La strada scarlatta (1945)
Con Edward G. Robinson, Joan Bennett, Dan Duryea, Margaret Lindsay
La trama
Un integerrimo impiegato di banca che ha già trascorso venticinque anni dietro lo sportello, si innamora perdutamente di una prostituta. La ragazza sfrutta la situazione e induce l'amante a commettere azioni che altrimenti non avrebbe mai compiuto. Per lei l'uomo manda a monte una precedente relazione e si offre di sposarla, ma al rifiuto la uccide. Nel mettere in scena i suoi tipici temi (il destino che travolge l'uomo, la "giustizia ingiusta", la passione divorante) Lang trova un'eccellente compagnia di attori e firma un film onirico e implacabile, gemello del coevo "La donna del ritratto".
L'opinione più votata
Di Axeroth scritta il 18/02/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [2]
- positive [10]
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19 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La strada scarlatta"
Lang da spazio alla sua visione pessimistica della vita e della natura umana, lo fa con la sua classe assoluta; lavorando bene sui personaggi, sulla trama, sulle dinamiche. Come sempre riesce a far convergere le storie e gli episodi verso un finale armonico e soddisfacente ma il segnale che manda allo spettatore stavolta è amaro e tenero allo stesso tempo mentre in sottofondo il senso di giustizia prevale su tutto.
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31 marzo 2011 Opinione di chribio1 su "La strada scarlatta"
Beh sinceramente,da qualche mese a questa parte sto' cercando di vedere il piu' possibile films di Fritz Lang e mi sono imbattuto in questo particolare prodotto del 1945. La pellicola in se' e' molto godibile verso gli ultimi 15' per i vari colpi di scena che sconvolgono in modo impietoso il protagonista e anche lo spettatore. Per il resto si',troviamo molte parti ben svolte e ben pensate (la tristezza delle 2 vite dei protagonisti,il tentare di far passare per scemo il pittore o prenderlo...
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26 marzo 2011 Opinione di Baliverna su "La strada scarlatta"
Inferiore al per me mitico “La donna del ritratto”, è tuttavia decisamente un buon film, che conserva dell'altro più di qualche elemento (oltre che gli attori). Interessanti sono soprattutto i personaggi, ognuno ben delineato e ben modellato sulle persone reali che si vedono in giro. Il protagonista è un uomo onesto, che, sposatosi per solitudine in un momento di debolezza, si trova prigioniero di un'arpia che non vuole un marito ma un cagnolino obbediente....
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18 febbraio 2011 Opinione di Axeroth su "La strada scarlatta"
Affascinante. Una parabola che trascende la tenebra e la desolazione. Un uomo nasce solo, e muore solo. L'unica cosa che gli farà compagnia sarà la sua coscienza. Il male lo avvolgerà, se tradirà se stesso, o la luce lo illuminerà se darà a se stesso la bellezza. L'arte non deve mai essere sacrificata per beni materiali, in quanto l'arte è immortale e infinita. Se si limita il genio alla quantità di pecunia, si rischierà di...
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16 maggio 2010 Opinione di mondolariano su "La strada scarlatta"
Efficace. Subito dopo “La donna del ritratto”, Fritz Lang staglia ancora una volta un noir di straordinaria potenza, appena inferiore al se stesso di pochi mesi prima. Meno compatto, forse, con alcuni momenti di debolezza (l’entrata in scena del primo marito) ma intriso di una malinconia satura del più assoluto squallore. Non c’è soltanto il tema del cittadino onesto che si trasforma in un omicida; c’è anche il senso di colpa che lo conduce...
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30 giugno 2009 Opinione di jonas su "La strada scarlatta"
Christopher Cross è un omino innocuo che fa il cassiere in banca, si diletta a dipingere e viene tiranneggiato da una moglie squallida (già vedova di un poliziotto). Una sera salva una bella ragazza da un misterioso aggressore e comincia a frequentarla: in lei vede la propria rivalsa non solo umana ma anche artistica, visto che per compiacerla affitta un appartamentino al Greenwich Village per dedicarsi con calma alla pittura. Ma è tutto un inganno: Kitty, la ragazza,...
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21 febbraio 2009 Opinione di emmepi8 su "La strada scarlatta"
Tratto dal romanzo di Georges De La Fouchardier, preso ad ispirazione da Renoir in La Chennie e poi negli anni '70 da Marco Ferreri vagamente ispirato con La Cagna, più ispirato però ad un racconto di Flaiano. Lang fa un parto quasi gemellare con La Donna del Ritratto, con lo stesso sceneggiatore Dudley Nichols, e stessi attori protagonisti, ma il risultato è diverso; la magia che appare ne La Donna del Ritratto è una lontanissima immagine, il clima noir tenta di rinnovarsi, ma...
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5 gennaio 2009 Opinione di OGM su "La strada scarlatta"
Una diabolica trama del destino avvinghia i protagonisti di questa storia, stritolando in un abbraccio mortale i loro audaci sogni di felicità. Chris e i personaggi che lo circondano vedono le opposte facce di una stessa realtà: della sua passione per l'arte e del suo amore per Kitty, di cui lui vive intensamente la poesia, essi vedono solo il materialistico rovescio. È come se Chris e Kitty guardassero a un quadro rispettivamente dal lato del dipinto e dal retro, su cui compare il...
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17 dicembre 2008 Opinione di Dalton su "La strada scarlatta"
Melò fiammeggiante che doveva essere la risposta langhiana a L'ANGELO AZZURRO. Mi spiace discordare con la rivista Film Tv o col dizionario Mereghetti, ma a mio avviso quest'opera non rientra tra i capolavori del suo autore. Il gusto del ritmo e dell'analogia visiva, per cui abbiamo tanto amato tale regista tedesco naturalizzato americano, appare solo in una sequenza verso il finale; alcuni sviluppi dell'intrigo vengono tirati per le lunghe, altre sequenze come quella dell'omicidio vengono...
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