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Confessioni di una mente pericolosa (2002)

[Confessions of a Dangerous Mind, USA 2002, Drammatico, durata 113']   Regia di George Clooney
Con Sam Rockwell, George Clooney, Drew Barrymore, Julia Roberts, Rutger Hauer



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Confessioni di una mente pericolosa: presente
Ritmo ritmo in Confessioni di una mente pericolosa: forte
Impegno impegno in Confessioni di una mente pericolosa: minimo
Tensione tensione in Confessioni di una mente pericolosa: presente
Erotismo erotismo in Confessioni di una mente pericolosa: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Confessioni di una mente pericolosa

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Confessioni di una mente pericolosa (voti: 121 media: 3,39) 121

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La trama

La controversa storia di un divo della Tv americana.

Chuck Barris ha una doppia vita: di giorno è un celebre conduttore di show televisivi, ideatore del "reality show" (autore di programmi come _The Dating Game_, conosciuto anche in Italia col titolo _Il gioco delle coppie_); di notte si trasforma in uno spietato agente della Cia, con una predilezione per gli omicidi efferati. Ma quando l'amore entra nella sua vita, la situazione è destinata a cambiare...  

Una sceneggiatura di ferro (di Charlie Kaufman, autore di _Essere John Malkovich_ e _Il ladro di orchidee_), un protagonista (Sam Rockwell) che ha stampati in testa i giovani Hoffman/Pacino/Nicholson, una messa in scena che certamente è memore di _Lenny_, _Conoscenza carnale_ e _Il re dei giardini di Marvin_. L'esordio alla regia di Clooney è un film ambizioso e imperfetto (qualche preziosismo di troppo, qualche eccesso di scrittura e di rifinitura) che però ha l'enorme pregio di essere pessimista, non conciliatorio, sgradevole e "non concluso".

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 18/2003

George Clooney sceglie per il suo esordio come regista la storia di un divo della Tv Usa dalla doppia vita. Un film ambizioso, imperfetto ma comunque interessante

“Pisello alla fragola” Barris (nella vita Chuck) esiste davvero. Ha 73 anni e vive a New York di rendita del suo glorioso passato televisivo, e forse non solo. Nella sua ”autobiografia non autorizzata“ racconta: «Sono responsabile di aver inquinato l’etere con dell’intrattenimento puerile e intorpidente. Inoltre, ho ucciso trentatré esseri umani». Infatti, Barris non è stato solo l’inventore e spesso il conduttore di spettacoli televisivi come The Gong Show e The Dating Game (arrivati più tardi in Italia come La corrida e Il gioco delle coppie), ma sostiene di essere stato nello stesso periodo, gli anni ’60 e ’70, un killer assoldato dalla Cia e di aver sfruttato le ”trasferte“ dei suoi giochi (facendo l’accompagnatore di coppie non sposate nei viaggi premio) per eliminare, con un alibi di ferro, i bersagli segnalati dall’Agenzia. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di ROTOTOM scritta il 2005-11-05 17:06:15 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Ennesimo, stupendo viaggio nella mente, pericolosa in quanto pensante e grandiosamente creativa, del genio di Charlie Kaufman che prende spunto da una presunta storia vera per ricavare una sceneggiatura straordinaria e più complessa di quanto si possa superficiamente intuire. Bisogna pensarci su, alle sue sceneggiature e una volta ingollato il tutto attendere che esploda nello stomaco. Alla regia un ottimo George Clooney, all'esordio dietro la macchina da presa ma che mostra un'attenzione particolare per lo scritto di Kaufaman producendo un piccolo capolavoro in bilico tra la commedia e il noir. Storia dell'inventore dei telequiz da teletrash commerciale, che da noi ebbero fortuna negli anni 80' (Il gioco delle coppie, Tra moglie e marito, tra gli altri) e noto presentatore/produttore col vizio dell'omicidio su commissione della CIA, come dal suo diario che da il nome alla pellicola. Lo spartiacque tra tv impegnata e commerciale sono gli anni '50 , dove al disimpegno si affianca la decadenza di una società opulenta e annoiata, disposta a tutto pur di affrancarsi dal peggior peccato dell'era moderna, l'anonimato e pronta a mettere in piazza senza nessun pudore le bassezze, l'intimo, il privato la cialtronaggine per esigere il postulato pop Wharoliano dei "quindici minuti di popolarità" che il mezzo televisivo promette/permette di ottenere. Come il nostro Chuk Barris (Sam Rockwell)predestinato sia al successo ma anche, dalla nascita a quella trasversalità un po' ingenua e giocosa che lo porta a uccidere su commissione per dare un senso alle proprie pulsioni distruttive. Come sempre succede negli attori che passano alla regia, il film è concentrato sui volti e sulla recitazione degli interpreti: un Sam Rockwell sarcastico che riunisce sapientemente nel suo sorriso entrambe le maschere della commedia e della tragedia, Clooney si ritaglia una parte minore, Drew Barrymore scatenata anticonformista innamorata è credibile, Julia Roberts la spia che fa da contatto al killer/anchor man è forse la meno convincente. Piccole parti per Rutger Hauer e camei muti ma di folgorante ironia per Brad Pitt e Matt Damon. La televisione comemerciale degli anni '50 è il confine per Clooney, il rapporto tra la società e il mezzo di comunicazione più potente che esista, e anche il più bugiardo. Come in Good night and good luck, ci porta dietro le quinte per mostrare il marcio dietro la buccia rosa pastello del falso che si traveste da vero. In una sorta di meta-cinema Clooney mostra "l'obiettivo che sta dietro l'obiettivo che sta dietro l'obiettivo" (Chuck Palahniuk- Cavie), passando dal suo, quello registico, a quello delle trasmissioni popolari della storia che promettono, viaggi, felicità e premi, per finire dietro di esso in una storia torbida di una società che annaspa nelle proprie paure, nella paranoia anticomunista e utilizza proprio il creatore di felicità mediatica per oscuri scopi omicidi. Dopotutto, il lavoro è lo stesso, ci dice Clooney, il controllo della massa mediante l'uccisione delle menti con i programmi di intrattenimento e l'uccisione fisica dei personaggi scomodi con le armi. Il tutto viene trattato con la consueta ironia tipica di un divo che non si prende sul serio ma che dimostra di sapere alla perfezione come e cosa dire circa il Grande Fratello, quando nel finale la storia prende una piega più da spy story concludendosi a sorpresa, il tocco è sempre leggero e amaro, irrisolto, commedia e tragedia si fondono insieme senza soluzione di continuità e si sublimano nelle frasi finali di un acido e sarcastico creatore di telequiz che non ne voleva sapere di amare il proprio pubblico.
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SI

Opinioni su Confessioni di una mente pericolosa


2011-10-13 17:33:55 Opinione di marcopolo30 su "Confessioni di una mente pericolosa"
marcopolo30

Film coraggioso tanto nell'idea quanto nella realizzazione. A volte quasi sembra voler rievocare atmosfere e temi di “Psyco”. Il finale mi ha però lasciato un po' perplesso, perché in quel momento, col senno di poi, mi è parso che l'intera storia fosse molto meno solida di quanto mi fosse apparsa un'ora prima.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Confessioni di una mente pericolosa (2002)


2011-07-17 21:34:58 Opinione di zurzy su "Confessioni di una mente pericolosa"
zurzy

prolisso, sciatto e noioso; vuole essere cult, riesce solo ad essere trash; uno dei peggiori film che abbia mai visto

voto al film: zurzy assegna il voto pessimo a Confessioni di una mente pericolosa (2002)



2009-08-04 17:43:38 Opinione di jonas su "Confessioni di una mente pericolosa"
jonas

All’epoca della guerra fredda un presentatore contribuisce fattivamente al sorgere della tv spazzatura e a tempo perso compie mirabolanti gesta (immaginarie, non credo si possano avere dubbi sulla sua mitomania) per conto della CIA. Il film ha un’aria bizzarra che all’inizio lascia perplessi, ma piano piano avvince: in apparenza il tono è leggero e su di giri (grazie soprattutto all’allegria sprizzata da Drew Barrymore), poi vengono fuori le miserie di una...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Confessioni di una mente pericolosa (2002)


2009-04-13 20:37:27 Opinione di Utente rimosso (Bright Parker) su "Confessioni di una mente pericolosa"
Utente rimosso (Bright Parker)

“Mi chiamo Charles Hirsch Barris. Ho scritto canzoni pop e sono stato un produttore televisivo. Sono responsabile di avere inquinato l’etere con dell’intrattenimento puerile e intorpidente. Inoltre ho ucciso 33 esseri umani.” Ormai al carissimo e sempre elegante George Clooney comincia a pesare la sua immagine dalla quale traspare solo ed esclusivamente il suo fascino che ha fatto e fa tuttora impazzire milioni di donne e, perché no, anche uomini in tutto il mondo. Decide così...

voto al film: Utente rimosso (Bright Parker) assegna il voto sufficiente a Confessioni di una mente pericolosa (2002)



2008-12-30 00:48:36 Opinione di bradipo68 su "Confessioni di una mente pericolosa"
bradipo68

Una mente pericolosa al servizio di un organizzazione ancora più pericolosa.La storia presunta vera è quella del creatore di tanti format televisivi di successo(anche qui da noi in Italia)e che negli anni 50 rappresentò una sorta di spartiacque con la sua idea di televisione di più basso livello culturale ,per non dire spazzatura, legata alle fisime e alla creatività di perfetti signori nessuno che grazie all'esposizione pubblica televisiva assurgono a personaggio da essere mandato in...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Confessioni di una mente pericolosa (2002)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

2008-05-27 11:16:41 Opinione di chribio1 su "Confessioni di una mente pericolosa"
chribio1

film che nonostante il cast stellare mi e' sembrato piatto e superficiale.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Confessioni di una mente pericolosa (2002)



2008-01-10 16:23:24 Opinione di marinobg su "Confessioni di una mente pericolosa"
marinobg

molto bello

voto al film: marinobg assegna il voto buono a Confessioni di una mente pericolosa (2002)


2007-12-14 01:39:05 Opinione di Paul Hackett su "Confessioni di una mente pericolosa"
Paul Hackett

Deludente e prolisso esordio alla regia di George Clooney con un film che decisamente non convince e, nonostante l'ottimo cast e la bella confezione, resta sostanzialmente indeciso sulla direzione da prendere: voto mediocre.

voto al film: Paul Hackett assegna il voto mediocre a Confessioni di una mente pericolosa (2002)



2007-12-12 11:04:21 Opinione di barabbovich su "Confessioni di una mente pericolosa"
barabbovich

Chi volesse sapere da dove vengono i vari Marzullo, D'Eusanio, Castagna, Funari, De Filippi, Costanzo & C., vada a vedere il film d'esordio nei panni di regista di George Clooney. Vi si racconta infatti la storia - basata su una fittissima documentazione - di un presentatore da strapazzo, un antesignano della televisione-spazzatura, che negli anni '50 oltre a proporre idee immonde per la tv, venne assoldato per quasi un ventennio come sicario della CIA, impegnatissima a debellare ogni...

voto al film: barabbovich assegna il voto mediocre a Confessioni di una mente pericolosa (2002)

1 commento

2007-11-03 22:42:59 Opinione di ciclista88 su "Confessioni di una mente pericolosa"
ciclista88

Non male l'esordio di Clooney dietro la macchina da presa...film simpatico e carino...voto 8

voto al film: ciclista88 assegna il voto buono a Confessioni di una mente pericolosa (2002)




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