Cape Fear. Il promontorio della paura (1991)
Con Robert De Niro, Nick Nolte, Jessica Lange, Juliette Lewis, Robert Mitchum, Gregory Peck
09/05/2012
La "fiaba nera" del lupo scorsesiano
Sì, dopo lunghe, attentissime, scrupolose meditazioni, son giunto a tale conclusione. Una delle parole chiavi del Cinema di Martin Scorsese è "lupo". Il lupo, allevato fuori...
di Travis Bickle 1979
La trama
Max Cady (De Niro) s'è fatto quattordici anni di carcere per stupro. Non che Max fosse innocente, però è vero che Sam Bowden (Nolte), il suo avvocato, ha omesso di presentare un documento che avrebbe potuto alleggerire la sentenza. Oggi Bowden vive nel North Carolina, con la moglie Leigh (Lange) e la figlia adolescente Danielle (Lewis). Tutte queste cose Max le sa perché ha deciso di fargliela pagare. Ma, almeno all'inizio, non in maniera evidente. Basta farsi vedere in giro nei luoghi che lui frequenta, sedersi davanti a lui al cinema, ammazzargli il cane, magari, mettere qualche dubbio in testa alla giovane Danielle. Nulla per cui uno possa essere messo in galera. Per tutto il primo tempo non si sa da che parte stare. De Niro non è proprio simpatico, ma anche Nolte non è uno stinco di santo. Poi nella seconda parte il film precipita in uno sfrenato "andante con moto", con De Niro che non muore mai perché è insanabile e ineliminabile come un rimorso. In mezzo sta la scena clou, quella di "Cappuccetto Rosso", quella in cui De Niro suggerisce alla Lewis di leggere Henry Miller e lei, in risposta, comincia a succhiargli un pollice. Un film irresistibile.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 11/09/2010 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [12]
- positive [57]
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5 aprile 2012 Opinione di Lord Holy su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Se non fosse per l'ottimo Robert De Niro, questo film non potrebbe vantare alcuna superiorità rispetto ad altri del suo stesso genere. Ha sì dei buoni momenti di tensione con la "t" maiuscola, ma devo riconoscere che molti dei suoi pregi sono dilapidati da una comicità palesemente involontaria e un'assurdità di fondo che contrasta aspramente con quelli che dovrebbero essere i propositi di un thriller coscienzioso. Escludendo, infatti, quei rari casi (auto)ironici che non si prendono...
voto al film: 
1 aprile 2012 Opinione di Argan su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Film mediocre, peccato perchè fino a circa un'ora e mezza ero pronto a valutarlo 4 stelle, ma da quel momento in poi il film diventa scontato, un'altra ennesima americanata, da un thriller diventa un film d'azione frenetico e banale, soltanto un susseguirsi di prevedibili banalità; Nei suoi primi 90 minuti, il film è molto interessante e coinvolgente, un tipico film/capolavoro di Scorsese, non riusciamo a prendere la parte di uno dei protagonisti, ma poi il film sembra quasi forzarci alla...
voto al film: 
7 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Film bellissimo,girato da Martin con il suo pupillo, cioè Bob.
voto al film: 
9 novembre 2011 Opinione di XANDER su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
A mio parere ancora meglio del film originale per via di una regia migliore, un montaggio straordinario e una fotografia eccellente (basti vedere la scena quando De Niro esce dal carcere). Tensione alle stelle e un De Niro assolutamente strepitoso (altro che quelle cagate di film che sta facendo oggi). Da non perdere per nessun motivmo
voto al film: 
22 luglio 2011 Opinione di eugenio27 su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Lo ritengo un thriller perfetto! Ci sono dei grandi risvolti psicologici(gli occhi della bambina che diventano indiavolati nel finale è un esempio), la tensione è sempre alta e soprattutto è pieno di suspense! Uno dei migliori momenti di suspense è quando dentro la casa di Sam c'è proprio Max Cady travestito da governante e l'investigatore sicuro di stare di fronte a Graciella(la governante) si beve tranquillamente un bicchiere. Qui lo spettatore sa...
voto al film: 
24 giugno 2011 Opinione di luisasalvi su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Un precedente Il promontorio della paura di Thompson, una trentina di anni prima (1962) aveva già gli stessi protagonisti, Mitchum nella parte dello stupratore e Peck in quella di un testimone a carico, su cui lo stupratore uscito di galera vuole vendicarsi, non si capisce bene perché. Nonostante le tinte fosche, o forse proprio grazie all'eccesso espressionista di queste, mi pare un bel divertimento leggero; lo scambio di ruoli di Mitchum e Peck (ora il primo fa il...
voto al film: 
12 maggio 2011 Opinione di trebby su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Un uomo condannato giustamente per stupro nel 1977 esce di galera nel 1991, immediatamente si fionda dall'avocato che avrebbe dovuto difenderlo per vendicarsi. Il personaggio interpretato da De Niro è un balordo tamarro con il corpo ricoperto da tatuaggi, un Fabrizio Corona d'oltreoceano in grado di generare una rabbia atroce nello spettatore. Questo burino non fa altro che picchiare e stuprare donne ma avrebbe preteso che il suo avocato lo avesse fatto assolvere. Inoltre quel...
voto al film: 
20 febbraio 2011 Opinione di Mazinho su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Un'ottima pellicola, una storia penetrante e ricca di colpi di scena. Bravissimi tutti i protagonisti; discorso a parte per De Niro che sembra un ALIENO per quanto è bravo! DA CLONARE!
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21 settembre 2010 Opinione di slkfant su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Un bel film... Travalica inquietudine da ogni parte. Però c'è da dire che la trama non è quanto di più originale si possa trovare ed in alcune sequenze sembra anche banale. A mio giudizio non tra le migliore opere di scorzese, che comunque riesce a mantenere sempre alta la tenzione. Ottima prestazione di Juliette Lewis ed anche un buon De Niro che come al solito riesce molto bene nei ruoli da fuori di testa. Giudizio finale:6.5
voto al film: 
11 settembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Cape Fear. Il promontorio della paura"
Max Cady (Robert De Niro) esce dal carcere dopo quattordici anni di dedenzione. Venne condannato per stupro, un crimine che con ogni probabilità lui aveva effettivamente commesso. Ma se l'avvocato difensore Sam Bowden (Nick Nolte) l'avesse difeso meglio, se avesse presentato alla corte un rapporto che delineava il profilo psicologico della vittima, avrebbe potuto avere una pena più lieve se non essere scagionato del tutto. Una volta libero Max Cady medita la vendetta contro...
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [12]
- positive [57]
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