La signora in rosso (1984)
Con Kelly LeBrock, Gene Wilder, Charles Grodin
La trama
Teddy è un tranquillo impiegato pubblicitario di San Francisco. Un giorno resta affascinato da una bellissima ragazza vestita di rosso, che poi si ritrova in ufficio. Le telefona per un appuntamento, ma non si accorge di parlare con la collega, brutta e appassionata. Dopo diversi equivoci e ripicche, ritrova la bella sconosciuta. Nuovo appuntamento mancato, ma poi lei lo invita a Los Angeles, per una notte... Il film è un remake gradevole e finto-trasgressivo di "Certi piccolissimi peccati", del francese Yves Robert; Kelly LeBrock è fuoriserie. Oscar alla mielosa canzone di Stevie Wonder, "I just called to say I Love You".
L'opinione più votata
Di jonas scritta il 24/11/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [7]
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2 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "La signora in rosso"
Gene Wilder è un grande. Come attore. Qui si presenta però nella doppia veste di regista e interprete del film e i risultati calano. Comunque discreto nel suo complesso; famosissima la canzone di Stevie Wonder che fa da base alla colonna sonora (e che a me personalmente non piace).
voto al film: 
26 febbraio 2012 Opinione di maso su "La signora in rosso"
Commedia frizzante che riscosse un notevole successo alla sua uscita, il protagonista e regista Gene Wilder rilanciò la sua carriera rivitalizzando al meglio un vecchio film transalpino e applicando le regole della commedia dettate dal maestro Blake Edwards. Senza mai eccedere in volgarità o cadute di tono, Wilder dipinse con leggerezza e un pizzico di romanticismo il fuoco che infiamma le tentazioni dell'ultraquarantenne americano medio seduto sulla sua quotidianità famigliare che...
voto al film: 
10 dicembre 2011 Opinione di LorCio su "La signora in rosso"
All’epoca, posizionandosi all’ottavo posto della classifica stagionale degli incassi, ebbe un certo successo in Italia (negli Stati Uniti fu, in rapporto, minore) e nel corso degli anni è diventato quasi un oggetto di culto. Oggi verrebbe da chiedersi per quale motivo. Sì, la commedia è divertente, la stupenda Kelly LeBrock con vestito rosso ed effetto alla Marylin ha certamente dato una spinta notevole all’aspetto iconografico entrando nell’immaginario collettivo, ma poi? Sì, il...
voto al film: 
24 novembre 2011 Opinione di jonas su "La signora in rosso"
Remake di Certi piccolissimi peccati (1976) di Yves Robert, ha il solito difetto di ogni remake americano di una commedia francese: è troppo speziato; fra Anny Duperey e Kelly LeBrock, in particolare, corre la stessa differenza che fra un ristorante di lusso e un fast food. Gene Wilder è divertente, specialmente nella prima parte, ma la maggior parte dei meriti spetta alla sceneggiatura originale. Rispetto alla quale c’è un tocco di moralismo in più: il marito di lei arriva giusto in...
voto al film: 
24 novembre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "La signora in rosso"
Diciamoci la verità, se non fosse stato per la colonna sonora di Stevie Wonder questo film non sarebbe diventato così famoso. Come per altre commedie, il soundtrack finisce per avere un successo tale da trascinarsi dietro anche il film stesso. Intendiamoci, è una commedia tutto sommato gradevole ma è prevedibile in ogni aspetto. Le gag più divertenti (vedi quella dell'amico cieco) sono appena passabili e non brillano per originalità e la storia stessa è quella di un banale flirt...
voto al film: 
20 aprile 2009 Opinione di steveun su "La signora in rosso"
Una pellicola simpatica di intrattenimento, con una sceneggiatura e una regia oneste dello stesso protagonista; ci si diverte e la colonna sonora sdolcinata di Wonder sostiene il film in maniera solida e da qui l'oscar: bravo Wilder con la sua mimica.
voto al film: 
8 gennaio 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "La signora in rosso"
Niente di nuovo né di originale, ma è comunque una commedia davvero divertente, grazie soprattutto ai caratteristi. Si ride parecchio. Tabellino dei punteggi di Film tv humor:3 ritmo:3 erotismo:1
voto al film: 
8 settembre 2006 Opinione di Darjus su "La signora in rosso"
Wilder dirige se stesso in una commedia degli equivoci che poggia tutta sul cliché, tipico degli anni Ottanta, dell’uomo «qualunque» che per un giorno sogna di diventare «qualcuno», grazie alla scappatella con una donna sexy e provocante. La morale cattolico-buonista è dietro l’angolo, ma a volte si ride. “I just called to say I love you” di Stevie Wonder è il motivo portante della colonna sonora. **
voto al film: 
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