Romanzo popolare (1974)
Con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Michele Placido, Vincenzo Crocitti
La trama
Le traversie di un vecchio operaio milanese con una moglie giovane giovane.
Giulio Basletti, operaio milanese ormai piuttosto avanti nell'età, sposa la sua figlioccia, Vincenzina, da cui ha un figlio. Con mille sacrifici Giulio cerca di assicurare alla sua famiglia tutti i confort possibili. Divenuto suo amico nonostante il diverso schieramento politico-sociale, un poliziotto, Giovanni, comincia a frequentare la casa di Giovanni e ben presto ne seduce la mogliettina.
Una delle migliori prove di Monicelli, che riesce a fondere il melodramma con i problemi sociali (Nord/Sud, uomo /donna). Ottima la colonna sonora di Enzo Jannacci e i dialoghi dello stesso e di Beppe Viola. Perfino la Muti, in un ruolo diverso dai soliti, recita dignitosamente.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 11/01/2011 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Romanzo Popolare è uno dei migliori film di Mario Monicelli, recentemente scomparso. Il film è forse quello che parla più dell'amore tra le pellicole del grande regista italiano. Il film si pone di diritto tra il filone à la commedia drammatica degli anni 70, pur parodiando questo decennio di rivolte operaie. Il protagonista è interpretato da un Ugo Tognazzi in gran forma e da una giovanissima Ornella Muti nel suo primo ruolo "spogliato"
Giulio Blasetti è un cinquantenne che sposa una ragazza non ancora maggiorenne, già conosciuta durante il battesimo di quest'ultima. Giulio lavora in una fabbrica e, durante una rivolta, un carabiniere viene colpito da un sasso da uno degli amici di Giulio. Così il carabiniere, Giovanni interpretato da un Michele Placido in stato di grazia, piano piano comincia a inserirsi nella banda capitanata da Giulio. Dopo la morte di una prozia di Vincenzina, la ragazza che ha sposato Giulio, suo marito va ai funerali che si terranno lontano da Milano. Intanto Giovanni comincia a corteggiare Vincenzina e, al ritorno a casa di Giulio, succede il finimondo.
Il film è una dichiarazione di amore verso il cinema degli anni 70 da parte del regista. Una dichiarazione forte e chiara a cominciare dalla solita frase che Giulio dice in gran parte del film
"Tanto siamo negli anni 70"
Non a caso anche il film è uscito negli anni 70 e fu uno dei maggiori successi in quella stagione. Gli anni 70 sono uno dei periodi più belli che l'Italia ha attraversato per quanto riguarda produzioni cinematografiche e questo film lo dimostra. Quel decennio è stato anche un decennio felice per la popolazione intera italiana. Oramai la guerra era finita da tempo e tutti erano contenti. Si trovava più facilmente lavoro e tutti erano contenti. Aver vissuto in quel decennio lo considero un pregio per quelli che sono nati nei primi anni 60. Al cinema si andava in tanti a vedere anche un film d'essai. Insomma è stato un bel decennio. Peccato che non ho avuto minimamente l'opportunità di viverlo. Cosa che mi sarebbe piaciuta molto.
Un forte senso di grandezza è presente nel film e quello che lo manifesta di più è il protagonista, Giulio, che dopo ogni volta che ferma il fotogramma si elogia a più non posso. Lo sguardo che emette è quello di un povero metalmeccanico milanese costretto a lavorare in una fabbrica che non paga molto e poco esigente, soprattutto con le vacanze. Il senso di grandezza lo manifesta per piacere suo o della moglie, quando sono felici, quando ridono insieme al loro bambino, Ciccio, figura molto presente nel film, da quando era neonato fino all'eta di otto anni si vede nel film. La grandezza viene influenzata anche dall'umore che il protagonista ha in quel momento. Se è in conflitto con la moglie non si elogia perchè non trova parole e viceversa quando è contento. ESPANDI +
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24 marzo 2012 Opinione di Mulligan71 su "Romanzo popolare"
Grande commedia "popolana", come solo Mario sapeva fare. Un Tognazzi guasconazzo ed eccellente, un'incantevole Ornella Muti, dio se era bella, e una "storiaccia" di gelosia di "ringhiera", con una Milano che non c'è più, e un contorno di personaggi memorabili. Il grande cinema italiano, quando ancora esisteva.
voto al film: 
2 ottobre 2011 Opinione di danber80 su "Romanzo popolare"
Uno dei capolavori della "commedia all'italiana", ma anche qualcosa di più. I dialoghi scritti da Enzo Jannacci sono fantastici: è impagabile vedere Ugo Tognazzi nella parte del milanese saggio, prodigo di consigli e di modernità "anni '70".
voto al film: 
11 gennaio 2011 Opinione di stanley kubrick su "Romanzo popolare"
IL TRADIMENTO PER L'AMORE VERO Romanzo Popolare è uno dei migliori film di Mario Monicelli, recentemente scomparso. Il film è forse quello che parla più dell'amore tra le pellicole del grande regista italiano. Il film si pone di diritto tra il filone à la commedia drammatica degli anni 70, pur parodiando questo decennio di rivolte operaie. Il protagonista è interpretato da un Ugo Tognazzi in gran forma e da una giovanissima Ornella Muti nel suo primo ruolo...
voto al film: 
1 dicembre 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Romanzo popolare"
Riproposto ieri, in memoria del Maestro, l'ho rivisto con piacere. E' un film che non invecchia perché si porta con sè anche il contesto in cui collocarlo, senza bisogno di sforzi mentali. Il protagonista non fa che ripetersi di essere negli anni '70, di trovarsi nella Milano dell'emancipazione e dell'evoluzione sociale, di doversi separare dai retaggi del sud arretrato. Non fa che ripeterselo mentre si da del coglione da solo per essersi fidato della giovane moglie,...
voto al film: 
1 dicembre 2010 Opinione di wang yu su "Romanzo popolare"
Un film che fa ridere grazie allo scatenato Tognazzi ma che fa anche pensare,insidiare una donna sposata è sbagliato e può creare dei danni irreversibili.
voto al film: 
30 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "Romanzo popolare"
"Siamo o non siamo negli anni '70?", continua a ripetere l'operaio di Cologno Monzese Giulio Barletti (Ugo Tognazzi), spinto da forti convinzioni progressiste di uomo di sinistra. La sua apertura mentale viene però messa a dura prova quando Vincenzina Rotunno (Ornella Muti), moglie meridionale più giovane di vent'anni, si innamora, ricambiata, del poliziotto Giovanni (Michele Placido) e tradisce il marito. Tollerante sulle prime battute, Giulio tracolla quando arriva...
voto al film: 
20 ottobre 2010 Opinione di emmepi8 su "Romanzo popolare"
Un Monicelli di annata perfetta, una storia colorita e complessa, una certa innovazione nella commedia all'italiana, dovuta a delle infiltrazioni lombarde con l'apporto di Beppe Viola e Jannacci, che intervengono nei dialoghi assieme allo stesso Tognazzi. Io ho saputo che il film lo doveva interpretare Nino Manfredi, e magari l'ambientazione cambiava radicalmente, dato che l'interprete scelto è stato poi Ugo Tognazzi. Sceneggiatura dello stesso regista con Furio Scarpelli, ne viene...
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6 ottobre 2010 Opinione di maghella su "Romanzo popolare"
Questo è un buon film reso eccellente dall'ottimo Ugo Tognazzi e dai bravissimi attori di contorno.La storia di per sè non ha nulla di originale, ma è il contesto sociale, il buon montaggio, i dialoghi, e anche l'idea di rendere il film come una "moviola" rivista e raccontata dagli stessi protagonisti, a rendere il film molto piacevole e divertente.Ugo Tognazzi da ancora prova del suo gran talento, riesce a costruire benissimo il suo personaggio, controverso, e aiutato...
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4 giugno 2010 Opinione di bukowski91 su "Romanzo popolare"
Indiscusso cult del cinema italiano anni 70. Monicelli affianca a ugo tognazzi l'emergente ornella muti e id ue funzionano a dovere nel ruolo di marito e moglie separati da una notevole differenza d'età. Viene descritto alla perfezione il cambiamento delle convenzioni sociali dopo i moti del 1968: un uomo di mezza età che sposa la sua figlioccia si 17 anni, lei che lo tradisce, giustamente, con un giovane, un grande michele placido, fino a quando sentendosi trattata dai due...
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19 novembre 2009 Opinione di Ryo su "Romanzo popolare"
Film cult. Manifesto di un'epoca, ottimo ritmo. Il senso del film si esplica in una battuta che Ugo Tognazzi / Giulio rivolge al suo capo settore in fabbrica "ma perchè noi della classe operaia dobbiamo avere solo mali "solidi", e gli altri? Gli altri sono esclusiva della borghesia?". Sarebbe a dire la gelosia, la depressione, l'abbattimento di fronte alla constatazione del tempo che scorre inesorabile. Il film, anche se con toni molto leggeri, da perfetta commedia all'italiana, tocca...
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