Tutti i nostri desideri (2011)
Con Marie Gillain, Vincent Lindon, Pascale Arbillot, Isabelle Renauld, Yannick Renier, Amandine Dewasmes, Laure Duthilleul, Christophe Dimitri Réveille
La trama
Claire (Marie Gillain) è un giovane magistrato del Tribunale distrettuale che ha appena saputo di essere stata colpita da un cancro al cervello e ha perso ogni certezza nei confronti della vita, preoccupandosi soprattutto per il destino della piccola figlia. Nello stesso tribunale lavora anche Stéphane (Vincent Lindon), un giudice molto più maturo, che Claire ha coinvolto nella lotta contro il sovraindebitamento. Lentamente la lotta contro una società sempre più cieca nei confronti della sofferenza spinge i due ad avvicinarsi, facendo nascere un'unione fatta di sentimenti ma anche di ribellione contro il sistema.
Non ricordiamo nel recente passato un rapporto cinematografico così compiuto e originale, fatto di reciproche maturazioni e riscoperte, portato all’apice espressivo dalla splendida sequenza del bagno nel lago gelato. Come in Welcome, nuotare permette a Lioret, sound editor prima che regista, di calare i propri personaggi in un impasto sensoriale completo, dove i corpi rabbrividiscono, annaspano, faticano, vivono pienamente anche fossero gli ultimi istanti. Certo potrà sembrare troppa la carne al fuoco, persino rispetto al libro di Carrère (di fatto solo una traccia iniziale), ma gli eccessi si dimenticano anche solo guardando in faccia Marie Gillain, sbalorditiva.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 19/2012
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 19/05/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
E' il caso di questo ultimo film di Lioret che in teoria racconta di Claire giovane giudice che sul lavoro prende a cuore il caso di Celine una povera spiantata con figli a carico strangolata dai debiti contratte con le finanziarie ( un simbolo dell'apocalisse finanziaria privata che si sta vivendo in questi ultimi tempi) mentre sul versante personale si trova a fronteggiare un cancro al cervello che le lascia ben poco da vivere. E lei in sovrappiù rifiuta le cure che le propongono perchè non vuole vegetare soffrendo per qualche mese in più.
Nel porsi come baluardo contro il vampirismo delle banche rischia l'azione disciplinare e quindi chiede aiuto a un giudice più esperto di lei, il disilluso Stephane che curvato dalle sconfitte subite trova in Claire lo sprone per reagire a tutte le avversità che la vita gli ha proposto.
Tutti i nostri desideri, tratto liberamente da un romanzo di Emmanuel Carrère, Vite che non sono la mia, ha due cardini su cui ruotare: il primo è la malattia di Claire che le crea l'ansia di dover fare tutto e subito perchè non ha il tempo dalla sua parte, la sua vita le sta scivolando tra le dita e non può fare nulla per non sentire il tic tac di questo orologio biologico che sta scandendo le sue ultime ore.
Ha addirittura omesso di dire tutto all'amatissimo marito, un po' bambino, cercando di sistemare attorno a lui le cose in modo che non sentisse la sua mancanza( anche prendendo in casa con sè Celine e le sue figlie in un ideale prototipo di famiglia allargata pensando a quando lei non ci sarà più).
Il secondo cardine attorno al quale ruota il film è il rapporto che si viene a creare tra Claire e Stephane. Qualcosa più di una semplice empatia e qualcosa in meno di un amore. Addirittura i due continuano fino alla fine a darsi del lei proprio perchè ingabbiati nel formalismo che è richiesto dai rispettivi ruoli.
La mano di Lioret nel delineare questo rapporto è felicissima: è una questione di sguardi, di piccoli gesti ( tipo appena muovere le dita raccogliendo le ultime forze per stringere la mano di lui e fargli capire che lei è ancora lì), di condivisione di rcordi e di ideali, di complicità.
E se non ci fossero state le rispettive famiglie a inibire qualsiasi sviluppo del loro rapporto?
E' bellissima la parte in cui i due fanno una gita al lago: ancora acqua , l'elemento naturale bello e terribile allo stesso momento che era protagonista del bellissimo Welcome, il film di Lioret precedente a questo. Una bellissima giornata in cui gli spiriti si avvicinano e poi quando si sta quasi tramutando in tragedia si avvicinano anche i corpi in un gesto intimo come è quello di affidarsi totalmente alle forti braccia di lui e alla sua vigoria per farsi portare fuori dall'acqua.
Difficile da descrivere una sequenza fatta di sensazioni e di gesti suggestivi come questa. Bisogna vederla per capire.
Oppure la sortita per vedere la partita di rugby: se al lago lui aveva condiviso il mondo tratteggiato dai ricordi di lei, ora è Claire che entra in punta di piedi nel mondo di Stephane, fatto di rugby e d'onore, di forza fisica e di gioia di vivere. ESPANDI +
- sufficienti [1]
- positive [11]
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21 maggio 2012 Opinione di knovak su "Tutti i nostri desideri"
Il tema alla base è già stato trattato in molti altri film, ma la recitazione e lo sfondo sociale dà a questa pellicola un valore particolare: commovente senza mai voler essere "furbo"...
voto al film: 
19 maggio 2012 Opinione di M Valdemar su "Tutti i nostri desideri"
Il dio Mercato ed i suoi diabolici comandamenti, incisi con le brutali fiamme della perversione e dell’abiezione: un’enorme, informe massa tumorale con abominevoli ramificazioni infette che metastatizzano, in maniera vile e sistematica, gelida, scientifica, gli elementi più deboli e “sacrificabili” della società moderna. Sistema parassitario e zombesco, le cui regole sono infallibili pezzi di un gioco crudele; regole che mutano, si smentiscono, mentono, si ridefiniscono ed...
voto al film: 
19 maggio 2012 Opinione di barabbovich su "Tutti i nostri desideri"
Dopo l'eccezionale Welcome arriva anche in Italia l'opera numero tre di Philippe Lioret, che conferma lo straordinario talento di questo cineasta transalpino attento e sensibile alle tematiche sociali. Ci troviamo a Lione, dove una giovane giudice del tribunale civile (una sorprendente Marie Gillain) deve amministrare il caso di un'altrettanto giovane madre (Dewasmes), sola e con due figli a carico, insolvente nei confronti di un'agenzia di credito. La magistrata viene accusata di...
voto al film: 
19 maggio 2012 Opinione di bradipo68 su "Tutti i nostri desideri"
A volte la sinossi di un film nasconde perfidi inganni. E' il caso di questo ultimo film di Lioret che in teoria racconta di Claire giovane giudice che sul lavoro prende a cuore il caso di Celine una povera spiantata con figli a carico strangolata dai debiti contratte con le finanziarie ( un simbolo dell'apocalisse finanziaria privata che si sta vivendo in questi ultimi tempi) mentre sul versante personale si trova a fronteggiare un cancro al cervello che le lascia ben poco da vivere. E...
voto al film: 
18 maggio 2012 Opinione di chinaski su "Tutti i nostri desideri"
I desideri. Quelli del cuore e dell’anima, quelli causati dai bisogni materiali. Cinema umanista, quello di Philippe Lioret, fatto di emozioni e sguardi, sensazioni ed empatia, fatto di volti che si scoprono e si riconoscono, di movimenti interiori, di una continua dialettica tra il personale e il pubblico, il privato e il sociale. E infatti si intrecciano storie diverse, di personaggi che arrivati ad un punto della loro vita si trovano ad affrontare svolte impreviste, con la capacità di...
voto al film: 
17 maggio 2012 Opinione di Kurtisonic su "Tutti i nostri desideri"
Quando il cinema si riappropria di contenuti forti, di codici, di segni e di significati densi e pieni , che arrivano direttamente al cuore, usa un’arma micidiale: il linguaggio della semplicità. In Tutti i nostri desideri non manca neppure la complessità avulsa del quotidiano, Claire una donna giudice, ha tutto dalla vita, anche un senso della giustizia ideale che va oltre le leggi che fa rispettare. Si ritrova improvvisamente divisa fra una vicenda che la schiera in difesa di...
voto al film: 
15 maggio 2012 Opinione di andreacrash su "Tutti i nostri desideri"
Certamente meno riuscito nell'intreccio di quel miracolo narrativo che è Welcome, qui, purtroppo, già si rientra in una normalità qualitativamente appena un pò sopra alla media di film simili, peccato... comunque è un Autore sempre da tener d'occhio anche per le sue opere future, quanto visto lascia intendere un chiaro intento di voler affrontare racconti di spessore. SCENEGGIATURA: 7,5 ATTORI: 8 REGIA: 7 Il sufficiente è per la delusione rispetto alle mie aspettative.
voto al film: 
14 maggio 2012 Opinione di zombi su "Tutti i nostri desideri"
da una parte la macro-realtà degli istituti di credito che fanno gli squali continuando a rilasciare prestiti a persona che non fanno altro che sovraindebitarsi, e dall'altra la micro-realtà delle persone che non possono far altro che cercare di saltar fuori da quel vortice senza fine e senza senso che è diventato il nostro mondo. claire si trova a dover giudicare il caso di una giovane ragazza madre strozzata dai debiti a cui non può e non riesce a far fronte. insieme ad un giudice...
voto al film: 
13 maggio 2012 Opinione di alan smithee su "Tutti i nostri desideri"
Gradito ritorno del bravissimo regista francese Lioret con un film per certi versi speculare e affine alla sua splendida opera precedente: innanzi tutto la presenza forte e al contempo rassicurante di un eccezionale Vincent Lindon, stropicciato e virile come l'uomo ideale che ogni donna vorrebbe avere al suo fianco, qui magistrato scaltro ma disilluso che allena a tempo perso una squadra amatoriale di rugby, mentre nel film precedente interpretava un appassionato ed umanissimo insegnante di...
voto al film: 
13 maggio 2012 Opinione di bufera su "Tutti i nostri desideri"
Il secondo film di Phlippe Lioret affronta centralmente un tema molto attuale e coinvolgente, quale quello del sovraindebitamento, attraverso contratti capziosi al limite dello strozzinaggio, che le società finanziarie operano su chi, per vari motivi, non ha le minime risorse per andare avanti. La storia, che ha appena una traccia iniziale di ispirazione nel libro " Vite che non sono la mia " di E. Carrère, è narrata con chiarezza e un certo distacco per non caricarla...
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