Doppia personalità (1992)
Con John Lithgow, Lolita Davidovich, Steven Bauer, Frances Sternhagen, Amanda Pombo
La trama
Il dottor Carter è uno psichiatra. Da piccolo era stato sottoposto dal padre, famoso medico, ad alcuni esperimenti sul comportamento che lo hanno segnato nel profondo. Ora è attaccato quasi morbosamente alla figlia Amy e questo preoccupa Jenny, sua moglie. Un giorno Carter incontra Cain, suo fratello gemello e “anima nera”, che lo induce a comportamenti delinquenziali...
De Palma supera se stesso, con un film che radicalizza il magistero hitchcockiano in un perturbante divertissment sospeso tra il sollazzo kitsch e il sublime. La regia è virtuosistica almeno quanto lo sviluppo narrativo (il protagonista è diviso tra cinque personalità).
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 26/03/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Su Doppia Personalità la gran parte dei critici ha aperto il fuoco su Brian De Palma, non lasciandogli nemmeno la possibilità dell’ultima sigaretta. Il Plotone di esecuzione è stato trasversale, ad ogni latitudine e rimproverava al Maestro le solite mancanze e smemoratezze: manierismi, autocitazioni, mancanza di verosimiglianza, buchi narrativi e gravi incongruenze della sceneggiatura. In realtà è il solito dannato punto di vista che è sbagliato, quello stesso punto di osservazione critica che ha portato molti critici a giubilare un capolavoro come Black Dahlia.
Vediamo se riesco a convincervi che Raising Cain è un buon film, certo non il capolavoro di De Palma ma sicuramente un’opera densa di spunti e riflessioni.
Il primum movens da cui parte il regista è la totale distruzione del giallo classico alla Hitchcock: la parodia e il rovesciamento delle situazioni citate dai classici (in questo caso è Psyco) gli consentono di fare tabula rasa totale sulle scorie di un cinema neoclassico, smantellando certezze e capisaldi narrativi. Una operazione che qualcuno ha voluto avvicinare alla operazione della Pop Art americana iconoclastica sui classici della pittura rinascimentale (si pensi al Cenacolo Vinciano rifatto da Andy Warhol) ma che in realtà è più vicina alla operazione che fa Picasso con Las Meninas di Velaquez, ovvero la rielaborazione prende spunto dal classico per creare una nuova forma, copia fedele della poetica del suo nuovo autore. Perché a Brian De Palma riesce questa operazione e invece altre decine di registi che fanno la stessa cosa falliscono miseramente? Perché De Palma ha un talento visionario e una cultura cinefila talmente vasta da riuscire a ricostruire una neorealtà autoriale sulla tabula rasa della destrutturazione del genere. De Palma fa in fondo quello che faceva nei primi film sperimentali: il post avanguardista, il rivoluzionario, il sovversivo. La cosa fantastica è che è uno dei pochi che riesce a minare dall’interno l’estabilishment hollywoodiano, rivestendo le sue confezioni di una apparente elegia del genere (il giallo, il noir, la fantascienza, il film bellico) ma ingannando lo spettatore nel corso della narrazione togliendogli i punti di riferimento e ridendo di lui con una smorfia beffarda (come la smorfia de L’Uomo che Ride di Paul Leni).
Allora partiamo dalla distruzione: la storia dello psichiatra Carter Nix che si occupa come il padre (morto suicida anni prima) di fisiopatologia dell’età evolutiva e decide di sperimentare le sue anarchiche teorie sulla propria figlia è parallela alla storia di Jenny Nix, prototipo di moglie insoddisfatta, che si innamora del marito di una sua paziente, e imbastisce una doppia vita (con doppi orologi a fermare un tempo tiranno) con annesso complesso di colpa dai risvolti onirici. ESPANDI +
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26 marzo 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Doppia personalità"
NON SPARATE SU DE PALMA Su Doppia Personalità la gran parte dei critici ha aperto il fuoco su Brian De Palma, non lasciandogli nemmeno la possibilità dell’ultima sigaretta. Il Plotone di esecuzione è stato trasversale, ad ogni latitudine e rimproverava al Maestro le solite mancanze e smemoratezze: manierismi, autocitazioni, mancanza di verosimiglianza, buchi narrativi e gravi incongruenze della sceneggiatura. In realtà è il solito dannato punto di...
voto al film: 
18 dicembre 2010 Opinione di Carlo Ceruti su "Doppia personalità"
De Palma prova a reinventarsi lo psyco-thriller e, nonostante alcuni difetti nella narrazione, riesce. La regia è al solito virtuosa, la suspense è altissima e non mancano nemmeno gli spaventi autentici. Sottovalutato. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:2 tensione:4
voto al film: 
3 maggio 2010 Opinione di jagger su "Doppia personalità"
Pellicola allucinata dalla trama esile come il carattere del protagonista. De Palma, più ossessivo ed egocentrico del solito, sembra voler dimostrare al mondo quanto sia bravo a fare un film tutto da solo, quasi non gli servissero gli attori e una trama. Ma il regista inciampa nei suoi stessi lacci da scarpe, rendendo il progetto un esercizio di stile masturbatorio e fastidioso, mentre la pellicola risulta infine meritevole di una visione solamente per il bravo Lithgow.
voto al film: 
1 febbraio 2010 Opinione di chribio1 su "Doppia personalità"
non e' che come visione sia stata quel granche' di film.voto.5.
voto al film: 
2 marzo 2009 Opinione di steveun su "Doppia personalità"
Un buon thriller, sorretto da una trama non di facile interpretazione, in cui si evince che le personalita' del protagonista sono multiple e non semplicemente doppia come dice il titolo, e il film ne risulta invece interessante e per nulla scontato: molto bravo Lithgow.
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10 febbraio 2009 Opinione di climber su "Doppia personalità"
Mah il film è bellino, almeno fino a metà. De Palma si è ispirato in modo sfacciato a Psycho di Hitchcock: le musiche sono simili, il tema della doppia personalità si ripresenta, il rapporto particolare col padre (con la madre in psycho). Poi ad un certo punto c'è addirittura una scena copiata, e cioè quella dell'auto che affonda nella palude per poi rifermarsi e sprofondare di nuovo.
voto al film: 
17 novembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Doppia personalità"
A mio parere questo è uno dei film piu'deboli della filmografia di De Palma pur adorando il suo autore in tutto e per tutto.Di motivi ce ne sarebbero parecchi:il primo e piu'evidente è che secondo me qui De Palma sfiora il narcisismo,si guarda un po'troppo allo specchio arrivando ad autocitarsi in maniera abbastanza fastidiosa(si autocita una sequenza di Vestito per uccidere),al solito abbonda in citazioni hitchcockiane che pero'sono sempre state presenti nel suo DNA registico che...
voto al film: 
12 luglio 2007 Opinione di alefalef su "Doppia personalità"
Tipico Brian de Palma, tecnico e sostanzioso. Ne deriva un ottimo thriller. Grandissimo John Lithgow, si deve anche a lui la buona riuscita del film. Rischiò di essere scelto per la parte di Hannibal Lecter..
voto al film: 
8 maggio 2007 Opinione di giurista81 su "Doppia personalità"
Pellicola interessante anche se non paragonabile ai capolavori del grande De Palma. Nell’occasione si assiste a un thriller allucinato e, a tratti, grottesco infarcito di citazioni (a Hitchcock, vedere tutta la sequenza che precede l’uccisione del dottore pazzo) e soprattutto di autocitazioni (“Vestito per uccidere” su tutti). Lithgow è chiamato a interpretare un numero infinito di personaggi e riesce a convincere piuttosto bene considerando che il suo non era affatto un ruolo...
voto al film: 
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