Il terzo uomo (1949)
Con Orson Welles, Joseph Cotten, Alida Valli, Trevor Howard
16/11/2010
Anton Karas e il terzo uomo
Ci sono cose che ti entrano dentro e non le scordi più, come alcune canzoni sentite in un film, fosse anche mille anni prima.La musica del Il terzo uomo è una di queste.E...
di ziacassie
La trama
La guerra è da poco finita e lo scrittore canadese Holly Martins si reca a Vienna per incontrare il suo vecchio amico Harry Lime, ma viene a sapere che l'uomo è morto. Non fidandosi delle indagini ufficiali, Holly inizia le sue ricerche e scopre che c'era una terza persona al momento in cui Harry sarebbe morto. Poi gli sembra di incontrare l'amico, ma è solo un'ombra e scappa via subito. A poco a poco la verità viene fuori. Classico del giallo scritto da Graham Greene, con Welles che appare solo a metà film e si prodiga in un monologo sublime in difesa del male. Indimenticabili la Vienna postbellica divisa in tre, il celeberrimo motivetto di Anton Karas, suonato dalla cetra, gli sguardi finali tra Cotten e la Valli. Lo stile di Reed parve influenzato in modo sospetto dallo stile di Welles regista.
L'opinione più votata
Di angelina scritta il 16/10/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
"Ciao Henry,non ho potuto crederlo.Sono stato al tuo funerale."
"Un bel funerale mi hanno fatto,vero?"
"Sai che cosa è capitato ad Anna?E' stata arrestata."
"Non credo che le faranno del male."
"Tu puoi aiutarla..."
"In questi giorni ho altro per la testa.Che cosa potrei fare?Non vorrai che mi costituisca,voglio sperare."
"Non pensi mai alle tue vittime?"
"Sai...io perdo la calma a parlare di certe cose.Guarda laggiù...sentiresti pietà se uno di quei puntini si fermasse per sempre?Se io ti offrissi ventimila sterline per ogni puntino,rifiuteresti il denaro o faresti il calcolo di quanti puntini potresti fermare?E' l'unico modo di far soldi..."
"I soldi ti faranno comodo in carcere."
" Il carcere è nell'altra zona.Nessuno sa che io sono vivo.Nessuno,tranne te."
Harry Lime e Holly Martins
Lo scrittore americano Holly Martins (Joseph Cotten) giunge in una cupa Vienna postbellica,divisa in quattro zone presidiate dalle forze occupanti,per incontrarsi con l'amico d'infanzia Harry Lime (Orson Welles),che gli ha promesso un lavoro.
Ma Lime è morto il giorno prima in circostanze poco chiare e,al suo funerale,Martins conosce il rude maggiore Calloway (Trevor Howard),responsabile della zona occupata dai militari inglesi e Anna Schmidt (Alida Valli),la bellissima amante di Harry,che fa l'attrice di prosa in un piccolo teatro.
Attratto dal suo fascino dolente e misterioso,Martins,frequentandola,scopre che è sorvegliata dalla polizia inglese e sovietica,e che il suo passaporto austriaco è falso.
Anna,in realtà, è cecoslovacca e rischia il carcere e l'espulsione da Vienna.
In cambio della sua libertà,il maggiore Calloway chiede a Martins di aiutarlo a catturare Harry Lime,che è vivo e si nasconde nella zona russa,rivelandogli che il suo migliore amico è in realtà un cinico speculatore,che si è arricchito vendendo fiale di penicillina adulterata,che hanno provocato la morte o l'invalidità di molti bambini a cui è stata somministrata.
Nonostante l'ostinazione di Anna,che continua a difendere il suo amante e non crede alle parole del maggiore,dopo aver visitato un ospedale nel quale sono ricoverati alcuni di questi bambini,,Martins accetta di collaborare con Calloway e riesce ad attirare Lime in una trappola mortale.
Splendido noir dalle torbide e sinistre atmosfere,magistralmente diretto da Carol Reed e fortemente voluto anche dal produttore ungherese Alexander Korda,che per avere "in prestito" Joseph Cotten e Alida Valli,dovette cedere la distribuzione americana al tycoon David O.Selznick che trasse non pochi vantaggi economici dallo scambio.
Sapientemente sceneggiato da Graham Greene,che successivamente ne trasse un romanzo breve,che fu pubblicato dopo l'uscita del film,in "The Third Man",con un geniale escamotage registico,Carol Reed fa comparire il personaggio di Harry Lime quasi a metà pellicola, - nel buio di un androne,dove la luce di una finestra illumina per un attimo il suo sorriso ironico e beffardo - trasformandolo nel personaggio chiave,vero genio del male e tuttavia dotato di un suo fascino ambiguo e spregiudicato,grazie alla carismatica personalità di Orson Welles. ESPANDI +
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- positive [34]
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16 ottobre 2011 Opinione di angelina su "Il terzo uomo"
"Ciao Henry,non ho potuto crederlo.Sono stato al tuo funerale." "Un bel funerale mi hanno fatto,vero?" "Sai che cosa è capitato ad Anna?E' stata arrestata." "Non credo che le faranno del male." "Tu puoi aiutarla..." "In questi giorni ho altro per la testa.Che cosa potrei fare?Non vorrai che mi costituisca,voglio sperare." "Non pensi mai alle tue vittime?" "Sai...io perdo la calma a parlare di certe cose.Guarda laggiù...sentiresti pietà se uno di quei puntini si fermasse per sempre?Se io...
voto al film: 
18 giugno 2011 Opinione di chribio1 su "Il terzo uomo"
l'ho appena finito di vedere visto che ieri sera mi mancavano gli ultimi 15' pero',non e' che mi abbia molto appassionato nella visione. Risulta interessante nella parte scenografica della divisione di Vienna in 3 parti e nelle parti notturne della vita nella stessa capitale Austriaca poi,varie peripezie del nostro romanziere,inducono a seguire abbastanza intensamente le varie curiosita' che si vengono a sapere nelle indagini fra lo stesso e la Polizia che prima e' reticente verso lo...
voto al film: 
3 maggio 2011 Opinione di luisasalvi su "Il terzo uomo"
Sì, c’è molto, moltissimo di Welles, molto più che di Reed; e mi sembra magnifico, ogni volta che lo rivedo; ora poi in edizione restaurata è un vero piacere.
voto al film: 
3 febbraio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Il terzo uomo"
Stile, tecnica e intelligenza al servizio dello spettatore. Con queste caratteristiche un film può festeggiare i sessant'anni senza nemmeno sentirli e, nonostante le immagini datate e molti attori passati al mondo dei più, proporre un giallo fresco e vivace con la giusta suspence ed un finale intenso e non troppo prevedibile (ma nemmeno troppo poco grazie anche ai soliti amici del team di film.tv che amano sfasciare i finali), l'aria di intrigo internazionale di...
voto al film: 
10 marzo 2010 Opinione di mondolariano su "Il terzo uomo"
Innanzi tutto, la storica frase di Orson Welles: “In Italia vi furono guerre, omicidi e terrore, ma vennero fuori Michelangelo, Leonardo e il Rinascimento. In Svizzera non ci fu che amore fraterno, ma in 500 anni di quieto vivere che cosa è venuto fuori? L’orologio a cucù!” Certo non basterebbe questa verità per giustificare la filosofia del protagonista. Welles appare a metà film ma la sua presenza è debordante fin...
voto al film: 
9 marzo 2010 Opinione di rascaluca su "Il terzo uomo"
Quando immaginiamo un film noir l'etichetta calza a pennello per questo ottimo film di genere. Strepitoso monologo di Welles che vale da solo il prezzo del biglietto.
voto al film: 
3 dicembre 2009 Opinione di jonas su "Il terzo uomo"
Nella torbida Vienna del dopoguerra, divisa in zone d’occupazione, un traffico di penicillina scaduta ha provocato molte vittime e un uomo sembra essere morto in un incidente, ma forse le cose non stanno così. Joseph Cotten è uno scrittore canadese perplesso, che a poco a poco scopre una verità terribile da accettare; Trevor Howard un ufficiale inglese che sembra l’unico ad avere le idee chiare e a voler fare giustizia. Orson Welles resta appiattato per quasi...
voto al film: 
26 ottobre 2009 Opinione di OGM su "Il terzo uomo"
La cetra è come una chitarra western nella Vienna diroccata dell'immediato dopoguerra. La città asburgica è come una vecchia signora decaduta, che si aggira con passo barcollante, e lanciando occhiate di traverso, fra le rovine delle antiche glorie. Beve e danza per dimenticare, improvvisando ritmi scanzonati ed indossando una pacchiana maschera da fiera. E' una Cassandra vincente, quella che si muove ciondolando in mezzo alle macerie, esibendo il trucco e la parrucca...
voto al film: 
8 giugno 2009 Opinione di Dalton su "Il terzo uomo"
Più che un film di Carol Reed, sembra a tutti gli effetti un film di Welles, fantasticamente improntato sulla sua megalomania. Deus ex machina al negativo, carico di agnizioni; la sua presenza scenica parte in maniera repentina, fantasmagoricamente; poi aumenta progressivamente ed è un crescendo magistrale con tre conseguenze principali: 1) i nodi della fabula vengono sempre più al pettine; 2) la considerazione della sua integrità - a livello narrativo - viene meno; 3) le vite e le idee...
voto al film: 
30 maggio 2009 Opinione di will kane su "Il terzo uomo"
Nella Vienna con le ossa rotte del dopoguerra, un triangolo con un avversario/amico latente,un amico tradito ma non rancoroso, e una donna accecata dall'amore per un uomo che non la merita:il romanzo di Graham Greene è trasferito sullo schermo per divenire un classico del thriller. Accompagnato dalla musica indimenticabile di Anton Karas che ne sottolinea la scioltezza di racconto, il film, oltre a garantire un intrattenimento godibilissimo, mette in gioco una riflessione sull'amicizia,che...
voto al film: 
- sufficienti [2]
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