Figli. Hijos (2002)
Con Carlos Echevarría, Julia Sarano, Stefania Sandrelli, Enrique Pineyro
La trama
Un'impietosa ricognizione nei retaggi del dramma argentino.
Buenos Aires, durante la dittatura militare. Una desaparecida prigioniera partorisce due bambini, maschio e femmina. Lei è "salvata" dall'ostetrica, lui viene espropriato dalla famiglia di un gerarca. Milano, oggi. Javier conosce Rosa, una ragazza che arriva dall'Argentina e si dice convinta di essere sua sorella. Partiranno insieme verso Barcellona per fare l'esame del Dna e riallacciare il legame di sangue con la loro storia e la loro identità.
Seconda istruttoria, tesa, drammatica, con una scrittura che coinvolge e raggela (l'emotività, l'enfasi, i possibili colpi di scena, la trama) su una memoria terribile. Marco Bechis, dopo "Garage Olimpo", con un linguaggio e uno stile consapevolmente diversi dal film precendente, continua a mettere a fuoco l'invisibile: la tragedia degli uomini e delle donne trucidati e cancellati dalla dittatura argentina. Torturati e assassinati i padri e le madri, i militari si sono occupati con zelo efferato, dei figli, appena nati, dei desaparecidos. "Adottati" ed espropriati come dei beni, degli oggetti. Un bottino di guerra simbolico. Tra il 1976 e il 1984 sono stati almeno cinquecento i bambini scomparsi e affidati ad altre famiglie. Tra la Lombardia e Barcellona, con un epilogo a Buenos Aires, l'elaborazione del lutto, dei ricordi, del passato restituisce a Rosa e Javier una verità atroce in cui le leggi del sangue, della violenza e della politica sono il vero Dna di un capitolo della Storia recente.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 6/2002
Nuova ricognizione di Marco Bechis nel dramma argentino. Un film lucido, intenso, doloroso
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 2010-10-25 14:51:16 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
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2011-02-22 23:05:27 Opinione di luca826 su "Figli. Hijos"
VOTO 7/8 RIGOROSO (Tv 22 Febbraio 2011) Garage Olimpo finiva con un volo sul mare Figli - Hijos incomincia proprio da quel volo... Mechis dopo aver affrontato il tema vittima-carnefice (ci) allarga lo sguardo ampliando la visione del sopruso e della persecuzione addirittura al livello più profondo e basilare, la nascita, l'identità personale, i nostri legami di sangue più stretti. Oltre che un fine atto cinematografico è anche un diretto messaggio politico: le...
voto al film: 
2010-10-25 14:51:16 Opinione di hallorann su "Figli. Hijos"
Marco Bechis è nato in Cile ma la famiglia un anno dopo si trasferì in Argentina. All’età di 22 anni durante la dittatura di Videla venne catturato da quattro militari, torturato e rinchiuso in una delle tante carceri sotterranee, liberato ed espulso decise di venire a vivere in Italia. L’Argentina è sempre stata nel suo cuore e quando nel 1991 ha esordito come regista, la sua terra d’origine è ritornata prepotente nel suo cinema....
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2010-05-23 12:24:55 Opinione di satura su "Figli. Hijos"
Non importa se fratelli di sangue o meno, ciò che conta è essere hijos, figli, di un'atrocità incommensurabile che non deve essere annacquata nell'oblio per nessun motivo al mondo.
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2009-03-01 11:56:31 Opinione di robynesta su "Figli. Hijos"
Il film ha un'alta carica morale e alcune buone idee di regia. I tempi della narrazione, dilatati, ben si sposano al ritmo dolente della storia, ma in più punti tendono a stancare, toglieno mordente alla pellicola
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2008-11-19 19:53:06 Opinione di LorCio su "Figli. Hijos"
La ricognizione del dolore, ma Gadda non c’entra. “Hijos” è una storia attraversata dalla linea di frontiera rappresentata dal dolore, l’ultimo dei sentimenti al quale sembriamo condannati per scontare l’ingiustizia del secolo scorso. È il racconto lucido di un’inchiesta esistenziale (ma anche sociale) sulle radici estirpate dalla terra d’origine e ripiantate in un luogo sicuro. Una ricerca esemplare sull’inganno doveroso (qui lo è?) dell’adozione. Bechis ci mette il...
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2008-11-11 19:32:14 Opinione di bradipo68 su "Figli. Hijos"
Bechis continua nel suo terribile viaggio nella memoria e dopo aver narrato con dolore e disperazione un tremendo pezzo di storia argentina in Garage Olimpo,esamina con la stessa cura di un antropologo la vicenda dei bimbi dei desaparecidos scomparsi tra le grinfie dei militari non tanto e solo per essere uccisi ma per essere affidati ad altre famiglie o di militari o di amici,quasi fossero un bottino da sottrarre al nemico.E la storia di Rosa che dice ostinata a Javier che è sua sorella è...
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2008-10-25 18:01:26 Opinione di julca su "Figli. Hijos"
Ecco un altro bel film di Bechis. Il tema è ancora quello dei desaparecidos, stavolta però siamo ai giorni nostri, si parla di quei bambini che furono "rubati" ai loro veri genitori, per essere affidati alle famiglie di loro aguzzini che non potevano avere figli. Stavolta non siamo ai livelli di Garage olimpo, tuttavia ci si emoziona e il cast non è da meno... Ritorna Carlos Echevarría, stavolta nel ruolo della vittima(in Garage Olimpo era Felix, il carceriere della protagonista), attore...
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2008-09-17 09:51:28 Opinione di rosebud su "Figli. Hijos"
Un'altra delle pagine buie di una umanità di fine millennio. Il film di Marco Bechis, sudamericano naturalizzato italiano, è l'ideale seguito del suo GARAGE OLIMPO, che ha scosso il pubblico qualche anno fa. Il primo terminava con le immagini dell'inenarrabile violenza perpretata dal regime argentino begli anni 70: gli oppositori al regime, in gran parte giovani, venivano scaraventati, legati, in pieno Oceano dagli aerei militari. FIGLI parte da quest'assunto: molti nascituri di questi...
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2008-07-10 17:19:56 Opinione di OGM su "Figli. Hijos"
Quando la colpa e la menzogna si annidano nel cuore della famiglia, non resta che un freddo senso di vuoto, uno strascico di irrimediabile squallore. Il film trasmette con un realismo autentico ed equilibrato la disperazione di chi è cresciuto in mezzo ad affetti traditori, ed è stato crudelmente sradicato dalle proprie origini.
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2008-07-09 19:58:48 Opinione di carlos brigante su "Figli. Hijos"
Senza scadere in facili pietismi Bechis prosegue il lavoro iniziato con "Garage Olimpo" presentandoci una storia in cui i personaggi sono figli e fratelli del proprio triste destino. Il carnefice ha spesso la faccia del buon padre di famiglia!
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