L'uomo dai sette capestri (1972)
Con Paul Newman, Ava Gardner, Jacqueline Bisset, Tab Hunter
La trama
Esistito davvero, il bandito texano Roy Bean ne ha combinate di tutti i colori durante la sua "carriera". A un certo momento decide di passare dalla parte della legge e si autoproclama giudice, nominando suoi aiutanti un'eterogenea banda di fuorilegge e amministrando la giustizia con metodi poco ortodossi. Si trova a dover difendere la vecchia frontiera dall'avanzata di una nuova e avida America. Huston ha tracciato, con la complicità di Paul Newman, il ritratto di un personaggio pittoresco del West che passa dalla sua professione di killer a quello di giustiziere, senza cambiare molto i suoi metodi. Ma è l'America che cambia attorno a lui: la satira è sferzante.
L'opinione più votata
Di mmciak scritta il 25/03/2009 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
30 aprile 2010 Opinione di grifo69 su "L'uomo dai sette capestri"
Rifacimento de"l'uomo del west"questo western diretto da un grande regista quale John Huston narra le vicende di un fuorilegge autoproclamatisi giudice che gestisce in un modo tutto suo la legge nella piccola contea di Winniegaroon. Innamorato perennemente di una diva(Lily Langrty)riesce a creare un vero e proprio impero nella cittadina,ma il progresso e l'avvento di cinici speculatori spazzeranno via tutto quello che egli era riuscito a costruire....
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27 marzo 2010 Opinione di Immorale su "L'uomo dai sette capestri"
La visione di questo film (dopo quella di svariati anni fa), mostra che non ha retto bene al passare del tempo: la storia risulta comunque piacevole e sferzante, nonchè raccontata con brio, ironia e la giusta dose di cattiveria. La sceneggiatura è originale e piacevole ed il contorno di una serie di bravissimi caratteristi in erba, valorizza la prestazione di un Newman altrimenti un pò macchiettistico.
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5 marzo 2010 Opinione di wang yu su "L'uomo dai sette capestri"
Si fa apprezzare per la riuscita miscelanza di dramma, romanticismo, ironia, riflessione storica-sociale ed azione. Molto gradevole il cast femminile.
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8 dicembre 2009 Opinione di colonel blimp su "L'uomo dai sette capestri"
Più che un western, un leggero e appassionato ritratto dello Huston affascinato dagli immigrati conquistatori (vedi “L’uomo che volle farsi re”), pieno di figure mitiche e di momenti “di Storia” cioè dove l’indecisione spettatoriale che stilla dal registro narrativo (tra serio/faceto, vero/immaginato..) è il frutto di una sensibilità verso le strutture della memoria storica, proprio perché non certa più facilmente “imbastardibile” con il mito della frontiera....
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5 agosto 2009 Opinione di luisasalvi su "L'uomo dai sette capestri"
Una ricostruzione divertente e scanzonata del west prima e dopo l'introduzione della legge, con momenti di grande efficacia sentimentale. Bean è un fuorilegge, come tanti che poi sono diventati sceriffi e talvolta giudici nel west; fugge oltre il Pecos per cercare convivenza, sia pure fra fuorilegge, invece viene rapinato a tradimento e lasciato per morto da tutta una comunità di fuorilegge. Salvato da una giovane messicana che gli procura anche la pistola, torna, li uccide e...
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25 marzo 2009 Opinione di mmciak su "L'uomo dai sette capestri"
"L'uomo dai sette capestri" diretto nel 1972 da John Huston,e devo dire che l'ho trovato straordinario. La storia tratta del bandito texano Roy Bean,che dopo aver fatto una strage,decide di passare dalla parte della legge e si auto proclama giudice,nominando suoi aiutanti una banda di fuorilegge e amministrando la giustizia con dei metodi duri. Che dire:John Huston è una garanzia e si muove con assoluta disinvoltura in una robusta sceneggiatura scritta da John Milius e un Cast...
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10 febbraio 2008 Opinione di will kane su "L'uomo dai sette capestri"
Un personaggio famoso del West, anche se non leggendario come Buffalo Bill, Geronimo e Wild Bill Hickock è stato Roy Bean, che fu, come capitò ad altri, molte altre cose prima di porsi dalla parte della legge: John Huston ne ha tratto un western non allineato, solo a tratti riproponente l'epica della Frontiera, più propenso a sbeffeggiare leggende e figure mitiche, con gusto aguzzo della satira. Paul Newman impersona con una buona dose di autoironia ( come gli capitava sovente negli anni...
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28 maggio 2007 Opinione di Vegeta85 su "L'uomo dai sette capestri"
A metà tra il tono epico e lo sberleffo, il grande John Huston (su sceneggiatura di Milius) mette in scena le gesta dell'auto proclamatosi giudice Roy Bean (Paul Newman, monumentale). E' senza dubbio un inno al giustizialismo fai da te, propaganda l'individualismo come base della società americana, ma è asciutto, privo di retorica, lucido nel rappresentare i veri nemici degli USA (e della bellezza incarnata da Ava Gardner) in spregiudicati e viscidi avvocati. Huston racconta il tramonto...
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17 ottobre 2006 Opinione di bradipo68 su "L'uomo dai sette capestri"
La storia del bandito che si autoproclama giudice dopo l'ennesimo massacro da lui perpetrato è trattata da Huston con un misto di humour e cattiveria,corre molto spesso sul filo del grottesco e ti sorprende con un finale alla melassa che non ti saresti mai aspettato.Cast all star e apparizioni fugaci di gran classe di altre icone hollywoodiane.
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6 agosto 2006 Opinione di Dying Theatre su "L'uomo dai sette capestri"
Western politico e crepuscolare. Nella figura del giudice Roy Bean sono incarnate molte delle contraddizioni tipiche dell''american way of life', dal mito senza tempo della Frontiera alle polveri della giustizia sommaria e dell'arbitrio, dalle ansie capitalistiche dell'era industriale allo sgretolarsi progressivo e inevitabile del Sogno Americano. Un quarto di secolo è narrato con lucidità e passione storica, ma pure con grande amarezza e sferzante sarcasmo. Ne risulta un quadro fedele,...
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