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Due soldi di speranza (1951)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Due soldi di speranza: presente
Ritmo ritmo in Due soldi di speranza: forte
Impegno impegno in Due soldi di speranza: minimo
Tensione tensione in Due soldi di speranza: assente
Erotismo erotismo in Due soldi di speranza: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Due soldi di speranza

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Due soldi di speranza (voti: 12 media: 4,17) 12

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locandina di Due soldi di speranza

La trama

Antonio è l'unico sostegno della sua numerosa famiglia. Lui vorrebbe sposare Carmela, ma non ha soldi e per giunta deve darsi da fare per mettere insieme la dote della sorella, sedotta da un possidente. Così di giorno fa il sacrestano nella chiesa del paese, di notte si trasferisce a Napoli ad attaccare manifesti di propaganda per il Pci.  

Col neorealismo già quasi esaurito, Castellani realizza questa commedia seria, popolare e intelligente e vince il gran premio a Cannes nel 1952. Una delle rappresentazioni più fresche e partecipi del mondo popolare italiano, con una irresistibile protagonista femminile.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 23/11/2010 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Antonio (Vincenzo Musolino) torna al paese dopo il periodo trascorso a fare il militare. E' senza lavoro e si arrangia a fare un pò di tutto, anche perchè vorrebbe sposarsi e deve mantenere la nutrita famiglia. Si innamora di Carmela (Maria Forte) il cui padre non acconsentirà mai al loro fidanzamento se prima Antonio non trova un impiego fisso. "Due soldi di speranza" di Renato Castellani è uno dei migliori esempi di "cinema popolare" del nostro paese, con una galleria di personaggi di lodevole sincerità e struggente purezza. Si accenna all'oleografia, ma la si utilizza quanto basta, per fare un quadro emblematico della situazione senza cedere al ricatto di una rappresentazione consolatoria dell'innato spirito di sopravvivenza dei poveri. Si racconta di vite umili e di situazioni minori, quelle tipiche dell'Italia dell'immediato dopoguerra, quando il boom economico e l'avvento della televisione non erano ancora intervenuti a mutare i comportamenti delle classi più popolari. E' ambientato in uno dei tanti paesi dell'Italia meridionale (qui stiamo a Boscotrecase, uno dei paesi più vicini alla bocca del Vesuvio), quelli immersi nelle loro ataviche usanze e percorsi da pettegolezzi e superstizioni di ogni tipo. Il dramma è sempre sullo sfondo (la disoccupazione, l'analfabetismo, la miseria) ma è prosciugato dalla fatalistica accettazione degli eventi e superato dalla solidarietà tra poveri che non fa perdere la speranza in un futuro migliore anche quando non si ha un soldo in tasca e tutto sembra remare contro (emblematica in tal senso la sequenza finale, dove davvero non si sa se piangere o ridere). Al centro della storia c'è naturalmente il tormentato rapporto tra Antonio e Carmela, un amore sincero e spavaldo, osteggiato dalla testardaggine di un padre padrone e ostacolato dalla goffa gelosia di Carmela che manda a monte ogni progetto lavorativo di Antonio e da tutta una serie di passaggi obbligati che devono necessariamente essere portati a compimento se si vuole regolarizzare la liceità del loro amore agli occhi vigili di tutti i compaesani. Ma niente e nessuno impedisce a questo amore di nascere puro come un fiore e di crescere ingenuo come un bambino, pensando al giorno per giorno, affrontando i problemi con la naturalezza di chi non sa pensarsi in situazioni diverse da quelle in cui si trova, così, senza soverchie recriminazioni. Proprio la mancanza di questa "dimensione sociale" più ampia, fa del film di Renato Castellani un'opera originale nell'ambito della stagione del Neorealismo italiano, originalità che gli valse l'epiteto di "neorealismo rosa" , usato con una punta di scherno da chi non accettava che venisse rappresentata la povertà e lo stato di arretratezza in cui versavano i paesi meridionali senza rimandarli ai condizionamenti sociali e politici più generali che c'erano dietro. Critica pertinente, ma a parer mio viziata da un certo dogmatismo ideologico di fondo che portava ad elogiare la rappresentazione eminentemente drammatica della vita e a mostrarsi diffidente verso gli stilemi "più leggeri" della commedia. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Due soldi di speranza


24 marzo 2012 Opinione di michel su "Due soldi di speranza"
michel

La fronte è ampia, luminosa, l'età è quella delle imprese ardite, un occhio è calmo, fidato, l'altro spiritato, vive in un mondo difficile ma non serio; dategli due soldi, se li merita.

voto al film: michel assegna il voto buono a Due soldi di speranza (1951)


18 febbraio 2012 Opinione di sasso67 su "Due soldi di speranza"
sasso67

Considerato il film anticipatore del "neorealismo rosa", a me sembra soprattutto l'ultimo esempio di neorealismo (quello "vero", per intenderci), complementare, in quanto volto in direzione opposta al coevo Umberto D. desichiano. Come nella maggior parte delle commedie - in senso classico era commedia qualsiasi vicenda che avesse un esito positivo - ciò che conta e che dà il senso all'operazione, più che la trama d'amore contrastato (che qui ha una risoluzione sulla base del modello La...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Due soldi di speranza (1951)

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23 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Due soldi di speranza"
Peppe Comune

Antonio (Vincenzo Musolino) torna al paese dopo il periodo trascorso a fare il militare. E' senza lavoro e si arrangia a fare un pò di tutto, anche perchè vorrebbe sposarsi e deve mantenere la nutrita famiglia. Si innamora di Carmela (Maria Forte) il cui padre non acconsentirà mai al loro fidanzamento se prima Antonio non trova un impiego fisso. "Due soldi di speranza" di Renato Castellani è uno dei migliori esempi di "cinema popolare" del nostro paese, con una...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Due soldi di speranza (1951)

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9 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Due soldi di speranza"
mm40

Ultime tracce di neorealismo nel cinema italiano; coevo (e simile in questi richiami al cinema povero della povera Italia degli anni precedenti) ad Umberto D, questo Due soldi di speranza riscosse il successo, sia di pubblico che a Cannes, che al film di De Sica venne a mancare. Il tempo ha restituito i giusti meriti. Non che il lavoro di Castellani (in sceneggiatura con la De Filippo) sia brutto, ma semplicemente non offre molto altro del solito spaccato, con storia sentimentale di povera...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Due soldi di speranza (1951)



28 giugno 2009 Opinione di jonas su "Due soldi di speranza"
jonas

Il giovane Antonio torna al suo paese in Campania dopo il servizio militare: deve mantenere la madre e i numerosi fratelli, e si arrabatta in ogni modo per guadagnare qualcosa (fra l’altro, letteralmente, vende il sangue a una signora che ha bisogno di trasfusioni). Ma un fatto scombussola tutti i suoi progetti: Carmela, figlia del pirotecnico del paese, si innamora di lui e tenta in ogni modo di stargli vicino (Maria Fiore interpreta un personaggio indimenticabile, uno dei più vivi del...

voto al film: jonas assegna il voto ottimo a Due soldi di speranza (1951)


28 settembre 2006 Opinione di emmepi8 su "Due soldi di speranza"
emmepi8

Non riconoscete niente in questo film?.. Margadonna di Pane amore e Fantasia.. l'inziatore del, criticatissimo e sottovalutato, allora, neorealismo rosa. Si riconosce benissimo dalla stesura della storia stessa, anche se la sceneggiatura dello stesso regista e di Titina De Filippo (occasione più che curiosa!!, ma che continuò non a caso in Pane amore e Gelosia), si differenzia non poco. Qui si basa su degli attori presi dalla strada con le loro qualità ed, a dire la verità, le loro...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Due soldi di speranza (1951)



20 febbraio 2006 Opinione di shadgie su "Due soldi di speranza"
shadgie

sto cercando questo film per motivi para-affettivi. l'ambientazione paesana è quella di un paesino del subvesuviano, Boscotrecase, oggi forse uno dei posti più brutti d'italia, dove è nato mio padre. e nelle prime scene "recita" mia zia che oggi ha 60 anni e più. una bambina palliduccia con i capelli neri

voto al film: shadgie assegna il voto nd a Due soldi di speranza (1951)

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6 luglio 2005 Opinione di ilmarchese su "Due soldi di speranza"
ilmarchese

Veramente un bel film, tipico dell'Italia anni '50. Bella l'ambientazione paesana e contadina, bravissimi i protagonisti, in particolare Maria Fiore. Voto: 8

voto al film: ilmarchese assegna il voto buono a Due soldi di speranza (1951)



30 luglio 2003 Opinione di ed wood su "Due soldi di speranza"
ed wood

il film che inauguro' il neorealismo rosa, e' un saggio sull'amour fou in forma di commedia sociale. Bella galleria di personaggi, che compongono un convincente quadro della provincia campana e della sua gente; attori giovani e in gamba (memorabili i due protagonisti); regia che sa imprimere ritmo alla vicenda. Il difetto? La stessa regia di Castellani a tratti zoppica nel conciliare realismo e melo...del resto in pochi ci son riusciti senza forzature (il Visconti di "Rocco"...)

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Due soldi di speranza (1951)



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