Psyco (1960)
Con Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam
2011-07-22 19:43:06
Serial killer cinematografico (3): Norman Bates e il suo viso angelico
Norman Bates: albergatore."Psyco" (USA: 1960): tratto dall'omonimo romanzo di Robert Bloch.Di tutti i serial killer è quello che mi fa più tenerezza. Il più solitario di...
di maghella
La trama
Il thriller più famoso della storia del cinema e il capolavoro di Hitchcock.
Marion Crane insoddisfatta impiegata di Phoenix taglia i ponti con il suo passato: ruba quarantamila dollari dal suo ufficio e fugge in auto. Si ferma al motel gestito da Norman Bates, un giovane timido e impacciato che vive con la madre in una sinistra casa accanto al motel e che ha una collezione di animalida lui stesso impagliati. Mentre Marion fa la doccia qualcuno la uccide. Il giorno dopo il fidanzato e la sorella si mettono alla sua ricerca, affiancati, a un certo punto, dal detective Arbogaste. Uno dei film più famosi di Hitchcock: un film sperimentale che finisce a metà (con l'assassinio nella doccia) e ricomincia, agghiacciante e a tratti sarcastico. Un esperimento di sadismo, girato in bianco e nero e con una partitura si soli archi composta da Baernard Herrmann. Perkins ebbe la carriera segnata a vita dal ruolo.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 2010-12-17 19:02:16 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
“Vivete da solo qua?
Beh io diventerei matto…”
Psyco ha una importanza cruciale nella storia del cinema e rappresenta contemporaneamente un punto d’arrivo e di partenza. E’ sicuramente l’ultimo grande film di Hitchcock che da quel momento in poi, con l’eccezione degli “Uccelli”, non riuscirà più a raggiungere tali vette artistiche e a bissare lo strepitoso successo di pubblico. Dall’altra parte sposta in avanti il concetto della rappresentazione della violenza e crea un modello estetico che ancora oggi non ha smesso di essere imitato. Con un prodotto a basso costo, sceneggiato dall’allora semidebuttante Joseph Stephano, con un inganno feroce e sadico (utilizzo di una voce femminile al doppiaggio), Hitchcock inchioda alla poltrona lo spettatore utilizzando la sua bravura tecnica e creando tensione e suspence con un montaggio serrato (scena dell’assassinio nella doccia) e con equilibrismi della macchina da presa (la scena dell’assassinio sulle scale). A questo si aggiunge una prova maiuscola dei due attori principali Janet Leigh-Marion e Antony Perkins- Norman Bates. La prima è perfetta nel disegnare le frustrazioni (economiche e sentimentali) di una impiegatucola che vive una storia d’amore clandestina e , colta da un raptus di follia, ruba 40000 dollari e imbocca la road to perdition che ha come capolinea il tetro “american gothic” motel di Norman Bates. Il secondo è talmente aderente alla parte dello psicopatico e maniaco sessuale Norman Bates, che non riuscirà più a scrollarsi di dosso il personaggio e se lo porterà appresso come una maledizione, fino al 1992, l’anno della sua morte. Dopo gli originali titoli di testa sulla musica incalzante di Bernard Hermann, la macchina da presa dopo una veduta aerea di Phoenix (Arizona), si infila indiscreta in una camera di un albergo a ore dove Janeth Leigh - Marion e Sam interpretano la siesta pomeridiana a modo loro. Ma il senso di colpa di Marion è grande (non è facile girare contro il muro il ritratto della madre come suggerisce maldestramente Sam) e le fa giurare a sé stessa e all’amante che quella è la loro ultima volta in clandestinità (ed in effetti lo sarà ma per altri esiziali motivi). I soldi potrebbero risolvere tutto e potere dare la felicità alla coppia che naviga nei debiti per gli alimenti alla ex moglie di Sam. Quei 40000 dollari agitati sotto il naso della impiegata Marion rappresentano una tentazione troppo ghiotta e naturalmente Marion ci casca in pieno, in tutta la sua fragilità, in tutta la sua ingenuità. Dopo i primi comprensibili tentennamenti sottolineati dal mago Hicth con continue inquadrature sul pacco bianco che contiene le mazzette di dollari, Marion compie il furto e inizia la sua fuga per le strade dell’Arizona. ESPANDI +
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2011-12-31 12:30:05 Opinione di armonica1996 su "Psyco"
Il più grande capolavoro thriller della storia del cinema. Nonchè il miglior film di sir Alfred
voto al film: 
2011-11-10 01:17:21 Opinione di FedericaHitchcock su "Psyco"
Hitchcock probabilmente sapeva cosa avrebbe terrorizzato per sempre intere generazioni; La cattiva sorte travestita da buona sorte. E in fondo è proprio quello di cui tutti abbiamo paura, il non sospettare minimamente che dietro una fulgida apparenza possa nascondersi proprio l'esatto contrario. Il vero capolavoro cinematografico di sempre, inutile sprecare altre parole. Questo è Norman Bates ( Il killer più temuto della storia del cinema possiede il volto più ingenuo della storia del...
voto al film: 
2011-10-11 11:23:40 Opinione di michel su "Psyco"
Il miglior amico dell'uomo è la propria madre.
voto al film: 
2011-09-24 19:57:48 Opinione di pruoffc su "Psyco"
"Il miglior amico dell'uomo è la propria madre..." Film stupendo.
voto al film: 
2011-08-01 09:13:35 Opinione di cheftony su "Psyco"
"Sapete come tengo lontana l'infelicità, io? Coi quattrini. Siete...Siete infelice, voi?" "Mh? Non eccessivamente." "Compro questa casa come regalo di nozze per la mia bambina. 40.000 dollari in contanti! Oh, naturalmente con questo non si compra la felicità: si tiene lontana l'infelicità, però." Marion Crane (Janet Leigh) lavora in un ufficio immobiliare, dove fa tesoro della lezioncina sul denaro da parte di un cliente, che le affida senza timore 40.000 dollari...
voto al film: 
2011-03-08 10:59:32 Opinione di Mr NO su "Psyco"
Il thriller per eccellenza,tecnicamente perfetto,con una trama assolutamente realistica e che scava nel profondo della mente più malata e perversa. Il capolavoro di Hitchcock con Rope,la sua terza pietra miliare di fila dopo lavori come Vertigo e Intrigo internazionale. Merito anche alla sceneggiatura del compianto Stefano,solidissima e piena di colpi di scena ben orchestrati nella struttura dei dialoghi. Hitchcock si curava solo fino ad un certo punto della storia,l'importanza...
voto al film: 
2011-01-05 18:58:03 Opinione di Sevy su "Psyco"
Film meraviglioso! All'inizio sinceramente nemmeno lo volevo vedere perchè non mi ispirava moltissimo, poi per fortuna sono stata convinta e non me ne sono pentita.
voto al film: 
2010-12-17 19:02:16 Opinione di Snaporaz68 su "Psyco"
La nascita del cinema post moderno “Vivete da solo qua? Beh io diventerei matto…” Psyco ha una importanza cruciale nella storia del cinema e rappresenta contemporaneamente un punto d’arrivo e di partenza. E’ sicuramente l’ultimo grande film di Hitchcock che da quel momento in poi, con l’eccezione degli “Uccelli”, non riuscirà più a raggiungere tali vette artistiche e a bissare lo strepitoso...
voto al film: 
2010-08-31 15:29:37 Opinione di Luke Vacant su "Psyco"
Mentre sono lì tranquillo a guardare "Psyco", iniziato da pochi minuti, mi rendo conto che ad aver visto prima la parodia di Ezio Greggio "Il silenzio dei prosciutti", ho fatto la mia. Il paragone tra le scene parodiate e quelle della pellicola mi costringono a paragoni divertiti che rischiano quasi di distrarmi dalla visione del film di Hitchcock. Tuttavia, ben presto, ce la faccio a godermela. L'apparizione di Martin Balsam nel ruolo del detective sarà di nuovo un momento di...
voto al film: 
2010-08-15 13:30:30 Opinione di tafo su "Psyco"
Hitchcock è uno di quei registi di cui capisco l'importanza ma che non riesce a prendermi. Dopo aver visto un flm del nostro la sensazione è più o meno sempre la stessa, è cioe che gli manchi qualcosa. I meccanismi perfetti alla fine non riescono a liberarsi di un certo moralismo cattolico. Pensiamo per esempio ai sensi di colpa che attanagliano la protagonista durante il viaggio-fuga con i soldi rubati che non impediscono al regista di farla uccidere nel momento...
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