Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975)
Con Al Pacino, John Cazale, Charles Durning, Chris Sarandon, Sully Boyar, Beulah Garrick
09/04/2011
Un pomeriggio di un giorno da cani, è morto Sidney Lumet
Il New York Times ha tweetato da poco la notizia della morte del regista 86enne Sidney Lumet. Sembra che le cause della morte siano da accreditare a una lunga malattia che da tempo lo...
di Spaggy
La trama
Due balordi si giocano la vita in una rapina alla banca.
Il 22 agosto 1972, tre balordi assaltano una banca di Brooklyn. Uno dei tre si tira subito indietro e scappa; Sal e Sonny restano intrappolati nei locali della banca dopo l'intervento fortuito della polizia. Ha inizio un allucinante e per certi aspetti grottesco braccio di ferro tra i due rapinatori e le forze dell'ordine: in mezzo c'è il personale della banca. Sonny riesce a parlamentare e a contrattare le condizioni per la fuga; poi, però, l'Fbi prende in mano le operazioni.
Sidney Lumet ricostruisce la vicenda in un film nervoso e ben scritto (Oscar alla sceneggiatura), che non dà tregua, ottimamente servito da un Al Pacino caricatissimo a cui fa da spalla un bravo John Cazale. Un noir che diventa una commedia nera, poi una tragedia e una metafora.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 07/01/2011 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Il capolavoro di Sidney Lumet. Interpretato da due attori in stato di grazia, ovvero Al Pacino e John Cazale, il film risulta essere una dimostrazione di efferata distruzione avvenuta nei cervelli dei due (prima tre) rapinatori. Al Pacino, che aveva già lavorato con Lumet in Serpico, dimostra già di essere uno dei migliori attori di sempre. Anche Cazale offre una dimostrazione superiore che lo consacrerà definitivamente nel mondo del cinema. Sidney Lumet qui al suo massimo, ritornerà a questi livelli soltanto nel 2007 con Onora Il Padre e la Madre.
Una banda di tre uomini rapina una banca. Il terzo però non riesce a mantenere la calma e fugge. Intanto gli altri due cominciano a tenere gli impresari di banca in ostaggio, fino a quando la polizia scopre tutto. Comincierà per loro un viaggio allucinante verso una speranzosa via di fuga da contrattare con prima un ispettore e poi con un agente della CIA.
Il prologo del film è sensazionale. Riprese aeree di una città che sembra tranquilla ma che in verità nasconde una società gravata da molti fattori, dai produttivi agli impresari. Il prologo si chiude con i tre che entrano nella banca e prendono gli ostaggi con sè. Però uno scappa.
Nel film c'è una forte dichiarazione nell'essere stronzi. Un primo esempio si può fare quando il terzo ladro scappa, vede dall'esterno una donna nascosta sotto un banco e lo va immediatamente a riferire al compagno. Un secondo esempio è dato dall'ispettore della CIA che nel finale inganna tutti e due con la falsità dell'aereo. Eppure dovrebbero essere i due ladri ad essere stronzi, dovrebbero vincere loro le contrattazioni con la polizia, dovrebbero convincere quest'ultima a far atterrare un elicottero qui. Invece si fanno prendere in giro dai poliziotti e dalla CIA. Il perchè è semplicissimo: loro sono entrati nella banca senza un piano, quindi pensavano che sarebbe stato un lavoretto facile facile nel prendere i soldi e uscire indisturbati senza che nessuno li veda. Charo esempio del dilettantismo dei ladri nel voler rapinare magari anche una sola volta una banca. Però i segnali della polizia potrebbero arrivare in due modi: uno quando Sonny (Al Pacino) brucia quella carta nel cestino e viene fuori fumo e, prontamente, un uomo che ha il negozio davanti alla banca, giunge in quest'ultima a controllare che vada tutto bene; il secondo e ultimo motivo è aver teso le tende subito e magari non aver aspettato un pò, cosicchè quell'uomo non si sarebbe insospettito.
Nell'esterno ci sono i giornalisti, i poliziotti, un disperato che ha la fidanzata o moglie che sia dentro la banca e tutta la folla incuriosita. Quel pazzo, quando Sonny esce dalla banca per contrattare, gli piomba addosso, poi trasportato dalla polizia via dal quel posto. I giornalisti si comportano a loro modo facendo un milione di fotografie e inviando fotoreporter a parlare del caso. ESPANDI +
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17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Schema riproposto in moltissimi polizieschi di età più recente, è la riproduzione in cellulosa di una storia vera avvenuta a Brooklyn più di trent'anni fa e che concerne moltissimo anche i tempi moderni per la caratura e calibro (non solo dell armi da fuoco) dei sottintesi ematomi e tematiche a sfondo sociale non direttamente esplicate, ma accarezzate con zelo diligente ed accurato.La rapina in banca diventa il punto di maggior estremizzazione raggiunto dal logico movimento del...
voto al film: 
29 febbraio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Ah, gli anni settanta! Quando un film aveva il coraggio e la spavalderia di saltare da un registro all'altro (dramma, action, commedia), quando si prendeva posizione contro la guerra senza banalità retoriche ma con arguzia e col sorriso, quando si sbatteva in faccia al conformismo imperante la voglia d'emancipazione delle minoranze, quando si cominciava a capire il grande bluff costituito dai media, quando al potere costituito ci si contrapponeva in modo simpaticamente anarchico e...
voto al film: 
26 febbraio 2012 Opinione di Enrique su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Personalmente apprezzo sempre molto i film sui sequestri di persone, questo non fa eccezione; la narrazione è lucida, asciutta, ma anche impregnata di tensione (tanto densa da tagliarsi con un coltello). Decisamente all'avanguardia nel trattare "certi temi" ormai d'attualità. Il finale non è scontato, visto il genere e i precedenti storici.
voto al film: 
28 maggio 2011 Opinione di michel su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
ORDINE E DECORO - PARTE PRIMA Tutto è andato storto così i due rapinatori si ritrovano asserragliati nella banca che intendevano rapinare in compagnia di una decina di ostaggi. Stranucci e sprovveduti ma per nulla feroci Sonny e Sal, questi i loro nomi, vengono trasformati in un fenonomeno mediatico e guadagnano simpatie persino tra i loro prigionieri. Altri tempi! Più ingenui, meno incarogniti, quando il male poteva ancora avere i tratti di un impenetrabile tutore...
voto al film: 
30 aprile 2011 Opinione di millertropico su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Due giovani reduci dal Vietnam in un caldo pomeriggio del 22 agosto 1972, pianificano e realizzano una rapina in banca. Il tentativo però è maldestro, e ben presto si ritrovano intrappolati nell'edificio circondato dalla polizia, insieme alle persone prese ome ostaggio. Ma non si arrendono nè si scoraggiano, anzi! al contrario, saranno fortemente stimolati dall'inatteso incitamento della folla che si raduna sempre più turbolenta e numerosa intorno a quello che...
voto al film: 
21 marzo 2011 Opinione di sasso67 su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Do le cinque stelline al film di Lumet, a dispetto di qualche difetto, anche ben riconoscibile, come qualche sottolineatura eccessivamente grottesca, finalizzata ad evidenziare l'invadenza dei mezzi di comunicazione (qualche altro difetto nel linguaggio, fin troppo legato agli anni Settanta è, secondo me, enfatizzato dalla traduzione italiana, un po' pedissequa e non sufficientemente libera). Dog Day Afternoon è uno dei film che - insieme al Padrino parte prima e parte seconda,...
voto al film: 
7 gennaio 2011 Opinione di stanley kubrick su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
IL SUCCESSO A ENTRARE E L'INSUCCESSO A USCIRE Il capolavoro di Sidney Lumet. Interpretato da due attori in stato di grazia, ovvero Al Pacino e John Cazale, il film risulta essere una dimostrazione di efferata distruzione avvenuta nei cervelli dei due (prima tre) rapinatori. Al Pacino, che aveva già lavorato con Lumet in Serpico, dimostra già di essere uno dei migliori attori di sempre. Anche Cazale offre una dimostrazione superiore che lo consacrerà definitivamente nel...
voto al film: 
14 dicembre 2010 Opinione di Simon Hackman su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Un altro buon film di Sidney Lumet che, dopo Serpico, torna a lavorare con Al Pacino, in un altra grande prova, come protagonista! Il film racconta gli eventi di una vera rapina tentata in una banca di New York avvenuta il 22 agosto del 1972 con protagonista il capo dei due rapinatori Sonny Wortzik che con il suo complice Salvatore Naturile tenne in ostaggio i dipendenti dell'istituto! Malgrado molti eventi furono dichiarati, da Wortzik in...
voto al film: 
10 agosto 2010 Opinione di Travis Bickle 1979 su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Attica! Capolavoro del '75 di Sidney Lumet. Tre balordi assaltano una banca, uno di loro si ritira anzitempo, interviene subito la polizia mandando a monte il "piano" criminoso. Da protagonisti dell'assedio si ritrovano assediati e cercano di patteggiare con le forze dell'ordine prendendo in ostaggio alcune persone. Finirà malissimo, si trasformano prima in topi asserragliati in un rifugio "bunker", poi vittime di un prevedibile epilogo. Memorabile prova di Pacino, che soffre,...
voto al film: 
23 luglio 2010 Opinione di Baliverna su "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
Lo ritengo molto ben girato e recitato, ma mi sono sentito disturbato da alcuni aspetti della sceneggiatura. Uno è il tema dell'ambiguità, che anzi mi pare essere la vera cifra del film. Tutto in esso, infatti, è ambiguo. Il protagonista è da una parte umano e rispettoso delle persone (come si vede con gli ostaggi), dall'altra rapina però la banca, sequestra la gente, ricatta e minaccia quando l'unica mossa ragionevole sarebbe arrendersi. Ha una vena non...
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