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We Can't Go Home Again (1976)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in We Can't Go Home Again: assente
Ritmo ritmo in We Can't Go Home Again: presente
Impegno impegno in We Can't Go Home Again: presente
Tensione tensione in We Can't Go Home Again: presente
Erotismo erotismo in We Can't Go Home Again: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a We Can't Go Home Again

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a We Can't Go Home Again (voti: 6 media: 4,67) 6

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locandina non disponibile

01/12/2011

Dice Nicholas Ray. (Con quiz finale)

Il punto che bloccava la mia autobiografia è lo stesso che trovo io adesso dieci anni dopo: Howard Hughes. Ora sento il peso della morte attorno a me: la sua, quella di mio padre e la mia....

di panflo

La trama

Dopo aver tenuto una conferenza alla Binghamton University, il regista Nicholas Ray fu invitato a tenere un corso di regia nel nuovo dipartimento dell'Harpur College dedicato alle arti cinematografiche. Acquistando familiarità con gli studenti, decise di tramandare loro i segreti per ridefinire e reinventare il cinema, realizzando insieme una pellicola. Dopo essersi trasferito in una casa, fuori dal campus universitario, il gruppo realizzò vari filmati – usando formati differenti (8, 16 mm e video per le prime riprese, 35 mm per una seconda ripresa effettuata sulla proiezione delle immagini su uno schermo) e varie cineprese – in cui ognuno recitava una visione fittizia di se stesso e cercava di rappresentare lo spirito tipico della contestazione giovanile della fine degli anni Sessanta. Montati i filmati in un unico corpus, il regista lo presentò al Festival di Cannes nel 1973 in una versione provvisoria per poi lavorare a una versione definitiva fino al 1979, anno della sua morte. 

Rimontato e rivisto varie volte, il film ha trovato la sua versione definitiva nella versione presentata al Festival del Cinema di Venezia del 2011 e realizzata dalla moglie del regista, Susan Ray, che per anni ha conservato i negativi originali della pellicola e ha lavorato seguendo le indicazioni lasciate dal marito.

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 12/11/2011 - utile per 20 utenti

Voto al film: voto ottimo

“Mi piacerebbe dare il mio contributo alla creazione di un nuovo concetto di cinema come organismo vivente, che respira, in modo da vedere sempre attive le molecole dell'emozione, del pensiero, dell'esperienza, in una specie di meraviglioso disordine che consenta al pubblico di partecipare alla creazione del proprio ordine e di trarre le proprie conclusioni. Penso che sia lì che alla fine arriveremo”. [Nicholas Ray - Sono stato interrotto - a cura di Susan Ray - Bompiani, 1993-2011]
 
“...film indefinibilmente sublime e inevitabilmente (non) ultimo in cui Nicholas Ray cerca di definire il cinema facendolo nell'atto di disfarlo, nel solo modo in cui - rischiando di perdere tutto, o sapendo di averlo già perso - un film potrà conservare la tensione fulleriana e lo squilibrio del set, campo 'mimato' che mina proprio l'automatismo della mimesi in cui il cinema sembra banalmente consistere”.
[Enrico Ghezzi - Immagini al vento, estratto da Nicholas Ray - Sono stato interrotto - a cura di Susan Ray - Bompiani, 1993-2011]
 
“Sei come gli altri professori, parli sempre e non ascolti mai. Sai tutto perchè hai fatto dei film e sei vecchio, eh?”.
“Non saprei come risponderti. Non faccio lezione, non saprei come farla. Puoi tenere il ciak per noi? Più in alto, ancora di più. Giralo dall'altra parte”.
“Scena Studente, prima”.
“Che cosa stai facendo? Non capisco...”.
“Qui lavorano tutti”.
[Tom Farrell e Nicholas Ray]
 
 
Film-testamento, capolavoro di sperimentazione, monumento all'incompiutezza, delirio autobiografico, elegia del caos: We Can't Go Home Again è l'ultimo film di Nicholas Ray, ispirato, nel titolo, dal romanzo postumo (You Can't Go Home Again, 1940), di Thomas Wolfe e mai definitivamente completato: una prima versione, comunque provvisoria, venne proiettata nel 1973 al Festival di Cannes: l'anno seguente, però, il budget a disposizione per completare il montaggio si esaurì e Ray dovette attendere il 1976 per riuscire a rimettere mano al film, quando ne approntò un secondo editing, più breve, a cui aggiunse la sua voce narrante. Continuerà a lavorarci senza soste fino alla sua morte nel 1979, ma sarà soltanto nel 2011, proprio in occasione del centenario della sua nascita, che verrà finalmente proposta al Festival di Venezia la versione restaurata del film.
 
Durante il prologo del film, chiuso sulle note vibranti di Bless the Family (cantata dalla voce fatata di Suzy Williams, accompagnata al pianoforte da Stormin’ Norman Zamcheck, autore del brano, con cui condivise due splendidi album tra il 1975 e il 1978) scorrono immagini di manifestazioni popolari di protesta e di scontri sanguinosi con le forze dell'ordine. È la Chicago della Convention del Partito Democratico del 1968, della contestazione dei movimenti di sinistra contro la guerra in Vietnam (dalla frangia radicale della New Left agli Yippies dello Youth International Party, dalle Black e White Panthers fino alle organizzazioni studentesche, capeggiate dalla S. ESPANDI +
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SI

Opinioni su We Can't Go Home Again


20 maggio 2012 Opinione di tafo su "We Can't Go Home Again"
tafo

" Penso che il cinema sia arrivato al punto più basso della sua storia. Non ne so il motivo, ma mi sconcerta. Mi abbatte vedere l'ignoranza del mezzo. Non riescono a tradurre in sala di montaggio quello che è successo sul set. Nel cinema c'è un immensa fluidità e flessibilità, ma questa abbondanza sembra inibire il regista inesperto, impedendogli di inserire nel film quello che gli serve. (...) Non vedo l'ora che ci sia un regista in ogni famiglia, il giorno in cui le forme della...

voto al film: tafo assegna il voto ottimo a We Can't Go Home Again (1976)

2 commenti
[utile per 8 utenti]

12 novembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "We Can't Go Home Again"
FABIO1971

“Mi piacerebbe dare il mio contributo alla creazione di un nuovo concetto di cinema come organismo vivente, che respira, in modo da vedere sempre attive le molecole dell'emozione, del pensiero, dell'esperienza, in una specie di meraviglioso disordine che consenta al pubblico di partecipare alla creazione del proprio ordine e di trarre le proprie conclusioni. Penso che sia lì che alla fine arriveremo”. [Nicholas Ray - Sono stato interrotto - a cura di Susan Ray - Bompiani, 1993-2011]...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto ottimo a We Can't Go Home Again (1976)

4 commenti
[utile per 20 utenti]


5 novembre 2011 Opinione di luca826 su "We Can't Go Home Again"
luca826

VOTO 7 PREZIOSO (Tv 4 Novembre 2011) Nicholas Ray si presenta ad alcuni studenti scettici: -Sei tu il regista del film di eschimesi con Anthony Quinn? E anche di Gioventù Bruciata? -Ti è piaciuto? -Non era male... Impagabile! We can't go home again è un film sperimentale ostico nella comprensione ma prezioso nell'insieme, sia come opera che come tributo alla grande figura di Ray. Le tematiche sono quelle dei tempi migliori, il disagio giovanile è al centro della messinscena, ma non...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a We Can't Go Home Again (1976)

nessun commento
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5 ottobre 2011 Opinione di emmepi8 su "We Can't Go Home Again"
emmepi8

Un film molto off di Ray, una prova aperta che prese il via da una serie di lezioni universitarie che poi andarono  oltre,  essendo coinvolto dal loro entusiasmo, tanto da creare con loro un film collettivo, che dopo diversi rimaneggiamenti, è stato montato nella maniera giusta, anche se in multischermo  con l’apporto della moglie del regista Susan. Colpisce la disponibilità concreta del grande regista per collaborare con i giovani studenti, un gioco fra verità e fiction che...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a We Can't Go Home Again (1976)

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