The Fan. Il mito (1996)
Con Robert De Niro, Wesley Snipes, Ellen Barkin, Benicio Del Toro
La trama
Un tifoso fanatico perseguita il suo campione preferito.
Bobby Rayburn (Wesley Snipes) è un asso del baseball da poco ingaggiato dai San Francisco Giants per la simpatica cifra di quaranta milioni di dollari. Gil Renard (Robert De Niro) è un rappresentante di coltelli in via di licenziamento da lavoro e famiglia. Gil adora Mick Jagger, acolta "solo-musica-rockettara" - con una speciale predilezione per "Simpathy for The Devil" - ed è un fanatico di Bobby, da cui si aspetta tutto il bene possibile, scudetto incluso. Comincia così a perseguitarlo. Un gioco a due, estremamente pericoloso; i lanci sono "pura poesia in movimento" e le proiezioni, tali da scomodare persino Herr Sigmund Freud. De Niro ci sguazza nella caratterizzazione del maniaco ossessivo e ossessionato, patologico al punto di arrivare ad abbandonare il figlio sugli spalti dello stadio pur di servire la sua causa; o, adirittura, di uccidere. In fondo, trattasi della protesi degli indimenticabili Travis Bickle di "Taxi driver" e Rupert Pupkin di "Re per una notte". Col tragico comune denominatore sintetizzabile nella virtuale battuta:"Ehi, ci sono anch'io". Un thriller sportivo fra "Il migliore" e "Cape Fear", serio "come un attacco cardiaco", incerto come un "fuori campo" sospeso in stop-frame.
L'opinione più votata
Di Travis Bickle 1979 scritta il 13/10/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Ossessione fanatica
Gil Renard saves the day...
La voce calda di Ferruccio Amendola è già "denirizzata" in Gil, in una lunga filastrocca sui titoli di testa intagliati in foto sportive d'epoca in bianconero, allineate al Tempo che l'ha erose negli abiti da "commesso viaggiatore" di Gil, anima persa d'una caotica America sul furgoncino di valigie senza speranza, "abbigliate" nelle "incravattate" bretelle d'una patologia da maniacale tifoso dei Giants e del suo idolo Bobby Rayburn, nuova stella da 40 milioni di Dollari.
Gil, nei labili zigomi d'un De Niro "accoltellato" in smorfie orrorifiche da silente Babau della sua Notte più inquieta, fantasma senz'appariscenza di lillipuziana piccola borghesia anonima.
La vita, tempesta ondivaga d'illusioni, come un sogno che brillava armonioso in una giornata solare, quand'eri eroe vincente della fiamma nell'aurora d'occhi vivi(di) immortalati da un flash che li captava euforici nella gioia d'un attimo memorabile, che è l'intimo desiderio di tutto il viaggio, prima dei cheti crepuscoli che anneriscon l'anima.
Superbo De Niro, mimesi d'altri "folli" d'una battaglia persa col "baseball", ove vigon regole in cui "obbedirsi" e adempier salvo fuoricampo che scroscin dardeggiando nell'applauso d'iridi non più assopite ma nel vitreo visibilio che le squaglia danzando ove i ciechi possan pulsar nel Cuore.
Maschera beffarda, che si scandisce e scolpisce in una degenerata pazzia che si coagula fra le sue rughe, la brizzolata e cortissima capigliatura d'argentea rasatura nelle "cornici" di labbra sottili e mobilissime, d'una contorsione agonizzante che s'inabissa, tetra, nel buio e lo sospira immolandolo a "virtù", a grazia che sibili per cristallizzar anche la folgore morbosa d'una esistenza vinta, mai vissuta.
Maschera d'un Max Cady pacato che riemerge dal magma dell'impigrito "nylon" che ne'offuscò la Luce, Bickle meno lucido dal tormento irriverente da clown con gli scatti nervici d'un collo dondolante quanto rigidissimo, del sudore che cola dalla fronte e (os)cura le ferite nella lama del coltello. Anche le sue, o le suture.
Autista senza meta dell'autodistruzione "programmatica", "festoso" come i due leit-motiv in colonna sonora, nei fremiti carnali di Mick Jagger coi suoi "demoni" e Trent Reznor nell'"incularla" sfacciato & osceno. Esibizionista della sua spellata, ma forse profumata nudità.
Uno dei migliori Tony Scott, di veloce ritmo, "gergale", con grandi lampi, anche fra le "piogge" di Dariusz Wolski, attori affidabilissimi e una vera star nascente per una sauna rossissima, Benicio Del Toro
Film "titanizzato" nel neo ghignante d'un impareggiabile Bob(by).
Forse, un capolavoro o una "stronzata" che però sazia.
(Stefano Falotico)
- negative [7]
- sufficienti [5]
- positive [5]
- leggi tutte le opinioni
13 ottobre 2011 Opinione di Travis Bickle 1979 su "The Fan. Il mito"
Ossessione fanatica Gil Renard saves the day... La voce calda di Ferruccio Amendola è già "denirizzata" in Gil, in una lunga filastrocca sui titoli di testa intagliati in foto sportive d'epoca in bianconero, allineate al Tempo che l'ha erose negli abiti da "commesso viaggiatore" di Gil, anima persa d'una caotica America sul furgoncino di valigie senza speranza, "abbigliate" nelle "incravattate" bretelle d'una patologia da maniacale tifoso dei Giants e del suo idolo Bobby Rayburn, nuova...
voto al film: 
3 ottobre 2011 Opinione di emmepi8 su "The Fan. Il mito"
Scott e De Niro hanno voluto fare la furbata troppo grossa per i mezzi che hanno a loro disposizione; l’attore ripete troppe volte il ruolo mad, che lo ha caratterizzato anche in film di notevole portata ed impatto, ma proprio per questo non si dovrebbe permettere di riscimmiottarli in maniera indecorosa in prodotti a dir poco scontati. Scott ormai sappiamo in molti, che cerca visivamente di risolvere quello che nei contenuti non riesce a dare, qui le immagini non sono il suo forte e...
voto al film: 
28 gennaio 2010 Opinione di ultrapaz su "The Fan. Il mito"
Buon thriller sportivo di Tony Scott, aiutato da due bravi attori (Robert De Niro in ruoli del genere è insuperabile e Wesley Snipes se la cava egregiamente) dirige una storia interessante, folle e con discreta tensione che ti accompagna appassionandoti in alternanza per le quasi due ore di durata.
voto al film: 
16 settembre 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "The Fan. Il mito"
Un thriller drammatico piuttosto efficace. De Niro è assolutamente perfetto ed il regista sa creare la suspense ed evitare la noia. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 impegno:2 tensione:3
voto al film: 
7 agosto 2009 Opinione di supadany su "The Fan. Il mito"
VOTO : 6++. Film che non mi ha conquistato, però l'atmosfera di tensione funziona abbastanza bene, anche se purtroppo è destinata perennemente a non decollare. Bravi gli attori, un pò meno lo sceneggiatore.
voto al film: 
2 agosto 2009 Opinione di cavalars su "The Fan. Il mito"
Non l'avevo mai visto prima d'ora perchè ne avevo sentito parlare male e invece devo dire che il film è fico! il personaggio di DeNiro trasmette tensione come solo in Taxi Driver era riuscito a fare (anche Cape Fear ovviamente ma lì era un assassino non un pazzo). Da vedere almeno una volta.
voto al film: 
20 luglio 2008 Opinione di IGLI su "The Fan. Il mito"
Deludente thriller che sprecca degli ottimi attori. Tony Scott ai suoi livelli più bassi.
voto al film: 
21 aprile 2007 Opinione di frankwalker su "The Fan. Il mito"
Lo stile videoclipparo di un regista che viene da ambito siffatto, si ripercuote non poco su un thriller dallo spunto di partenza avvincente, che disperde e via via prosciuga la sua tensione narrativa. Encomiabile De Niro nei propri volenterosi tentativi di giocare coi cliché di psicopatico che lo hanno reso noto al pubblico: ma il ruolo del piazzista di coltelli Gil Renard resta una delle sue prove meno eccelse, anche se il disegno di un’ordinaria follia fomentata dalle frustrazioni...
voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [5]
- positive [5]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:
























