Il mio migliore incubo! (2011)
Con Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier, Virginie Efira, Aurélien Recoing, Samir Guesmi, Jean-Luc Couchard, Eric Berger, Gregoire Akcelrod, Régis Romele
La trama
Agathe è precisa, metodica e puntale, e gestisce la propria famiglia e il figlio Adrien in maniera impeccabile, così come tiene salde le redini della fondazione d'arte di cui è a capo e i suoi impegni istituzionali. Patrick, invece, è sregolato, grezzo e sfacciato, vive con il figlio Tony nel retro di un furgone, si arrangia con piccoli lavoretti saltuari e tutto ciò che ama sono l'alcol e le belle donne formose. Due universi opposti che vengono in contatto grazie ai due figli, amici e compagni di scuola. Così quando il marito di Agathe decide per sua sfortuna di affidare a Patrick dei lavori nella casa in cui vivono, ogni aspetto della loro vita viene invaso dal caos.
A essere irritante di Il mio migliore incubo! è lo schematismo “ideologico” attraverso il quale Anne Fontaine, che si identifica con la Huppert ma idealizza Poelvoorde, arriva a demolire tutte le sovrastrutture culturali, urbane e borghesi, a partire dalla scuola, in nome della spontaneità “ignorante” dell’idiot savant. E se Benoît Poelvoorde conferma una volta di più di essere un corpo comico eccezionale e versatile, è soprattutto Isabelle Huppert a fare un grande lavoro su se stessa, radicalizzando l’immagine proverbialmente rigida che si ha di lei per poi stravolgerla con le sfumature della commedia.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 13/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 01/04/2012 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Molto meno divertente di quanto fosse lecito aspettarsi, di quanto le scene finite nel trailer (ma questa è la sua natura) facessero presupporre. Lo “spasso” è limitato alla rappresentazione esclusivamente “simpatica” del genuino tamarro interpretato da Benoît Poelvoorde, delle sue naturali predisposizioni alle più assortite furberie, delle sue caratteristiche personali - anche quelle non propriamente ammirevoli, ma sempre “sincere” e perciò guardabili con occhio più che benevolo - (l’abuso di alcool; le donne; i continui paragoni “sbagliati” per descrivere il figlio; il vantarsi di non pagare le tasse). Il tutto in contrapposizione alla (f)rigidità, alla ipocrita esistenza della donna in carriera Isabelle Huppert - legata, ma non sposata, a un uomo più vecchio di lei (André Dussollier), con cui non ha rapporti sessuali sin dal concepimento del figlio -, del quale ne invade rumorosamente la quotidianità personale/lavorativa. Il pretesto è l’amicizia dei rispettivi figli, anche qui due opposti: quello dei ricchi è un deficiente, quello del cafone è un genio.
Il giochino è moscio, dura il tempo d’una pausa in bagno e annoia.
Semplificazioni che amplificano il tifo. Che schematizzano lo schermo. “Facile”, troppo, la scelta.
In realtà quest’eccessiva, poco ragionata, accelerata, demarcazione rivela una vacuità narrativa ed espositiva che lascia attoniti e poco predisposti alla partecipazione. Si cerca inoltre di riempire i minuti con delle trovate nelle intenzioni spiritose ed invece tutt’al più innocue, immediatamente evacuabili, e con figurine superflue (la giovane compagna - amante degli alberi e contraria agli agi della tecnologia - di Dussollier).
Come detto, il finale è prevedibile. Che giunge dopo la necessaria, prevedibile ma mai credibile, serie di trasformazioni che subiscono i personaggi principali: la donna di ghiaccio mette i jeans e diventa angelica; il buzzurro va in rehab e diventa una persona responsabile. Evoluzioni - come da copione - non prive di momenti difficili ed altri stravaganti (tipo la scappata in Belgio), pensate e scritte male, come tutta la sceneggiatura, d’altronde.
Il vero peccato di questa commedia leggera (nel senso che spicca soavemente il volo verso l’infinito orizzonte della memoria a perdersi) è aver malamente sprecato l’impagabile trio d’attori che meritava ben altre sorti.
Il suo peggior incubo.
- negative [2]
- sufficienti [5]
- positive [2]
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10 aprile 2012 Opinione di fralle su "Il mio migliore incubo!"
CONFERMA IL MOMENTO FELICE DELLA CINEMATOGRAFIA FRANCESE:DIVERTENTE!!
voto al film: 
10 aprile 2012 Opinione di urios su "Il mio migliore incubo!"
è la storia drammatica di una donna iper-raffinata che l'alcool getta tra le braccia di un rude zoticone (ruolo un po' troppo caricaturale!) che sa godersi la vita con opulente matrone parimenti volgari (pari requisiti). Lei lo sposa, ma non è amore, non è sesso, se non per sbaglio, è solo un barlume di speranza di vita, non acciuffato. Un cauchemar. è la storia comica di una donna che ha creato il gelo nella sua vita di coppia e nella relazione con il figlio; il suo compagno fugge...
voto al film: 
4 aprile 2012 Opinione di LorCio su "Il mio migliore incubo!"
La commedia parte benissimo, schematica finché si vuole ma assolutamente efficace. Lei è una frigida radical chic sprezzante come poche e con un’avviata galleria d’arte concettuale; lui un trasandato tuttofare cafone come pochi e senza lavoro, appartamento e decoro. Inevitabilmente, nell’economia della storia, le due vite entrano in contatto (il compagno di lei assoda il villano per ristrutturare casa), si scontrano ed ineluttabilmente s’incontrano complici fiumi d’alcool ed...
voto al film: 
3 aprile 2012 Opinione di catsandbears su "Il mio migliore incubo!"
Simpatica e bella commedia francese, come da noi (purtroppo) non si riescono piu' a vedere... Sembra eccessivo ricadere sempre in questi luoghi comuni, ma possiamo tranquillamente aspettarci un remake italiano di questo film. Prima parte frizzante, la seconda piu' calma e riflessiva. Il pregio maggiore di questo film e' di non far mancare qualche (piccolo) colpo di scena in modo tale da tenere quel minimo di suspense necessaria. Ottima la gia' grande Isabelle Huppert, si potrebbe dire...
voto al film: 
1 aprile 2012 Opinione di gabricocchi su "Il mio migliore incubo!"
Ha ragione Paolo Mereghetti quando dice che Isabelle Huppert e Benoit Poelvoorde, oltre a rappresentare rispettivamente un atteggiamento raffinatamente radical-chic e pieno di sé e uno stile di vita da perfetto scioperato gozzovigliatore, significano da una parte un cinema d'autore ed impegnato, e dall'altra uno più allegramente divertito e vagamente grossolano. Questi due livelli così apparentemente inconciliabili sfociano in uno dei film più belli dall'inizio dell'anno - e in una...
voto al film: 
1 aprile 2012 Opinione di M Valdemar su "Il mio migliore incubo!"
Delude assai Il mio migliore incubo!: l’iniziale forza comica vitale illude; ma è un attimo, quasi subito si disperde mostrando così la fragilità del film, che si trascina, stancamente, verso un finale scontato, che non vuole arrivare mai. Che finalmente arriva. Molto meno divertente di quanto fosse lecito aspettarsi, di quanto le scene finite nel trailer (ma questa è la sua natura) facessero presupporre. Lo “spasso” è limitato alla rappresentazione esclusivamente “simpatica”...
voto al film: 
31 marzo 2012 Opinione di zombi su "Il mio migliore incubo!"
parigi, la ricca borghesia artistica e il cazzone proletario che non pensa ad altro che a scoparsi donne grandi forme per annegare nelle loro grandi mammelle. il film è risaputo, nulla fugge ai clichè anche se sono trattati almeno con dialoghi brillanti per gran parte della durata della pellicola. parigi è sempre lì a farsi sognare da tutti anche se i luoghi sacri non si vedono, ma si sa d'esserci seppur virtualmente. la ricca borghesia fatta di editori simpatici che s'abituano a stare...
voto al film: 
30 marzo 2012 Opinione di alan smithee su "Il mio migliore incubo!"
La commedia francese ultimamente va alla grande, per cui dopo "Quasi amici" e il successone di pubblico riscontrato anche da noi, in genere non particolarmente propensi a dare chances alle commedie d'oltralpe (ma piuttosto piu' disposti a rifarle) ecco che non a caso la scaltra distribuzione italiana prova subito a lanciarne un'altra. E una commedia mica qualunque: un cast di nomi illustri e piuttosto noti anche da noi, Poelvoorde in testa dopo alcune commedie di un certo successo e un volto...
voto al film: 
25 marzo 2012 Opinione di marlucche su "Il mio migliore incubo!"
Il mio migliore incubo ha un inizio folgorante, potrebbe essere uno di quei capolavori francesi che ogni tanto varcano le Alpi a sorpresa. Lo spunto si presta ad una serie di gag di una comicità irrrefrenabile, le vicende di due nuclei familiari agli opposti della piramide sociale si intrecciano indissolubilmente portando scompiglio e cambiamenti epocali. La Huppert in una commedia? Lo scettimismo è presto infranto dal fatto che anche in quest'ambito interpreta una donna glaciale e...
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