Play Time (1967)
Con Jacques Tati, Barbara Dennek, Rita Maiden, Jacqueline Lecomte
La trama
Uno scombinato omino semina il caos in una futuristica "Ville Lumière".
Mentre vaga per i quartieri più avveniristici di Parigi nell'inutile tentativo di rintracciare un impiegato, l'allampanato e compassato monsieur Hulot si smarrisce in una giungla di architetture moderne e gadget tecnologici, rimanendo "impigliato" in un gruppo di turisti statunitensi...
Tati enfatizza i tratti più astratti e "lunari" della sua comicità, in aperta ostilità verso la montante alienazione contemporanea. Suoni e rumori soppiantano i dialoghi, mentre le figure umane si perdono in un paesaggio urbano geometrico e angosciosamente uniforme. Girato in 70mm (e quindi inadatto allo schermo Tv) e ampiamente scorciato dopo il flop al botteghino.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 01/04/2011 - utile per 21 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [4]
- positive [9]
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19 febbraio 2012 Opinione di sasso67 su "Play Time"
Non riesco ad essere un fan di Jacques Tati, nonostante che il suo personaggio allampanato e dinoccolato mi ispiri innata simpatia. Questo Playtime è indubbiamente un film atipico: lo era nel 1967 e lo è ancora oggi a quasi 45 anni di distanza. L'impressione che mi dà, in diversi momenti della sua durata e soprattutto in quelli notturni, è quella di uno dei quadri di Edward Hopper (penso a Nighthawks o ad Automat) animato e riempito all'inverosimile di personaggi come una vignetta di...
voto al film: 
1 aprile 2011 Opinione di Peppe Comune su "Play Time"
Monsieur Hulot vaga in un quartiere parigino dalle architetture avveniristiche e dopo aver tentato invano di farsi ricevere da un impiegato dei pubblici uffici in un palazzo enorme e ultramoderno, rimane invischiato in mezzo a un gruppo di turisti statunitensi e coinvolto nell'inaugurazione di un ristorante moderno che si trasforma in un susseguirsi di guai e disfunzioni. Per la verità noi diciamo di trovarci a Parigi perchè questo c'è scritto sull'insegna all'aeroporto...
voto al film: 
18 dicembre 2010 Opinione di clario su "Play Time"
Play Time è una delle vette maggiori del cinema di denuncia sociale. Il bruttissimo mondo rappresentato nel 1967 è quello di oggi, tecnocratico da fare schifo, zeppo di individui rimbambiti dalla tecnologia che altro non sono che target commerciali, sgradevolissimo per la vista e l'udito. Il peggiore dei mondi possibili, il nostro. Mondo distopico reale in cui un uomo è riconosciuto da tutti quelli che non conosce perché è un uomo che più mediocre...
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13 febbraio 2010 Opinione di PP su "Play Time"
Voto 4. Inspiegabile per me il grido “capolavoro” di certa critica. Sono 120 minuti faticosissimi, di immagini sovraffollate, con l’occhio che fa a fatica a individuare un punto a cui rivolgere la propria attenzione. Inoltre: dov’è la sceneggiatura? [11.02.2010]
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22 dicembre 2009 Opinione di fornarolo su "Play Time"
Il grande Tati realizza forse il suo film migliore conducendo il suo M. Hulot all'inevitabile scontro con la tecnologia. Silenzio contro frastuono, stupore contro ripetitività: una critca di grande intelligenza (e di buona tecnica registica).
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29 dicembre 2008 Opinione di carlos brigante su "Play Time"
Play Time è un gioiellino per tecnica e contenuti. Un esempio di come il Cinema possa far (sor)ridere con intelligenza. Un esempio di come riflettere sulla società che ci fagocita. All'interno di inquadrature spesso fisse (ma brulicanti di movimento!), di campi lunghi, di scenografie color acciaio (come del resto la fotografia), Tati crea un microcosmo in cui l'umanità e la tecnologia giocano ora a rincorrersi, ora a nascondino, dando vita a situazioni bizzarre che fanno appunto...
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5 agosto 2008 Opinione di bradipo68 su "Play Time"
Dopo aver visto questo Playtime ho raggiunto la convinzione assoluta(che comunque era gia'abbastanza radicata in me)che Tati fosse un genio,un padrone assoluto dell'arte cinematografica,un cantore del cinema puro,quello prima dell'avvento del sonoro.E infatti anche questo film ha dialoghi molto radi,sono molto piu'presenti gli effetti sonori che le parole dei personaggi che comunque nulla aggiungono all'economia del film.Un film sfortunato commercialmente ,non capito,di cui anche Tati non...
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26 maggio 2008 Opinione di OGM su "Play Time"
Una sferzante commedia sui tempi morti della quotidianità, con un'umanità brulicante, irrequieta ed attonita, ed anche un po' confusa, ritratta nei luoghi e nei momenti di attesa, di trasferimento e di svago, che ne evidenziano i tic e le nevrosi. Tutti sembrano in preda allo spaesamento, aggravato dalle moderne architetture, dalle loro forme squadrate, uniformi ed essenziali, in cui ogni elemento pare replicarsi all'infinito. I volumi sempre uguali disorientano, con la complicità di...
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19 maggio 2008 Opinione di chribio1 su "Play Time"
film che diciamo la verita',pur avendo gia' piu' di 40 anni,si fa vedere e anche sorridere.mi ha fatto ridere specialmente la particina dell'autobus con il lampione fra le mani.diciamo che e' una via di mezzo fra mr.bean e buster keaton.voto.6.5.
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15 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "Play Time"
Masturbatorio filmino senza capo nè coda, che dimostra purtroppo la vacuità di idee di Tati vergognosamente celata dietro un tanto disdicevole progetto. Il classico prodotto 'tanto indietro da sembrare perfino avanti', incomprensibile per scelta, ma considerato con spocchia da una certa critica una specie di capolavoro, o non si sa cosa di grandioso. In realtà non accade nulla per due ore consecutive, Tati vaga per la città finendo per sembrare un vecchio ritardato in stato confusionale...
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- negative [2]
- sufficienti [4]
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