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La grande abbuffata (1973)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La grande abbuffata: presente
Ritmo ritmo in La grande abbuffata: presente
Impegno impegno in La grande abbuffata: forte
Tensione tensione in La grande abbuffata: minimo
Erotismo erotismo in La grande abbuffata: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La grande abbuffata

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La grande abbuffata (voti: 103 media: 4,19) 103

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La trama

Quattro amici di diversa estrazione sociale, ma uniti dal comune amore per la buona tavola, si ritrovano nella fatiscente villa con giardino di uno di loro per trascorrere un intero weekend mangiando e bevendo. Tre prostitute fatte venire per ravvivare la maratona gastronimica ben presto si stancano dell'indifferenza erotica degli anfitrioni, tutti presi dalle pietanze, e se ne vanno.  

Il capolavoro di Ferreri e il suo più grande successo commerciale. Una metafora impietosa sul consumismo della società del benessere inesorabilmente votata all'autodistruzione. Dopo Bunuel, prima di Pasolini, in ogni caso un "cult".

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La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 17/1999

Uno dei film chiave degli Anni ’70. Fece scandalo, ma il pubblico apprezzò

Quattro borghesi satolli, stufi della piattezza delle loro relazioni di coppia, del loro lavoro, della loro vita. Quattro borghesi chiusi in una villa fuori Parigi, decisi a suicidarsi con il cibo e (marginalmente) il sesso. Quattro borghesi con il corpo che si ribella agli eccessi alimentari e il fegato che si gonfia implacabilmente come quello delle oche. Ugo Tognazzi (il gourmet), Marcello Mastroianni (il pilota), Philippe Noiret (il giudice), Michel Piccoli (il regista televisivo): nel 1973, al culmine della loro carriera, interpretano con un coraggio autocritico feroce uno dei film chiave del periodo. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bukowski91 scritta il 06/04/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Un’allegoria irriverente sulla società del benessere, creata dal boom economico degli anni ’60, portata in scena da Marco Ferreri. I quattro protagonisti, interpretati da quattro grandissimi attori, ne sono l’esempio lampante: essi sono rispettivamente: cuoco con un’attività avviata e fiorente, produttore televisivo, pilota d’aerei maniaco sessuale, magistrato con una “tata” possessiva.
Di tutto questo non ne possono più, vogliono nascondersi dal mondo rifugiandosi in una villa nei dintorni di Parigi per un “seminario gastronomico”. Non è la prima volta che lo organizzano ma, come dice Ugo, stavolta è diverso. Lo spettatore comprende man mano la loro follia distruttiva del mangiare e mangiare fino a scoppiare, cioè morire. Il consumismo è una malattia dalla quale non si sfugge, è come la tossicodipendenza secondo la visione di Ferreri, e allora tanto vale di fare una scorpacciata di cibo e sesso in grande stile per alcuni giorni per poi morire. Per quanto riguarda il sesso il personaggio lampante è Marcello. Ferreri infatti capovolge totalmente la figura di latin lover e uomo elegante di Mastroianni, trasformandolo in un autentico maniaco sessuale che “lo fa tutte le notti” con hostess e non. Però forse è il primo che comprende la follia autodistruttiva a cui stanno andando incontro nel momento in cui il troppo mangiare ha fatto calare la sua libido, dunque decide di andar via a bordo di una vecchia Bugatti trovata nel garage della villa. Il suo amore per quella macchina potrebbe simboleggiare il suo attaccamento ad un passato che non c’è più, magari più povero in termini economici e di risorse ma sicuramente più ricco di valori. Ma lui morirà gelato prima di partire perché dal consumismo non si sfugge. Michel(forse omosessuale) invece è un amante dell’arte, della danza e della buona musica ma il consumismo lo farà passare dalle sinfonie dei grandi pianisti a quelle dei peti, poiché l’eccessivo consumo di cibo gli procura un gonfiore allo stomaco e un’aerofagia. Ugo invece ha un passato da “sguattero” che si alzava alle 4 del mattino per cucinare ma forse anche per lui era meglio quella condizione genuina accanto alla sua cucina che tanto ama. Ed infatti tra i quattro è il più determinato a compiere la “missione”. Philippe è invece il personaggio che forse incute più tenerezza di tutti nello spettatore: vive con la tata iperpossessiva che non esita a molestarlo anche sessualmente. Lui probabilmente non ha mai avuto una donna e nel momento che conosce la maestra è costretto a raggiungere i suoi amici per non lasciarli soli. Andrea infatti ama Philippe ma non esita a concedersi anche agli altri , attratta dalla loro distruzione ma anche “affamata” lei stessa di cibo e sesso dunque da un consumismo nudo e crudo secondo Ferreri che sovrasta anche l’amore e l’affetto.
Probabilmente uno dei migliori film del regista in cui tutti i temi a lui più cari si intersecano in maniera congeniale dando vita ad un indiscusso cult, nonostante fosse stato fischiato durante la proiezione al festival di Cannes…ma se ci si cala in quel periodo(1973) se ne può dedurre il motivo…
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SI

Opinioni su La grande abbuffata


23 marzo 2012 Opinione di Elenna su "La grande abbuffata"
Elenna

Più o meno a due quinti della durata totale del film, l'ho interrotto e, dopo un appuntamento di grazia nel bagno per poter poi realizzare senza distrazioni il mio progetto, mi sono diretta a quelle macchinette che condividono con noi, ormai, qualsiasi spazio pubblico, coccolando i nostri momenti di pausa, offrendoci caldi caffè ma, soprattutto, zuccheri, disgustosi zuccheri che non sanno di zucchero ma che sanno di plastica, e salati, salati che non sanno di sale ma che sanno di carta. Ho...

voto al film: Elenna assegna il voto ottimo a La grande abbuffata (1973)

5 commenti
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19 dicembre 2011 Opinione di chapluz su "La grande abbuffata"
chapluz

I cibi esclusivi, mirabili preparazioni di Fauchon, e la leggiadria voluttuosa di Andréa Ferréol, insaziabile e materna maestra, mi hanno incantato per tutta la durata del film, incalzante, spietata messa a nudo delle debolezze che affliggono il genere umano. Che ne esce malato, nevrotico, rassegnato, votato all'autodistruzione, capace di trasformare senza un perché il piacere in sofferenza, l'oro in merda. Un film cult, dove si respira l'odore della decadenza, in cui curiosamente i...

voto al film: chapluz assegna il voto ottimo a La grande abbuffata (1973)

1 commento
[utile per 4 utenti]


3 ottobre 2011 Opinione di vincenzo carboni su "La grande abbuffata"
vincenzo carboni

Michel che scorreggia come una Bugatti, ecco la prima immagine che pesco tra le tante: corpi già morti, che percepiscono il proprio essere morti, e che per questo affrettano il proprio decomporsi, il proprio finirsi, accanirsi ad una fine ulteriore (ce n’è –bontà nostra- sempre un’altra nella nostra pretesa supposizione di immortalità, che pure ci permette di vivere), per misurare lo iato tra il sostare sulla soglia e attraversarla. Film difficile questo di Ferreri su cui scrivere....

voto al film: vincenzo carboni assegna il voto ottimo a La grande abbuffata (1973)

1 commento
[utile per 9 utenti]

6 aprile 2011 Opinione di bukowski91 su "La grande abbuffata"
bukowski91

Un’allegoria irriverente sulla società del benessere, creata dal boom economico degli anni ’60, portata in scena da Marco Ferreri. I quattro protagonisti, interpretati da quattro grandissimi attori, ne sono l’esempio lampante: essi sono rispettivamente: cuoco con un’attività avviata e fiorente, produttore televisivo, pilota d’aerei maniaco sessuale, magistrato con una “tata” possessiva. Di tutto questo non ne possono più,...

voto al film: bukowski91 assegna il voto ottimo a La grande abbuffata (1973)

2 commenti
[utile per 9 utenti]


19 marzo 2011 Opinione di Franco Ricci su "La grande abbuffata"
Franco Ricci

Qualche giorno fa ero col mio amico nel negozio di noleggio e cercavamo un film comico, uno di quei film diciamo che ti fanno diverti senza pensieri tipo dove ci sta gente che tromba pirita rutta e cose cosi, allora siccome gia i film di fantozzi e di cristian de sica li conoscevamo tutti abbiamo preso sto film, la grande abboffata, che abbiamo chiesto di che parlava e il commesso ci a detto che parlava di sti quattro amici che si fanno na scampagnata dove ne fanno di tutti i colori, e...

voto al film: Franco Ricci assegna il voto mediocre a La grande abbuffata (1973)

1 commento

24 ottobre 2010 Opinione di luca826 su "La grande abbuffata"
luca826

VOTO 7/8 CORAGGIOSO (Tv Luglio 2002) Film che rispecchia in pieno il suo autore. Ferreri al meglio con i suoi difetti, le sue depravazioni, le intuizioni ma sopratutto un gran coraggio. L'opera è cosi pregna di momenti forti e non compiaciuti, da rendere partecipi ad una storia di decadenza che è pari solo alla nostra indifferenza di fronte alla lenta fine del nostro mondo. L'idea: un suicidio collettivo di quattro esponenti della media-alta borghesia, ma non un classico...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a La grande abbuffata (1973)

nessun commento
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23 ottobre 2010 Opinione di Axeroth su "La grande abbuffata"
Axeroth

Manifesto grottesco del plusvalore proletario nei confronti del totalitarismo capitalista, e manifesto del consumismo sovrabbondante, saziante e cruciale. La nutrizione se in eccesso provoca la morte a causa dell'inibizione o sovrasforzo degli enzimi e dell'apparato digerente messo talmente sotto stress da collassare... Michel Piccoli ne è la splendida coerenza, l'intestino intasato e infiammato provoca meteorismo e fermentazione di alcaloidi e etanolo, causando così gravi...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a La grande abbuffata (1973)

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5 aprile 2010 Opinione di Andrea Vincenti su "La grande abbuffata"
Andrea Vincenti

disgustoso noioso inutile

voto al film: Andrea Vincenti assegna il voto pessimo a La grande abbuffata (1973)



7 novembre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "La grande abbuffata"
Utente rimosso (signor joshua)

Ferreri mette a nudo il disagio civile di quattro uomini (un giudice, un cuoco, un aviatore e un ballerino) per mostrare in modo lampante la follia consumistica : si produce e si acquista finchè non si arriva ad un punto in cui la produzione supera di troppo gli acquisti, e li cominciano le crisi; nel film invece di produrre cucinano, invece di acquistare mangiano e invece di entrare in crisi, muoiono. Piuttosto volgare e pesante, è anche un film che mi permette di confermare...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a La grande abbuffata (1973)

2 commenti
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7 settembre 2009 Opinione di antonio de curtis su "La grande abbuffata"
antonio de curtis

Capolavoro assoluto di Ferreri.Quattro grandi attori(Mastroianni e Tognazzi al massimo)ed un pessimismo di fondo sulla società consumistica già all'epoca imperante

voto al film: antonio de curtis assegna il voto ottimo a La grande abbuffata (1973)




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