L'arrivo di Wang (2011)
Con Ennio Fantastichini, Francesca Cuttica, Juliet Esey Joseph, Massimo Triggiani, Antonello Morroni, Jader Giraldi, Li Yong, Rodolfo Bandini, Furio Ferrari, Angelo Nicotra
La trama
La giovane interprete di cinese Gaia è contattata per una traduzione urgente. In gran segreto, deve fare da tramite tra l'agente segreto Curti (Ennio Fantastichini), un uomo senza scrupoli, e un individuo chiamato da tutti signor Wang. Poiché l'interrogatorio viene condotto al buio, Gaia incontra notevoli difficoltà nel tradurre ma la scoperta delle motivazioni che hanno indotto all'assenza di luce cambierà per sempre la sua esistenza, trovandosi di fronte a qualcuno che ha poco di umano, proveniente direttamente da un altro pianeta e che non sembra avere intenzioni bellicose.
Girato con quattro soldi, un sacco di energia, effetti speciali digitali più che dignitosi per una produzione autarchica, L’arrivo di Wang è un film di fantascienza Made in Manetti Bros., marchio di fabbrica che significa genuina passione per il genere, voglia di stupire e inventiva nella messinscena. Certo sulla distanza l’ottima idea di base della sceneggiatura si dilata un po’, il soggetto sarebbe stato perfetto per un corto o un mediometraggio, ma anche così la tensione regge fino all’ultimo secondo, liberatorio seppur scorretto politicamente (però diciamolo: è il suo bello). Dopo i fasti del Coliandro televisivo, i fratelli cineasti regalano quindi un gioiellino artigianale al quale non è “creativamente” estraneo lo stesso Fantastichini, grande esperto di fantascienza e fondatore di una società che si chiama Klaatu Productions.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 10/2012
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 27/03/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
L'arrivo di Wang si presenta subito come la seconda mosca bianca di questo ultimo scorcio di stagione. Certo che è forse troppo presto parlare di rinascita del cinema di genere in Italia ma sicuramente autorizza qualche speranza che due titoli italiani abbiano esplorato dopo tanti anni il genere fantascientifico.
Sarebbe interessante confrontare le due pellicole, io mi limiterò a dire che secondo me mentre L'ultimo terrestre ha un gusto più europeo nella sua realizzazione ( qualcuno ha parlato addirittura di Kaurismaki) e l'alieno è solo il mezzo attraverso il quale il protagonista fa chiarezza nella propria vita, ne L'arrivo di Wang l'alieno è il punto nevralgico e il film rispecchia il cinema di genere americano, finale compreso.
Si teme alla stessa maniera l'invasione extraterrestre ma mentre nel cinema USA c'è la moltiplicazione dei pani e degli alieni, visto che comunque al di là dell'Oceano devono mostrare sempre i muscoli, la retorica filonazionalista e tutti gli annessi e connessi regalati da milioni di dollari di budget, nel cinema dei Manetti si ritorna alla base del genere con un-alieno- uno, tra l'altro disegnato e animato benissimo, un ritmo elevato garantito dalla compressione degli avvenimenti in circa 80 minuti di durata, e due-ambienti-due giiusto per creare un po' di claustrofobia.
L'uso della computer grafica è per forza di cose suggestivo, deve suggerire gli avvenimenti più che mostrarli e comunque l'effetto è garantito.
I Manetti ritornano al giorno zero del genere in cui le idee prevalevano sul budget.
Se penso che, tanto per parlare degli ultimi due film di fantascienza americani visti una porcata come Skyline ha avuto un budget, misero per gli standard hollywoodiani di 10 milioni di dollari e quella porcata al cubo di World Invasion ( titolo originale Battle Los Angeles) addirittura di 70 milioni di dollari , mi viene da rabbrividire.
Il mondo è profondamente ingiusto e se i Manetti invece di nascere nella città eterna fossero nati sul Sunset Boulevard probabilmente staremmo qui a parlare di registi già superaffermati, Maicol Bei gli stirerebbe le mutande.
Mi viene da pensare che se ai Manetti fosse dato un budget di 10 milioni di dollari sarebbero capaci di girare un altro Blade Runner. Con 70 milioni avrebbero rifatto tutte le puntate della saga di Guerre Stellari e magari ce ne metterebbero anche un paio apocrife. ESPANDI +
17 aprile 2012 Opinione di ico su "L'arrivo di Wang"
Oramai dopo alcuni film, l'alibi del basso budget non è più da prendere in considerazione per un film dei Manetti. Preso atto anche della serie sull' ispettore Coliandro, la povertà dei mezzi è semplicemente una scelta, “quasi” uno stile, che vorrebbe suscitare simpatia per l'artigianato, ma col gioco scoperto, comincia ad essere un fardello sulla qualità delle loro opere. Anche L' ARRIVO DI WANG, come solito nella filmografia del duo, nasce da una e un'unica idea, quella...
voto al film: 
27 marzo 2012 Opinione di bradipo68 su "L'arrivo di Wang"
Ero veramente curioso di vedere il nuovo film dei Manetti bros. Loro incarnano alla perfezione uno degli ideali di cinema che preferisco: zero soldi, idee a profusione, modo divino di girare , di studiare certosinamente inquadrature e angoli di ripresa, una certa ironia sbracata che tende sempre a venir fuori nei momenti topici( ancora vivo è il ricordo in Zora la vampira dell'ammazzavampiri con la maglia di Totti) e una capacità quasi soprannaturale di ricavare il meglio dagli ambienti...
voto al film: 
24 marzo 2012 Opinione di negro su "L'arrivo di Wang"
Un'ottima idea in parte vanificata dalla recitazione scadente e da un copione piatto. Effetti speciali ok nonostante il budget limitato, ma i dialoghi non si possono ascoltare così come non si possono vedere certi "attori". Qualche elemento o spunto in più arricchirebbe la parte dell'interrogatorio altrimenti troppo lunga e monotona.
voto al film: 
16 marzo 2012 Opinione di klunk su "L'arrivo di Wang"
Fantascienza made in Italy, che come al solito, anche se ben fatta, passa in secondo piano rispetto alle uscite in contemporanea delle solite commediette da quattro soldi all'italiana. Non basta infatti un'ottima idea ben realizzata a scapito del budget, non basta una tensione palpabile fino alla fine, e perchè no una buona interpretazione della protagonista. Resta la consolazione che il cinema italiano, anche se sotto sotto, riesce a creare gioiellini come questo.
voto al film: 
12 marzo 2012 Opinione di davidestanzione su "L'arrivo di Wang"
Che goduria i Manetti Bros. Questi due alieni simbiotici, rari e originali come pochi altri registi nostrani. Corpi estranei del tutto esterni alle logiche imperanti che attanagliano la nuova autorialità italiana dentro un’irriducibile patina snob, i fratelli romani confezionano un ennesimo prodotto d’autarchica goliardia artigianale, vessillo fuori tempo massimo di un cinema di fantascienza e d’invenzione che nel nostro paese è ormai disusato da dio sa quanto. Se ne infischiano...
voto al film: 
6 marzo 2012 Opinione di nickoftime su "L'arrivo di Wang"
Da "l'ultimo terrestre" a "l'arrivo di Wang" il cinema italiano fa le prove generali per riappropriarsi di un genere che i produttori sembravano aver cancellato dai loro programmi. Ed invece complice il festival veneziano, dove entrambi sono stati presentati la fantascienza made in Italy fa la sua réentre proponendo a pochi mesi di distanza due opere che seppur con diversità di stile ed anche di possibilità realizzative tornano a parlare il linguaggio della fantasia proponendo la...
voto al film: 
5 marzo 2012 Opinione di marlucche su "L'arrivo di Wang"
Fantascienza made in Italy per i Manetti Bros. Pochi personaggi e ambientazione claustrofobica ma con riprese movimentate e dal ritmo serrato. Straordinario Wang, cinoalieno rinchiuso in un'area 51 tutta romana, ad opera di un'Azienda nostrana che con grande entusiasmo si pone l'obiettivo di fare una pippa a Avatar negli anni a venire. E simpatici questi fratelli Manetti... a loro agio con un cinema di chi sa stare dietro una macchina da presa indipendentemente da quanti soldi ci sono a...
voto al film: 
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

























