Paura in palcoscenico (1950)
Con Marlene Dietrich, Jane Wyman, Richard Todd, Michael Wilding
La trama
Si dice innocente dell'omicidio per cui è sospettato ma la verità è un'altra.
Johnny è sospettato di aver ucciso il marito della sua amante Carlotta, nota stella del varietà. Chiede aiuto all'amica Vera, dicendole che in realtà è Carlotta la colpevole. Vera cerca di farla confessare, invano. Ma l'assassino è proprio Johnny, istigato e "usato" da Carlotta che in realtà ha un altro amante: il caso si risolve drammaticamente in un teatro.
Non molto amato neppure dal suo autore, viene considerato un'opera minore nella filmografia hitchcockiana; ma non è senza interesse. Da ricordare l'inganno del flash back iniziale, filmato come se corrispondesse alla realtà mentre si tratta di una bugia.
L'opinione più votata
Di millertropico scritta il 27/01/2011 - utile per 3 utenti
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9 marzo 2012 Opinione di michel su "Paura in palcoscenico"
Dammi gli occhi e ricordati, non avrai altro primo piano all'infuori di me.
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27 gennaio 2011 Opinione di millertropico su "Paura in palcoscenico"
"C'era un elemento che mi interessava: l'idea di girare una storia sul teatro. Più precisamente mi piaceva questa idea: una ragazza che vuole diventare attrice è indotta a travestirsi e ad interpretare nella vita la sua prima parte da "effettiva e assoluta protagonista" conducendo in prima persona una indagine poliziesca. (...) Perchè ho scelto questa storia? Il libro con i racconti di Selwyn Jepson ai quali mi sono ispirato (Man running e Outrun the Constable) era...
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12 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Paura in palcoscenico"
Doppio gioco del protagonista, triplo del regista. Hitchcock sbalordisce ancora una volta (pur in un suo titolo considerato minore - ma non del tutto a ragione) e scardina i canoni del genere giallo-thriller-poliziesco inscenando un doppio finale: dapprima quello raccontato dal colpevole, in cui ovviamente l'assassino è quello falso; e poi, alla fine del film e delle indagini, quello realmente accaduto. Doppia versione dello sviluppo narrativo e tripla se si considera la narrazione...
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29 giugno 2009 Opinione di bradipo68 su "Paura in palcoscenico"
Triangolo amoroso con efferato omicidio.Sospettato di omicidio si rifugia da amica per cercare di dimostrare la sua innocenza.Lei credendolo innocente lo aiuta e indaga per dimostrarne l'innocenza.Ma la verità non è quella che sembra in un finale ad alto tasso d'adrenalina ambientato in teatro.Non è sicuramente il miglior film di Hitchcock,l'unico in cui forse il maestro inglese si prende gioco dello spettatore anche infischiandosene allegramente delle regole.E anche il titolo è un...
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31 dicembre 2008 Opinione di OGM su "Paura in palcoscenico"
"Stage fright" è il panico da palcoscenico, ossia la paura di esporsi in pubblico e, difatti, in questo film, l'intreccio è prodotto dal modo in cui i personaggi giocano a nascondersi uno dietro l'altro, secondo uno schema ispirato alla commedia degli equivoci, con mascheramenti, identità falsate dalla recitazione, trucchi e messe in scena. Una Marlene Dietrich fascinosa regina del musical è la carismatica figura centrale di questo omaggio di Hitchcock al teatro. Ed è in questa veste...
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25 aprile 2008 Opinione di barabbovich su "Paura in palcoscenico"
Johnny Cooper (Todd) è braccato dalla polizia, convinta che sia lui l'omicida di un potente avvocato londinese sposato con una diva del music-hall (Dietrich). A dare fondamento ai sospetti c'è anche un possibile movente: Johnny è l'amante della diva. L'uomo chiede così aiuto a Eve (Wyman), facendo leva sul fatto che lei ne è innamorata. Eve si incunea astutamente nella vita della diva, convinta di poter togliere Johnny dai guai. Ma le cose sono molto più complicate del previsto. Stile...
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2 gennaio 2007 Opinione di carlos brigante su "Paura in palcoscenico"
Non uno dei migliori Hitchcock. Da lui si è abituati in altra maniera. Il valore aggiunto è Marlene Dietrich e in parte la "struttura ad imbroglio" dell'intreccio. Nel complesso però il film non decolla e non appassiona.
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22 dicembre 2006 Opinione di Zarathustra su "Paura in palcoscenico"
Hitchcock sperimenta il suo giocare con lo spettatore in attesa di fare quello che sarà il film più ad imbroglio, almeno in superficie, cioè "Psycho" del 1960. In realtà in entrambi ci può essere un imbroglio, anche se probabilmente, secondo me, in "Psycho" non c'è ma fu solo una suggestione creata dal maestro inglese con molta cura mentre, in "Paura in palcoscenico" c'è veramente; in entrambi, comunque, c'è un doppio livello di lettura, il primo puramente semantico dove Hitchcock...
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4 settembre 2006 Opinione di carpa su "Paura in palcoscenico"
forse non tra i migliori hitch, a causa dell'impianto eccessivamente teatrale. a tratti è effettivamente troppo macchinoso, ma non mancano lampi di genio: in primis, la scena d'apertura, col "finto" flashback.il regista gioca sul rapporto finzione-realtà, cui fa da "sipario" proprio il palcoscenico dove si esibisce la protagonista.
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30 agosto 2006 Opinione di maxwellego su "Paura in palcoscenico"
Marlene Dietrich superba nel ruolo di Deus ex Machina di questa produzione Hitchcockiana poco propensa al terrore ma molto psicologica nella resa dei protagonisti. Nell'insieme un buon film, capace ancora oggi di farsi guardare con interesse.
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