Frantic (1988)
Con Harrison Ford, Betty Buckley, Emmanuelle Seigner, John Mahoney
La trama
Un chirurgo americano si reca a Parigi per partecipare ad un congresso scientifico. Lo accompagna la moglie: i due fecero proprio nella Ville Lumière la loro luna di miele e vivono il ritorno con nostalgia. La donna scompare misteriosamente dall'albergo. Il medico, dapprima solo preoccupato, incontra un clochard che ha visto la donna trascinata di peso su un'automobile da uno sconosciuto, forse mediorientale. Inizia così, per il protagonista, una lunga odissea nel labirinto dei bassifondi della città, aiutato solo da una ragazza coinvolta suo malgrado in un intrigo internazionale.
L'intreccio è come al solito un pretesto. Polanski si concentra sulla figura di un uomo che non parla una parola di francese e si ritrova praticamente isolato in un contesto ostile. Il disorientamento diventa il tema del film e il senso della suspence.
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 07/01/2012 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
All’ennesimo giro di pellicola, lo spettatore rimane rinchiuso tra chiaroscuri incrociati, ditackt di parole, telefonate in movimento e finestre in testa: mai dimenarsi tra rituali risaputi e ingegnose vie d’uscita…tutto è confezionato con normale alchimia e senza spocchiose ridondanze gialle. Un cuore che apre se stesso dietro a un filo che scorre sempre e si riannoda in un finale eccelso (ed eccessivo) con rimpasti narrativi (forse) non voluti e triste facce che si svegliano da un sonno (di un fuso orario).
Pellicola piena zeppa di riferimenti cine di alto livello dove ogni foto impressa rimarca e ridivide il cinema stesso di Polanski: transito di demarcazione, in questo film il regista tende a darsi una risposta ad ogni devozione immaginifica impressa nel proprio sito-intimo. Un modo di ripresa semplice efficace dove ogni movimento dall’alto in basso e viceversa denota una chiusura-apertura del cassetto delle memorie e del senso onirico di qualsiasi mondo nascosto.
La storia del chirurgo di San Francisco in terra straniera è uno schema narrativo risaputo (e raccontato da registi vari) ma per Polanski è un pretesto per distogliere(si) il passato nel presente. Quando il suo vivere era collegato nel nuovo mondo e quando ogni tocco registico rendeva giovanile ogni suo gesto e, soprattutto, quando il suo vivere era ‘irriverente’ come ‘scortese’ in un paese sconosciuto e in un suo intimo (personale) ancora conosciuto. La storia della sua vita in terra straniera è stata diversificata, esaltata, fustigata, teatrante, tempestosa, sibillina e, tantomeno, irriverente. Esaltazione viva di un vivere fuori d’età e compreso di sfacciati modi: amore e sesso in libero modo in libertà non accertata. Ecco che l’uomo a Parigi è ciò che ogni dove si riscontra e si specchia con se stesso.
Il chirurgo Richard Walker (Harrison Ford) e la moglie Sondra Walker (Betty Buckley) sono sposati da vent’anni (dal 1968: un anno di chiusure vecchie e aperture più che libere di sempre, non casuale e mai vuoto di memorie) e si ritrovano a Parigi nel 1988 per ‘assaporare’ una seconda luna di miele (non certo di ‘fiele’ dove il regista si misurerà nel film successivo).
Sembra tutto ordinario e filare liscio… ma la ruota a terra del taxi fa presagire qualcosa di strano. ESPANDI +
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- sufficienti [9]
- positive [36]
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8 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "Frantic"
Polanski firma un eccellente thriller dove il protagonista, un Harrison Ford in forma smagliante, non è né super-eroe né centro dell'universo, ma semplicemente un uomo qualunque immerso nella sua vita qualunque cui un giorno è capitato qualcosa di non comune. Ed è proprio questo a far guadagnare al personaggio, e di riflesso al film, una sorta di empatia da parte dello spettatore. Molto ben curata la fotografia.
voto al film: 
7 gennaio 2012 Opinione di lorenzodg su "Frantic"
“Frantic” (id., 1988) è il dodicesimo lungometraggio di Roman Polanski, girato dopo il (quasi) deludente “Pirati”, all’ombra della Torre Eiffel con cadenze e modi tipicamente in stile hitchcockiano. Un film di schiarimenti e vedute (in)volute rispetto alle pellicole di genere dove ogni inquadratura e appunto di macchina da presa riaccende l’entusiasmo e tiene la corda allo spettatore con fine intelligenza e sagacia. Un Polanski avveduto e rannicchiato tra un albergo, vie...
voto al film: 
1 ottobre 2011 Opinione di XANDER su "Frantic"
Non è del tutto riuscito questo thriller di Polanski per via di due grandi difetti: la durata e la quasi mancanza di suspance. Il ritmo è troppo lento e non basta la lotta finale per risollevare. Certo da Polanski non mi aspetto la classica americanata ma non è cosi che si costruisce un thriller
voto al film: 
28 settembre 2011 Opinione di caina su "Frantic"
Uno dei film che mi ha fatto innamorare del cinema. Disorienta e rende partecipi delle emozioni vissute dal protagonista. Finale indimenticabile. La scena del ballo con la musica di Grace Jones è un momento icona del cinema anni 80.
voto al film: 
26 settembre 2011 Opinione di scafoide su "Frantic"
Magico. Chi ha viaggiato, in particolare, si troverà subito risucchiato dentro al film.
voto al film: 
27 aprile 2011 Opinione di mm40 su "Frantic"
Curioso - e non del tutto riuscito - questo esperimento di Polanski, che scinde nettamente il suo film in due parti dalle personalità completamente differenti: la prima metà è un omaggio alla poetica e ai contenuti hitchcockiani, la seconda è puro ritmo da action movie all'americana. In sostanza, ciò che il regista polacco sta tentando di fare è di farci passare per omogenea una creatura a due teste, peraltro due teste che difficilmente potrebbero...
voto al film: 
5 marzo 2011 Opinione di barabbovich su "Frantic"
Recatosi a Parigi per un convegno, Richard Walker (Ford), celebre chirurgo americano, vede improvvisamente sparire sua moglie Sondra (Buckley). Dopo essersi vanamente rivolto alle autorità preposte - che fanno orecchie da mercante - il dottor Walker (il cognome, "camminatore", non è casuale) decide di risolvere il mistero da solo. La chiave di tutto sta in un fortuito scambio di valigia avvenuto in aeroporto tra sua moglie e una ragazza (Seigner) che fa da corriere per...
voto al film: 
26 ottobre 2010 Opinione di Auguste su "Frantic"
Dopo aver visto i cosiddetti film "maggiori" di un regista, quel che resta è spesso deludente e indegno del genio di un artista. Con Polanski questo non mi è(ancora)successo. Dopo aver visionato le sue pluridecorate pellicole, "Chinatown", "The Tenant","Repulsion", "Il Pianista", "Rosemary's Baby", i meno amati(ma altrettanto validi)"Il coltello nell'acqua" e "Cul-de-sac", non mi restava che visionare i film minori del regista. Dopo essermi cimentato nella visione di alcuni...
voto al film: 
20 settembre 2010 Opinione di OGM su "Frantic"
Polanski rende omaggio al funambolismo di Hitchcock e alla magia blu di Lynch in una Parigi derubata di ogni poesia, e trasformata in uno scenario da telefilm americano, tra locali underground, inseguimenti e trame terroristiche internazionali. Non a caso il filo conduttore del frenetico percorso del dottor Richard Walker attraverso la ville lumière è la Statua della Libertà, che, sotto forma di copia o di souvenir, rappresenta lo storico tributo della Francia agli Stati...
voto al film: 
19 settembre 2010 Opinione di tafo su "Frantic"
Un vero e proprio apocrifo di Hichcock dall'inizio alla fine che costringe Harrison Ford a recitare. L'inizio è bellissimo, lento e rilassante, ti fà quasi sentire il jet-lag della coppia dopo il viaggio in aereo. Poi Polanski realizza una vera e propria antologia di momenti tributo al maestro della suspence. l'intrigo internazionale parte da uno scambio di valigie e costringe Ford, che non capisce il francese, ad affrontare di nuovo un gioco troppo grande con l'aiuto di una...
voto al film: 
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