Un tranquillo weekend di paura (1972)
Con Jon Voight, Burt Reynolds, Ronny Cox, Ned Beatty, Ed Ramey
La trama
Un fine settimana all'insegna dell'ecologia si trasforma in un'angosciosa avventura.
Quattro amici, uniti dalla passione per la natura, decidono di lasciarsi alle spalle la caotica città e di passare un tranquillo weekend ecologico. Lewis, il leader del gruppetto, Drew, idealista e raffinato, Bobby, grasso e sempliciotto, ed Ed, timido e imbranato, si recano in una remota vallata nel Sud degli Stati Uniti e discendono in canoa il fiume che l'attraversa. La scampagnata si trasforma ben presto in un inferno e la natura incontaminata mostra il suo volto più spietato.
Il tema fondamentale di Boorman (il conflitto ntra natura e cultura) si cala nei grandi archetipi della letteratura americana. Ne viene fuori un grande film, ancor oggi sconvolgente. Da antologia il duetto iniziale tra il banjo e la chitarra.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 13/07/2010 - utile per 23 utenti
Voto al film: 
"Non 'perduto', venduto..."
[Ned Beatty e Burt Reynolds]
Quattro amici, Ed (John Voight), Lewis (Burt Reynolds), Bobby (Ned Beatty, all'esordio) e Drew (Ronny Cox), abbandonano per un weekend i ritmi forsennati della metropoli per immergersi, prima che la costruzione di una diga devasti irrimediabilmente la zona, nella natura selvaggia ed incontaminata dei boschi dei monti Appalachi ("Qualunque catastrofe accada nel mondo o qualsiasi insignificante problema sorga ad Atlanta, qui nessuno ci troverà mai") e ridiscendere in canoa il corso impetuoso del fiume Cahulawassee. Affascinati e rigenerati dalla purezza ristoratrice della natura, ne subiranno la cieca e spietata forza distruttrice, trasfigurata nelle deviazioni malate dell'umanità che la popola e alla cui barbarie finiranno per adattarsi. Girato negli splendidi scenari naturali tra South Carolina e Georgia, lungo il corso del fiume Chattooga (che nel film diventa Cahulawassee), scritto dallo stesso James Dickey che nel 1970 firmò l'omonimo romanzo ispiratore, a cui lavorò per dieci anni (in Italia uscì col titolo Dove porta il fiume), e che nel film compare anche in un cameo nel finale, Un tranquillo weekend di paura non rappresenta soltanto una metafora brutale ed agghiacciante del tormentato rapporto tra uomo e natura, ma ne ribalta le prospettive idilliache e conciliatorie rispetto alle propensioni più panteistiche della cultura post-sessantottina, trasformandole in una cruda ed angosciante spirale di intima dissoluzione: la natura genera mostri, quindi la civiltà, le sicurezze del progresso, la considerazione di sè e della consistenza del proprio ruolo sociale, vengono ben presto demolite e spazzate via, travolte dalle impetuose rapide del fiume, assalite da relitti umani impietosi e famelici nelle primordiali ed aberranti pulsioni che ne governano gli istinti, costrette a quella disperata e sanguinosa lotta per la sopravvivenza che ne devasterà ogni residua certezza. Reduce dal fiasco commerciale di Leone l'ultimo, John Boorman inscrive il percorso esistenziale dei suoi protagonisti, simbolicamente tratteggiati dallo script ad incarnare le diverse anime dell'uomo civilizzato, all'interno del tema classico, nella cultura occidentale, del viaggio, assumendo i contorni, in una suggestiva commistione di generi (western, avventura, thriller, horror), di un monito raggelante sugli orrori della modernità, sul dolore della scoperta e sul trauma della liberazione ("deliverance", appunto...) dall'incubo. Ammantato dalla magnifica fotografia di Vilmos Zsigmond, che stempera le atmosfere più oniriche scatenate dal crescendo di tensione della vicenda nel controcanto iperrealistico evocato dai colori scintillanti dei paesaggi, Un tranquillo weekend di paura è un film teso sino allo spasimo, inquietante, aperto da una delle più esemplari sequenze del cinema di Boorman, lo straordinario duetto tra banjo e chitarra tra Drew e il ragazzo deforme, che suonano la splendida Duelling Banjos (eseguita in colonna sonora da Eric Weissberg e Steve Mandel), immerso in una messinscena di affascinante suggestione spettacolare e magistralmente interpretato da un cast affiatato ed impeccabile, da Jon Voight al Burt Reynolds in rampa di lancia verso il divismo, fino all'ottimo Ned Beatty. Insieme al capostipite Two Thousand Maniacs! di Herschell Gordon Lewis ispirerà gli incubi "provinciali" del new horror anni Settanta, da Tobe Hooper a Wes Craven e, con il Kubrick di Arancia meccanica e il Peckinpah di Cane di paglia (non a caso candidato per la regia di Deliverance finchè Boorman non si assicurò i diritti del romanzo di Dickey) contribuirà con analoga asprezza di toni al dibattito sull'origine della violenza e del Male nella società contemporanea che segnerà in lungo e largo il cinema americano fino al decennio successivo.
- negative [2]
- sufficienti [10]
- positive [38]
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24 maggio 2012 Opinione di maso su "Un tranquillo weekend di paura"
Il talento smisurato di John Boorman travolge lo stomaco e le pupille degli spettatori come le rapide di un torrente in questo classico inimitabile ancora oggi potentissimo. La scampagnata in canoa dei quattro protagonisti splendidamente caratterizzati da Cox, Reynolds, Beatty e Voight si trasforma ben presto in una odissea tragica ed è significativa quanto memorabile la sequenza inroduttiva in cui Drew, il più sensibile e vulnerabile del quartetto si esibisce in un duello chitarra...
voto al film: 
25 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Un tranquillo weekend di paura"
Magari tutti i film d'azione/avventura fossero come questo. Non gli manca niente: ritmo, tensione, impegno, ironia, profondità di vedute. Ricordo Burt Reynolds dichiarare simpaticamente qualche anno fa che i suoi film andavano proiettati solo sugli aerei e nelle carceri, in quei posti cioè da dove lo spettatore non poteva lasciare la sala. Beh, “Un tranquillo weekend di paura” fa sicuramente eccezione a questa sua regola.
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7 settembre 2011 Opinione di lukemartin su "Un tranquillo weekend di paura"
Film di superba efficacia, girato con grande stile visivo. A quasi quarant'anni dall'uscita, emoziona ancora. Ottimo il cast e, perfetta la regia di John Boorman.
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4 aprile 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Un tranquillo weekend di paura"
Uno dei film più emozionanti, avventurosi, spettacolari, mozzafiato e coinvolgenti di tutti gli anni '70. Ma non è solo un film d'avventura è una pellicola che fa riflettere sui rapporti tra natura ed uomo civilizzato. Perfetto Jon Voight. Da riscoprire. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 impegno:2 tensione:3
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25 agosto 2010 Opinione di tafo su "Un tranquillo weekend di paura"
La paura del titolo (nella traduzione italiana) è prima di tutto paura di non vedere più paesaggi incontaminati dalla civiltà. La voglia di percorrere per l'ultima volta il fiume ,che di li a poco diventerà un lago, è più forte della paura di non sapere come affrontare la natura nel suo aspetto più oscuro e appunto ... naturale. A questo si aggiunge la paura borghese delle conseguenze di un omicidio per cui si occulta il cadavere senza...
voto al film: 
12 agosto 2010 Opinione di Baliverna su "Un tranquillo weekend di paura"
E' un film molto attuale come messaggio, perché oggi più che mai si fanno sport estremi nella natura, alla ricerca di emozioni forti, spesso in condizioni troppo rischiose e senza il senso del pericolo. Dei protagonisti uno è un gradasso (che forse è quello che la paga più cara), e gli altri sono degli allocchi che lo seguono senza rendersi conto di ciò a cui vanno incontro. Comunque ogni personaggio è ben definito con le sue sfumature e le...
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13 luglio 2010 Opinione di FABIO1971 su "Un tranquillo weekend di paura"
"Avevi ragione, Lewis: c'è qualcosa nel bosco e nell'acqua che in città è andato perduto" "Non 'perduto', venduto..." [Ned Beatty e Burt Reynolds] Quattro amici, Ed (John Voight), Lewis (Burt Reynolds), Bobby (Ned Beatty, all'esordio) e Drew (Ronny Cox), abbandonano per un weekend i ritmi forsennati della metropoli per immergersi, prima che la costruzione di una diga devasti irrimediabilmente la zona, nella natura selvaggia ed incontaminata dei...
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29 giugno 2010 Opinione di chribio1 su "Un tranquillo weekend di paura"
in questo film conosciutissimo,non succede nulla di che' x ben 35' poi,incomincia a muoversi abbastanza verso il filone uccidiamoci tutt'insieme appassionatamente e non mi fa ricordare proprio nulla di cosi' importante.Dico solo che sembrano scene gia' viste in altri films simili,oppure,gli altri hanno preso spunto dopo questo ma in modo migliore! voto.4.
voto al film: 
26 giugno 2010 Opinione di Myau su "Un tranquillo weekend di paura"
Un tema molto diffuso nel cinema americano di quegli anni. Gli Stati Uniti sono davvero un paese civile e civilizzato? Lo sono fino in fondo? I tranqulli impiegati di città forse ne sono convinti. Vanno in cerca di avventure ed emozioni forti e ne trovano molte di più di quelle che desideravano. L'America è un luogo selvaggio e ostile, minaccioso, imprevedibile. Film sgradevolissimo da vedersi, ma con una tensione creata ad arte da un grande maestro.
voto al film: 
19 giugno 2010 Opinione di emmepi8 su "Un tranquillo weekend di paura"
Un film cult, che non invecchia, anzi con l'andare del tempo avanza nella qualità. Un film in cui la violenza determina una frontiera impraticabile nella nostra società, ormai abituata ad affrontare la natura solo con una trovata da agenzia dei viaggi e quindi gestita in versione plastificata. Boorman era entrato in parte in atmosfera con il film Duello sul Pacifico, un bell'esempio di cinema al maschile e di argomento catalizzatore, dopo l'esordio folgorante di Senza...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [10]
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