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Play Time (1967)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Play Time: forte
Ritmo ritmo in Play Time: presente
Impegno impegno in Play Time: minimo
Tensione tensione in Play Time: assente
Erotismo erotismo in Play Time: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Play Time

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Play Time (voti: 36 media: 3,94) 36

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La trama

Uno scombinato omino semina il caos in una futuristica "Ville Lumière".

Mentre vaga per i quartieri più avveniristici di Parigi nell'inutile tentativo di rintracciare un impiegato, l'allampanato e compassato monsieur Hulot si smarrisce in una giungla di architetture moderne e gadget tecnologici, rimanendo "impigliato" in un gruppo di turisti statunitensi...  

Tati enfatizza i tratti più astratti e "lunari" della sua comicità, in aperta ostilità verso la montante alienazione contemporanea. Suoni e rumori soppiantano i dialoghi, mentre le figure umane si perdono in un paesaggio urbano geometrico e angosciosamente uniforme. Girato in 70mm (e quindi inadatto allo schermo Tv) e ampiamente scorciato dopo il flop al botteghino.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 01/04/2011 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto buono

Monsieur Hulot vaga in un quartiere parigino dalle architetture avveniristiche e dopo aver tentato invano di farsi ricevere da un impiegato dei pubblici uffici in un palazzo enorme e ultramoderno, rimane invischiato in mezzo a un gruppo di turisti statunitensi e coinvolto nell'inaugurazione di un ristorante moderno che si trasforma in un susseguirsi di guai e disfunzioni. Per la verità noi diciamo di trovarci a Parigi perchè questo c'è scritto sull'insegna all'aeroporto dove arrivano i turisti e perchè questo dicono gli stessi turisti venuti dalla lontana America con la loro frenetica voglia di scattare fotografie. In realtà di Parigi non si vede un bel niente, solo le fugaci immagini riflesse nel vetri delle vetrine della Torre Eiffel e dell'Arco di Trionfo. Il resto è tutto un ammasso di edifici moderni, simmetrici e incolori, con le persone che sembrano muoversi come dei tarantolati e la sensazione che questo mondo ipertecnologizzato stia collassando sempre nell'aria. In realtà stiamo a "Tativille", nel quartiere voluto da Jaques Tati alla periferia di Parigi, che doveva servire come centro di produzione per il suo genio creativo e reso fruibile per l'intera collettività e che, invece, si rivelò essere un vero e proprio disastro economico a causa dello scarso successo al botteghino di “Play Time”, che di quell'idea doveva rappresentare la punta di diamante e il volano per futuri progetti. “Play Time”è il film in cui Jacques Tati porta all’estremo la sua critica contro la società dei consumi, e lo fa aumentando la carica surreale della sua comicità e particolareggiando ancora di più aspetti stilistici a lui tanto cari : facendo del suo corpo dinoccolato quell’agente estraneo che si insinua in un mondo che non gli appartiene, diventandone così l’elemento che ne fa risaltare tutto il carattere disfunzionale, e portando al limite il suo spirito di osservazione critica attraverso l’ampio utilizzo di campi lunghissimi (il film è stato girato in 70mm e “sarebbe” inadatto al piccolo schermo) che, racchiudendo in una sola inquadratura un cospicuo numero di informazioni, accrescono la percezione di trovarci di fronte a un teatro comico dell’assurdo. Si possono distinguere due momenti ben distinti del film : quello in cui Monsieur Hulot si trova immerso in un grande palazzo di vetro, con corridoi interminabili, uffici che somigliano ad alveari e la sensazione di immobilismo che scaturisce dalla prevalenza dei rumori della “tecnologia” sulle voci dell’uomo e dall’angosciante asetticità del luogo, e l’altro, che si svolge in prevalenza al Royal Garden, all’inaugurazione del nuovo ristorante cittadino che si trasforma in una sarabanda di equivoci e malintesi. In entrambi i casi, sia nell’ordine geometrico del palazzo che nella disordinata confusione del ristorante, si ha la tragicomica rappresentazione dell’insana presenza dell’alienazione, che induce le persone a muoversi come degli automi, a comportarsi seguendo una volontà eterodiretta, ad andare di fretta senza sapere precisamente perché. Come se si trovassero su una grande giostra a cui l’iniziale piacere di esservi salito non fa seguito l’eventuale intenzione di volervi scendere quando e come meglio si crede. Questo sembra suggerire la bellissima sequenza che precede di poco la fine del film, che ritrae un nutrito numero di auto girare intorno a una rotonda come se si trattasse di un enorme carosello che ripete i suoi giri sempre uguali. Geniale Tati, ha saputo far riflettere sui possibili effetti disturbanti del "progresso" tecnologico giocando con le cause indesiderate che li possono produrre. Con la carica surreale del suo corpo rivoluzionario e attraverso l'irriverenza analitica di una risata.    
Commenta l'opinione 4
SI

Opinioni su Play Time


19 febbraio 2012 Opinione di sasso67 su "Play Time"
sasso67

Non riesco ad essere un fan di Jacques Tati, nonostante che il suo personaggio allampanato e dinoccolato mi ispiri innata simpatia. Questo Playtime è indubbiamente un film atipico: lo era nel 1967 e lo è ancora oggi a quasi 45 anni di distanza. L'impressione che mi dà, in diversi momenti della sua durata e soprattutto in quelli notturni, è quella di uno dei quadri di Edward Hopper (penso a Nighthawks o ad Automat) animato e riempito all'inverosimile di personaggi come una vignetta di...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Play Time (1967)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

1 aprile 2011 Opinione di Peppe Comune su "Play Time"
Peppe Comune

Monsieur Hulot vaga in un quartiere parigino dalle architetture avveniristiche e dopo aver tentato invano di farsi ricevere da un impiegato dei pubblici uffici in un palazzo enorme e ultramoderno, rimane invischiato in mezzo a un gruppo di turisti statunitensi e coinvolto nell'inaugurazione di un ristorante moderno che si trasforma in un susseguirsi di guai e disfunzioni. Per la verità noi diciamo di trovarci a Parigi perchè questo c'è scritto sull'insegna all'aeroporto...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Play Time (1967)

4 commenti
[utile per 21 utenti]


18 dicembre 2010 Opinione di clario su "Play Time"
clario

Play Time è una delle vette maggiori del cinema di denuncia sociale. Il bruttissimo mondo rappresentato nel 1967 è quello di oggi, tecnocratico da fare schifo, zeppo di individui rimbambiti dalla tecnologia che altro non sono che target commerciali, sgradevolissimo per la vista e l'udito. Il peggiore dei mondi possibili, il nostro. Mondo distopico reale in cui un uomo è riconosciuto da tutti quelli che non conosce perché è un uomo che più mediocre...

voto al film: clario assegna il voto ottimo a Play Time (1967)

nessun commento
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13 febbraio 2010 Opinione di PP su "Play Time"
PP

Voto 4. Inspiegabile per me il grido “capolavoro” di certa critica. Sono 120 minuti faticosissimi, di immagini sovraffollate, con l’occhio che fa a fatica a individuare un punto a cui rivolgere la propria attenzione. Inoltre: dov’è la sceneggiatura? [11.02.2010]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Play Time (1967)



22 dicembre 2009 Opinione di fornarolo su "Play Time"
fornarolo

Il grande Tati realizza forse il suo film migliore conducendo il suo M. Hulot all'inevitabile scontro con la tecnologia. Silenzio contro frastuono, stupore contro ripetitività: una critca di grande intelligenza (e di buona tecnica registica).

voto al film: fornarolo assegna il voto buono a Play Time (1967)


29 dicembre 2008 Opinione di carlos brigante su "Play Time"
carlos brigante

Play Time è un gioiellino per tecnica e contenuti. Un esempio di come il Cinema possa far (sor)ridere con intelligenza. Un esempio di come riflettere sulla società che ci fagocita. All'interno di inquadrature spesso fisse (ma brulicanti di movimento!), di campi lunghi, di scenografie color acciaio (come del resto la fotografia), Tati crea un microcosmo in cui l'umanità e la tecnologia giocano ora a rincorrersi, ora a nascondino, dando vita a situazioni bizzarre che fanno appunto...

voto al film: carlos brigante assegna il voto ottimo a Play Time (1967)



5 agosto 2008 Opinione di bradipo68 su "Play Time"
bradipo68

Dopo aver visto questo Playtime ho raggiunto la convinzione assoluta(che comunque era gia'abbastanza radicata in me)che Tati fosse un genio,un padrone assoluto dell'arte cinematografica,un cantore del cinema puro,quello prima dell'avvento del sonoro.E infatti anche questo film ha dialoghi molto radi,sono molto piu'presenti gli effetti sonori che le parole dei personaggi che comunque nulla aggiungono all'economia del film.Un film sfortunato commercialmente ,non capito,di cui anche Tati non...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Play Time (1967)

2 commenti
[utile per 10 utenti]

26 maggio 2008 Opinione di OGM su "Play Time"
OGM

Una sferzante commedia sui tempi morti della quotidianità, con un'umanità brulicante, irrequieta ed attonita, ed anche un po' confusa, ritratta nei luoghi e nei momenti di attesa, di trasferimento e di svago, che ne evidenziano i tic e le nevrosi. Tutti sembrano in preda allo spaesamento, aggravato dalle moderne architetture, dalle loro forme squadrate, uniformi ed essenziali, in cui ogni elemento pare replicarsi all'infinito. I volumi sempre uguali disorientano, con la complicità di...

voto al film: OGM assegna il voto sufficiente a Play Time (1967)



19 maggio 2008 Opinione di chribio1 su "Play Time"
chribio1

film che diciamo la verita',pur avendo gia' piu' di 40 anni,si fa vedere e anche sorridere.mi ha fatto ridere specialmente la particina dell'autobus con il lampione fra le mani.diciamo che e' una via di mezzo fra mr.bean e buster keaton.voto.6.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Play Time (1967)


15 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "Play Time"
mm40

Masturbatorio filmino senza capo nè coda, che dimostra purtroppo la vacuità di idee di Tati vergognosamente celata dietro un tanto disdicevole progetto. Il classico prodotto 'tanto indietro da sembrare perfino avanti', incomprensibile per scelta, ma considerato con spocchia da una certa critica una specie di capolavoro, o non si sa cosa di grandioso. In realtà non accade nulla per due ore consecutive, Tati vaga per la città finendo per sembrare un vecchio ritardato in stato confusionale...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Play Time (1967)




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