Nel nome del padre (1973)
Con Yves Beneyton, Renato Scarpa, Laura Betti
La trama
Anno scolastico '58-'59. Angelo è stato rinchiuso in un collegio di lusso per avere preso a calci e schiaffi suo padre. Anche all'interno dell'istituto il ragazzo resta coerente al suo comportamento: strumentalizza gli amici e induce un compagno ad uccidere la madre isterica e seccatrice. Con un maschera da cane si aggira per le stanze portando in spalla il cadavere di un sacerdote, il professor Matematicus. Angelo riesce ad allestire anche uno spettacolo blasfemo che disgusta gli insegnanti.
Terzo film di Bellocchio fin troppo carico di simboli e metafore, ma con momenti di grande passione derivati dall'ispirazione autobiografica.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 38/2011
L'opinione più votata
Di Viola96 scritta il 08/09/2011 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
8 settembre 2011 Opinione di Viola96 su "Nel nome del padre"
Sottovalutato capolavoro di uno dei nostri registi di punta,che quest'anno avrà il Leone d'Oro alla Carriera in quel di Venezia.Per l'occasione,presenterà anche una versione accorciata e restaurata di questo suo film."Nel nome del padre" è una satira anticlericale,anticonformista,profondamente etica e politica,pasoliniana nel contorno e strumentalizzata.Il terzo film del regista,conferma(se ce ne fosse bisogno) l'assoluto talento artistico di Bellocchio,dopo l'ottimo "I...
voto al film: 
18 maggio 2011 Opinione di emmepi8 su "Nel nome del padre"
E' di queste ore la riedizione di questo film accorciato di vari minute che sarà presentato a Venezia 2011, sono curioso di vederlo nella nuova versione, dato che questa è abbastanza datata e teatrale al massimo. Un figlio diretto de I Pugni in Tasca, un pieno di rabbia ingabbiata in un costruzione teatrale, che come dice l'autore oggi, risente troppo dell'influenza di Brecht. Gli argomenti sessantottini sono al culmine della loro espressione, la contestazione generale...
voto al film: 
21 giugno 2010 Opinione di mm40 su "Nel nome del padre"
Il terzo film di Bellocchio è, come i precedenti Pugni in tasca e La Cina è vicina, un criptico apologo che sonda l'inquietudine moderna partendo dall'istituzione famigliare. Ma se nei primi due lavori era il concetto di fratellanza ad essere al centro della scena, qui il regista emiliano si sofferma sul rapporto padre-figlio e sulle implicazioni religiose che ad esso sono sottese. Il linguaggio (i dialoghi) e le situazioni alternano palese realismo e simbolismo più o...
voto al film: 
5 giugno 2010 Opinione di kotrab su "Nel nome del padre"
Marco Bellocchio ancora alle prese con il concetto di autorità simboleggiata dalla figura paterna, travestita in questo caso da istituzione religiosa. Nel nome del padre è un film acre, di esplicita critica fortemente simbolica e grottesca, che però ha anche un che di fumoso nel finale e qualche momento di calo di tensione narrativa. E' comunque una bella scossa al meccanismo statico e dogmatico dell'istituzione ecclesiastica (ripeto: istituzione), dal piglio...
voto al film: 
28 novembre 2009 Opinione di Peppe Comune su "Nel nome del padre"
Anno scolastico 1958-59. In un collegio gestito da preti si fa pratica per diventare bravi cristiani, timorati di Dio e ligi al solo dovere riconosciutogli dalla morale clerico- fascista, quello di obbedire allo status dominante. Ma qualche crepa inizia ad insinuarsi all'interno della calma del collegio. E' il giovane Transeunti ad alzare la posta della rivolta minando dalle fondamenta l'intera impalcatura dove si regge l'autorità culturale del cattolicesimo. Quello che prima era la...
voto al film: 
6 giugno 2009 Opinione di sasso67 su "Nel nome del padre"
Con "Nel nome del padre", Bellocchio prosegue con grande coerenza un suo discorso cinematografico cominciato con la critica graffiante dell'istituzione familiare in "I pugni in tasca" e poi in "La Cina è vicina", e concluso con l'ultimo capitolo di un'ideale tetralogia che è "Marcia trionfale", nel quale è messo sotto il microscopio dell'oncologo quel cancro che è l'istituto militare. "Nel nome del padre" colpisce, forse con qualche eccesso di grottesco, quel pilastro della nostra...
voto al film: 
23 novembre 2005 Opinione di shadgie su "Nel nome del padre"
Il film è del 1971, non del '73. personalmente, lo trovo tra i migliori di Bellocchio, non "appena sufficiente" (migliore almeno de Gli occhi, la bocca). il suo simbolismo sovraccarico, che è in realtà quasi concretismo, lo pone in diretta continuità con il fragoroso esordio di Bellocchio. l'irrisione ridicola a sua volta di un'istituzione opprimente, una delle diverse istituzioni che Bellocchio tenterà di capire, e smantellare, lasciando leggeri tocchi di indulgenza poetica. e...
voto al film: 
























