e sullo schermo diventa un ventaglio di suggestioni oniriche impastate nella saggia ingenuità di chi crede alle fate e ai miracoli, però diffida dei lieti fini. Ad avere la meglio, in questo caso, sono infatti gli angeli dalle ali nere, gli indovini vestiti da mendicanti, i padri padroni  e le madri matrigne. Il potere che opprime  e distrugge è l’unica magia invincibile, e la miopia domina la realtà restringendo il suo orizzonte entro il proprio limitatissimo campo visivo. Per questo motivo il mondo sembra così piccolo, inscatolato in un teatro di burattini nel quale l’illusione muore di asfissia e l’esistenza rimane confinata entro il raggio d’azione del male.  Le pene del cuore hanno inseguito Nasser Alì in tutte le parti del globo: ha viaggiato per vent’anni, ma non ha mai dimenticato la giovane bellezza della sua Irane. Il sospiro di quel sentimento infranto l’ha raggiunto ovunque,  trasfondendosi nel suono di tante melodie. Una leggerezza che, in questo film, si fa bozzetto scherzoso, tenera caricatura, fotomontaggio autoironico. La ricercata imperfezione della forma interpreta poeticamente la greve stonatura del dolore: è l’espressionismo della semplicità, che si diverte a cogliere ed ingigantire  i piccoli, ordinari orrori  di cui è disseminata l’avventura umana. Sotto la lente di ingrandimento del cinema, certi dettagli appaiono mostruosi: in una scena rivelatrice di questo film, il primo piano del volto del fantasma dell’opera di Rupert Julian (1925) ci ricorda che la narrazione per immagini è fatta per avvicinare le cose all’occhio e le idee al pensiero. Il fotogramma è un ritaglio e un riassunto, in cui la prospettiva si accorcia, il soggetto è messo a fuoco e lo sfondo sfuma. La parte viva del messaggio è una figura a tutto tondo che si stacca da uno scenario dipinto sul cartone: è Nasser Alì in carne ed ossa che si dimena goffamente in un universo rigido ed immobile, in cui tutto è già scritto e definito a priori. È il sognatore che lotta invano contro la predestinazione, su un tabellone in cui il percorso è obbligato e lo costringe a muoversi in circolo. Poulet aux prunes trasforma l’amarezza di un’elegia mancata nella tenue dolcezza di un sorriso; lo fa a volte con sottili pennellate di acquerello, a volte con le dita impiastricciate di vernice, ma sempre seguendo il palpito del cuore.
Commenta l'opinione 9
SI

Opinioni su Pollo alle prugne


9 maggio 2012 Opinione di fefy su "Pollo alle prugne"
fefy

Dopo l'acclamato Persepolis, un passo in avanti per Satrapi e  Paronnaud. Infatti, anche  Pollo alle prugne (Poulet aux prunes), già in concorso a Venezia 68, è sempre una graphic novel (della Satrapi) e fornisce il soggetto al film, ma sullo schermo l'animazione lascia spazio al film con personaggi in carne e d’ossa. L’adattamento dell’omonima striscia a fumetti di Marjane Satrapi, disegnatrice iraniana trapiantata in Francia, da lei stessa portata al cinema con Vincent...

voto al film: fefy assegna il voto buono a Pollo alle prugne (2011)

nessun commento
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21 aprile 2012 Opinione di emaper su "Pollo alle prugne"
emaper

Pollo alle prugne è una pellicola geniale poichè è un insieme di malinconia, rabbia, sofferenza e amore. La grazia e l'ironia che distinguevano Persepolis, caratterizzano anche questo film, e con l'aggiunta di personaggi - i quali hanno una personalità definita e presente - si crea, durante la visione, un insieme di emozioni uniche. Marjane Satrapi è stata particolarmente brava e ha avuto modo di imporre la propria maestria, proponendoci un film che ha un buon ritmo, e questo grazie...

voto al film: emaper assegna il voto buono a Pollo alle prugne (2011)

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15 aprile 2012 Opinione di marlucche su "Pollo alle prugne"
marlucche

- Mamma... qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa ti dicano... non andare a vedere Pollo alle prugne. Per nessun motivo! - Ma tu l'hai visto! -Sì.. e sto ancora cercando gli insulti adatti per parlarne... Se non doveste avere più mie notizie nei prossimi giorni è probabile che Marriane Satrapi e Vincent Paronnaud mi siano venuti a cercare sotto casa per corcarmi di botte dopo aver letto la stroncatura del loro pollo alle prugne. Penso al povero Almaric costretto a lunghe sedute di trucco...

voto al film: marlucche assegna il voto pessimo a Pollo alle prugne (2011)

5 commenti
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11 aprile 2012 Opinione di bufera su "Pollo alle prugne"
bufera

Dopo  "Persepolis", mi aspettavo di più, anche se temevo che uscendo dalla animazione l'incanto si rompesse e così per me è stato. A parte la non perfetta simbiosi  della animazione, peraltro la migliore, con i personaggi in carne ed ossa, non convince  la rappresentazione, nella sua eterogeneità a volte ironica,a volte favolistica, a volte drammatica, di una forzata storia di grande amore impossibile proiettato su uno strumento che, una volta rotto, porterà a morte volontaria il...

voto al film: bufera assegna il voto sufficiente a Pollo alle prugne (2011)

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9 aprile 2012 Opinione di Viola96 su "Pollo alle prugne"
Viola96

Marjane Satrapi è una delle donne più intelligenti della nostra epoca. Fumettista sublime e regista soventemente in crescita, rappresenta una delle migliori scoperte acquisite dal cinema europeo negli ultimi decenni(lei è di nascita iraniana, ma naturalizzata francese, e il suo cinema risente positivamente di entrambe le diverse eppur simili etnie). Per il secondo lungometraggio realizzato con il fido Vincent Parannoud, la regista non si serve più dell’animazione(tranne un breve e a...

voto al film: Viola96 assegna il voto buono a Pollo alle prugne (2011)

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9 aprile 2012 Opinione di giancarlo visitilli su "Pollo alle prugne"
giancarlo visitilli

Ci si può ammalare per l’amore di un qualcosa a cui si è legati e che non si possiede ormai più. Non importa se si tratta di persone o meno. Lo sa bene Nasser Ali, un violinista sognatore, a cui è stato distrutto lo strumento con cui riusciva a comunicare quello che, con le parole, non poteva esprimere, il suo violino. Infatti, per tutta la vita, Nasser ha suonato il suo amore negato, fino a quando la donna che non amava gli ha distrutto il suo prezioso Stradivari. Siamo nella...

voto al film: giancarlo visitilli assegna il voto buono a Pollo alle prugne (2011)

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8 aprile 2012 Opinione di alan smithee su "Pollo alle prugne"
alan smithee

Si fa presto a dire: facciamo un film alla Jeunet (e Caro), alla Jaco Van Dormael, come se bastassero due suggestive ambientazioni d'epoca, scenografie stilizzate e "disegnate" a puntino, un costumista preciso, qualche visione onirica, due effetti speciali "poveri ma belli", ed un grappolo di attori chic ed interessanti per rendere tutto estremamente intelligente e riuscito. La vicenda di Nasser-Ali, musicista fannullone sposato senza amore con una timida insegnante di matematica, che si...

voto al film: alan smithee assegna il voto mediocre a Pollo alle prugne (2011)

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6 marzo 2012 Opinione di OGM su "Pollo alle prugne"
OGM

Dagli autori di Persepolis, una fiaba animata sull’amore, sull’arte, sulla vita. Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud ottengono la candidatura al Leone D’Oro con un delicato incanto musicale, che porta i colori delle fantasie infantili. Nasser Alì è un violinista iraniano che non può sopravvivere alla perdita del suo strumento, distrutto dalla moglie in un momento d’ira. E dunque decide di lasciarsi morire. La sua agonia è un lento affiorare dei ricordi, alcuni cupi, altri...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Pollo alle prugne (2011)

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