Per qualche dollaro in più (1965)
Con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Maria Volonté, Klaus Kinski
La trama
Due cacciatori di taglie sulle tracce di un bandito sanguinario e megalomane.
Un cacciatore di taglie, poncho sulle spalle ed eterno sigaro in bocca, si associa con un suo collega, molto più distinto ma altrettanto spietato, per dare la caccia all'Indio. Questi è un feroce fuorilegge che, evaso con l'aiuto dei suoi compari, organizza una rapina alla banca di El Paso. Ma non andrà molto lontano.
Dopo lo strepitoso successo di _Per un pugno di dollari_ Leone ripropone i suoi personaggi. Eccessivo e barocco, padrone di uno stile immediatamente riconoscibile tra i tanti imitatori già all'opera, Leone consolida la sua fama. Da ricordare Volonté nei panni dell'Indio e la comparsata di Klaus Kinski, gobbo e nevrotico.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 13/06/2011 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
"Quando la musica finisce, raccogli la pistola e cerca di sparare."
La musichetta del carillon dell'Indio, interpretato in maniera magistrale da Gian Maria Volontè, è la fonte latrice di morte che è presente in questo secondo capitolo della famosissima Trilogia Del Dollaro diretta dal grande Sergio Leone. Una nenia lugubre e onirica che sembra non finire mai, che ti porta a uno stato di salute mentale infimo, quasi nullo. Il già citato Indio è l'antagonista della storia e quella musica che toglie tutta la voglia di vivere ai suoi avversari, per lui è la linfa vitale. Vedere un uomo che sta soffrendo in silenzio è come bere la fonte dell'eterna giovinezza, vedere i suoi occhi disperati che, piano piano, si socchiudono lasciando il corpo che viene sigillato in una bara putrida dove poi ci sputa la gente cattiva e prega la gente buona. Gian Maria Volontè era già presente nel precedente Per Un Pugno Di Dollari e interpretava anche lì l'antagonista. In questo film, sembra essere resuscitato insieme alla flotta carica di uomini fino al collo. Tutta questa ciurma, in sintesi, potrebbe essere una famiglia Rojo del futuro, risaldata dallo stesso Indio. Questa analogia è una delle tante che Leone apporta al suo secondo capitolo della trilogia. Ci sono scene che ricalcano con più decisione luoghi comuni, persone accennate ma maturate. Specialmente su quest'ultime Leone si concentra in maniera più decisiva.
Un gruppo di bambini che gioca ricorda il fanciullo che giocava solitario per le strade del precedente film. Anzi, quest'ultimo incarna inconsapevolmente la figura di un bambino che si mette, per poco tempo, in affari con Il Monco, il quale Clint Eastwood, complice anche un ruolo scritto apposta per lui, dona anima e corpo. Il nome non viene detto, i suoi genitori (sempre se sono loro...) sono delle semplici comparsate. Leone non ha tempo da perdere (anche se la differenza della lunghezza tra il primo e il secondo film della trilogia è abissale) con i bambini, la sua messa in scena è da urlo e non lascia spazio a dei fanciulli che, oltretutto, potrebbero anche rovinarti alcune scene clou del film, con interventi fuori senso e con battute che potrebbero diventare al limite del ridicolo.
Ho interpretato il luogo dove i due "buoni" (l'altro è il colonello Mortimer, interpretato da un ottimo Lee Van Cleef) alloggiano come una resuscitazione perenne e completa delle due famiglie che si scontravano per il territorio nel precedente film. Infatti, al momento dell'arrivo nel paesino di El Paso, i due buoni non si scambiano nemmeno uno sguardo intimidito o magari rabbioso, ma si limitano semplicemente a prendere due hotel diversi ma uno di fronte all'altro. La costruzione narrativa e descrittiva di quello che è successo, succede e succederà in quel piccolo spazio angusto dove i due alloggiano ricorda La Finestra Sul Cortile del maestro Hitchcock, specialmente nella scena dove entrambi spiano gli uomini di Indio mentre sono a El Paso e, successivamente, si scambiano i primi sguardi, quelli che lo spettatore aspettava ansiosamente fin da quando entrambi hanno cominciato ad alloggiare nei rispettivi alberghi. ESPANDI +
- sufficienti [1]
- positive [56]
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26 maggio 2012 Opinione di XANDER su "Per qualche dollaro in più"
Indimenticabile, unico, ancora meglio del primo. Battute che hanno fatto la storia, montaggio e regia al top. Interpretazioni uniche e una colonna sonora a dir poco magistrale
voto al film: 
3 aprile 2012 Opinione di Argan su "Per qualche dollaro in più"
Nonostante io abbia visto e rivisto questo film forse 15/20 volte, ogni volta che per caso o volontariamente inizio a vedere questo capolavoro, è come se fossi preda di un incantesimo che mi impedisce di staccarmi dallo schermo, finchè non arrivano i titoli di coda, come disprezzo l'ignoranza di chi afferma di non amare i film western e perciò non guarderà mai questo capolavoro, consiglio loro di guardare solo i primi 5 minuti di questo film, probabilmente anche loro non riusciranno a...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Per qualche dollaro in più"
Incantevole creazione artistica basata lungo tutta la sua sequenziazione sulle memorie di un uomo da redimere e condannare (Gian Maria Volontè), uno che deve permettere di pagare il fio (Lee Van Cleef) e un altro che fa da giudice ( sempre lui, il nostro caro e grande Clint).
voto al film: 
31 dicembre 2011 Opinione di armonica1996 su "Per qualche dollaro in più"
Un capolavoro del genere Spaghetti-western insuperabile e con un duello finale da paura
voto al film: 
18 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Per qualche dollaro in più"
Memorabile filmone, secondo in ordine cronologico fra gli Spaghetti Western dopo “Per un pugno di dollari” dell'anno precedente. Altra grande storia, ed interpreti ancor meglio che nella precedente. La colonna sonora è diventata sinonimo di resa dei conti, oltre che di Western: tanto di cappello a Morricone. I dieci minuti del finale, con la resa dei conti, appunto, sono pura poesia: li guardo dieci volte ogni volta che rivedo il film!
voto al film: 
13 giugno 2011 Opinione di stanley kubrick su "Per qualche dollaro in più"
LA RESUSCITAZIONE DEI FATTI DEL PASSATO "Quando la musica finisce, raccogli la pistola e cerca di sparare." La musichetta del carillon dell'Indio, interpretato in maniera magistrale da Gian Maria Volontè, è la fonte latrice di morte che è presente in questo secondo capitolo della famosissima Trilogia Del Dollaro diretta dal grande Sergio Leone. Una nenia lugubre e onirica che sembra non finire mai, che ti porta a uno stato di salute...
voto al film: 
23 maggio 2011 Opinione di magicovento91 su "Per qualche dollaro in più"
Da grande appassionato di western quale sono , posso dire che questo , per me , è uno dei tanti capolavori di Sergio Leone. La leggendaria coppia Clint Eastwood e Lee Van Cleef rende il film eccitante e coinvolgente allo stesso tempo,anche grazie agli scenari stupendi che ci regala Sergio Leone. Un vero capolavoro.
voto al film: 
9 marzo 2011 Opinione di cheftony su "Per qualche dollaro in più"
Un giovane cacciatore di taglie, detto il monco, si mette alla ricerca del pericoloso Indio, un criminale appena evaso, circondato da un bel gruppo di sgherri e sulla cui testa pende una bella cifra, 10.000 $. Lo stesso obiettivo si pone il colonnello Mortimer, abile quanto il monco con le armi e perciò deciso ad unire le loro forze per catturare l'Indio; quest'ultimo, intanto, progetta di rapinare la ben protetta banca di El Paso... La trama di questo western non è...
voto al film: 
22 gennaio 2011 Opinione di kotrab su "Per qualche dollaro in più"
S. Leone alle prese con i postumi dello strepitoso successo di Per un pugno di dollari dà la conferma eccezionale del suo talento, rivelatosi pienamente appunto nella reinvenzione del genere western. Per qualche dollaro in più ha alcuni spunti da sequel e altri invece da nuovo capitolo, nuova avventura che è insieme intrattenimento di alta qualità, tragedia, epica e dramma psicologico dalle forti venature umane e patetiche. Le sequenze memorabili si...
voto al film: 
10 gennaio 2011 Opinione di hupp2000 su "Per qualche dollaro in più"
Dopo la vera e propria deflagrazione di “Per un pugno di dollari” nel genere western, le forti aspettative nei confronti del successivo “Per qualche dollaro in più” erano ovviamente proporzionali al timore che la magia non si ripetesse. Sergio Leone procede con indubbia intelligenza: qualche solida conferma e qualche novità anticipatrice di quel che avverà dopo. Le conferme riguardano la scelta dei due attori che avevano funzionato magnificamente...
voto al film: 
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