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36, Quai des Orfèvres (2004)

[36, Quai des Orfèvres, Francia 2004, Noir, durata 110']   Regia di Olivier Marchal
Con Daniel Auteuil, Gérard Depardieu, André Dussollier, Valeria Golino



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in 36, Quai des Orfèvres: assente
Ritmo ritmo in 36, Quai des Orfèvres: forte
Impegno impegno in 36, Quai des Orfèvres: assente
Tensione tensione in 36, Quai des Orfèvres: forte
Erotismo erotismo in 36, Quai des Orfèvres: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (voti: 114 media: 3,83) 114

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La trama

Da alcuni mesi alcuni malviventi seminano il terrore a Parigi. Chi riuscirà a sgominare la temibile banda diventerà capo della Polizia Giudiziaria (che ha sede al numero 36 di Quai des Orfèvres). La guerra tra Léo Vrinks, capo della squadra anticrimine e Denis Klein, che dirige la squadra investgativa, è così aperta.  

Certo, Marchal è un eccellente regista "d'azione", e qui c'è di che divertirsi, ma sono i percorsi umani e disumani a scartavetrare l'anima. Sono le lacrime di uno dei funerali più belli mai visti al cinema o l'intensità sorda di certi passaggi, certe occhiate, certe frasi bisbigliate all'orecchio, cariche di allusioni. Nella seconda parte, quando Auteuil sembra finire per sempre a Monte Cristo e il tradimento di Depardieu grida vendetta al cielo, qualche risvolto narrativo si fa macchinoso. Ma è un niente, un eccesso d'amore nei confronti di una storia che è la propria, e per questo non si vorrebbe mollare mai. Fino alla frase sussurrata da Auteuil nel cesso ("Se non riesci con la prima pallottola, ce ne sono altre tredici"), comunque, un bellissimo polar.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 4/2005

Sporche storie di sbirri sullo sfondo di Parigi. Attori superlativi, intensità d’altri tempi e un regista che sa il fatto suo per un bellissimo polar

il 14 gennaio 1985 il capitano dominique loiseau della “bri” (Brigata d’intervento rapido) morì in un conflitto a fuoco con una banda di rapinatori. L’improvvido intervento degli uomini del BRB (Brigata di repressione del banditismo) fece scoprire il poliziotto in appostamento. Nella squadra di Loiseau, alla memoria del quale 36-Quai des Orfèvres è dedicato, anche un giovane ufficiale, Olivier Marchal, che adesso, da regista, racconta questa storia. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 05/04/2010 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

Una spietata banda di rapitori hanno svaligiato sette furgoni in meno di diciotto mesi, ucciso nove portavalori e fatto un bottino che si aggira intorno ai due milioni di euro. Il ministro esorta"a prendere la situazione di petto e di fare di tutto per fermare questi criminali che da troppo tempo ridicolizzano le istituzioni". Di questa esigenza vengono investiti Leo Vrinks (Daniel Auteuil) e Denis Klein (Gerard Depardieu), rispettivamente capo dalla squadra antirapina e di quella dell'antibanditismo. E' innanzitutto una questione di tempo e la cosa non è di poco conto per uomini a cui il tempo sembra non bastare mai, neanche per cicatrizzare definitivamente vecchi dolori. Vrinks e Klein, per anzianità, stato di servizio e grado, sono entrambi proponibili per il posto di direttore della polizia giudiziaria che Robert Mancini ( Andrè Dussollier) sta per lasciare perchè promosso a un incarico superiore, e le cose si sono messe in modo che chi dei due riuscirà a prendere la banda di rapitori prevarrà sull'altro. Per la verità Vinks non è affatto interessato alla carica, mentre Klein è il tipo d'uomo assetato di potere. Tra i due inizia una vera e propria partita a scacchi dove in gioco, più che una menzione di merito ulteriore sul proprio stato di servizio, c'è la sopravvivenza dell'amicizia virile, del senso di appartenenza a un codice comportamentale sancito con un patto tra uomini da un lato, e l'opportunismo come arma da usare a ogni costo pur di giungere al fine di arrivare all'ambito premio dall'altro. In ogni caso l'obbligo imposto a un poliziotto di marcare con nettezza il limite tra il lecito e l'illecito diventa un mero esercizio lessicale. La differenza è puramente qualitativa e Vrinks e Klein sono due poli accomunati dalla condivisione del medesimo campo di battaglia, un campo in cui la deontologia professionale di un poliziotto incontra più di una deroga, in cui si battono strade diverse da quelle canonizzate dai regolamenti scritti. Agiscono solinghi in un sistema in cui la corruttibilità è la regola e il realismo dei compagni martoriati dalle pallottole si imprime irrimediabilmente nell'animo, apre voragini che li riconduce a un passato che si credeva, se non sepolto del tutto, almeno depurato della sua carica esplosiva. "36, Quais des Orfèvres" è un film adulto, degno della migliore tradizione del polar francese. Olivier Marchal mostra una maturità sconvolgente nel tratteggiare la precarietà esistenziale di uomini vinti dall'impossibilità di venire a capo del loro destino ed è magistrale la polarizzazione delle vicende umane attorno a due archetipi come Vrinks e Klein : perfettamente consapevole di non poter più sfuggire a un ruolo sacralizzato per lui dall'andamento sistemico delle cose l'uno, illuso di chiudere i conti col passato e di rigenerarsi come uomo grazie al nuovo ruolo nelle stanze del potere l'altro. Accompagnato da una musica mai invasiva, la regia di Marchal si muove sinuosa tra i meandri della malavita francese e ogni tanto si concede qualche sosta sulle sponde quiete degli affetti familiari o della sincerità di un'amicizia vissuta come fondamentale scopo esistenziale. Grandi gli attori con una menzione speciale per Daniel Auteuil, vero punto nevralgico dell'intera poetica di Marchal ( il film segue "Gangster" e precede "L'ultima missione" in una sorta di trilogia che lo vede come protagonista negli ultimi due). Il film investe molto sul corpo di Auteuil, sulle sue movenze segnate da vecchi e nuovi dolori. Credo che prevalga soprattutto l'aspetto umanista della vicenda e questo fa si che, nonostante i chiari riferimenti ad alcuni classici del noir contemporaneo ( Michael Mann su tutti ovviamente), Marchal rimanga ancorato alla migliore tradizione del suo paese. Siamo dalle parti di Melville e probabilmente il maestro non avrebbe problemi ad iscriverlo tra i suoi migliori epigoni contemporanei.
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SI

Opinioni su 36, Quai des Orfèvres


7 novembre 2011 Opinione di chribio1 su "36, Quai des Orfèvres"
chribio1

un po' d'azione c'e' ma il film non e' molto importante da ricordare e forse,le uniche cose da rimembrare sono le 2 scene di nudo della Golino.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a 36, Quai des Orfèvres (2004)

1 commento

30 marzo 2011 Opinione di wang yu su "36, Quai des Orfèvres"
wang yu

Da un lato, vediamo la corruzione e la decadenza del mondo criminale, d'altra parte, c'è amore e dolcezza. Non dimenticherò mai il momento in cui Vrinks è in una prigione e fa di tutto per la disperazione di vedere la moglie, Camille Vrinks (Valeria Golino). Il loro delicato bacio e le parole gentili "ti amo" il loro ultimo incontro .  Davvero, l'onore incontra decadenza e la dolcezza incontra brutalità,tutto ciò non è realistico?voto 7

voto al film: wang yu assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)

nessun commento
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30 marzo 2011 Opinione di emil su "36, Quai des Orfèvres"
emil

Grandioso polar dal ritmo implacabile( solo nella seconda parte cala ma solo per un po ), scandito dalla figura dei due poliziotti zombi, che attraversano il film con una malinconia e dolore da far male, due che si fanno la guerra e signori, in guerra tutto è permesso.. da non perdere!

voto al film: emil assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)


22 febbraio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "36, Quai des Orfèvres"
alfatocoferolo

Splendido prodotto di genere, ben interpretato e ben articolato da Marchal (che si occupa anche della sceneggiatura e dei dialoghi). Il regista è bravo, c'è poco da fare, sa costruire bene la tensione, giocare abilmente con i tempi ed imporre allo spettatore la sua morale, fatta di compromessi più o meno grandi che spesso richiedono qualche sacrificio. Vrinks e Klein sono entrambi poliziotti che si avvalgono di sistemi poco ortodossi per condurre le loro operazioni,...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)

nessun commento
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29 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "36, Quai des Orfèvres"
barabbovich

La lotta a una banda che da alcuni mesi mette a segno rocambolesche rapine lasciando una scia di sangue sul proprio cammino rappresenta per Lèo Vrinks (Auteuil), capo della squadra anticrimine, e Denis Klein (Depardieu), capo della squadra investigativa e pronto intervento, l'occasione per assicurarsi una poltrona al 36, Quai des Orfèvres, la sede del comando di Polizia a Parigi. Vrinks usa le maniere forti ma è leale e non ambisce al potere, mentre Klein è...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a 36, Quai des Orfèvres (2004)


11 ottobre 2010 Opinione di Leo Maltin su "36, Quai des Orfèvres"
Leo Maltin

Ottimo polar francese diretto con mano sicura ed esperta dal regista, che si avvale delle magnifiche interpretazioni di Depardieu e Auteuil.

voto al film: Leo Maltin assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)



17 giugno 2010 Opinione di degoffro su "36, Quai des Orfèvres"
degoffro

“Un giorno i fantasmi suoneranno alla tua porta e tu dovrai seguirli e ti troverai di fronte a tutte le schifezze che hai fatto!” Non usa mezze parole l’agente Eve Verhagen con il suo superiore Denis Klein, capo della squadra antibanditismo. Klein (un immenso Depardieu che, alle prese con un ruolo che avrebbe potuto facilmente scadere nello stereotipo, gli conferisce una forza, una mimetica ed una credibilità esemplari) è un mediocre ed ambizioso opportunista...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)

3 commenti
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5 aprile 2010 Opinione di Peppe Comune su "36, Quai des Orfèvres"
Peppe Comune

Una spietata banda di rapitori hanno svaligiato sette furgoni in meno di diciotto mesi, ucciso nove portavalori e fatto un bottino che si aggira intorno ai due milioni di euro. Il ministro esorta"a prendere la situazione di petto e di fare di tutto per fermare questi criminali che da troppo tempo ridicolizzano le istituzioni". Di questa esigenza vengono investiti Leo Vrinks (Daniel Auteuil) e Denis Klein (Gerard Depardieu), rispettivamente capo dalla squadra antirapina e di quella...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)

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18 novembre 2009 Opinione di joseba su "36, Quai des Orfèvres"
joseba

Una feroce banda specializzata in rapine ai portavalori dà del filo da torcere alla polizia: 7 furgoni assaltati in meno di 18 mesi, 9 custodi uccisi e un bottino che si aggira sui due milioni di euro. Il direttore della polizia giudiziaria Mancini, in procinto di assumere l’incarico di direttore generale, incalza i suoi uomini per catturare i banditi e lasciare la scrivania senza conti in sospeso. Sono due gli uomini con le carte in regola per sostituirlo alla direzione della...

voto al film: joseba assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)

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9 marzo 2009 Opinione di carlos brigante su "36, Quai des Orfèvres"
carlos brigante

Marchal conosce il polar e gli archetipi del genere, ma conosce anche in prima persona il mestiere del poliziotto. Ha masticato e ben digerito Melville, Friedkin e Mann, ma è e rimane Marchal. Il regista francese popola il suo mondo desolato e pessimista di personaggi che vagano in compagnia della propria solitudine. La scena è dominata dalle figure maschili con le loro ambigue maniere, ma non relega a ruoli di secondo piano quelle femminili. Esse appaiono come lampi nel corso della...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a 36, Quai des Orfèvres (2004)

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