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To Rome with Love (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in To Rome with Love: presente
Ritmo ritmo in To Rome with Love: presente
Impegno impegno in To Rome with Love: minimo
Tensione tensione in To Rome with Love: assente
Erotismo erotismo in To Rome with Love: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a To Rome with Love

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a To Rome with Love (voti: 79 media: 2,39) 79

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locandina di To Rome with Love

Trailer italiano ufficiale

To Rome with Love Trailer italiano ufficialeplay

23/04/2012

Box Office Italia, weekend 20/22 aprile 2012: Roma dove sei? Non al cinema.

600 sale a disposizione, battage mediatico senza precedenti e migliore esordio per un film di Woody Allen in Italia. Ma... Qualcosa non torna: meno di 3 milioni totali è la cifra racimolata...

di Spaggy

La trama

L'incanto e lo splendore di Roma fanno da cornice a quattro storie i cui protagonisti vanno incontro a vicende curiose, comiche e catartiche. La Città Eterna torna ad affascinare l'architetto John (Alec Baldwin), che nella Capitale visse in gioventù. Naturale che per lui riemergano anche le memorie, sollecitate dall'incontro con il giovane Jack (Jesse Eisenberg) e dal suo divampante innamoramento per Monica (Ellen Page), amica della sua ragazza (Greta Garwick). Intanto Jerry (Woody Allen), regista di opera in pensione giunto a Roma per conoscere il fidanzato italiano di sua figlia Hayley (Alison Pill), scopre in quello che potrebbe diventare suo suocero, un impresario di pompe funebri, un talento nascosto che gli fa tornare la voglia di mettersi al lavoro e lanciarlo. Leopoldo (Benigni) è invece un uomo insignificante che una mattina per un motivo incomprensibile, diventa famosissimo. L'ultimo episodio vede invece Antonio (Alessandro Tiberi) arrivare a Roma per presentare ai severi parenti la sua nuova e splendida moglie Milly (Alessandra Mastronardi), sperando di far colpo e ottenere un lavoro importante, ma al posto della moglie ci sarà una sconosciuta (Penelope Cruz). 

Cliché di un’Italia che suona Modugno (l’apertura su Nel blu dipinto di blu è una strombazzata dichiarazione d’intenti) e canta sotto la doccia (Woody, padre della sposa promessa, scopre così il talento vocale del futuro consuocero). Eppure l’imbarazzata diffidenza sfuma nella confidenza - agrodolce, stupita, a tratti commossa - quando il quadro scorniciato dell’assurdo s’impregna di ossessioni e compulsioni alleniane, che pulsano a ritmo alternato di suggestioni raccolte dal Cinema che ha fatto la Storia. Woody ci prova, a tessere la sua con la nostra Commedia, il risultato dimostra che il tempo non torna ma l’amore ritorna.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Chiara Bruno - FilmTV n. 16/2012

C’è un incrocio disastroso a pochi passi dall’Altare della Patria, e il primo impulso spettatoriale è quello di trovarsi di fronte a un incidente: un tragi(comi)co equivoco che coinvolge la Canzone Italiana, i Salumi Beretta e il sottobosco romano. Un vigile dirige il traffico in modo colorito mentre si autoelegge cicerone delle situazioni sentimentali consumate tra le Piazze e i Vicoli e il Patrimonio dell’Umanità che gli young american si ostinano a chiamare «macerie». C’è la coppia mista nativo & turista che trova l’amore sulla mappa della Città Eterna; ci sono gli sposini provinciali e carini, Tiberi con la riga di lato e il completo sovradimensionato & Mastronardi capelli da maestrina e fascino da madonnina (infilzata); c’è la coppia ordinaria, catapultata sui tappeti rossi in abiti dozzinali quando l’impiegato Benigni diventa famoso senza un evidente perché; e poi ci sono loro, i giovani carini e diversamente occupati Made in Usa ed emigrati nel Belpaese, Jesse Eisenberg e Greta Gerwig fidanzatini e aspiranti architetti, la cui costruzione casalinga viene sgretolata dall’uragano Ellen Page. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Spaggy scritta il 20/04/2012 - utile per 30 utenti

Voto al film: voto pessimo

Qualche burlone di casa nostra, prima che Woody Allen cominciasse a girare, gli avrà inviato infinite copie dei film dei fratelli Vanzina, di Neri Parenti e magari anche di Fausto Brizzi, assicurandogli che il cinema italiano d'autore passa per quei nomi. E, tra un sonnellino e l'altro, una strizzata di cintura sui pantaloni a vita alta che gli bloccava il respiro e un bicchiere di buon vino che gli annebbiava la vista, il povero Woody ci avrà creduto e si sarà chiesto: "Posso io mai essere all'altezza di tale tradizione?". Dopo la visione di ciò che è uscito dalla sua mano, possiamo beatamente tranquillizzarlo e dirgli che lunedì prossimo sarà in testa al box office: è stato capace di tenere alto il baluardo del cinema da pop corn e birra a rutto libero, scrivendo una storia da cestinare al 75% e gettare nel dimenticatoio. Minus habens, caro Woody, ma cercati un buon traduttore che te ne spieghi il vero significato.


Le bocche buone, però, sapranno apprezzare questo soufflé mal riuscito, sapranno salvar qualcosa dal disastro in scena, da una sceneggiatura che annulla tempi e spazi e che si pone tra l'incredibile e il vuoto assoluto. Puttane, morti di fama, arrivisti e puttanieri. Memore di non so quali resoconti berlusconiani, Woody Allen descrive Roma come il centro del declino della cultura (basta sentire Ellen Page affacciata sui Fori Imperiali che moraleggia), simbolo di un degrado che coinvolge e sconvolge i valori della comune etica, come se in Italia tutto ruotasse intorno all'essenza della corruzione morale. Famiglie amorali in cui la scopata con una escort si trasforma in formazione da casa chiusa, giovani coppie che fondano il loro legame sulla menzogna e sul tradimento, comuni impiegati affetti da sindrome del Grande Fratello, il mondo del cinema trasformato in una fabbrica di donnaioli pronti a fottersi la prima fan di turno, il mito del guascone meridionale criminale e sciupafemmine, il mondo dei mass media ridotto a un effimero e desolante deserto informativo (altro che Pomeriggio Cinque o La vita in diretta e povero Tg3 ridotto a una barzelletta) e un vecchio babbione che si ostina a non volersi ritirare in pensione per non credersi morto. Luoghi comuni che, senza un vero mordente, farebbero rabbrividire anche quella culona di Angela Merkel e che ci trasformeranno nello zimbello di mezzo mondo, terminando ciò che al Cavaliere non era riuscito. Ovviamente, niente politica italiana né tantomeno situazione economica: produce Medusa. Si potrebbe sintetizzare così l'intera opera e a nulla serve infarcirla di battute autobiografiche che lo stesso Allen dosa con parsimonia.


Autocitando la sua vita privata e professionale (da Provaci ancora, Sam al doppiaggio di un personaggio dei cartoni animati, da Io e Annie alla messa in scena di un'opera lirica), Allen si trasforma in macchietta, cerca l'omaggio ma trova soltanto una porta in faccia. La stessa che gli spettatori si sentono sbattere in faccia a metà film quando il climax straniante della prima parte lascia il posto a una noia imperante che fa presagire il finale e smorza ogni attesa. A poco servono gli espedienti narrativi: il personaggio di Alec Baldwin, sagace voice over in carne e ossa, è l'unica trovata azzeccata mentre deludono le nuove generazioni. Da Jesse Eisenberg ad Ellen Page, da Alessandra Mastronardi a Allison Pil, passando per Greta Gerwig e per il terribile Alessandro Tiberi (proiezione giovanile di mille personaggi già scritti da Allen e, in qualche modo, impersonificazione dello stesso Allen), i birignao si susseguono massacrando quei pochi sprazzi di luce sprigionati da Penelope Cruz e Judy Davis, decisamente le migliori in scena insieme a un Flavio Parenti e a un Fabio Armiliato spaesati ma credibili. Inutile esprimere un parere su Roberto Benigni, svogliato come non mai e incapace di strappare quel sorriso amaro che il suo episodio richiederebbe. Verrebbe di conseguenza da chiedersi come si siano svolti i casting: si soffre nel vedere Lina Sastri, Maria Rosaria Omaggio, Vinicio Marchioni, Donatella Finocchiaro e Giuliano Gemma avere meno secondi in scena di una rinomata birra italiana. E, forse, la presenza delle varie lattine spiega il motivo di tale scempio. Forza Woody, fare di meglio è al 99% possibile. Per far di peggio, dovresti solo rovinare anche la fotografia.

Ridicolo.
Commenta l'opinione 18
SI

Opinioni su To Rome with Love


25 maggio 2012 Opinione di ico su "To Rome with Love"
ico

“Chiunque sia il minus habens che ha concepito questo balordo esperimento dovrebbe essere arrestato e decapitato”. Si può non essere d'accordo con le parole di Woody Allen e riferirle a TO ROME WITH LOVE? Una fastidiosa stronzata al di là del comune senso del pudore, una pagliacciata dalla quale, naturalmente, gli attori italiani non hanno avuto neppure il coraggio di tirarsi fuori, una povertà, una sciatteria, una messa in scena talmente svogliata da apparire come un dovuto lavoro...

voto al film: ico assegna il voto mediocre a To Rome with Love (2012)

nessun commento
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22 maggio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "To Rome with Love"
giorgiobarbarotta

Giocando sul titolo (quello definitivo, dato che ne ha cambiati tre in corso di lavorazione) si capisce che quest'ingenua letterina d'amore ha come destinatario la città eterna. Tratta con leggerezza e un pizzico d'insensata superficialità senile questioni e intrecci di cuore. Le maestranze attoriali italiane dell'operetta vengono surclassate in professionalità dagli amici americani ospitati da Allen nella capitale. Si salvano i doppiatori, scuola di grande tradizione e bravura....

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto sufficiente a To Rome with Love (2012)



21 maggio 2012 Opinione di IGLI su "To Rome with Love"
IGLI

Una grande delusione questo film

voto al film: IGLI assegna il voto mediocre a To Rome with Love (2012)


16 maggio 2012 Opinione di panunzio su "To Rome with Love"
panunzio

“IMBARAZZANTE!”, ho pensato ieri sera subito dopo la visione di Rome with love. Oggi, tornano alla mente le parole del compianto Lino Miccichè che, recensendo un film con Sordi e la Marini, commentò, cito a memoria ma il senso è: “lui dovrebbe smettere, lei non avrebbe mai dovuto cominciare”. Che tristezza pensare che Allen possa permettersi un film all’anno mentre registi come Rosi o Scola sono inattivi da una vita … Se non riesce proprio a fermarsi, auspico che l’ex...

voto al film: panunzio assegna il voto pessimo a To Rome with Love (2012)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


10 maggio 2012 Opinione di ivost su "To Rome with Love"
ivost

Ho appena finito di vedere To Rome with Love,,,sindrome di stendal!!,,,grandioso, geniale, il cinema italiano come nessun italiano sarebbe stato capace di fare!,,,l'apparente semplicità, non è "semplicità", ma il riconoscimento del senso del cinema italiano quando non era ancora imitazione di altro,,,solo per italiani (romani) intelligenti, perchè gli altri si credono americani e fuori dai (NON) luoghi comuni che rappresenta,,,è incredibile come il Woody riesca ad entrare nell'anima...

voto al film: ivost assegna il voto ottimo a To Rome with Love (2012)


7 maggio 2012 Opinione di kribosss su "To Rome with Love"
kribosss

Ho letto molte recensioni negative sul film, ma consiglio a tutti di vederlo, se volete vedere qualcosa di DIVERSO e FUORI DAL COMUNE, vi consiglio To Rome with love, saprà sorprendervi, vi lascerà attoniti, ma vi farà sorridere!

voto al film: kribosss assegna il voto buono a To Rome with Love (2012)



7 maggio 2012 Opinione di jek su "To Rome with Love"
jek

To Rome with love (un americano a Roma)   Woody Allen ha un grande avvenire dietro le spalle, lo si sa. Ha cominciato quarantasei anni fa e ha girato 43 (quarantatre) film. Alcuni dei quali sono capolavori che rimarranno nella storia del cinema e questo vale di più degli innumerevoli riconoscimenti che gli sono stati attribuiti in tutto il mondo. Ora, mi chiedo cosa aspettarmi da un simile personaggio quando entro in sala per vedere la sua ultima fatica; non posso sperare che abbia...

voto al film: jek assegna il voto buono a To Rome with Love (2012)


7 maggio 2012 Opinione di barabbovich su "To Rome with Love"
barabbovich

La coppietta che da Pordenone si trasferisce nella città eterna con la benedizione di tutta la famiglia, un qualsiasi impiegato che improvvisamente assurge a indicibile notorietà (Benigni), la turista americana che incontra l'uomo dei sogni e due studenti di architettura che vivono a Roma già da qualche anno: è intorno a questi personaggi che si snoda il Decamerone di Woody Allen, aggiornato al XXI secolo. Un pastrocchio che centrifuga luoghi comuni di ogni genere, accompagnati da...

voto al film: barabbovich assegna il voto pessimo a To Rome with Love (2012)

nessun commento
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6 maggio 2012 Opinione di sigourneyrules su "To Rome with Love"
sigourneyrules

Capita ad un'artista di sbagliare un'opera, ma quello che tutti vorrebbero capire è "PERCHE" questo film questa storia questo NULLA assoluto.......

voto al film: sigourneyrules assegna il voto pessimo a To Rome with Love (2012)


6 maggio 2012 Opinione di tyo su "To Rome with Love"
tyo

Pessimismo e fastidio.ma chi l'ha scritto sto film?no delusione,ma rimborso immediato del biglietto.

voto al film: tyo assegna il voto pessimo a To Rome with Love (2012)




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