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I lunedì al sole (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I lunedì al sole: minimo
Ritmo ritmo in I lunedì al sole: presente
Impegno impegno in I lunedì al sole: molto forte
Tensione tensione in I lunedì al sole: minimo
Erotismo erotismo in I lunedì al sole: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a I lunedì al sole

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I lunedì al sole (voti: 51 media: 3,88) 51

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La trama

Un gruppo di disoccupati vive con drammaticità la propria condizione.

Gijón è una città della costa settentrionale della Spagna, cresciuta a dismisura a causa dello sviluppo industriale ma ora alle prese con l'immigrazione e la disoccupazione. Qui alcuni uomini percorrono ogni giorno strade in salita, alla ricerca di una via d'uscita, costantemente in bilico a causa del lavoro sempre più precario. E intanto chiacchierano delle loro cose e ridono di tutto e di niente in particolare, pieni di speranza, tranquilli, la mattina di un lunedì di sole.  

A León de Aranoa (premi a valanga per ciascun'opera realizzata, sia corta, lunga o documentaria), preferito in patria e agli Oscar all'Almodóvar di _Parla con lei_, interessano le piccole grandi sporcizie che si insinuano nelle intercapedini delle società occidentali post-industriali (ma vien voglia di dire, viste le brutture, post-atomiche), tanto è vero che i "fatti" o sono fuori campo (il suicidio di Amador, i colloqui di Lino...) o sono già accaduti (i licenziamenti, la più che probabile storia d'amore tra Ana e un collega). Interessano la capacità di resistenza umana, il valore etico dell'unità. Con un linguaggio tradizionale ma scarno, che si tiene alla larga dalla retorica, realizza così un film militante e ideologico senza il linguaggio della militanza e dell'ideologia. Più che a un fratello arrabbiato di Ken Loach, si pensa a Guédiguian e alla sua Marsiglia (ma anche al dimenticato film di Pozzessere, _Padre e figlio_). Si canta _Volare_ di Modugno, si intercettano alcune note di Tom Waits e Trenet e si vedono le partite allo stadio di straforo. Sapida metafora: solo una porta, proprio quella in cui lo Sporting Gijón (finito nel frattempo anch'esso in serie B) non segna mai.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 12/2003

Linguaggio scarno e nessuna retorica per un film militante e ideologico sulla disoccupazione

Si può sorridere senza avere un lavoro? Santa, José, Lino e Amador ci provano. Nel bar di Rico, ex compagno di fabbrica costretto a reinventarsi la vita dopo il brutale licenziamento. Gijón, Galizia, Nord della Spagna: i lunedì non sono più i primi giorni di settimane spese intorno a un tornio o con un trapano in mano: sono i nuovi incipit di nuove, “inutili” esistenze bighellonate e bighellonanti. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di hallorann scritta il 24/09/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Al cinema spesso vigono dei tabù, per esempio raccontare la classe operaia non è sinonimo di incasso, pertanto ci si tiene lontani da certe tentazioni. Nel 1962 Monicelli raccontò le prime lotte operaie di fine ottocento in Italia con I COMPAGNI, un capolavoro pari a LA GRANDE GUERRA ma il pubblico disertò le sale, altro discorso per LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Petri del ’72 vincitore di Cannes e grande successo, ma i settanta erano anni di impegno civile su tutti i fronti. In Inghilterra, per fortuna c’è stato Ken Loach che ne ha fatto a decine, onesti e militanti, alcuni non riusciti, ma altri come RIFF RAFF e PIOVONO PIETRE sono dei capisaldi del cinema impegnato e radicale britannico. A fine anni ’90, sempre dall’Inghilterra, sono arrivati anche due deliziosi film come FULL MONTY e GRAZIE SIGNORA THATCHER abilmente costruiti per incontrare i gusti del pubblico più vasto. In Italia, negli ultimi anni va ricordato Virzì, il fuoriclasse della nuova commedia all’italiana con titoli come LA BELLA VITA e in parte OVOSODO, Riccardo Milani con IL POSTO DELL’ANIMA, se ci si addentra nel territorio del documentario i titoli da ricordare sono tanti, tra i più recenti bellissimo e necessario LA FABBRICA DEI TEDESCHI di Calopresti. Ma il miglior lungometraggio degli ultimi anni è senz’altro I LUNEDI’ AL SOLE del 2002, ambientato a Gijon in Spagna. Il regista F.Leòn de Aranoa racconta la crisi di occupazione dei portuali della Galizia in seguito a una raffica di licenziamenti avvenuta negli anni ’90. Quattro amici trascorrono insieme la loro nuova condizione di disoccupati: Santa è il più intransigente: ”Abbiamo perso perché non siamo rimasti uniti” (una battuta che purtroppo risuona sempre più attuale di questi tempi), sogna gli antipodi: ”In Australia c’è lavoro qui no, lì si scopa qui no” e si difende dalla solitudine con l’arma dell’ironia; Lino fa continuamente colloqui di lavoro tingendosi i capelli e vestendosi da giovane per nascondere gi anni che passano;  Josè è frustrato perché mantenuto dalla moglie Ana, la quale fa turni massacranti in una fabbrica di scatolame; Amador chiuso e introverso si rifugia nella bottiglia e poi ci sono Reyna (uno di quelli che ha ceduto prima nel momento della lotta e ora è il bersaglio preferito delle battute sarcastiche di Santa) che fa la guardia notturna in un cantiere da cui si possono vedere le partite dello Sporting ma solo a metà; Rico che con i risparmi ha aperto un bar dove tutti si trovano a chiacchierare e bere a credito. Leòn de Aranoa è molto bravo nel delineare i caratteri dei personaggi, nel dosare situazioni tragiche ad altre esilaranti, senza mai cedere alla ruffianeria e alla retorica, ma rimanendo icastico ben ancorato alla realtà, alla quotidianità con uno stile secco ed essenziale ed è questo il vero punto di forza del film. Le scene memorabili sono tante: la morte di Amador, la richiesta del mutuo di Josè e Ana, i battibecchi al bar, Santa (un immenso Javier Bardem) che legge al bambino la favola della cicala e della formica in chiave marxista e tante altre. I LUNEDI’ AL SOLE è (stato) una bella lezione di cinema di impegno civile spagnolo per noi italiani.
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Opinioni su I lunedì al sole


1 aprile 2012 Opinione di marcopolo30 su "I lunedì al sole"
marcopolo30

Dramma della disoccupazione e di tutto quel che comporta nella vita di un'intera comunità. La mano del regista (e dello sceneggiatore) è pesante, nel senso che lascia ben poco spazio a facili svicolature, riuscendo davvero a far entrare lo spettatore nella situazione descritta. Molto forte.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a I lunedì al sole (2002)

nessun commento
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21 marzo 2012 Opinione di negro su "I lunedì al sole"
negro

Nessuna speranza per chi ha perso il lavoro o venduto il futuro dei figli. Tematiche sempre più attuali che vengono trattate con crudo realismo e riuscendo a riportare più aspetti senza essere mai di parte.

voto al film: negro assegna il voto buono a I lunedì al sole (2002)

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30 maggio 2011 Opinione di giacoluca su "I lunedì al sole"
giacoluca

La disoccupazione è il tema dominante del film. Film che non necessita di una sceneggiatura elaborata in quanto a suscitare l'interesse sono soprattutto i personaggi. Veramente bravo Javier Bardem nella sua interpretazione.  Uno di quei film che lasciano l'amaro in bocca...  Ad ogni modo 8000 pesetas (mi pare 8000) sono circa 50€, un pò di meno, forse...

voto al film: giacoluca assegna il voto buono a I lunedì al sole (2002)


15 maggio 2011 Opinione di chribio1 su "I lunedì al sole"
chribio1

tempo fa avevo visto tutto il 2° tempo e non mi disse molto,visto oggi nella sua totalita' non e' che sia molto interessante effettivamente.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a I lunedì al sole (2002)



30 marzo 2011 Opinione di Mulligan71 su "I lunedì al sole"
Mulligan71

Bardem non ancora troppo famoso, in un film che sa di Ken Loach o, meglio, di Mike Leigh, con una strizzatina d'occhio al Monicelli di "Amici Miei". Bello, come le cose sottaciute più di quelle dette. Tom Waits e Trenet nella colonna sonora. Complimenti, Spagna.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a I lunedì al sole (2002)

nessun commento
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24 settembre 2010 Opinione di hallorann su "I lunedì al sole"
hallorann

Al cinema spesso vigono dei tabù, per esempio raccontare la classe operaia non è sinonimo di incasso, pertanto ci si tiene lontani da certe tentazioni. Nel 1962 Monicelli raccontò le prime lotte operaie di fine ottocento in Italia con I COMPAGNI, un capolavoro pari a LA GRANDE GUERRA ma il pubblico disertò le sale, altro discorso per LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Petri del ’72 vincitore di Cannes e grande successo, ma i settanta erano anni di impegno...

voto al film: hallorann assegna il voto ottimo a I lunedì al sole (2002)

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24 settembre 2010 Opinione di ed wood su "I lunedì al sole"
ed wood

Film notevole per diversi motivi. Anzitutto per il modo con cui indignazione e sconforto vengono temperati dalle amarissime goccie di uno humour all'acido solforico. Poi per la capacità dell'autore di schivare agilmente tanto l'ascetismo di un Kaurismaki quanto la durezza di un Loach, avvicinandosi forse (come fa notare Fittante) al surrealismo di un Guediguian. Infine per la mimetica performance di un Bardem irresistibile, capace di disegnare un...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a I lunedì al sole (2002)

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1 giugno 2010 Opinione di Peppe Comune su "I lunedì al sole"
Peppe Comune

Galizia. Santa, Josè, Amador e Lino sono quattro amici che sono stati licenziati dal cantiere navale dove avevano lavorato per anni. Così, tutti ben oltre i quarant'anni, si trovano tagliati fuori dal mondo del lavoro nel bel mezzo del "miracolo economico" spagnolo. Trascorrono le loro giornate andando in città alla ricerca di nuove occupazioni o al bar di Rino dove, tra un bicchiere e l'altro e qualche battuta, cercano di addolcire almeno un pò la loro amara...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a I lunedì al sole (2002)

2 commenti
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27 aprile 2010 Opinione di emmepi8 su "I lunedì al sole"
emmepi8

Argomento spinoso all’epoca, oggi ancora di più vista al crisi che ci stringe da ogni parte. Un condizione sociale che porta ad un riflessione forte ed un cambio di vita che naturalmente ognuno affronta in maniera personale e poco condivisa con gli altri. Il vuoto che avvolge la settimana è ben descritto ed anche bene interpretato, anche da un Bardem su cui io spesso ho avuto molti dubbi, ma che qui li assolve tutti. Non ci sono carichi melodrammatici, il clima e...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a I lunedì al sole (2002)

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27 febbraio 2008 Opinione di barabbovich su "I lunedì al sole"
barabbovich

I lunedì come i sabati e le domeniche, passati a guardare il mare o a bere birra in compagnia: è questo il quotidiano di Santa (Bardem) e dei suoi amici spagnoli, tutti sulla quarantina. Disoccupati, ormai abituati a caracollare tra il bar, l'ufficio di collocamento, lavoretti improvvisati o rubacchiati ad altri e qualche svogliato colloquio, Santa e i suoi sodali consumano le loro esistenze in un quotidiano senza prospettive. Il tema è importante, ambientazione e attori sono credibili...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a I lunedì al sole (2002)




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