I lunedì al sole (2002)
Con Javier Bardem, Luis Tosar, José Ángel Egido, Nieve de Medina, Enrique Villén
La trama
Un gruppo di disoccupati vive con drammaticità la propria condizione.
Gijón è una città della costa settentrionale della Spagna, cresciuta a dismisura a causa dello sviluppo industriale ma ora alle prese con l'immigrazione e la disoccupazione. Qui alcuni uomini percorrono ogni giorno strade in salita, alla ricerca di una via d'uscita, costantemente in bilico a causa del lavoro sempre più precario. E intanto chiacchierano delle loro cose e ridono di tutto e di niente in particolare, pieni di speranza, tranquilli, la mattina di un lunedì di sole.
A León de Aranoa (premi a valanga per ciascun'opera realizzata, sia corta, lunga o documentaria), preferito in patria e agli Oscar all'Almodóvar di _Parla con lei_, interessano le piccole grandi sporcizie che si insinuano nelle intercapedini delle società occidentali post-industriali (ma vien voglia di dire, viste le brutture, post-atomiche), tanto è vero che i "fatti" o sono fuori campo (il suicidio di Amador, i colloqui di Lino...) o sono già accaduti (i licenziamenti, la più che probabile storia d'amore tra Ana e un collega). Interessano la capacità di resistenza umana, il valore etico dell'unità. Con un linguaggio tradizionale ma scarno, che si tiene alla larga dalla retorica, realizza così un film militante e ideologico senza il linguaggio della militanza e dell'ideologia. Più che a un fratello arrabbiato di Ken Loach, si pensa a Guédiguian e alla sua Marsiglia (ma anche al dimenticato film di Pozzessere, _Padre e figlio_). Si canta _Volare_ di Modugno, si intercettano alcune note di Tom Waits e Trenet e si vedono le partite allo stadio di straforo. Sapida metafora: solo una porta, proprio quella in cui lo Sporting Gijón (finito nel frattempo anch'esso in serie B) non segna mai.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 12/2003
Linguaggio scarno e nessuna retorica per un film militante e ideologico sulla disoccupazione
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 24/09/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [26]
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1 aprile 2012 Opinione di marcopolo30 su "I lunedì al sole"
Dramma della disoccupazione e di tutto quel che comporta nella vita di un'intera comunità. La mano del regista (e dello sceneggiatore) è pesante, nel senso che lascia ben poco spazio a facili svicolature, riuscendo davvero a far entrare lo spettatore nella situazione descritta. Molto forte.
voto al film: 
21 marzo 2012 Opinione di negro su "I lunedì al sole"
Nessuna speranza per chi ha perso il lavoro o venduto il futuro dei figli. Tematiche sempre più attuali che vengono trattate con crudo realismo e riuscendo a riportare più aspetti senza essere mai di parte.
voto al film: 
30 maggio 2011 Opinione di giacoluca su "I lunedì al sole"
La disoccupazione è il tema dominante del film. Film che non necessita di una sceneggiatura elaborata in quanto a suscitare l'interesse sono soprattutto i personaggi. Veramente bravo Javier Bardem nella sua interpretazione. Uno di quei film che lasciano l'amaro in bocca... Ad ogni modo 8000 pesetas (mi pare 8000) sono circa 50€, un pò di meno, forse...
voto al film: 
15 maggio 2011 Opinione di chribio1 su "I lunedì al sole"
tempo fa avevo visto tutto il 2° tempo e non mi disse molto,visto oggi nella sua totalita' non e' che sia molto interessante effettivamente.voto.5.
voto al film: 
30 marzo 2011 Opinione di Mulligan71 su "I lunedì al sole"
Bardem non ancora troppo famoso, in un film che sa di Ken Loach o, meglio, di Mike Leigh, con una strizzatina d'occhio al Monicelli di "Amici Miei". Bello, come le cose sottaciute più di quelle dette. Tom Waits e Trenet nella colonna sonora. Complimenti, Spagna.
voto al film: 
24 settembre 2010 Opinione di hallorann su "I lunedì al sole"
Al cinema spesso vigono dei tabù, per esempio raccontare la classe operaia non è sinonimo di incasso, pertanto ci si tiene lontani da certe tentazioni. Nel 1962 Monicelli raccontò le prime lotte operaie di fine ottocento in Italia con I COMPAGNI, un capolavoro pari a LA GRANDE GUERRA ma il pubblico disertò le sale, altro discorso per LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Petri del ’72 vincitore di Cannes e grande successo, ma i settanta erano anni di impegno...
voto al film: 
24 settembre 2010 Opinione di ed wood su "I lunedì al sole"
Film notevole per diversi motivi. Anzitutto per il modo con cui indignazione e sconforto vengono temperati dalle amarissime goccie di uno humour all'acido solforico. Poi per la capacità dell'autore di schivare agilmente tanto l'ascetismo di un Kaurismaki quanto la durezza di un Loach, avvicinandosi forse (come fa notare Fittante) al surrealismo di un Guediguian. Infine per la mimetica performance di un Bardem irresistibile, capace di disegnare un...
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1 giugno 2010 Opinione di Peppe Comune su "I lunedì al sole"
Galizia. Santa, Josè, Amador e Lino sono quattro amici che sono stati licenziati dal cantiere navale dove avevano lavorato per anni. Così, tutti ben oltre i quarant'anni, si trovano tagliati fuori dal mondo del lavoro nel bel mezzo del "miracolo economico" spagnolo. Trascorrono le loro giornate andando in città alla ricerca di nuove occupazioni o al bar di Rino dove, tra un bicchiere e l'altro e qualche battuta, cercano di addolcire almeno un pò la loro amara...
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27 aprile 2010 Opinione di emmepi8 su "I lunedì al sole"
Argomento spinoso all’epoca, oggi ancora di più vista al crisi che ci stringe da ogni parte. Un condizione sociale che porta ad un riflessione forte ed un cambio di vita che naturalmente ognuno affronta in maniera personale e poco condivisa con gli altri. Il vuoto che avvolge la settimana è ben descritto ed anche bene interpretato, anche da un Bardem su cui io spesso ho avuto molti dubbi, ma che qui li assolve tutti. Non ci sono carichi melodrammatici, il clima e...
voto al film: 
27 febbraio 2008 Opinione di barabbovich su "I lunedì al sole"
I lunedì come i sabati e le domeniche, passati a guardare il mare o a bere birra in compagnia: è questo il quotidiano di Santa (Bardem) e dei suoi amici spagnoli, tutti sulla quarantina. Disoccupati, ormai abituati a caracollare tra il bar, l'ufficio di collocamento, lavoretti improvvisati o rubacchiati ad altri e qualche svogliato colloquio, Santa e i suoi sodali consumano le loro esistenze in un quotidiano senza prospettive. Il tema è importante, ambientazione e attori sono credibili...
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