Tanguy (2001)
Con Eric Berger, André Dussollier, Sabine Azéma, Hélène Duc, Aurore Clément
La trama
Una garbata commedia borghese sul conflitto degli affetti.
L'affascinante e seducente Tanguy Guetz è uno studente modello. Ha ottenuto un master in filosofia, ha studiato il giapponese e sta per terminare una tesi di cinese. I suoi genitori, Paul ed Edith, hanno perso il conto delle conquiste femminili del loro figlio. In casa Guetz tutto sembra andare per il meglio. Ma c'è un problema Tanguy si rifiuta di lasciare la casa paterna e non vuole abbondonare il caldo nido della famiglia.
Garbata, deliziosa, frizzante commedia borghese sul conflitto degli affetti. Più sociologica che psicologica. Più sagace fondo di costume che elzeviro snob. Eccellenti gli attori e accorta la regia.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 12/2002
Una garbata commedia borghese sul conflitto degli affetti. Campione di incassi in Francia
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 06/04/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Il “Pechinese”, come viene ribattezzato dalla nonna a causa del suo smodato interesse per la cultura cinese, non ha intenzione di lasciare il nido. Tuttavia è un soggetto perfettamente in grado di capire le necessità altrui, di pensare e di ridere nonostante si trovi di fronte a imprevisti non proprio piacevoli. Da questa situazione in bilico, sono i genitori che “pagano” andando in analisi (da non perdere le sedute di una svagata e ridente Sabine Azéma che lascia il segno grazie alla scena cult dell’aspirapolvere), aspettando che Tanguy acquisti la sua autonomia.
Quello a cui assistiamo è un cinema francese dotato di eleganza che ci fa sorridere e meditare. In particolare gli attacchi di panico a cui è soggetto Tanguy, rappresentati come estremo tentativo del figlio per attirare l’attenzione su di se’, visto che dichiara di non essere pronto psicologicamente, sono un estremo ricatto sentimentale che costringe tutti a riunirsi ma pongono l’accento anche sulla ferocia e la cattiveria di certi insolenti e spietati distacchi genitoriali.
La prima parte, quella con la madre più caustica e combattiva, è consistente, ricca e assolutamente spassosa, eccede in rilievi frizzanti e tempi perfetti. Fa seguito una seconda frazione con un padre animale feroce (un burlesco André Dussolier) che urla un po’ a sproposito qualche parolaccia, finché la pellicola non si fa tentare quasi da una polar-situation e sconfina inutilmente nella black-comedy mostrando il fiato corto. Resta buona l’idea di inserire una dose un po’ surreale, da vera commedia paradossale, dove i genitori arrivano perfino a comperare una culla e un grembiule da asilo.
Presieduto alla regia da quell’Etienne Chatiliez che aveva diretto “La vita è un lungo fiume tranquillo”, “Tanguy” combina opportunamente le chances sociologiche al proprio arco. Finale un po’ troppo consolatorio, insufficientemente corrosivo e inspiegabilmente debitore nei confronti della Cina, con addirittura uno spottone sulla candidatura di Pechino alle Olimpiadi 2008 che tradisce tutta l’impalcatura fin lì costruita sull’ambivalenza dei rapporti familiari e il loro compararsi in modo assolutamente disdicevole nonché ammirevolmente sprezzante.
- negative [5]
- sufficienti [9]
- positive [15]
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6 aprile 2011 Opinione di PompiereFI su "Tanguy"
Tanguy (un bislacco Eric Berger) è un 28-enne parigino che non se ne vuole andare di casa. Fa finta di riflettere sul suo futuro e procura delle ulcere al padre e alla madre che sulle prime si commutano in leader indulgenti. Il loro “caro ragazzo” non ha una situazione sentimentalmente stabile, è un rubacuori incallito, sdolcinato e noiosamente gentile, con tanto di scintillante master in filosofia. Il “Pechinese”, come viene ribattezzato dalla...
voto al film: 
23 gennaio 2011 Opinione di Artemisia1593 su "Tanguy"
Divertente e piacevole. Come madre di due figli adolescenti devo dire che ci sono diversi particolari realistici.
voto al film: 
21 dicembre 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Tanguy"
Comicità esilarante, per i francesi. Tipico filmetto, giocato su gag garbate ed espressioni fumettistiche, che parte decisamente bene ma si affossa nella seconda parte. Il motivo è semplice da individuare, il regista tenta un gioco di prestigio per non far notare la mancanza reale di idee e così trasforma una commedia brillante in una commedia dell'assurdo. La contaminazione dei generi può andare quando è omogenea, uno scatto brusco disorienta e disturba....
voto al film: 
18 novembre 2010 Opinione di mozambico su "Tanguy"
film che mi ha sorpreso in positivo...molto spiritoso e divertente..solo il finale non è all'altezza( un po anonimo)..
voto al film: 
11 ottobre 2010 Opinione di melaverde su "Tanguy"
ora, se tutti gli danno 4 stelle perchè mi sono annoiata? primo tempo carino, ottima l'idea attualissima del "bamboccione" come lo chiamerebbe il nostro ministro, anche perchè tanguy, protagonista bamboccione, è un figlio perfetto ed adorabile di quelli che tutti i genitori sognano, è quindi così strano desiderare che se ne vada? macchè è semplice istinto di sopravvivenza. In America scatta a 19 anni, in Europa molto...
voto al film: 
5 gennaio 2010 Opinione di zombi su "Tanguy"
uno di quei film che fa dire che le commedie con la c maiuscola esistono ancora. era bello visto al cine, è stupendo ancora oggi in ti-vi. un film del genere mi concilia col mondo e con le sue brutture. mi concilia financo con la MMerda che circola su sky da qui a molto tempo. perchè se è vero che gli attori fanno tanto, quando sono bravi, ci vuole dietro il culo anche una squadra che metta in condizioni i baroni della recitazione di fare il loro sporco lavoro. e qui...
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30 agosto 2009 Opinione di supadany su "Tanguy"
VOTO : 6/7. Spigliata commedia francese, molto attuale, dove il protagonista non ha nessuna voglia di crescere, affetto ai massimi livelli dalla sindrome di Peter Pan. Commedia brillante, diverse le battute e situazioni che regalano sorrisi. Divertente, ma non stupido e questo gli vale le quattro stelle, perchè una risata così vale molto di più, almeno per me.
voto al film: 
23 ottobre 2008 Opinione di LorCio su "Tanguy"
Il successo d’oltralpe di “Tanguy” crea non poche riflessioni. Dietro la scorza brillante di questa commedia sui conflitti familiari derivati dall’esasperazione della convivenza, pulsa il cuore di una generazione smarrita. Bollata da Tommy Padoa Schioppa come la generazione dei “bamboccioni”, merita in realtà una analisi più attenta. È una generazione precariamente sospesa tra paura e rischio, spensieratezza ed incertezza nel futuro, priva pressoché di punti di riferimento....
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17 settembre 2008 Opinione di errebi su "Tanguy"
divertente , insolito e godibilissimo.
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10 luglio 2008 Opinione di Vincet Vega su "Tanguy"
Una commedia carina e simpatica non certo esilarante, insomma non fa scompisciare dal ridere, pero si lascia guardare e scherza su un tema molto attuale, sopratutto qua da noi in Italia dove abbiamo la fama di essere dei mammoni
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- negative [5]
- sufficienti [9]
- positive [15]
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