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Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Hana-Bi ­ Fiori di fuoco: minimo
Ritmo ritmo in Hana-Bi ­ Fiori di fuoco: presente
Impegno impegno in Hana-Bi ­ Fiori di fuoco: presente
Tensione tensione in Hana-Bi ­ Fiori di fuoco: forte
Erotismo erotismo in Hana-Bi ­ Fiori di fuoco: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (voti: 91 media: 4,29) 91

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Hana-Bi ­ Fiori di fuoco play

La trama

L'investigatore Nishi va a far visita alla moglie ricoverata in ospedale e non accompagna il suo collega Horibe in una missione di sorveglianza. Quando arriva in ospedale apprende che le condizioni della moglie sono più gravi del previsto e che Horibe è stato colpito. Passano alcune settimane e Nishi va a trovare Horibe, che immobilizzato su una sedia a rotelle in seguito alla sparatoria, vive da solo vicino al mare. Nishi fa del suo meglio per non farsi abbattere dalla condizione della moglie che ormai sta morendo e dell'amico, a causa del quale ha lasciato la polizia. 

"Hana-Bi" non ci affascina solo perché ci immerge nella disperazione e nella raffinatezza della vita e della cultura giapponese, solo perché è "insolito". "Hana-Bi" è un film dolente e furibondo, percorso da una qualità d'immagine straordinaria, da un'idea di cinema rigorosa e sconvolgente. Ed è il capolavoro, giustamente premiato a Venezia nel 1997, di un uomo solo, scritto, diretto, interpretato, montato da Takeshi Kitano (che è anche l'autore dei lussureggianti disegni), prima attore comico, poi autore di thriller stilizzatissimi. Fa venire in mente il Godard matto e ruvido degli anni Sessanta ("Weekend" e "Pierrot le Fou"), anche se Kitano, sempre sardonico e sbrigativo, dice di non conoscere i suoi film. Ma, come aveva Godard, ha la stoffa del grande consapevole distruttore.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 2011-10-16 12:08:47 - utile per 18 utenti

Voto al film: voto buono

Nishi (Takeshi Kitano) è un poliziotto sul viale del tramonto. La moglie Miyuki (Kayoko Kishimoto) è malata terminle e lui decide di lasciare la polizia dopo che, in sua assenza, Horibe (Ren Osugi), collega e suo miglio amico, è rimasto vittima in una sparatoria con un malvivente. Deve fare di tutto per prestare le migliori cure possibili alla moglie e vuole in ogni modo lenire il dolore dell'amico costretto sulla sedie a rotelle. Chiede dei soldi in prestito a una banda di strozzini della Yakuza, pur sapendo benissimo che questi non gli daranno mai tregua, che per estinguere il debito si vedrà costretto a usare le loro stesse armi, che sarà dura venirne a capo e riuscire a portare a termine il tacito accordo morale che ha contratto da solo per le uniche persone che ama. "Hana-Bi. Fiori di fuoco" (Leone d'oro a Venezia) di Takeshi Kitano è uno stupendo noir sentimentale tutto giocato sulla sanguinolenta rabbiosità di un poliziotto deluso e la fragilità esistenziale di un uomo amareggiato dalla vita. Nishi si sente in colpa perchè una normale operazione di pedinamento si è trasformata in un "giorno maledetto". Lui è consapevole di aver commesso degli errori e che questi errori lo perseguiteranno per sempre, che si intrecceranno con la fierezza del suo carattere e col tempo che vorrà trascorrere con la moglie. Lui sa che le cicatrici non si rimarginano e i vuoti non si riempiono, che quello che è stato è stato e tornare indietro serve solo ad accellerare il vortice dell’abbandono. Così decide da solo come dovrà finire la sua storia, quanto sangue dovrà ancora scorrere e quanta serenità sarà ancora capace di distribuire : come un eroe romantico che sceglie di regalare al mare gli ultimi vagiti di una sommessa felicità. Nishi ormai è diviso tra l’amore per la moglie e il legame indissolubile con Horibe. Alla prima sta donando il tempo che occorre per intrecciare per un ultima volta i rispettivi destini. Al secondo quanto resta della sua anima ormai compromessa. Horibe (talmente perfetto come personaggio “kitaniano” da risultarne quasi un alter ego), dopo l’abbandono della famiglia e un tentativo di suicidio, è riuscito grazie all’aiuto di Nishi a rialzare la testa, a trovare sollievo nella passione per la pittura (sono di Kitano tutti i dipinti che si vedono nel film)e nell’immensità del mare. Si è trasformato in quello che Nishi non può più essere, nell’altra faccia di una stessa medaglia, un opposizione benigna nata tra due amici per la vita, necessitata dal forzato immobilismo del primo e dall’urgenza  di fare in fretta dell’altro. Ecco i contrasti, che nel cinema di Kitano rappresentano la costante di una cifra stilistica subito riconoscibile, capace di permeare un cinema dall’andamento circolare dove l’elemento di assoluta originalità non sta tanto nell’attenzione riposta all’esito conclusivo di un destino già scritto, quanto nel susseguirsi vorticoso di aspetti tra loro antitetici e nella raggiunta credibilità che Kitano sa imprimere alla loro armoniosa interdipendenza. Fiori (Hana) e fuoco (Bi), amore ed odio, vita e morte, serenità e rabbia, rosso sangue e rosso colorato, la quiete della campagna innevata e i tumulti della città, il silenzio degli occhi e i rumori delle pistole, l’immensità del mare e la limitatezza dell’uomo. I contrasti appunto, quelli che danno corpo al mondo kitaniano, dove va in scena una lotta ad armi pari tra il bene e il male, dove gli opposti necessiaramente si scontrono ma possono anche attrarsi, spetta alla volontà umana indirizzarne il cammino, come ad un autore conferire i connotati etici della sua arte. Entra così in gioco un altro aspetto caratterizzante la poetica di Kitano, vale a dire il modo con cui ama giocare con i tipi della Yakuza, questo tendere a scarnificare l’oggetto malavitoso attraverso una rappresentazione condita da una vena di irridente ironia neanche troppo sottile, che oscilla tra la serietà di analisi solo accennata della struttura tentacolare dell'organizzazione criminale e la caratterizzazione quasi parodistica dei suoi agenti criminosi. Perché al cinema si può fare dell' imperturbabilità di uno sguardo la maschera malinconica di un clown con la pistola. Al cinema si può fare di tutto, anche giocare con la realtà senza disperderne la verosimiglianza  Al cinema i fiori e il fuoco possono magnificamente convivere nella sgargiante esplosività di un poeta dei colori.
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SI

Opinioni su Hana-Bi ­ Fiori di fuoco


2011-10-21 20:49:49 Opinione di supadany su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
supadany

VOTO : 7. “Hana-bi” è il film che ha permesso di sdoganare in Italia Takeshi Kitano e già solo per questo meriterebbe una particolare considerazione, ma soprattutto se la merita per il suo essere particolare, stilisticamente, ma anche umanamente, raro ed in grado di insediarsi nei ricordi dello spettatore (anche se personalmente di Kitano preferisco “Sonatine” e “L’estate di Kikujiro”). Nishi (Takeshi Kitano) è un investigatore che lascia la polizia dopo che il suo caro...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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2011-10-21 10:21:52 Opinione di alfatocoferolo su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
alfatocoferolo

I ritmi sono quelli tipici dei film orientali con parecchie incursioni nella sfera poetica e introspettiva. Kitano però va anche oltre con un minimo di contaminazione soprattutto nel linguaggio dei personaggi che ricalca piuttosto quello degli action movie americani e nel finale comunque molto significativo. Un film piacevole, consigliato soprattutto agli amanti del genere e delle tematiche orientali.

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)



2011-10-16 12:08:47 Opinione di Peppe Comune su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
Peppe Comune

Nishi (Takeshi Kitano) è un poliziotto sul viale del tramonto. La moglie Miyuki (Kayoko Kishimoto) è malata terminle e lui decide di lasciare la polizia dopo che, in sua assenza, Horibe (Ren Osugi), collega e suo miglio amico, è rimasto vittima in una sparatoria con un malvivente. Deve fare di tutto per prestare le migliori cure possibili alla moglie e vuole in ogni modo lenire il dolore dell'amico costretto sulla sedie a rotelle. Chiede dei soldi in prestito a una banda di strozzini...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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2011-08-08 21:22:54 Opinione di yume su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
yume

  “…ho scritto una storia in cui si parlava di persone che provano a sfuggire il loro crudele destino che contrastava con il loro sentimento di eternità, ed ho provato a renderlo visibile con Hana bi…” Fiori di fuoco, Hana bi, fiori che i fuochi d’artificio formano nel cielo notturno sul mare, fiori dei proiettili che esplodono, allargando sui corpi rosse corolle di violenza, fiori che dissolvono la loro consistenza reale e riappaiono nella...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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2011-06-09 13:09:20 Opinione di Fosforo su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
Fosforo

Il miglior T.Kitano (e Hana-Bi appartiene al periodo del miglior Kitano) ha messo a punto una particolare sintassi/grammatica espressiva che letteralmente ipnotizza lo spettatore. Cosi come (si dice) non tutti siano sensibili all'ipnosi, così avviene anche per il film del grande Kitano: essi non sono per tutti. Con ciò non voglio sottintendere che chi non apprezza un suo film, non sia un degno cultore del cinema, bensì solo sottolineare che è un tipo di opera che...

voto al film: Fosforo assegna il voto ottimo a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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2010-09-21 00:11:28 Opinione di almodovariana su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
almodovariana

Film drammatico e poetico che sembra inneggiare alla vita proprio nel momento in cui si approssima la fine. Kitano recita magistralmente senza pronunciare più di 20 parole in tutto il film.

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

2 commenti
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2010-09-03 15:00:48 Opinione di cheftony su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
cheftony

Potremmo parlare del Kitano attore, sicuramente non agevolato dalla plastica facciale a cui si sottopose nel '94 in seguito ad un incidente stradale. Ma forse è meglio parlare del Kitano sceneggiatore e regista per rendergli il giusto merito. Takeshi Kitano non è stupido: si ritaglia il ruolo di un uomo, di nome Nishi, che non ha bisogno di essere espressivo, in quanto morto dentro per essersi ritrovato fulcro di vicende tragiche: è un ex-poliziotto, il cui collega e...

voto al film: cheftony assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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2010-05-24 18:51:57 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
Utente rimosso (signor joshua)

Lo sguardo del Kitano attore non lascia trapelare nemmeno un'emozione, è un muro di cemento armato rinforzato da sbarre d'acciaio, fa il suo mestiere come se stesse facendo una passeggiata al Sole, uccide persone come se stesse spezzando dei ramoscelli, fa a pezzetti i sicari della malavita come se stesse facendo una ramanzina a dei bambini delle elementari, uccide o mutila chiunque gli dica una parola di troppo, non si lascia mai sfuggire più di tre o quattro parole per frase...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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2009-12-07 21:21:35 Opinione di Axeroth su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
Axeroth

...Takeshi Kitano, lo conoscevo di fama e per quanto siano rinomati i suoi film particolari con a seguito il suo stile unico e amato/odiato a differenza dei casi. Questa è la prima opera del regista/attore/artista che mi è pervenuta sotto mano e che ho visto con accuratezza. Sono rimasto estasiato e amareggiato di fronte a cotanta grandezza e allo stesso tempo sconcertato per determinate parti del film abbastanza sciocche (la rapina; il meccanico schizzato), ma credo che...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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2009-08-27 14:58:11 Opinione di rebis su "Hana-Bi ­ Fiori di fuoco"
rebis

Quando tutto è già esploso la pittura ricompone un nuovo ordine: per questo l’arte necessaria non riproduce la realtà, la trasgredisce, la ristruttura secondo le coordinate del dolore. Notevole riflessione sulla creatività umana condotta da Kitano con serafica intonazione in un quadro di limpida e sincera bellezza. Il racconto, sempre a rischio del patetico, è riscattato da una costruzione a incastro che sospende i personaggi in un presente...

voto al film: rebis assegna il voto buono a Hana-Bi ­ Fiori di fuoco (1997)

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