Tabù (1931)
Con Matahi, Reri, Hitu, Jean, Jules, Kong Ah
La trama
Due maestri del cinema per un film ambientato nei Mari del Sud.
A Bora Bora l'amore tra Matahi e Reri diventa impossibile quando Reri è consacrata alla divinità: la ragazza è tabù, chiunque l'avvicini rischia la morte. I due cercano riparo in un'isola governata dai bianchi, ma dopo qualche tempo il sacerdote Hitu li raggiunge e accetta di barattare la libertà di Matahi con la sottomissione di Reri. Ultimo film di Murnau, diretto con Flaherty, Tabù unisce la sensualità notturna del primo al profondo senso della natura del secondo.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 2010-10-05 16:30:24 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
[Lotte Eisner: recensione di Tabù su Film Kurier, 28 agosto 1931]
Dopo le travagliate lavorazioni dei suoi ultimi film (Four Devils e City Girl), Murnau straccia il suo contratto con la Fox disgustato dalle miopi ingerenze dei produttori. Deciso a cambiare aria per non scendere a compromessi con quel sistema hollywoodiano che già gli aveva imposto, contro il suo volere, l'impiego del sonoro, Murnau compra uno yacht di 20 metri e parte per i Mari del Sud, nella primavera del 1929, dove intende girare insieme al documentarista Robert J. Flaherty un film libero dalle costrizioni degli studios. La meta è Tahiti: la macchina da presa di Flaherty aveva già visitato la Polinesia e i Mari del Sud (a Samoa per Moana, l'ultimo Eden, 1926) e proprio a Tahiti era desideroso di ritornare. La Metro-Goldwyn-Mayer, infatti, lo incaricò nel 1928 di accompagnarvi il regista Woodbridge Strong Van Dyke II per girare insieme a lui Ombre bianche: ma il feeling con Van Dyke si rivelò inesistente e Flaherty abbandonò il progetto. L'incontro con Murnau ha premesse più coinvolgenti: un film muto, accompaganto soltanto da una colonna sonora musicale, che illustri le condizioni di vita e la natura del luogo e, soprattutto, denunci lo sfruttamento dei tahitiani da parte dei commercianti cinesi e degli affaristi europei. Soggetto alla mano (intitolato provvisoriamente Turia, ispirato a Flaherty da alcune leggende polinesiane apprese all'epoca di Ombre bianche), Murnau salpa per Tahiti dopo aver firmato un contratto con una nuova compagnia indipendente (la Colorart) intenzionata a finanziarli: Flaherty, però, lo raggiunge un mese più tardi a mani vuote, perchè, in realtà, la casa di produzione non dispone del denaro necessario ad avviare il progetto. Sarà grazie all'intervento economico dello stesso Murnau, che diede fondo ai propri risparmi, che le riprese potranno avere inizio: costituiscono una compagnia di produzione, la Flaherty-Murnau Productions, setacciano Bora Bora alla ricerca delle locations più suggestive, scovano in un bar la protagonista Anne Chevalier, licenziano i componenti americani della troupe (ad eccezione del direttore della fotografia Floyd Crosby, all'esordio della sua scintillante carriera) per assumere soltanto maestranze locali, rinominano il film Tabù e rimettono mano alla sceneggiatura, ma già dopo poche settimane di lavorazione i due registi entrano in conflitto tra loro, al punto che le tensioni e i disaccordi creativi che funesteranno l'armonia della troupe costringeranno Flaherty ad abbandonare il set dopo aver girato soltanto la sequenza d'apertura del film. ESPANDI +
2011-12-16 08:57:05 Opinione di marcopolo30 su "Tabù"
Murnau riesce a parlare del “qui” utilizzando una bellissima metafora (il classico “li”). Le immagini di “Tabù” risultano inoltre esotiche oggi, non posso neanche immaginare cosa significasse Bora Bora per il pubblico di 80 anni fa, probabilmente scene da un altro mondo. Eccellente il commento musicale.
voto al film: 
2010-10-22 23:03:11 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Tabù"
Grande incontro cinematografico tra 2 Maestri della 7° arte! Nel film si respira sia la documentaristica di Flaherty che la poetica di Murnau. Peccato che i 2 autori durante la lavorazione siano entrati in disaccordo: Flaherty voleva semplicemente fare un film etnologico sugli abitanti della Polinesia (come i produttori inizialmente avevano richiesto) mentre Murnau voleva una volta di più raccontare la sofferenza interiore delle persone vittime del potere. Comunque la cosa non...
voto al film: 
2010-10-05 16:30:24 Opinione di FABIO1971 su "Tabù"
"Il finale del film, nella sua perfezione visiva, costituisce l'apogeo dell'arte del cinema muto". [Lotte Eisner: recensione di Tabù su Film Kurier, 28 agosto 1931] Dopo le travagliate lavorazioni dei suoi ultimi film (Four Devils e City Girl), Murnau straccia il suo contratto con la Fox disgustato dalle miopi ingerenze dei produttori. Deciso a cambiare aria per non scendere a compromessi con quel sistema hollywoodiano che già gli aveva imposto, contro il suo...
voto al film: 
2010-03-23 21:50:50 Opinione di AIDES su "Tabù"
Se un canto esiste, in tutta la storia del cinema, d’intramontabile bellezza, un’elegia di vita e dolore, di slanci paradisiaci e ricadute abissali, quello è Tabù, struggente racconto dei Mari del Sud, cosmo umano riemerso come perla da remote profondità. A Land of Enchantment. First chapter “Paradise”...e gli scultorei slanci si misurano alla pesca, in guizzi nel mare assolato, non ancora abissale. Saltano dai gusci di roccia e sorridono alle...
voto al film: 
2009-11-07 19:01:47 Opinione di jonas su "Tabù"
In un’isola tropicale, una ragazza viene consacrata alla divinità e costretta a rimanere vergine. Il suo fidanzato fugge insieme a lei in un’altra isola, colonizzata dai bianchi, ma anche qui trova guai: ignorando il valore del denaro, dilapida le somme ottenute grazie alla sua abilità di pescatore di perle e si copre di debiti. Il sacerdote della divinità insegue i due giovani e costringe la ragazza a tornare indietro, promettendo di lasciare in pace il...
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2008-09-20 15:52:49 Opinione di steno79 su "Tabù"
VOTO 10/10 Bellissimo film, poetico e straziante, una delle vette del cinema muto (girato senza dialoghi ma con l'accompagnamento della colonna sonora). Murnau vi raggiunge una semplicità di espressione e una genuinità indimenticabili: come in "La terra trema" o "L'albero degli zoccoli", tutti gli attori sono non professionisti scelti fra gli abitanti delle isole polinesiane dove fu girato, ma il risultato non ne risente affatto. Molte le sequenze memorabili, come il corteggiamento di...
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2005-11-25 17:45:46 Opinione di sokurov su "Tabù"
L'essere umano schiacciato dalla società. A qualsiasi latitudine. Chi non si sottomette, muore. La prima parte del film è molto documentaristica, ma la seconda di Murnau è favolosa! Voto 8/10
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