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Contraband (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Contraband: assente
Ritmo ritmo in Contraband: assente
Impegno impegno in Contraband: assente
Tensione tensione in Contraband: assente
Erotismo erotismo in Contraband: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Contraband (voti: 2 media: 2,50) 2

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locandina di Contraband

Trailer Originale

Contraband Trailer Originale play

16/01/2012

Box office Usa e resto del mondo

 Box office UsaA sorpresa è l’action Universal “Contraband”, interpretato da Mark Wahlberg e Kate Beckinsale, (da noi a maggio) a conquistare il box office americano...

di degoffro

La trama

È passato del tempo da quando Chris Farraday (Mark Wahlberg) ha chiuso tutto i ponti con la sua precedente attività di contrabbandiere ma la tranquillità e l'onestà - che ha conquistato con fatica - sono nuovamente messe a dura prova a causa di alcuni problemi economici che hanno portato il cognato Andy a mettersi nei guai. Così, per ripagare i debiti da lui contratti, Chris accetta il compito affidatogli da un boss della droga (Giovanni Ribisi) e, insieme all'amico Sebastian (Ben Foster), mette su un gruppo di uomini per una missione speciale che da New Orleans li porta fino a Panama. 

REMAKE? NO, ADATTAMENTO

Nel 2008, in Islanda, riscuote gran successo di pubblico e critica il film Reykjavik-Rotterdam, un thriller al cardiopalma scritto e diretto da Oscar Jonasson e interpretato (nonché finanziato) dall'attore Baltasar Kormakur. Forte dei risultati che lentamente arrivarono anche dagli altri paesi europei in cui il film usciva in sala, Kormakur ha avuto l'idea di voler trasporre la storia narrata in una nuova versione, riveduta e corretta, indirizzata esplicitamente al pubblico di lingua inglese, trasformandosi da attore protagonista dell'originale in regista del remake.

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LE DUE FACCE DI NEW ORLEANS

Filmato da un sistema di multicamere che ha permesso agli attori di non preoccuparsi di trovare punti di riferimento specifici mentre erano in azione sul set, Contraband è stato girato per lo più a New Orleans, anche se non mancano le sequenze realizzate a Panama City. L'importante per il regista era però avere a che fare con una rappresentazione della città stratificata e densa, in cui è possibile evidenziare le differenze di status economico, scegliendo anche zone che difficilmente si vedono nei film o ambienti che ancora risentivano degli effetti devastanti dell'uragano Katrina. Poiché il traffico mercantile navario è parte integrante della trama, molte scene sono state girate sul versante Ovest del Mississippi, fiume che taglia la città in due macrozone: da una parte vi sta il retroterra operaio, con le sua abitazioni becere e squallidi bar da marinai, mentre dall'altra parte ci stanno i quartieri borghesi, con i loro negozi lussuosi o centri benessere.

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E LA NAVE VA

Per la nave, che compare soprattutto nella seconda parte del film, protagonista quasi come gli attori, il regista Kormakur ha preferito ricorrere all'uso di una vera nave container, la S. S. Bellatrix dell'amministrazione marittima degli Stati Uniti, piuttosto che ricrearla in un teatro. Nonostante i suoi 900 piedi di lunghezza e l'ampia sala motori che hanno permesso riprese inimmaginabili su un normale set, la troupe ha però avuto qualche difficoltà logistica dato che la S. S. Bellatrix al suo interno è fatta di spazi molto ristretti.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 23/04/2012 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto mediocre

È inutile: quando un film non si regge sulle proprie gambe lo si vede lontano un miglio. Baltasar Kormákur dirige il remake made in USA della produzione islandese Reykjavik-Rotterdam (2008) nella quale, quattro anni prima, aveva interpretato il ruolo principale, ora affidato a Mark Wahlberg. Un rifacimento che si risolve in un superficiale ricamo sulla trama dell’opera originale, di cui la nuova sceneggiatura riprende alcuni spunti per americanizzarli secondo i vigenti canoni dell’action movie. Quel poco che si guadagna in adrenalina si perde, però, sul piano narrativo: la vita vera del protagonista – quel Christopher guardiano notturno che qui diventa il Chris Farraday installatore di sistemi antifurto – svanisce, travolta dal ritmo serrato degli eventi, in una successione troppo spezzettata per dare il senso della continuità tra passato e presente: un elemento che, nella vicenda di Christopher, è  invece l’asse attorno a cui tutto ruota. Lui, pregiudicato ed ex bevitore, una volta scontata una condanna per contrabbando, vorrebbe intraprendere un’esistenza normale ed onesta, con sua moglie ed i suoi due bambini.  Tuttavia, la famiglia versa in precarie condizioni economiche, e l’uomo, pur essendo uscito dal giro, si ritrova immerso nell’ambiente malavitoso di una volta, a cui, tra l’altro, appartengono suo cognato ed il suo migliore amico. Nel film del 2008  si avverte, in maniera costante, la tensione tra il desiderio di normalità e la necessità di procurarsi, al più presto possibile, un’ingente somma di denaro, onde far fronte ad un’ingiunzione di sfratto per morosità. Nel film  del 2012 l’accento è posto, invece, sul crimine come modus vivendi, in cui si mescolano, in maniera alquanto azzardata, ingegno ed avventura, e la violenza a sangue freddo si unisce ai subdoli meccanismi dell’inganno. Da una storia si può anche, se proprio lo si vuole, cacciare l’anima, per farne uno spettacolo insapore e povero di significati: a ciò si riduce il cinema quando la lezione hollywoodiana diventa pura tecnica di intrattenimento, slegata da ogni ispirazione. Lo scheletro narrativo, spolpato di ogni sostanza vitale, si presta allora a fungere da supporto per singole trovate ad effetto, come, in questo caso, alcune gag che sembrano rubate alla commedia demenziale – vedi la scena del furgone issato dentro un container rimasto col portellone aperto, o i ratti che spuntano dalle cassette di frutta durante un’ispezione della polizia. I vuoti lasciati dal substrato esistenziale possono essere riempiti di bocconi di facile consumo, pensati apposta per lo spettatore privo di immaginazione. A questo target puntano evidentemente anche gli in­serti didascalici (in cui si spiega, ad esempio, che il sale si scioglie lentamente nell’acqua), le inutili anticipazioni in stile televisivo (come quello stacco della macchina da presa sul dettaglio di due dita che si muovono, ad indicare che il presunto cadavere non è tale) e gli usuali stereotipi del genere (come la scelta della regione panamense quale sede di traffici illegali). Nulla di nuovo, dunque, e tutto più o meno prevedibile (a parte qualche assurdità) con romantico happy ending in riva al mare (ed una tela di Jackson Pollock nel garage).   
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SI

Opinioni su Contraband


23 aprile 2012 Opinione di OGM su "Contraband"
OGM

È inutile: quando un film non si regge sulle proprie gambe lo si vede lontano un miglio. Baltasar Kormákur dirige il remake made in USA della produzione islandese Reykjavik-Rotterdam (2008) nella quale, quattro anni prima, aveva interpretato il ruolo principale, ora affidato a Mark Wahlberg. Un rifacimento che si risolve in un superficiale ricamo sulla trama dell’opera originale, di cui la nuova sceneggiatura riprende alcuni spunti per americanizzarli secondo i vigenti canoni...

voto al film: OGM assegna il voto mediocre a Contraband (2012)

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