Quella casa nel bosco (2012)
Con Richard Jenkins, Bradley Whitford, Jesse Williams, Chris Hemsworth, Fran Kranz, Kristen Connolly, Anna Hutchison, Brian White, Amy Acker, Reila Aphrodite, Jodelle Ferland, Tom Lenk, Chelah Horsdal, Sigourney Weaver
La trama
Un gruppo di cinque giovani amici decide di concedersi qualche giorno di relax e divertimento partendo insieme alla volta di un vicino bosco, dove è situata la baita del cugino di uno ragazzi. Con il passare delle ore, però, qualcosa di orribile e mostruoso comincia a palesarsi sotto i loro occhi, costringendoli a una lunga lotta per la salvezza contro chi li ha condotti fin lì con l'intento nascosto di rompere gli equilibri dell'ambiente circostante e punirli.
Un esercizio di notevole astuzia formale, quello di Drew Goddard che vanta Lost e Cloverfield tra i suoi crediti ma che in questo caso gira purtroppo a vuoto con un evidente compiacimento. Perfetto esempio di narcisismo citazionista, Quella casa nel bosco è un contenitore di altri film e situazioni. Ci si arrende quindi alle prevedibili possibilità combinatorie, si attende il massacro che giunge puntuale.
L'ALBA DI UN NUOVO HORROR
Nato dalla fertile immaginazione dei registi cult Joss Whedon (a cui si deve la serie televisive Buffy, l'ammazzavampiri e The Avengers) e Drew Goddard, Quella casa nel bosco inizia come uno qualsiasi degli horror, con un gruppo di ragazzi che rimane isolato in un posto sperduto in balia del destino. Ciò che lo rende differente è che, qualche minuto dopo, in azione entrano un gruppo di tecnici che da una sala di controllo monitora ogni controllando e determinando ogni azione dei ragazzi in preda terrore, facendo sì che la storia proceda in un turbinio di caos, immaginazione selvaggia e umorismo.
STUPIDI PER NECESSITÀ
A differenza di molti script in cui i protagonisti diventano senza una ragione sempre più inetti con il procedere della narrazione, Quella casa nel bosco presenta cinque protagonisti che invece vengono forzati a diventare stupidi e incapaci di agire. Sotto il controllo di due guardiani, interpretati da Bradley Whitford e Richard Jenkins, dotati di tecnologie all'avanguardia, i cinque ragazzi ricevono ordini da cui non possono esimersi e si crea una strana sensazione di metacinema: i due supervisori finiscono con l'essere quasi identificati nei due registi che, a scena aperta, dirigono i loro attori verso il raggiungimento dei loro scopi.
UN PROGETTO SEGRETO
Sin dalla sua nascita, Quella casa nel bosco è stato un progetto avvolto nel mistero e più volte rimandato a causa del dissesto economico della MGM, prima casa di produzione (se ne parlò una prima volta nel 2008 ma le riprese sono partite solo molto tempo dopo, grazie all'interessamento della Lionsgate). Per evitare che la storia e i suoi segreti venissero rivelati dalla blogosfera, la sceneggiatura è stata tenuta segreta anche agli attori stessi che, dopo aver letto un riassunto della trama, conoscevano la loro parte e i loro dialoghi man mano che si procedeva con le riprese, senza mai rivelare loro che tipo di horror fosse o che tipi di "mostri" dovessero affrontare.
AMBIENTI DIFFERENTI E OPPOSTI
Presentando una doppia linea narrativa, Quella casa nel bosco prevede che ci siano due distinti luoghi per le scene principali del film: la casa in cui finiscono i ragazzi e la sala di controllo. Si tratta di due ambienti talmente differenti tra loro da sembrare appartenenti a due film differenti. Per la casa, i realizzatori hanno ricostruito un cottage ispirato dalle case di montagna sorte in California dopo la guerra civile, guidati da molte foto e rappresentazioni del periodo. Per la sala di controllo, invece, è stato sviluppato un ambiente ipertecnologico, che in qualche modo ricorda la base Nasa di Houston.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 20/2012
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 23/05/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Che Joss Whedon non sia un tipetto banale credo che ormai sia assodato da qualunque parte del globo terracqueo. Nel campo della vampirologia teen, della sci fi umanista ma non troppo, della supereroilogia collettiva ha dato prova di sè come omino che fa funzionare egregiamente tutti gli ingranaggi e le ruote dentate che ha nascoste tra le cellule grigie.
Ed è il caso anche di questo The Cabin in the Woods, tradotto efficacemente dal titolista italiano, probabilmente in maniera del tutto involontaria.
Un titolo così sfacciatamente sfruttato e abusato è perfetto per il discorso metaorrorifico che Whedon col suo complice, Mr Cloverfield ovvero Drew Goddard anche regista, intraprende per questo film che definirei Open Space perchè come nelle più avanguardistiche dimore moderne è tutto rigorosamente a vista.
Il meccanismo attorno al quale è incardinato il film è mostrato allo spettatore, reso per questo complice, anche nei dettagli e rischiarato il giusto da uno spiegone finale che comunque riesce a lasciar fuori un ultimo colpo di scena.
E' manichea la divisione in due ambienti , uno bianco per le impersonali luci al neon che lo illuminano, tecnologizzato a tal punto che sembra una stazione di controllo spaziale,l'altro neo, buio, sporco , brutto e squallido rappresentato da una baita nascosta in un bosco che rimanda subito alla fenomenologia delle case infestate di raimiana memoria. Sappiamo subito che quello che sembra un laboratorio ha controllo totale di quello che succede nell'altro ambiente.
Anzi ha anche il potere di far accadere cose grazie a piccoli accorgimenti farmacologici ( feromoni e droghe varie) e a una botola che rappresenta l'archetipo del mistero e della paura racchiuso nelle viscere della casa ( un po' come in The Hole di Joe Dante).
Una botola che in realtà è una galleria di simboli e di mostri rappresentativi di un certo tipo di orrore.
Nella casa ci sono cinque ragazzi che simboleggiano lo stereotipo dei classici teen da film horror: non particolarmente furbi e con una pericolosa tendenza a commettere stupidaggini, carne da macello in pronta consegna.
Anzi sono talmente aderenti allo stereotipo che sono suggestivi della volontà degli sceneggiatori di usarli come simbolo della piatta cinematografia horror di questi ultimi anni letteralmente invasa di fauna umana di questo tipo.
E allora è chiaro l'intento parodistico degli autori che sfruttano i clichet tipici del genere (casa infestata, classici protagonisti da slasher, addirittura il tutto calato in una perfetta simulazione di horror anni '70-'80 a partire dai titoli di testa) non come cifra stilistica definitiva ma solo come punto di partenza per un discorso cinematografico più articolato e complesso.
Perchè è pacifico che Quella casa nel bosco non sia un film perfettamente compiuto ma un puzzle in continuo divenire.
Forte di una intelaiatura visiva convincente e di una struttura a scatole cinesi che progressivamente si aprono proponendo continuamente nuovi misteri, il film è una sorta di cubo di Rubik sempre in movimento in cui non si riesce mai a ricomporre le facce a tinta unita. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [2]
- positive [6]
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28 maggio 2012 Opinione di Booh su "Quella casa nel bosco"
Il trailer non mostra praticamente niente del film di quello che è realmente. La gente potrebbe andare al cinema, pensando di aspettarsi un'altra di quelle inquetanti storie horror divertenti da guardare, ma parlando di questo film ci sbagliamo di grosso. Un semplicissimo horror-comedy si trasforma in una storia che non mi sarei assolutamente aspettato di vedere.. Non scrivo niente dello svolgimento per non darvi anticipazioni e rovinarvi la visione del film. Nella copertina del film...
voto al film: 
28 maggio 2012 Opinione di will kane su "Quella casa nel bosco"
La firma è quella dell'esordiente Drew Goddard,ma alla scrittura ed alla supervisione si staglia il nome di Joss Whedon,appena celebrato come nuovo regista da centinaia di milioni di dollari per il riuscitissimo exploit di "The Avengers":lo sceneggiatore e regista sa rivisitare i generi,svuotandoli e citandone caratteristiche e temi portanti,affrontandoli con perizia da conoscitore appassionato,e rivolgendoli al pubblico confezionando lavori di grossa presa con un rivestimento...
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di GIANNISV66 su "Quella casa nel bosco"
SPIAZZANTE. Se invece di scrivere una recensione nella quale tentare di spiegare i motivi per cui un film mi ha colpito, le parti che ho apprezzato e quelle da dimenticare e via discorrendo, volessi una volta tanto abbandonare le mie velleità letterarie e limitarmi a un giudizio lapidario, quello sarebbe l'aggettivo unico con cui definirei questo film. E lo userei sia per qualificarne gli aspetti positivi sia per stigmatizzare le parti che non mi hanno convinto. Anche stavolta però non...
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di pablo83 su "Quella casa nel bosco"
Quella casa nel bosco, ovvero la summa teorica del teen horror ultracontemporaneo. Goddard e Whedon propongono un pastiche di comicità e spaventi, nel tentativo di realizzare un mosaico raffazzonato di possibilità linguistiche e situazioni narrative. Come si avverte dalla locandina, una casa sporca, buia e sperduta diventa il vero simbolo fagocitante del film, amplifica il proprio orizzonte contenutistico per poi scomporsi in una serie di sotto-spazi, ognuno destinato a rappresentare una...
voto al film: 
25 maggio 2012 Opinione di mattheking su "Quella casa nel bosco"
Dopo l’incredibile (e meritato) successo per “The avengers”, non ancora definito in termini di profitto in quanto ancora presente nelle sale cinematografiche, torna a farci compagnia l’americano Joss Whedon. Stavolta non è solo, e sceglie (in quanto anche produttore) come co-autore e regista Drew Goddard, lo stesso che nel 2008 scrisse la storia del monster movie “Cloverfield”. Ma adesso veniamo al dunque. Whedon rimane ancorato all’ humor ( a volte quasi infantile ed...
voto al film: 
25 maggio 2012 Opinione di ROTOTOM su "Quella casa nel bosco"
Cabin in the wood, il titolo originale. Ulteriore tassello dell’immaginario di tutte le case nel bosco passate, da La casa di Sam Raimi alla Cabin Fever di Eli Roth-, grondanti sangue e vomitanti di mostri. L’horror moderno non mira a fare paura e questo film non fa eccezione, a parte qualche digressione nel fantasmatico degli autori spagnoli, la nuova tendenza che inaugurò Wes Craven con la saga di Scream, è quella dell’ultracitazionismo. Ovvero, la riscrittura di un immaginario...
voto al film: 
25 maggio 2012 Opinione di Stefano Battiato su "Quella casa nel bosco"
Madornale scempiaggine post-modernista che, con la scusa di mettere in scena un'apologia/parodia dell'horror anni 90, finisce per rimanere inguaiato negli schemi schemi formali e contenutistici che vorrebbe stigmatizzare. Il film all'inizio propone un'importante riflessione sull'immaginario imposto all'apparato ripro-percettivo (dove hanno nascosto le telecamere? vedono tutto e tutti? dei deus ex machina oppure burattini nelle mani di un potere superiore?). Tutte le buone idee di partenze...
voto al film: 
23 maggio 2012 Opinione di chribio1 su "Quella casa nel bosco"
Mah,insomma ...,l'idea di base non e' male,anzi sarebbe anche abbastanza nuova (diciamo una specie di "Grande Fratello",come in un altro Film di spiati da telecamere in una casa,che ora mi sfugge il nome,ma che per errore ho anche masterizzato pensando fosse bello,invece lasciamo perdere che e' meglio ...),comunque,tornando a questa Pellicola :in se' non sarebbe neanche da buttare pero' se penso che,ci vogliono ben 40' prima che il film inizi a fare un po' paura mi fa torcere il mio nasone...
voto al film: 
23 maggio 2012 Opinione di bradipo68 su "Quella casa nel bosco"
Fammi sapere di che orrore vuoi morire e ti dirò chi sei. Che Joss Whedon non sia un tipetto banale credo che ormai sia assodato da qualunque parte del globo terracqueo. Nel campo della vampirologia teen, della sci fi umanista ma non troppo, della supereroilogia collettiva ha dato prova di sè come omino che fa funzionare egregiamente tutti gli ingranaggi e le ruote dentate che ha nascoste tra le cellule grigie. Ed è il caso anche di questo The Cabin in the Woods, tradotto...
voto al film: 
21 maggio 2012 Opinione di Mr Andrew su "Quella casa nel bosco"
Il film narra la storia di questo gruppo di ragazzi universitari che vanno a trascorrere una loro vacanza in una casa vecchia, isolata dal resto della città in un bosco. Risulterà difficile rimanerci per l'accadersi di strani eventi. Ricorda per alcune peculiarità l'opera di George Orwell 1984 e il film "the strangers". Comunque inizialmente può sembrare un intreccio stereotipico ma chi avrà pensato in questo modo si sbaglierà. Potrebbe risultare noioso a chi non piacciono questo tipo...
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